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domenica 17 marzo 2013

Quante Emozioni?























http://www.youtube.com/watch?v=eDYmEeetrnA




Quante emozioni
Può contenere una vita?
Emozioni …..
Comprensione di se,
Trasmissione di se.
L’amigdala che riceve,
È un pericolo.
O meglio,
Un rischio.
Ti può dare,
Ti può togliere,
Comprensione,
E capacità,
Molto di più,
O molto di meno.
I sentimenti sovraintendono,
Una coscienza.
Le emozioni,
No.
Al più, sotto intendono dei sentimenti.
Sono un linguaggio universale,
Un pericolo,
Se possono farti male,
Una benedizione,
Se ti modificano nel meglio,
Nel portarti,
“Come te”,
Non “con te”.
Puoi comunicare,
Con le emozioni,
Nel meglio possibile,
Anche con razze differenti,
Anche con gli animali,
Se riesci a trasmetterle,
Se ti assumi il rischio,
Di viverle,
“Come te”.
E quante ne può contenere una vita?
Nel loro bene e male possibile.
Possono determinarne la durata?
Forse si,
E forse è per questo,
Che le temiamo un po'.
O troppo.
Ha un costo un emozione,
Elevato,
Di energia,
Che può tornare,
Moltiplicata,
O divisa.
E non ha alfabeti,
Non ha simbologie,
Anche nella loro somatica,
Si possono perdere tracce.
Arrivano molto prima,
Di un linguaggio,
Di parole,
Di gesti,
Arrivano appena prima,
Di un sentimento.
Solo un istante,
Prima di esso.
Forse è per questo,
Che vogliamo parlare,
Senza comunicare.
Riservandoci l’unico rischio,
Emotivo,
Solo nella previsione,
Di un sentimento.
E di sentimenti,
Una  vita ne può contenere meno.
Sono più pericolose,
O virtuose,
Le emozioni,
Ma anche più rischiose.
Sovraintendono,
Un controllo per viverle male,
Una "tranquillità" per evitarle .....
Sotto intendono,
Un sentimento.
Universalmente,
Senza limiti,
Comunicano,
In modo univoco,
E chiaro,
Senza rischio di confondere,
Con tutto il resto,
Ma proprio tutto,
Il tuo,
Vero,
“Come te”.


FranzK.

venerdì 2 novembre 2012

Non Muore.
























http://www.youtube.com/watch?v=lVXEZklklhI&feature=related



Sono suoni.
O sogni.
Sono pelle.
Profumi.
Caldi.
Come la carezza di un pensiero.
Gentile.
Come il bacio.
Di una luna.
Nel freddo di una notte.
E non muore.
Quello che è vero.
Non si trasforma.
In falso.
Resta.
Come tutto.
E quello che resta.
È solo vero.
Non muore.
Non si distrugge.
Come non si crea.

Sono sensazioni.
Fremiti.
Desideri.
Suoni e colori
Non respiriamo solo dai polmoni.
Ma dalla pelle.
E forse è con essa.
E non con la mente.
Che comunichiamo.
Che sentiamo.
Non lobi.
Non papille.
Non corpo, né anima.
Solo energia.
Bolle di energia.
Fluttuanti in un infinitesimo.
Che chiamiamo vita.
Che passa.
Ma non muore.
Non degenera.
In marcescenza.


Non distanze.
Non paure.
Solo caos.
Con le sue regole.
Segrete.
Sconosciute.
Che collegano
O scollegano
Uniscono
O semplicemente
Salutano
Resistono,
Al peggio
Non sopravvivono,
Al meglio
Se è falso
E il meglio
È il vero
E non muore
Non piange
Vive.

Anche se ne abbiamo solo la percezione
Nell'imperfezione della nostra natura
Che non può comprendere perfezioni
Può solo inventarle
Perché non la conosciamo.
Ma il vero.
Non muore.

FranzK.



domenica 11 marzo 2012

Sentire.





Vibrazioni.
Solo vibrazioni.
Di glottidi.
Ugole.
Lingue.
Labbra.
Elementi molli.
Perturbate da segnali.
Neurali.
Da flussi di ossigeno.
Respirato.
Ingoiato.
Emesso.
Respirato bene.
O male.
Vibrazioni differenti.

Secondo Latitudini.
Longitudini.
Differenti.
Da imparare.
Abituare.
Abituare sinapsi.
Duremadri.
Sistemi periferici.

"Sentire" o parlare?

Le parole.
Suoni.
Pronunce.
Significati.
Dizionari.
Glossari.
Sinonimi.
E contrari.
Pennelli forse.
Con setole differenti.
Per dipingere.
Solo pensieri.

O solo per capirsi?
Trasmettere.
Non glossari.
Impossibili.
Ma semplici sensazioni.

Le parole.
Possono musica.
O rumore.
Dipende.
Non dal dire, pronunciare.
Ma dal comprendere, trasmettere.

Parole.
Un misero strumento.
Per un contatto.
Interiore.
Semplice.
Necessario.
Inteso.
Frainteso.
Le parole, i vocaboli non bastano.
Per essere certi.
Che arrivi.
Il messaggio.
Il contatto.

"Sentire" o parlare?

Con le sole parole.
Significati.
Sono solo codici.
Insufficienti.
Per capire.
Per toccare.
Il dentro.
Che le genera.
Per trasmettere.
Nel modo giusto.
Al dentro.
Che deve ricevere.
Un segnale pulito.
Univoco.
Chiaro.

Per un semplice contatto.
Di ……
Segreto.
Ancora un segreto.
Solo parole ancora.
Parole.
Suoni.
O rumori.
Senza glossari.
Univoci.
Solo codici.
Incerti.
Per poter capire.
Capirsi.
“Sentire”.

Il dentro.
Di noi.


FranzK.

domenica 29 gennaio 2012

Giochi proibiti.





Stare abbracciati.
Il  magico contatto dei nostri corpi.
Sfiorarci.
Appoggiando le mie labbra sul tuo collo, avvolto nei tuoi capelli.
Cercare le mani.
Intrecciandone i tarsi.

Tenerti il viso scompigliandoti i capelli.
Appoggiando le mie labbra sulle tue.
In una carezza di caldo.
Labbra morbide.
Baci delicati, che inseguono forme, modi, nèi segreti.
Legami di sapori, di intese.

Abbiamo tempo.
Non deve finire mai, tempo.
C’è caldo dentro mentre fuori nevicano fiocchi bianchi, tanto tempo.
Tempo  per contare ogni singolo cristallo caldo delle tue caviglie.
Intrufolare le dita delle mie mani tra gli intagli delicati di quelle dei tuoi piedi.
Percorrere tendini, contarli,  fino al loro perdersi nelle caviglie.

Non deve finire, fuori nevicano fiocchi grandi come la nostra gioia.
C’è tanto caldo nell’avvolgersi delle nostre gambe.
Corro sulle tue forme, con calma, sul sinuoso dei tuoi stinchi, sul morbido dei polpacci.
Scivolando come sapone liquido fino alle ginocchia, alla loro consistenza.
I miei polpastrelli hanno fame di tutte le geometrie, quanto i nostri occhi dei nostri pensieri.
E i cuori arrampicano il loro ritmo, fino ai sospiri, sincroni, respirati insieme

Accogliere i tuoi fianchi, il tuo ventre.
Ti abbracci a me.
Non resistono le tue gambe, sopra le ginocchia, le tue cosce, al contatto con il mio desiderio, il tuo.
Fremono e s’inarcano, tremano e respirano.
Sei felice, sono felice, basta sorriderci, non servono parole.
I tuoi seni mi aspettano, mi invocano, con segnali precisi, sinceri.

Il  viso trova pace abbandonandosi su un lato, finalmente in pace.
I palmi delle tue mani prolungano il mio cercarti attraversando le tue braccia, aperte, distese, fino alle spalle.
Baci e carezze, fino ad inebriarle .
Mentre i pori della tua pelle si gonfiano un po', delicati quanto decisi.
Scorro piano dietro alle tue ginocchia, in quella piccole tane accoglienti.
Le tue mani corrono sulle mia schiena fino alla nuca, stringendola a te.

E fuori nevicano grossi fiocchi di neve.
Solo le lancette dell’orologio si sono fermate, conoscendoci.
E dentro è caldo, tanto caldo.
Una cosa sola, in due.
Abbiamo tutto il tempo, si è fermato il dannato.
Ha dimenticato notte e giorno.

Dentro è caldo, crepitano roventi i nostri sentimenti.
Senza tempo, senza che il tempo possa mai fermarli.
Nei giochi proibiti solo per chi di tempo se ne concede uno, che non può altrimenti.
Per noi non è possibile.
Non lo sarà mai.
Abbracciati dentro, sempre, senza tempo.

Fino a che ci accolga un piccolo sereno riposo.
Prima di ricominciare.
Ancora, ancora, ancora .......


FranzK.

venerdì 9 dicembre 2011

Piccole delusioni





Carissimo Gramellini, oggi nel tuo Buongiorno mi hai un poco deluso.
Era accaduto solo un’altra volta quando parlavi del solare.
Auspicavi un solare più diffuso nel nostro paese.
Energia solare intendo, una delle peggiori e poco efficienti derivazioni del petrolio.

Ma parliamo di oggi.
Delle delusioni, piccole ma sensibili, che nel leggerti mi hai provocato.
Siamo noi blogger a dover porre domande, non voi giornalisti remunerati.
A voi tocca dare risposte, chiare e certe.

E oggi la formuletta finale dei grandi numeri non mi ha soddisfatto per nulla.
Almeno a riguardo delle domande poste.
Uso il “tu” se mi è permesso.
Io  da blogger ho posto solo domande e sono stato criticato aspramente, per non avere dato risposte.

Ma noi scriviamo di notte, rubando al sonno qualche piccola considerazione e non siamo scrittori.
Lo facciamo né per soldi né per notorietà.
Ma solo per spirito di libertà, per libertà di esprimere il nostro “point of view”.
Fuori da compromessi e regole prestabilite, preconfezionate.

Quindi credo legittime, davvero super partes, un po' come Monti che ha rifiutato il suo stipendio.
In cambio di nessuno che lo ha seguito.
Noi poveri blogger senza titoli lo facciamo solo per quello, nel rispetto e nella correttezza.
E di giorno cerchiamo di risolvere problemi, ognuno nel suo piccolissimo, il mio, più piccolo degli altri.

Così voglio provare a dare risposte alle tue domande.
Sperando mi sia perdonata la forma poco bocconiana del mio italiano e il probabile semplicismo del tentativo.
Ma ancora l’altra sera lo sfregamani "uomo della strada" di RAI1  (che figuraccia davanti a un tecnico ……. cioè forse ad una persona seria …. In Italia si chiamno così le persone serie: tecnici?) ha dato prova di non capire assolutamente nulla di quello che sta accadendo.
Della gravità estrema della situazione.

Allora provo a dare risposte alle tue domande da blogger della strada ma non sfregamani.
Ci provo:

Quante lauree in originalità economica bisogna prendere per avere l’ideona di tappare i buchi dello Stato aumentando la benzina?
Nessuna, non ne serve nessuna, poteva decidere anche un uomo della strada se mai si fosse accorto che non c’erano più soldi per pagare stipendi statali, pensioni, compensi ai politici e dato che i giornali sono statali e di partito forse anche gli stipendi dei giornalisti.......

Perché in tutto il mondo i diritti televisivi costano miliardi, mentre in Italia le frequenze sono come i biglietti dei vip: omaggio?
Perché l’Italia è fatta di vip, di caste, di poteri intoccabili, di nessuna reale concorrenza leale, perché in Italia devi pagare una tassa allo stato per vedere la sua tv poi comprarti un abbonamento a Sky se vuoi vedere della televisione che ti interessa.
In poche parole: per la tv che ci viene propinata vorresti fare pagare anche dei diritti miliardari?
Ne vale la pena, quando mezzo paese è attaccato al Grande Fratello,alla De Filippi e ai Fiorello e Celentano di turno?
In parole semplici?
Pubblicità: l'anima del commercio.

A quale titolo il bar di un oratorio continua a non pagare l'Ici? Forse distribuisce cocacola santa?
Questa è davvero difficile, pericolosa.
In Italia ci sono almeno due stati e uno è intoccabile e ricchissimo, alla faccia dei principi del suo capo fondatore.
Nessuno ricorda Papa Luciani?
Si presentò a piazza San Pietro, dopo la fumata bianca vestito in semplici abiti da prete e dichiarò che la chiesa doveva dismettere tutti i suoi beni materiali.
33 giorni dopo, come 33 anni dopo il suo capo fondatore morì, non su una croce ma di “ufficialmente a causa di un infarto miocardico.” (“Nei giorni immediatamente successivi alla morte, venne chiesto invano da una parte della stampa di effettuare l'autopsia sul corpo del papa, richiesta respinta dal collegio cardinalizio in quanto non prevista dal protocollo.”)

“Come mai neppure i bocconiani ci permetteranno di scaricare la fattura dell’idraulico, affinché noi ci si senta finalmente motivati a pretenderla?”
Questa è invece troppo facile: anche ai bocconiani, come a tutti noi, va di risparmiare qualche soldo e poi pensa agli idraulici: tutto il giorno con le mani nello sterco altrui.
Credo che anche i bocconiani, come noi, hanno un cuore.

“La vecchina che va nella sede più vicina del sindacato a lamentarsi che le hanno congelato la pensione e raddoppiato l'imposta sulla casa, è al corrente che per quella sede il sindacato non paga un euro d’Ici?”
Difficile e pericolosa come quella dell’oratorio.
Meglio non approfondire troppo tranne un fatto: se le ditte italiane continuano a chiudere e i lavoratori a non pagare più tessere temo che oltre a non aver più denari per pagare l’Ici delle loro sedi non ne avranno più neppure per pagare gli stipendi ai loro addetti.

“L’Europa ci ha chiesto di alzare l’età pensionabile e noi lo abbiamo fatto. Però l’Europa ci ha anche chiesto di ridurre i privilegi di tutte le caste: perché non lo abbiamo fatto?”
Perché non solo l’Italia ma tutto il mondo sopravvive grazie alle speculazioni delle caste.
Siano esse politiche nell’interscambio: mi dai un voto sicuro- ti do un lavoro sicuro così me ne garantisci uno sicuro anche a me.
Che in quelle “laiche”: se vendo cemento e ferro costruisco il ponte di Messina e ti garantisco lavoro per una decina d’anni.
Le caste forniscono garanzie quanto non ne forniscono “gli uomini neri” dei mercati.
E a noi Italiani guai se venissero a mancare le garanzie.( ci dovremo disabituare …..)

Un tetto di 5000 euro alle pensioni d’oro di politici e alti funzionari pubblici quante pensioni di piombo avrebbe permesso di salvare?
Tante, davvero tante, anche se temo francamente che il senato e il parlamento sarebbero andati deserti nelle sedute di approvazione del decreto “Salvaitalia”, alla faccia dell’Italia.

Ho finito.
Anche se c’è ancora una piccola cosa che devo esporre.
Una domanda mia.
E dato che sono un blogger senza laurea posso permettermela.

Credo che le domande che ho letto sono senza risposta perché si affidano ancora alla speranza dell'esistenza di un “buon senso” comune sufficiente a dargliene una, scontata.
Io non ci credo.
Almeno non più.
In un paese con succhi gastrici talmente evoluti da digerire qualsiasi quotidiano scandalo, inciucio, ingiustizia e corruzione, da decenni, non ci credo più.
Al buon senso comune scontato.

Credo al buon senso di pochi.
Mi affido a loro.
Spero si coalizzino.
Fuori dai salotti buoni.
A parlare di nuovi modelli.
Di nuove speranze.

Fuori dalle caste, non divenendone mai una, persone di buon senso e di alto livello.
Come uomini prima ancora di specialisti ognuno del suo sapere.
Dovesse mai accadere.
Non avremmo neppure bisogno di porci certe domande.

Avremo finalmente solo risposte.

Con profonda stima.

FranzK.



giovedì 22 aprile 2010

Linguaggio e Pensiero.




 [http://www.youtube.com/watch?v=tZrBRQn6K0A&feature=PlayList&p=6B838C416CD0C2DB&playnext_from=PL&index=0&playnext=1]
Differenti.
Per dire le stesse cose.
Dire.
Per far sapere.
Agli altri.
Le nostre percezioni.
Differenti.
Basta spostarsi appena un poco.
Qualche centinaio di metri a volta.
Per  non comprendere più nulla.
Suoni.
Modulati.
Onde.
Percezioni.
Del cosa e non del come.

Pensieri.
Non è possibile.
Che siamo meno di un chip.
Meno di una discretizzazione.
Fine.
Multipoint.
E che crediamo nel bluetooth.
E non crediamo nelle nostre percezioni.
Evolute.
Ancestrali.
Ma sicure.
Se solo provassimo a sentirci.
Se solo avessimo la fiducia.
Che sia vero.
Sentirci.
Attraverso sensi ancora non decodificati.
Quindi medioevali.

Empirici.
Magici.
Non certi.
Per la procedura logica.
Di una codifica.
Certificata.
Iso.
Sincert.
Visio.
Pensieri.
Senza periferiche.
Senza captazione.
Senza prove provate.
Per prove logiche.
Sensate.
Meglio un linguaggio.
Di suoni certi.
Frequenze campionate.

Certe.
Rassicuranti.
Altro che pensieri.
E sensazioni.
Meglio linguaggi senza senso.
Per uomini trogloditi.
Senza senso.
Che fanno andare avanti il mondo.
Senza senso.
Verso un baratro.
Senza senso.
Eppure sono io l’anomalo.
Il difforme.
Il detestato.
Io che cerco verità.
Non bugie.
Non linguaggi ma pensieri.

Bugie.
Verità.
La bugia è un’invenzione di linguaggio.
Usa verità certe e le confonde con i suoni di parole conosciute.
Vecchie verità acquisiste.
La verità è il nuovo.
Vero.
Ma nuovo.
E quindi estraneo.
Differente.
Difforme.
Inaccettabile
Per le nostre sicurezze.
Più facile accettare una bugia.
Che placa e rassicura.
Che una verità
Che inquieta.


La bugia è sempre vera, perché è un’invenzione degli uomini.
Che usa verità vecchie e acquisite.
Come il linguaggio.
La verità è quasi sempre falsa.
Distruttiva.
Disturbante.
Perché è nuova.
E usa cose nuove, sentimenti.
Non consueti.
Ma veri.
Forme evolute.
Nuove e vere.
Altrimenti non sarebbe necessario cercarla.
La verità.
Che usa cose nuove, come le scoperte.
Come il pensiero.
Insieme al sentimento.

Linguaggi e pensieri.
Bugie e verità.
Confusione e futuro.
Vecchia babele e nuove felicità.

Stasera sono lontano.
E c’è brezza di mare.
Non protetta da montagne.
Fino a qui nell’entroterra.

Ma stasera sono felice.
Di amare.

Franz.K