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martedì 5 marzo 2013

Romantiche Fragilità.























https://www.youtube.com/watch?v=tvm2ZsRv3C8



“Mi ha colpito di te.
Tutta quella forza
Tutta quella celata fragilità ….”
La fragilità.
E la durezza che l’accompagna
Se non trattata nel dovuto dei modi
La fragilità di un cristallo
Che evoca bellezza
Che ha necessità di mani delicate
Quantomeno attente
Per non andare in frantumi
La fragilità e la forza
La durezza delle cose certe
Che non soddisfano quesiti
Non tracciano strade
Se non con baratri alla loro fine
Fragilità e sensibilità
Dubbio.
Il dubbio di non essere mai in fondo
Di non aver compreso mai
Fino in fondo
Di non potere
Se non in colori differenti
Con pupille diverse
Senza mai una fine.
La fragilità
Nei suoi momenti migliori
È lucida
Perché trova percorsi
Costruisce
Non si  infrange
Non si scheggia.
Il pianto di un uomo
Non lo rende fragile
Ma Uomo
Come l’arroganza
Lo gela
Nella consolidata
Lucidità dei non vedenti
Che è ben altro
Voglio conservarla la mia fragilità
Voglio conservarla nella sensibilità
Che preferisce una ferita da guarire
Ad una da far guarire
Si pregia
Dopo mille vite
Di rinascere
Per un'altra sempre nuova
Priva di consolidata esperienza
Di sclerotica non veggenza
Rifiuto
A tutto ciò che  è fresco
Nuovo
Riconquistato
Cancella le precedenze
Non invecchia nelle conquiste
Rinnova orizzonti
Incontra
Si rincontra
Senza mai una fine
Oltre ad ogni finito respiro
Naturale trasformazione
In fertile terra
Per un'altra vita
Che dentro alle sue particelle
Nella loro fragilità
Continuerà a trasmettere
Anche in altra forma
In altra sostanza
Altri splendidi cristalli
Fragili
Quanto splendenti
Nello stupore
Continuo
Della perfetta trasparenza
Cristallina.
Di una semplice luce.
Ben definita.
Discreta.



FranzK.

domenica 3 marzo 2013

Il Profumo del Vento.


















https://www.youtube.com/watch?v=H11TVwdwZa0



Ha un suo profumo il vento,
Una sua direzione .
Variabile.
Sentirlo è difficile.
Sentirne le tracce, per trovare la tua.
Quella che apre al vento,
Il tuo respiro,
Più profondo.
Più ossigenato, certo.
Quando accade,
Se mai accade,
È la vita che sfiori.
Nella sua brezza.
La tua.
Come parte di quella di tutti.
Di quel segreto che ci collega,
Ci implica,
Ci complica a volte.
Nella sua complicità.
Ha un suo oro vero, il profumo del vento.
Oltre il Platonico vero coraggio.
Molto oltre.
Non ha piani,
Ha un presente,
L’unica certezza che può determinare il futuro.
Non come scelta,
Ma come profilo.
Con un suo profilo sicuro,
Determinato,
Un binario senza ostacoli,
Inclinato verso il centro di gravità.
Non puoi fermarti,
Ma solo percorrerlo.
Con quel vento tra i capelli,
Che non scompigliano,
Ma cantano.
E non solo di gioie.
E non solo di fatiche.
Forse,
Solo della tua vita,
Quella che nel suo vero,
Appartiene alla vita.
Quella che non conta tempo,
Né passati né presenti ne futuri
Ma solo brezze profumate,
Con le quali inebriarsi.
Verso il certo,
Che non capiremo mai.
Ma che in quella brezza,
O in quella tempesta,
Ha un profumo.
Così definito, certo,
Che vale la pena.
Di seguire.
Sempre.



FranzK.

lunedì 4 febbraio 2013

Formulae.





















https://www.youtube.com/watch?v=6QcGs9ue-3g



È passato tempo, molto tempo.
Richiedeva tempo.
Dubbi.
Riserve.
Prove e riprove.
È solo logica lineare.
E in quanto tale non comprende il “tutto”.
Altro tempo, tanto tempo dirà del vero.
Nella sua transizione.
Verso un altro ancora.
Ma è necessario.
E non necessita di spiegazioni per chi sa.




E= +/- i x s




Da un piccolo uomo non si possono pretendere grandi cose.
Solo piccoli contributi.
E non servono spiegazioni, dimostrazioni, elucubrazioni.
Ma fatti sequenziali.
Che dopo semplici osservazioni divengano certe realtà.
Fruibili.
L’unica cosa che un piccolo uomo può pretendere da se stesso.
Per chi può conoscere e comprendere, tutto è solo davvero semplice.
Nessun timore per gli altri.
Il tempo dirà.
E non c’è nulla da temere.


Tranne i “grandi” uomini.


FranzK.

lunedì 31 dicembre 2012

Il Respiro della Locomotiva.
























https://www.youtube.com/watch?v=FpUA7z0_nx8



Non è affatto simpatico essere coscienti di appartenere ad una generazione che, più di ogni altra. forse ha “trasformato” il più elevato numero di risorse, lasciando come conseguenza forse il elevato numero di immondizia e davvero poca felicità.

Già perché se mi guardo attorno non vedo un mondo felice e soprattutto lo vedo ancor meno felice se correlato con gli immani sforzi compiuti per divenirlo, compresi i miei personali. 

Meno ancora se volgo lo sguardo a tutti gli sforzi ancora da fare, per sostenere la sconfitta a riguardo, per impedire almeno l’implosione del sistema. 

Direzioni sbagliate probabilmente o semplicemente obbligatorie.   

Che comunque nessuno vuole ammettere. 

Tantomeno assumerne la responsabilità. 

Le promesse felicità della società del lavoro, delle ferie, della casa, dell’automobile, della televisione, del telefono,  del Pil

Mi guardo in giro e non vedo un granché di volti felici. 

Perché non proviamo davvero a cambiare?

Perché non proviamo a crederci.

Che è solo possibile.



FranzK.





Locomotive Breath 



In the shuffling madness 
of the locomotive breath, 
runs the all-time loser, 
headlong to his death. 
He feels the piston scraping 
steam breaking on his brow 
old Charlie stole the handle 
and the train won't stop going 
no way to slow down. 

He sees his children jumping off 
at the stations one by one. 
His woman and his best friend 
in bed and having fun. 
He's crawling down the corridor 
on his hands and knees 
old Charlie stole the handle and 
the train won't stop going 
no way to slow down. 

He hears the silence howling 
catches angels as they fall. 
And the all-time winner 
has got him by the balls. 
He picks up Gideons Bible 
open at page one 
old Charlie stole the handle 
and the train won't stop going 
no way to slow down. 

“No way, to slow down?” 

domenica 30 dicembre 2012

Castrazione Chimica.
























https://www.youtube.com/watch?v=qYS732zyYfU


Tanto, tanto tempo fa …….. scrivevo :

Un amico mi fa presente un post su un blog di Yoga di cui leggo e riporto per esteso una frase. 
E parliamo del dolore, non di una cosa qualsiasi: 
“Cycling is so hard, the suffering is so intense, that it’s absolutely cleansing. The pain is so deep and strong that a curtain descends over your brain… Once, someone asked me what pleasure I took in riding for so long. ’Pleasure?’ I said. ’I don’t understand the question.’ I didn’t do it for pleasure, I did it for pain.”  Lance Armstrong 
Per i non “Anglosassoni” (nella mia pessima traduzione): 
Il ciclismo è davvero duro, la sofferenza molto intensa, che sono cose che “purificano”, il dolore è così intenso e profondo tanto da far scendere un sipario sul tuo cervello …….. Una volta qualcuno mi ha chiesto quale piacere provo a correre così a lungo.“Piacere”? ho detto. Non conosco il significato della domanda. Io non faccio tutto questo per il piacere, lo faccio per il dolore. Lance Armstrong. 
Il grande mitico Lance. 
Uno che ha sconfitto il cancro. ( non da solo, ma con il suo sponsor, una farmaceutica …….. troppo importante ….).
E ha vissuto per il dolore. 
Il “piacere” del dolore se ho ben capito.(da oggi siamo garantiti che il ciclismo è dolore, quanto la maratona e molto altro ancora …). 
Ed è stato un mito della gente, delle masse.
Mi spaventa più di qualsiasi crisi, il mito del dolore. 
Mi spaventa per modo dire, mi inquieta, mi rattrista.
E adesso le masse che lo osannavano bruciano le sue statue, l’”unico” che ha fatto uso di sostanze illecite ……
E quanto crediamo che gli asini volano, crediamo che gli altri, quelli che hanno perso, concedendo a lui di “vincere”, siano esenti da trattamenti farmacologici.
Speriamo che i suoi “tour” siano serviti a studiare almeno nuovi rimedi per qualche malattia ……
Speriamo di non leggere più la parola doping …….
Perché non è doping, ma solo l’eterno mito del superuomo- superscimmia, della crescita, della stupidità che vuole dimostrare sempre e solo l'inutile “di+”.
E il ciclismo è una scusa, vale per tutti gli sport e non solo, vale per una vita “adrenalinica”, per tutti,  per quelli che sento dire ancora oggi che lavorano come matti, in nero ……. e se hanno il mal di testa prendono farmaci perché ci sono soldi neri che li aspettano, anche bianchi ……
Credo sia per questo che nulla fa scandalo, perché quanto i politici ci rappresentano lo fanno anche i “miti” sportivi, le modelle, le macchine da mezzo milione di euro, e i cartellini da timbrare in ceti luoghi dove poi non basta un aiuto di farmaci ma ci vuole lo psicologo.
Quanto troppi fanno uso di cocaina politica e manageriale, di "fumo", di "pasticche" colorate di vari colori o anche solo blu......
Questa è la ripresa che tutti si augurano.
La ripresa del “dolore”.
Ha anche contenuti mistici legati a religioni e santi, il dolore, di cui vorrei però parlare un poco più avanti. 
Anche perché i santi veri di qualsiasi religione e “non –religione” non hanno né vissuto grazie a degli sponsor né sono morti lasciando ricchezze. 
Ha anche molte correlazioni con le guerre, il dolore. 
Mi spaventa, quindi meglio andare avanti. 
Lo stesso amico (ho dei pessimi amici effettivamente ……) mi spedisce anche il testo(che allego integralmente) di un articolo di “La Stampa” con un titolo che da solo vale l’attenzione per la lettura completa: 
“La corsa non rende felici”ScaricaLa corsa non rende felici - 200903
Se non lo conoscete, godetevelo, ne vale la pena. 
Io mi fermo a chiedermi un paio, forse tre cosette: 
Mi chiedo se l’efficienza può essere correlata con il dolore
Mi chiede se “andare forte” può essere una azione correlata con il dolore
Mi chiedo se “andare forte” può essere una azione correlata all’efficienza
Mi chiedo se "andare forte" può essere una azione correlata all'intelligenza.
Mi chiedo se il dolore è intelligenza
Mi chiedo se sarà il dolore o l’intelligenza che ci faranno “uscire dalla crisi”. 
Mi chiedo se è stato il dolore o l’intelligenza che hanno scatenato la crisi
Mi chiedo se saranno i muscoli o il cervello l’evoluzione della nostra specie. 
Mi chiedo come i D.O.M.S .Scarica DOMS che distruggono le miofibrille muscolari possano farle crescere. 
Mi chiedo come posso aiutare la morte neuro-muscolare di un ammalato di S.M.(sclerosi multipla) con il fitness 
Mi chiedo se i D.O.M.S. sono sinonimo di salute o di malattia
Mi chiedo come lo sport che ha sostituito la guerra può essere un atto di intelligenza
Mi chiedo se la guerra è intelligenza
Mi chiedo se essa sia dolore
Mi chiedo se nel vincerla possa esserci gioia, felicità
Mi chiedo se può essere vita.
O soltanto la solita castrazione chimica che ci vuole “non pensanti”.
Beato Pensiero …… la forma più pericolosa per il potere delle “superscimmie”, scusate "superuomini" :).

FranzK


“Ciò che non mi uccide, mi rende più forte” ( Friedrich Nietzsche - 1888)
..... la civiltà delle superscimmie ......... 150 anni dopo .......

venerdì 21 dicembre 2012

Ma tu, cosa Fai?
























https://www.youtube.com/watch?v=FOh8kpuQuy4


"....... I gradini della scala, adiacenti al cortile, appena fuori dall’unica stanza della

casa di campagna in cui era cresciuto e viveva in tenera età, erano il suo posto
preferito quando, già da allora, veniva colto da quella inconsueta, frenetica,
laboriosità creativa.
Si rivide e ripensò con una lucidità forse mai maturata: quel bel bimbo, biondo
con una macchia di ciuffi rossi appena sopra la nuca, con qualche lentiggine
qua e là era già al lavoro: con i pochi attrezzi e materiali scovati nel magazzino
e concessi dalle ristrettezze economiche della sua famiglia, stava costruendo
qualcosa.
Manovrava gli attrezzi con disinvoltura.
Quando pretendeva, per modellare meglio un dettaglio, un pò troppo dalla sua
poca forza fisica, tanto da non riuscirci, si arrabbiava moltissimo, buttava a terra
un arnese, scuoteva il capo nervosamente poi, dopo un attimo di sosta ed un
profondo sospiro, riprendeva con ritrovata calma il suo da fare.

Si scoprì in un sorriso a rivedersi: il sorriso del vecchio saggio e vissuto che
spia un bimbo ovviamente un poco maldestro ma tenace e risoluto.
Seguì il bimbo nella sua opera, in tutti i vari passaggi che ne determinavano la
realizzazione: tagliare il pezzo di legno a giusta misura, raddrizzare a martello i
pochi chiodi che aveva trovato, quasi tutti recuperati dal padre strappandoli con
la tenaglia da chissà dove e, di conseguenza tutti almeno piegati su un lato,
segnare con un moccolo di matita le posizioni sul pezzo di legno nel quale
doveva conficcarli, …………
In un tempo non superiore a qualche ora, il bimbo aveva costruito un
complesso e potente fucile ad elastici con il quale avrebbe dato la caccia alle
galline del cortile, accoppandone sicuramente almeno una.
Si sarebbe guadagnato, in tal modo, una bella suonata e molti castighi dalla
madre che, per ripagare la gallina al legittimo proprietario, avrebbe dovuto dar
fondo alle pochissime risorse di un salvadanaio decisamente anoressico .
Aveva, su per giù, cinque anni.

F perse di nuovo il sorriso perché di nuovo il bimbo ed il vecchio, riunendosi
nel compiacimento dell’opera compiuta, erano diventati lui, tutto ciò che era e
che sarebbe sempre stato per sé e per gli altri.
Tornò dentro alla stanza, si accese un’altra sigaretta e ritornò fuori all’aria
aperta: era venuto il tempo di affrontarsi, di comprendere e accettare la sua
natura per l’ultima volta: per raccontare ciò che aveva iniziato, nel migliore dei
modi, era necessario.
Comportava sicuramente un certo tempo ma a se stesso,doveva dire tutte le verità importanti di sé,
su di una lapide, lo sapeva, ma si doveva, finalmente, tutta la verità.
Rientrò e proseguì.

Così, oltre ai fucili, provvedeva, anche per i piccoli amici, a costruire pericolose
frecce con la punta battuta e ribattuta con il martello, tale da risultare oltre che
molto affilata, anche molto resistente.
Le ricavava dalle aste metalliche degli ombrelli che sua madre assemblava a
cottimo.
Poi era l’ora dei fischietti ottenuti dal tappo di ottone delle cartucce sparate dai
cacciatori che raccoglieva durante le lunghe passeggiate esplorative nei boschi,
e le “cerbottane” costruite con i rarissimi tubi in plastica rubati nei pochi cantieri
edili, le costruzioni tridimensionali in carta da giornale incollata, che
riproducevano fantasiose città con molti grattacieli, le barchette scavate nel
legno, i contenitori di vetro per la raccolta, l’osservazione e la conservazione
degli animaletti che avrebbe poi riciclato come merce di scambio con gli amici,
in cambio di qualche soldatino di plastica.
L’anno successivo, a sei anni quindi, scoprì qualcosa che lo distolse per molto
tempo da quelle frenesie creative ......."


Cosa faccio?
Continuo a costruire barchette, fischietti, città tridimensionali in carta, immaginati sempre in un modo diverso.
Forse immaginando solo più di prima cose differenti, sguardi più curiosi, scoprendomi sempre più lontano.
Dal comune sguardo.
Mai più fucili per sparare alle galline.
Solo semplice trasgressione, controllata.
Semplice incolmabile curiosità, forse semplice amore per la vita, quel “troppo” che la vita mi ha dato.
Quel “troppo” che ho vissuto fino in fondo per molte vite, senza mai aggrapparmi ad una di loro.
Quel “troppo” di cui tempo fa speravo solo la fine.
Non posso rinascere ma solo finire nel migliore dei modi.
La mia natura, la mia nascita.
Perché qualcuno mi ha tenuto qui, con il bene vero di saper comprendere.
Un uomo buono, tra molti non cattivi.
Un semplice uomo che ha “capito” fino in fondo, un uomo che, come me, ha incontrato la fine prima ancora che qualsiasi inizio.
Ha lottato per un'altra metamorfosi, ha sopportato tutto il mio dolore, l’infinita rabbia della solitudine del mio pensiero, il tremendo di uscire da quella “pelle”, per un'altra ancora, diversa, nuova.
Quindi vado avanti, accettando la difficoltà di un altro cambiamento.
Sperando di non incontrare buchi neri di energia, ma corpi radianti.
Non so se ce la farò, a dare il meglio del meglio di me.
Ci provo, vado avanti, con l’energia che ho.
Me lo devo, lo devo a chi mi ha tenuto qui, per i comuni intenti, speranze.
Che mi ha fatto comprendere che più ancora che ad ogni altra cosa.
Lo devo alla vita.
Grazie.


FranzK. 


“L’universo, l’infinito, non si può spiegare né comprendere, solo intuire e
rivelare”. (Schlegel).
Che vuol dire sentire e vivere.

lunedì 17 dicembre 2012

Una Nuvola.






















Per sentirlo clicca qui e apri in un altra scheda, con il tasto destro del mouse il link di youtube:

Record music with Vocaroo >>

https://www.youtube.com/watch?v=NgYgp9WyTEE


Forse è stata una semplice nuvola
Di bel tempo,
di tiepido caldo,
di fresco
all'imbrunire,
che ti ha portata qui.
Spinta dal vento
tiepido e mai freddo,
mai troppo caldo
della vita,
delle sue correnti,
delle sconosciute leggi,
che ne governano
le direzioni.

Ha nevicato felicità
Quella nuvola dorata.
Sull'arsura
di deserti
infestati di serpi,
nascosti
nelle fratture
di una terra senza vita,
spazzata da venti
aridi.
Inaridita
dalla falsità
di un bella stagione inventata.
Ma mai avuta

Ha tempestato buon umore
Quella stupenda nuvola
Sfumata di rosa.
Sui disastri di un terremoto,
Di case demolite,
Di disperazioni e lacrime.
Case piene solo di dolore.
In città senza insegne,
irraggiungibili,
buie.
Zeppe solo di malandrini,
Sciacalli
di cuori puri
Ladri di sorrisi.

Ha piovuto coraggio
Quella semplice nuvola
Di bel tempo.
Vero,
riconoscibile
forse,
soltanto
Dalle mani stanche,
Ma sincere,
Indurite,
Ma dolci,
Di vita vera,
Di vere stagioni.
Le mani
di un vecchio,
Saggio, onesto
contadino.

…. che il bel tempo ritrova,
sempre.


FranzK.

martedì 11 dicembre 2012

Dammi, Vita Mia ..... Ancora.




















https://www.youtube.com/watch?v=iti90LDR-3E


Dammi un giorno.
Uno solo.
Senza vento.
Senza troppo sole.
Senza pioggia arrabbiata.
Freddo troppo gelido.
Caldo soffocante.
Uno solo.
Perché possa comprenderti.
Un giorno di semplice lucidità.
Senza pesi.
Un giorno felice.
Perché possa crederti.

Dammi un ora.
Una sola.
Senza segnali.
Senza rumori.
Di orologi.
Di anime disperate.
Di pulsazioni cieche.
Che mi sprofondano nella cecità.
Una sola ora.
Perché mi basta per sentirti.
Per crederti.
Dammi un’ora.
Ancora.
Di silenzio.

Dammi un secondo vita mia.
Uno solo.
Un minuscolo secondo.
Di grazia.
Di semplicità.
Senza dolore.
Senza rabbia.
Percepita.
Spalmata.
Dentro.
Mi basta un secondo.
Per darti il meglio di me.

Dammi una frazione.
Infinitesima.
Del tuo sconosciuto tempo.
Perché ne possa essere degno.
Senza contraddizioni.
Senza passato.
Senza ricordi.
Senza condanne.
Solo un alito di tempo.
Poco più di un nulla.
Per poterti capire.

Dammi un po' di te.
Che non sei rabbia, ma sorriso.
Che sei cantico, non rumore.
Dammi la forza.
Di non cadere nella fossa comune
Della rabbia e della disperazione
Te lo chiedo adesso
Perché adesso ti merito
Mi merito
Merito di renderti il meglio
Di quanto mi hai dato.
Sto aspettando
Non c’è più rabbia dentro.
C’è solo amore.
E comprensione.

Dammi vita mia.
Solo un tempo appena più del nulla.
Per la più piccola particella.
Che hai creato.
Che mi hai fatto incontrare.
Sentire.
Perché finalmente,
Possa comprenderla
Per restituirla
In modo comprensibile
Quella infinitesima particella.

Di semplice 
Felicità.


FranzK.