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lunedì 3 dicembre 2018

Il "Non Senso" Comune















https://www.youtube.com/watch?v=GXFSK0ogeg4



Ne hanno parlato e scritto in molti, da Manzoni, a Reid, a Hulme e, ancor prima di loro, Aristotele, Cicerone, Cartesio San Tommaso D'Acquino, Descartes, Giambattista Vico, Carlo Giusti e molti, molti altri filosofi, scienziati, antropologi, pensatori.

Tutti d’accordo (che comprende il disaccordo) che il “buon senso” e il “senso comune” (il "common sense" anglosassone) fossero comunque fiumi divisi e difficilmente condivisibili. Forse tutti abbastanza d’accordo che il “buonsenso” fosse virtù, o difetto, di una minoranza, assumendo invece come “senso comune” la percezione della realtà dei più. A prescindere da quale fosse, tra i due, il meglio da riconoscere e da seguire.

Inutile riportare i famosi aforismi di competenza che sono ben noti, anche se mai compresi, forse, fino in fondo. Né in un caso che nell'altro. E non sono certo io, in questo caso, a volermi addentrare in arcaiche introspettiche rivisitazioni a riguardo.

Penso sia invece interessante proiettare l’argomento nella nostra vita, nella nostra quotidiana “modernità”, per scoprire di quanto si sia spostata la prospettiva a riguardo.

Di quanto sia, ancor più che cambiata, direi lesa, snaturata, verso altri contenuti che non trovo possano rientrare nel pensiero degli antichi luminari. Di quanto, da una teorica contrapposizione di due membri più o meno ben distinti, una sorta di “matematica” binaria per interpretare e programmare il comune vivere, il “sistema” si sia trasformato quasi in una fase entropica di equilibrio monodirezionale a scambio energetico nullo. E, ancor più che “comune” direi virale. Meglio,……. globale.

Ho la decisa sensazione che il teorico “buon sentire” dei pochi quanto il secolarizzato “senso” dei più, si siano congiunti, se non fusi completamente nel “non senso” di tutti.

Ed è in questo “non senso”, spero di sola personale percezione, che purtroppo si sta realizzando, continuando per altro ad inflazionarsi senza fine, una sorta di totale infelicità diffusa, tremendamente mascherata e ben truccata dai “beni” che ci ha offerto l’evoluzione ed il progresso. Intesi non solo nella direzione più osannata del momento, ovvero quello “tecnologica”, ma anche e soprattutto, e viceversa, dall'involuzione non tanto di “ideali”, (forse a riguardo è meglio così) ma di “valori”.

E se la mia analisi mi porterà ad essere riconosciuto come vecchio “moralista” non ha importanza, perché è proprio l’uso delle etichette, e del contrasto per abitudine, una di queste tristissime, involute acquisizioni, in sostituzione, ad esempio, del “valore” di una leadership reale e naturale in quanto riconosciuta e mai imposta.

In questo modo, qualsiasi “senso” o meglio "buon senso", inteso come percezione della realtà, diviene sempre e comunque il “non senso” di una discussione, non tanto perché essa sia necessaria, ma perché pare sia essa stessa il fine. Questo non scalfisce il naturale dibattito, anche critico, di una vita comune, ma diviene “non senso” se il senso del vivere finisce per divenire solo questo.

Credo che possiamo ritrovare infiniti esempi all'interno della nostra (non confinata oltretutto) società. 
Che si vanta dell’evoluzione tecnologica della comunicazione istantanea e invasiva, come una conquista di “felicità” e “senso comune” per poi ritrovarsi negli stati più profondi di distanze e solitudine. 
Infelicità in una semplice parola.

Che può drogarsi legalmente “per uso proprio” senza aver in alcun modo la possibilità di curarsi dopo e soprattutto prima, dal momento che solo una carenza di felicità può portare a tanto. E non è neppure in grado di prevenirne l'importazione e la distribuzione soprattutto di tipo culturale oltre che meramente materiale.

Che vive nella frenetica fino all'isterica necessità dell’”apparire” per “essere”,  per “percepirsi”, solo unicamente a favore di un “non valore” come il denaro o della fama se non del semplice "vuoto interiore". Un tema che cercherò di approfondire se mi riuscirà, più avanti nel tempo. Al momento mi fermo a constatare l’ascolto “intubato” di qualche stimato vecchio amico che descrive come in futuro, non saranno più i cellulari il "business", ma infinite microscopiche telecamere (il business sta nella parola “infinite”), che potranno alleviarci da non si sa quali pene. Non riesco più, da vecchio “moralista” ancora ben saldo su certi “valori” a stimare “pecorai” di greggi raglianti e oltremodo inermi.

Che permette di dimenticarsi quotidianamente delle tremende fatiche dei “padri” per costruire quel poco o tanto ereditato. Poco o tanto che, al momento, per non essere fuori dal “coro” deve obbligatoriamente essere condiviso con l’umanità intera senza che quest’ultima possa neppure comprendere il “rispetto” dovuto a quei sudori e a quelle fatiche. Senza neppure porsi il problema dei “figli” di quelle fatiche che non riescono quasi a sopravvivere. 

Che non si scandalizza più di nulla e più a nulla reagisce, ma si distingue come una società che è campionessa intergalattica per creare scandali a vantaggio o svantaggio di qualcuno. Che ha strumenti per poterlo fare, senza che neppure il “senso comune” possa recalcitrare, tanto è avvolto e coinvolto "felicemente infelice" nel suo "sistema".

Che pensa che, oltre a poter comunicare in modo bulimico possa anche essere informata in modo corretto, senza mai accorgersi, o, peggio, senza neppure averne consapevolezza, che tale “informazione” risulta, al minimo, “stomachevole” e disonesta. 

Che non legge libri ma giornali perché i libri, quelli veri e importanti, non si stampano neppure più. E, a fronte di tutto questo, si sente comunque “tuttologa” tanto, mi ripeto, da essersi trasformata da una società di “intenti” e di "azioni" in una di “discussioni” e di "talk-show".

Che spera ancora nel rifiorire di qualche boom economico, che inneggia alla ripresa dei consumi, senza comprenderne l’inutilità se essa è quantomeno rivolta a consumare sempre le stesse cose. Senza capire che, anche solo per “produrle” (non parliamo di immaginarle, pensarle, idearle...) è necessario faticare e non ho mai conosciuto un “disoccupato” che una volta “occupato” non abbia cominciato a lamentarsi appena dopo qualche mese di attività.

Che vuole indebitarsi senza mai prima comprendere, non tanto da dove proviene il debito monetario, (molti economisti lo sanno spiegare bene) ma da dove provengono gli sprechi dei non troppo antichi connubi: io ti do un voto – tu mi dai un lavoro= ci siamo garantiti il futuro tutti e due.( si chiama Mafia o Corruzione, vedete voi - è il seme più piccolo apparentemente, solo apparentemente..)

Che impegna, su imposizione altrui, il lavoro di quasi un anno dell’intero “governo” e relativi costi, per legiferare matrimoni LGBT per realizzarne 212… (e non ho nulla contro tranne chi ha qualcosa contro di me che sono etero - comunque sono circa, a tutt'oggi circa 700.000 euro/matrimonio di soli costi governativi), ma non trova il tempo e le risorse per dare sollievo a chi soffre davvero, ad esempio il sostegno alle famiglie con figli portatori di handicap e peggio ancora a quelli affetti da malattie psichiatriche (altro che società evoluta). 

Che vive infelice, ma vuole apparire felice a tutti i costi, insistendo su strumenti vuoti di “valori” quanto ricchi di insulse promesse e aspettative.

Che non costruisce, non si ingegna, non impara, non insegna, non rischia, non si slancia, che aspetta comandi perché non sa darsene uno, che aspetta e basta. Non innova, non pensa, non si parla, non si pone né si predispone. Che si inchina e si convince e si affida ai falsi informatori, ai sognatori ubriachi non distinguendoli da quelli sobri. Che, in una parola, si intrappola senza mai comprendere quanto spazio libero c’è ancora. E quanto questo spazio di libertà necessita della sua presenza e della sua azione, del suo lavoro.

Che si illude e insegue le “mode” senza avere la minima idea di come si fa ad imporne una. Che pensa che il sole e il vento ci daranno tutta l’energia per sempre e non comprende che è solo una possibilità, non una realtà. E si converte al dio SOLE e al dio VENTO, si dipinge di verde senza conoscerne le conseguenze reali. Senza mai provare a dedicarsi alle soluzioni piuttosto che inebriarsi di stolte provocazioni. Pensando che "tutto è possibile", senza capire che le soluzioni esistono ma per divenire vere, reali, necessitano di quei “valori” dimenticati, o irrimediabilmente perduti.

Che vive senza pudore e non se fa pena. E dal momento che non se ne fa pena è riuscita a farsi addirittura governare da chi, di pudore, non possedendone neppure il sentore e senza neppure essere stato prescelto dalla democrazia vigente, è diventato “capo” delle più dilanianti bugie. E persiste, pur in una leggera ombra, ancora adesso, sempre pronto a tornare in "voga" senza vergogna.

Forse, molti dei miei semplicistici esempi, sono solo "sentori", o, dal momento che è stata abolita la realtà, solo personali percezioni, ma non vedo valori e quei pochi, pochissimi che incontro, sono al lumicino, già contaminati dal “virus”, pronti a giustificare ogni, se pur piccola, appartenenza al “vuoto”.

Chissà ….. forse quei pochissimi che mi leggeranno penseranno che sono pessimista, un'altra etichetta forse …….o forse, tra le righe del mio pessimo scrivere, scorgeranno strade differenti, che inneggiano ai “valori”. 
Quali? 
Il Rispetto, l’Onestà, la Libertà, la Conoscenza, l'Umiltà, il Pudore almeno intellettuale, la Giustizia, e poi …. 
Poi c’è nè uno che è la conseguenza degli altri ….. il più importante di tutti forse …..
Quella Felicità che non esclude problemi ma che ti fa venire una voglia matta di vivere per risolverli o comunque vivere per qualcosa di vero, tutti i giorni.


FranzK.

venerdì 23 novembre 2012

Il Maiale Aerobico.


















http://www.youtube.com/watch?v=CLuEy2p2bBw&playnext=1&list=PL6E758EE93C9DB841&feature=results_video




Tanto, tanto tempo fa, uno dei soliti amici mi spedisce un paio di link che, pur trattando apparentemente di argomenti assai differenti, ritengo invece siano strettamente collegati. 

Allora, nel primo, all’inizio, si propongono sostanzialmente più piste ciclabili e più incentivi per la produzione di prodotti biologici di alta qualità per poi invece arrivare ad illustrare una drammatica situazione rispetto gli allevamenti di animali da macello. 

100 kg di carne pro-capite mangiata …… in quanto? 

Non è specificato ma interpreto in un anno. 

E questi 100 kg per essere prodotti hanno trasformato (non consumato) 10 volte il loro peso in cereali che avrebbero potuto sfamare, si denuncia, assai più persone. 

Così, si insiste, quando tra pochi anni saremo in 10 e più miliardi come faremo a sfamare tutti con la carne? 

“sarebbe il suicidio del pianeta”. 

Ma non è ancora finita: tutte ste bestie sembrano emettere più CO2 di tutte le auto del pianeta. 

Dunque io capisco questo: 

  • non bisogna mangiare carne. 
  • meglio vegetariano. 
  • ne mangiamo 100 kg pro – capite – anno ( che non so se è per sfamarci o per abboffarci) 
  • siamo in troppi. (già sentito ...)
  • quindi è necessario smettere di riprodursi. (già fatto ....)
  • bisogna invece comunque usare di più la bicicletta.(attività fisica, vai che ti fa bene …) 

per finire e tra le righe … 

  • l’automobile dà da lavorare e produce meno CO2 che le bestie da carne.

Dimenticavo : l’assurdità della pirogassificazione della montagna di merda che producono queste bestie infami. 

Passiamo all’articolo successivo dove si parla invece di attività “aerobica”, ginnastica per intenderci, "fitness", e la necessità di perdere peso . 

Qua vengono illustrati gli abstract di quattro articoli piuttosto scioccanti da un punto di vista almeno di recente cultura, convincimento e abitudine. 

Il primo, “L’esercizio fisico non cura l’obesità”: 

La Loyola University Health System illustra i risultati riguardo le ragioni del maggior peso di una donna afroamericana rispetto ad una africana (83-58 Kg): alimentazione non attività. 

Il secondo diSteve Maxwell si intitola “I principali 10 motivi per non fare esercizi aerobici”e in questa occasione, copio e incollo decisamente cercando anche di tradurre qualcosa:

Oxidative Stress – Which causes a breakdown of tissues. It also predisposes one to cancer and heart attack. (Stress ossidativo -che causa la rottura dei tessuti e predispone al cancro e agli attacchi di cuore) 

Elevated cortisol production – Which causes a breakdown of muscle tissue and increases fat storage or depot fat. People do aerobics to alleviate stress yet end up creating more stress.(Elevata produzione di cortisolo-che causa la rottura dei tessuti ed incrementa l’accumulo e il deposito di grassi). 

Lowered testosterone and HGH levels For men, aerobics are a form of chemical castration. Low T-levels are associated with lowered libido, depression, anxiety, increased body fat and decreased muscle tissue. This contributes to muscle-wasting and lowers the basal metabolic rate.(Bassi livelli di testosterone e HGH - per i maschi l’aerobica è una forma di castrazione chimica, i bassi livelli di testosterone si associano con un abbassamento della libido, depressione, ansia,incremento del grasso nel corpo e decremento dl tessuto muscolare. Questo contribuisce allo spreco muscolare e abbassa il ritmo del metabolismo basale). 

Increased appetite and a tendency toward binge eating patterns Aerobic exercise makes people hungry!( l’esercizio aerobico rende le persone affamate!). 

Burns a relatively small amount of calories vs. the time spent One large meal completely offsets the pitiful amount of calories burned in an hour aerobics session. This is exacerbated by over-engineered running shoes which cushion the feet in such a way to create a neural amnesia.(una grande abbuffata supera di gran lunga la ridicola quantità di calorie bruciate durante una sessione di esercizio aerobico, questo è oltremodo aggravato dalle scarpe da corsa super ingegnerizzate con cuscinetti sotto i piedi che provocano amnesia neurale.) 

Adrenal burnout A consequence of the “feel good” neurotransmitters which also stimulate the release of adrenaline. Adrenaline is thefight or flight hormone. Excessive adrenaline creates an addictive response and people going routinely for the so called “high” of running end up with adrenal burnout, e.g., chronic fatigue and depression. ( una conseguenza dei neurotrasmettitori del “sentirsi bene” che stimolano anche il rilascio di adrenalina. L’adrenalina è l’ormone del “combattere o fuggire”. Un eccesso di adrenalina crea dipendenza e le persone che vanno regolarmente per fare “ la carica” con la corsa, finiscono con l’ ”adrenal burnout” cioè fatica cronica e depressione). 

Dr. Kenneth Cooper, the father of aerobic exercise (and the person who coined the term) completely recanted his assertions regarding aerobic exercise. After observing a disproportionate number of his aerobic-enthusiast friends die of cancer and heart disease, he reversed his ideas on the benefits of excessive aerobic exercise. He now claims anything in excess of 20 minutes has greatly diminishing returns. In fact, he’s now an advocate of scientific weight training.( il dottor Kenneth Cooper, il padre degli esercizi aerobici oltre che la persona che ne ha coniato il nome, ha completamente rivisto le sue convinzioni riguardo gli esercizi aerobici. Dopo aver osservato un grande numero di suoi amici entusiasti dell’aerobica, morire di cancro o di attacco cardiaco, ha cambiato completamente la sua idea sui benefici dell’eccesso di esercizio fisico. Lui adesso dice che quando questo eccede i 20 minuti di durata comincia a divenire davvero inefficiente e controproducente. In realtà egli rappresenta oggi uno dei portavoce del controllo del peso “scientifico”). 

Ed il terzo di Mark Sisson, istruttore di palestra ginnica che riporta i risultati della sua esperienza personale e diretta rispetto i “costi” di una “cronica” attuazione di media e grande intensità del lavoro aerobico: 

richiede una grande quantità di zuccheri, diminuisce l’efficienza del metabolismo grasso, aumenta lo stress derivato dall’ormone del cortisolo, incrementa gli stati infiammatori sistematici, incrementa i danni da stress ossidativo(produzione di radicali liberi) e ….. annoia! 

Ma il quarto, del NY Times sui motivi, fattori comuni riguardo la longevità dei “centenari” di tutto il mondo batte tutti: 

The most common thing this group had is that they did not reveal any particular lifestyle secret for their own longevity. When asked specifically, none has exercised. None was a vegetarian. Not a single one ate yogurt throughout his life. 
La cosa più comune di questo gruppo è quella che non rivela particolari segreti di stile di vita che possano essere correlati con la loro longevità. 
Quando viene chiesto loro qualcosa di specifico la risposta è : 

Non ho mai fatto esercizi. 
Non sono mai stato vegetariano. 
Neppure una volta nella mia vita ho mangiato uno yougurt. 

Ed io, diversamente da prima capisco questo: 

  • se voglio avere speranza di vivere a lungo non devo essere vegetariano 
  • se voglio avere speranza di vivere a lungo non devo mangiare yougurt 
  • se non voglio cadere in depressione devo evitare gli esercizi ginnici 
  • se voglio mantenere la mia virilità (!!!!!!) devo evitare gli esercizi ginnici.

ma .... adesso ......come la mettiamo con le ciclabili, lo yogurt e il vegetariano? ;)



FranzK.

domenica 18 novembre 2012

Archetipi, Glossari ..








Archetipo:

1.    L’efficienza,  è il rapporto tra l’energia teoricamente necessaria e quella che è stata  praticamente impiegata, per una qualsiasi trasformazione.

2.    L’efficienza è rappresentata da un numero sempre inferiore ad 1.

3.    Più il valore dell’efficienza è prossimo al valore 1 e più la trasformazione interessata è caratterizzata da un grande valore aggiunto di 1intelligenza quanto l’opposto per valori prossimi a 0.

4.    L’efficienza  può essere quindi, in generale, un indice dello 4spreco e2dell’ignoranza come condizione antitetica al 3consumo e1all’intelligenza.

5.    L’efficienza è di conseguenza, in generale, rispetto al suo valore da 0 verso 1, anche un possibile indice della 6speculazione come obbligata diretta conseguenza dello 4spreco e 2dell’ignoranza ( per valori prossimi a 0), quanto del 5guadagno come naturale diretta conseguenza del 3consumo e 1dell’intelligenza (per valori prossimi ad 1).

6.    Aumentando l’efficienza si diminuiscono gli 4sprechi come obbligata istintiva sopportazione della 8sofferenza  a vantaggio dei 3consumi come naturale propensione al 7beneficio.

7.    Aumentando l’efficienza si diminuiscono le 6speculazioni, come copertura degli stati del 8dolore e 2dell’ignoranza, a vantaggio dei5guadagni, come percezione degli stati del 7bene e 1dell’intelligenza.

8.    Una elevata efficienza non può realizzarsi solo attraverso gli stati del 7beneficio e1dell’intelligenza come valore aggiunto e non attraverso gli stati del 8dolore e della sofferenza.

9.    Una elevata efficienza può realizzarsi soltanto nel rispetto della sostenibilità delle 9risorse solo come conseguenza della sostenibilità delle10necessità.

10.  Una elevata efficienza può realizzarsi soltanto all’interno degli stati della volontà e del 11libero arbitrio.

11.  Una elevata efficienza ha come conseguenza: molto di più con molto meno dal momento che  permette, con il risparmio degli 4sprechi, un maggior 3consumo delle risorse, nel rispetto della loro reperibilità, per altre virtuose trasformazioni indispensabili per la progressioni degli stati ultimi 1dell’intelligenza e della conoscenza.

12.  Una elevata efficienza è caratteristica di sistemi ad elevata 11libertà e desiderabilità quanto  viceversa, una bassa efficienza è caratteristica di sistemi ad elevato sfruttamento e  12imposizione.

13.  Una elevata efficienza è caratteristica di sistemi ad elevato 5guadagno e13felicità, condivisi nel rispetto della 15personalità, quanto il suo contrario è tipico di sistemi ad elevata 6speculazione ed 14infelicità, comuni nella16massificazione.

14.  La ricerca di una elevata efficienza legata imprescindibilmente ad atti di1intelligenza, non potrà che tendere alla ricerca della 17semplicità quanto escludere completamente l’istinto al 18semplicismo.

15.  La ricerca di una elevata efficienza, legata imprescindibilmente ad atti di1intelligenza, non potrà che tendere alla 13felicità come unico, ultimo, necessario scopo comune, intesa come raggiungimento della conoscenza ultima.


 Glossario:


1intelligenza: comprensione, perizia, competenza.

2ignoranza: inconsapevolezza di chi, all’oscuro di fatti o situazioni, vive sereno senza apprensioni o dubbi. 

3consumo: fruizione di bene per soddisfare un bisogno o per produrre nuovi beni.

4spreco: uso errato delle risorse disponibili.

5guadagno: forma di liberazione dal conflitto e dall’angoscia.

6speculazione: attività, azione intesa a conseguire un vantaggio personale sfruttando senza scrupoli una situazione sfavorevole ad altri. 

7bene: valore.

8dolore: sensazione molesta e penosa, cagionata da un male corporeo o da un sentimento di grave sofferenza morale.

9risorsa:  mezzo con cui è possibile provvedere a un bisogno, a una necessità.

10necessità: qualità di ciò che non può non essere o essere diverso da quello che è.

11libertà: capacità dell’uomo di determinare le proprie azioni scegliendo tra due o più alternative      ugualmente possibili. 

12imposizione: impedimento alla libertà con la prepotenza.

13felicità: beatitudine, benessere, serenità, prosperità, gioia.

14infelicità: sventura, disgrazia, avversità.

15personalità: individualità di una singola coscienza.

16massificazione: tendenza a uniformare e standardizzare il comportamento, il livello di vita e i valori culturali dei singoli, con il progressivo annullamento delle loro peculiarità.

17semplicità: essenziale, naturale, non composita.

18semplicismo: superficialità, pigrizia, incapacità.


FranzK.



martedì 13 novembre 2012

Gocce d'Acqua.




















http://www.youtube.com/watch?v=ZmeyocnsEIk



Tempo fa, molto tempo fa, ricevevo una e-mail da un carissimo amico di cui riporto alcuni stralci:

......penso anche alla mia, in primis, stupidità rispetto ad un altro prodotto: l’acqua e basta. 
Al 100% stavolta. 
Contribuisco a muovere bottigliette e relative patacche e carte colorate e spot “plin plin” piene di sola acqua al100% (... almeno speriamo), su e giù per l’Italia, ed in molti casi anche senza il fattore ludico delle “bollicine” ...... 
E bevo “Ferrarelle” da Caserta, e mi lamento di tutti quei camion che intralciano la mia necessità di velocità, che portano acqua su e giù dalla virtuale San Pellegrino alla virtuale Caserta (dove ovviamente non bevono Ferrarelle ma San Pellegrino) mentre, arso dalla sete, fermo nel traffico autostradale, sogno un qualunque rubinetto.... e di nuovo tornano i pensieri e i tormenti della felicità e del tempo. 
E pensare che ho un dispenser, il rubinetto, che di tutti è il meno elettrificato e meccanizzato, ahimè inutilizzato per il suo logico uso, cioè dissetarsi. 
E scopri che il ping-pong dello spreco è governato da chi? .... dagli “xxxx” e “yyyyy” non dalla fonte Boario, fegato centenario. 
E allora comincio a capire perché adesso c’è un accanimento per accaparrarsi i rubinetti di casa. 
Che sia un nuovo business l’acqua del rubinetto? 
 Andremo anche a fare la doccia a Caserta? 
Peccato che questo argomento è già stato cavalcato e svilito per motivi speculativi dai vari Grillo&C ....probabilmente non troppo interessati al significato della felicità. 
Sono poi in fondo i prodotti che fanno business, ascolti e share (lo share è un prodotto per business tanto quanto l’acqua) non certo i contenuti! 
Ciao (lettera firmata). 

Ho letto attentamente e ho meditato un poco scoprendo che le parole dell’amico sono ricche di un aspetto sul quale vale forse la pena di meditare. 

Al di là delle facili speculazioni attuate da sempre usando l’acqua che più di qualsiasi altra sostanza ed energia ci è indispensabile per la vita. 

E che tanto manca in alcune regioni del mondo quanto abbonda in altre. 

Il nostro paese, l’Italia , a riguardo, è, per abbondanza e “qualità”, tra le prime se non la prima in assoluto, al mondo.

E forse la prima dunque per esportazione. 
(attenzione che qualcuno ha cominciato a vietarla in bottiglia ...)

L’acqua. 

In una sua soluzione si smercia, ad altissimo guadagno aggiunto, veramente di tutto, dai profumi ai detersivi, alle bevande ecc, tanto che se ci mettessimo a contarle tutte le “applicazioni” non so quando potremmo finire …. 

Ovviamente , nel periodo “d’oro” dell’oro nero delle ormai falcidiate speranze di opulenze energetiche senza limiti, il massimo speculativo si è inventato anche la soluzione acquosa a base acqua , ossia ha capito che poteva commerciare tranquillamente una delle sostanze più libere del mondo. 
Tanto libera quanto come il petrolio, risorsa quanto lui, ma come lui, sfortunatamente, non decentralizzata.

Una delle poche altre è l’aria ..... il cui unico vantaggio è che è decentralizzata …. forse invendibile solo per questo …

Ebbene sì, la abbiamo acquistata davvero quasi tutti, verdi pensanti, gialli, neri,rossi, rosati, patrioti,apolidi.... 

Abbiamo comprato e continuiamo a comprare, per libera scelta, o per irrinunciabile necessità,  libertà in bottiglia, mentre ovviamente ci lamentiamo dei “petrolieri” e dei loro possedimenti.....
(libertà dentro ad un’altra libertà, risorsa dentro ad un alta risorsa, la prima resta la seconda no … acqua dentro il petrolio, si ricava da lì il pet delle bottiglie …. Polietilentereftalato)

Ma il punto della lettera ricevuta che mi ha fatto pensare, non è a riguardo di queste considerazioni, ma di un paio di verbi che coniugati insieme sono forse in grado si svelare, semplicemente, il perché di una certa logica.
Comprendere aiuta …
Ebbene nello scritto che ho ricevuto, forse in modo inconscio, forse no, c’è un tratto della frase che illustra una incredibile contraddizione. 

Riprendo: 

......Peccato che questo argomento è già stato cavalcato e svilito per motivi speculativi dai vari....

Cavalcare, ovvero, difendere, portare alla luce, far conoscere, rendere comprensione ……. è in grado di svilire? 

Sembra di si.

Sembrerebbe che produrre rumore di un certo tipo, rumoroso soprattutto e poco sostenuto da un pensiero appena profondo, sincero ed “all'altezza”, quanto molto, dal solito insistito populismo, sghignazzo, stupidità,  luoghi comuni e odio soprattutto, tanto odio, sia un medicamento che non guarisce gli ammalati ma è in grado di realizzare il miracolo di renderli inconsapevoli della loro malattia. 

Che è il miracolo che serve a chi vende l’acqua in bottiglia anche dove non serve. (e non solo acqua, ovviamente).

Lasciandoli più ammalati e quindi con ancora più grandi necessità di medicamenti. 

Vuoi che dopo certi show non vai per disperazione a farti almeno un paio di birre per dimenticare? 

Dal giorno dopo, disilluso per sempre della possibilità di un cambiamento, il paio di birre in più rimarranno l’unico bel ricordo ed abitudine acquisita. 

Un po' di acqua in più trasportata chissà da dove. 

Perché sembrerebbe troppo evidente lo scopo di certi show: 
l’isteria di massa e conseguente “sfogo” come inevitabile cura della reale impotenza del cambiamento. 

In parole semplici è un po' come allo stadio: urla oggi, fin che puoi, che da domani si ritorna ad obbedire ....

Si, caro amico della lettera, temo che siamo in tempo di guerra, con i peggiori metodi della guerra. 

Quelli della psicologia, che dagli x-day (è quello l’esempio di civiltà di riferimento? la curva del Meazza? dove le differenze per favore?) ai reality (non so che dire, qualcuno mi spieghi la differenza tra questi e quelli di prima), ai Facebook (con il nuovo diario di coppia ….. J), alla follia della finanza che non sa più chi è Adam Smith, non fanno che fornire strumenti di antipensiero, di vodka soporifera, di potentissimo antidoto alla più grande energia dell’universo: 

l’intelligenza. 

ed al suo più importante strumento:

il pensiero.

Questa è la nuova guerra amico mio, la guerra dell’acqua. 

Che non fa morti ma zombie intellettuali. 

Assetati in modo assatanato. 

Solo di acqua sembrerebbe, ma temo sia la solita apparenza. 


E noi lo sappiamo amico mio…..

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si può solo trasformare con rendimento 
inferiore ad uno, quindi non completamente.


Prima della trasformazione (dopo la miseria):






dopo la trasformazione (l'inefficienza): :






il risultato della trasformazione (l'infelicità):






quel che resta dal risultato della trasformazione (il futuro dei figli del mondo):




le "grandi speranze" prima della trasformazione (la responsabilità):

High Hopes 
Pink Floyd
Oltre l’orizzonte del luogo 
in cui abbiamo vissuto da giovani, 
in un mondo di magneti e miracoli, 
i nostri pensieri vagavano costantemente e senza confini 
il suono della campana della discordia era iniziato 

per la lunga strada e giù dalla strada rialzata 
s'incontreranno ancora lì, vicino al taglio? 

c’era una banda discontinua che seguiva i nostri passi 
correndo prima che il tempo portasse via i nostri sogni 
lasciando la miriade di piccole creature 
a cercare di incatenarci al suolo 
ad una vita consumata da un lento decadimento. 

l'erba era più verde, 
la luce era più brillante, 
eravamo circondati di amici 
la notte era un prodigio 

cercando oltre le braci di ponti lucenti dietro di noi 
fino ad uno sguardo di come fosse verde sull’altra sponda 
passi fatti in avanti ma camminando nel sonno di nuovo indietro 
trascinati dalla forza di una marea interiore. 

ad una maggiore altezza con bandiere spiegate 
abbiamo raggiunto le gelide cime di quel mondo sognato 

per sempre oppressi da desiderio e ambizione 
c'e' una fame non ancora soddisfatta 
i nostri occhi stanchi ancora vagano all'orizzonte 
sebbene abbiamo percorso questa strada così tante volte 

l'erba era più verde, 
la luce era più brillante, 
eravamo circondati di amici 
la notte era un prodigio 
eravamo circondati di amici 
l'alba si vaporizzava incandescente 
l’acqua scorreva 
nel fiume senza fine 

per sempre e sempre.



Catastrofismo?
O responsabilità?

FranzK.