Visualizzazione post con etichetta intelligenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta intelligenza. Mostra tutti i post

domenica 17 marzo 2013

Quante Emozioni?























http://www.youtube.com/watch?v=eDYmEeetrnA




Quante emozioni
Può contenere una vita?
Emozioni …..
Comprensione di se,
Trasmissione di se.
L’amigdala che riceve,
È un pericolo.
O meglio,
Un rischio.
Ti può dare,
Ti può togliere,
Comprensione,
E capacità,
Molto di più,
O molto di meno.
I sentimenti sovraintendono,
Una coscienza.
Le emozioni,
No.
Al più, sotto intendono dei sentimenti.
Sono un linguaggio universale,
Un pericolo,
Se possono farti male,
Una benedizione,
Se ti modificano nel meglio,
Nel portarti,
“Come te”,
Non “con te”.
Puoi comunicare,
Con le emozioni,
Nel meglio possibile,
Anche con razze differenti,
Anche con gli animali,
Se riesci a trasmetterle,
Se ti assumi il rischio,
Di viverle,
“Come te”.
E quante ne può contenere una vita?
Nel loro bene e male possibile.
Possono determinarne la durata?
Forse si,
E forse è per questo,
Che le temiamo un po'.
O troppo.
Ha un costo un emozione,
Elevato,
Di energia,
Che può tornare,
Moltiplicata,
O divisa.
E non ha alfabeti,
Non ha simbologie,
Anche nella loro somatica,
Si possono perdere tracce.
Arrivano molto prima,
Di un linguaggio,
Di parole,
Di gesti,
Arrivano appena prima,
Di un sentimento.
Solo un istante,
Prima di esso.
Forse è per questo,
Che vogliamo parlare,
Senza comunicare.
Riservandoci l’unico rischio,
Emotivo,
Solo nella previsione,
Di un sentimento.
E di sentimenti,
Una  vita ne può contenere meno.
Sono più pericolose,
O virtuose,
Le emozioni,
Ma anche più rischiose.
Sovraintendono,
Un controllo per viverle male,
Una "tranquillità" per evitarle .....
Sotto intendono,
Un sentimento.
Universalmente,
Senza limiti,
Comunicano,
In modo univoco,
E chiaro,
Senza rischio di confondere,
Con tutto il resto,
Ma proprio tutto,
Il tuo,
Vero,
“Come te”.


FranzK.

venerdì 8 marzo 2013

Donne.






















http://www.youtube.com/watch?v=2JpERcEz178



Donne.

Donne in un mondo di uomini.

Donne belle,
Donne brutte,
Donne per giocare,
Donne per sognare,
Donne giovani,
Giovani donne.

Donne in un mondo di uomini soli.

Donne magre,
Magre di natura,
Donne grasse,
Di natura,
Donne grasse e depresse,
Donne che sanno amare,
Donne ambiziose,
Donne che non sanno amare.

In un mondo di uomini solo ambiziosi.

Donne di giorno,
Donne di notte,
Donne tenere,
Donne semplici,
Donne intelligenti.

In un mondo di uomini stanchi.

Donne falliche,
Donne di casa,
Donne bambine,
Donne vecchie da bambine,
E bimbe donne da vecchie.

In un mondo di uomini stralunati.

Donne mamme,
Donne madri,
Donne in carriera,
Donne con i tacchi,
Donne in stracci,
Donne femmine,
Donne dure,
Donne mestruate.

In mondo di uomini solo bambini.

Donne depilate,
Donne glabre,
Donne ricche,
Donne povere,
Donne truccate,
Donne appena risvegliate,

In un mondo di uomini senza scrupoli.

Donne rifatte,
Donne da rifare,
Donne che piacciono,
Ma non si piacciono,
Donne con l’emicrania,
Donne sterili,
Donne fertili.

In un mondo di uomini troppo semplici.

Donne ginniche,
Donne agitate,
Donne stanche,
Donne destinate,
Donne sanguinanti,
Donne patinate,
Donne sbiadite.

In un mondo di uomini disattenti.

Donne perdute,
Donne di strada,
Donne di letto,
Donne di preghiera,
Donne bruciate,
Donne ingannate,
Donne bugiarde,
Donne oneste.

In un mondo di uomini cattivi.

Donne in passerella,
Donne da passerella,
Donna da esibire,
Donne da tradire,
Donne da usare,
Donne da buttare,
Dopo l’uso,
Donne che usano,
E gettano dopo l’uso,
Donne abusate.

In mondo di uomini solo stupidi.

Bimbe abusate,
Donne vendute,
Donne che vogliono ricchezze,
Donne che sognano un amore,
Donne creative,
Donne spente,
Donne sposate,
Donne sole.

In un mondo di uomini diabolici.

Donne che scappano,
Donne che tornano,
Donne che governano,
Donne che si perdono,
Donne che cambiano tinta,
Donne che si fanno la tinta,
Donne allo shopping,
Donne allo specchio.

In un mondo di uomini che vogliono portarle solo a letto.

Donne.
E basta.
L’energia che muove destini da sempre.

Di uomini,
Di figli,
Di figlie,
Di sforzi,
Di pianti,
Di sacrifici,
Di imprese,
Di gioie,
Di follie,
Di emozioni,
Di fantasie,
Di amori veri,
Di amori falsi.

Donne in festa,
Per la vostra unicità,
Per qualsiasi donna ,
Che è un mondo a sé,
Una vita a se.

Un inno alla vostra unicità.

Comunque.
Per tutto quello che determinate
Per tutto quello che avete subito
Per quello che subite,
Per quello che avete dato,
Per quello che avete preso,
Per quello che avete reso,
Per quello che avete rubato.

Per tutto l’amore.
Che avete dato,
Sempre.

 In un mondo di uomini arroganti.
In un mondo di uomini dominanti.
Senza mai rendersi conto
Che saranno sempre dominati,
Dalla vostra natura,
Unica,
Diversa,
L’unica che può completarci.
Nel vostro completarvi.

Ma oggi è la vostra festa
Oggi è necessario solo un inno
Di gioia
Per contemplarvi.



FranzK.

domenica 20 gennaio 2013

Sogni da Sognare.

























https://www.youtube.com/watch?v=X2UbMvw4QPU


Leggo, dopo un po' di tempo.
Dopo un bel tempo, una primavera in inverno.
E leggo parole che ne rappresentano il tripudio.
Sognare per vincere.
Apre il cuore per una volta.
In mezzo a mille miserie intellettuali che divengono poi miseria per tutti.
In mezzo al frastuono del raziocinio della “concorrenza”.
Che suona non troppo diversa da corruzione.
Per tanti, troppi versi.
E per me non conta chi lo dice, come per i più.
Conta solo cosa significa e quanto è semplice o difficile realizzarlo.
Perché ha radici in noi, nel profondo di noi, nessuno escluso.
Questa è davvero la ricetta “anticrisi”, anche se ho mille timori a riguardo.
Perché temo che la “crisi” in fondo non spiace, e attende solo il ripetersi di un'altra ondata di “riprese” che riporteranno solo ad un groviglio peggiore.
Il sogno per vincere va ben oltre la “tecnologia”, e quando a dirlo è un tecnologo beh ….. pensiamoci.
Finalmente leggo : ” non hanno buoni prodotti” ….. non quanto costano.
E anche se la notizia è di settore va ben oltre qualsiasi gabbia settoriale.
Perché credo che sognare è avere la forza di uscire dagli schemi, antropologicamente falliti al momento.
Perché credo che sognare pretenda cambiamenti interiori.
Perché credo che non sarà mai un voto politico a poter cambiare nulla.
Perché credo che nei sogni c’è tutto il rischio e il bello del vivere.
Perché sognare non è per “sognatori” ma per  “illuminati”.
Perché è l’unico modo per realizzare grandi necessari cambiamenti.
Esce dagli schemi.
Supera barriere culturali.
Distrugge grigi palazzi per costruire splendidi arcobaleni.
Cambia “garanzie” in “certezze”.
Due cose opposte.
Sono folli quelli che non sognano.
Lo sappiamo, è conclamata anche dalla conoscenza scientifica.
Ma passano per folli, nel regno della follia, i “sognatori” ……. coloro che vedono con altri occhi.
Umani al minimo.
Abbiamo tutte le soluzioni possibili, tutte le risorse intellettuali, tutte le infinite variabili disponibili eppure ……
Non vogliamo sognare.
Dedichiamo ad altri il nostro sacrosanto diritto di scelta, ci lamentiamo ma non riusciamo a cambiare.
Qualsiasi scelta politica continuerà a darti la “multa” solo per incassare denaro.
Qualsiasi legge non cambierà i veri confini di sconfinate appartenenze.
Qualsiasi insistente legame con le certezze della sola “logica” continueranno a farci vivere come scimmie.
Qualsiasi “dominio” non sederà fino alla morte il suo “diritto”, la sua “burocrazia”.
Così ci lamentiamo ma non siamo capaci di cambiare.
A prescindere da tutti i possibili cambiamenti.
Preferiamo una “serena” morte logica ad un luminoso, possibile vivere.
E quanto lavoro ci sarebbe da fare in tal senso  …….
Quanta riduzione della disoccupazione ……
Per poter sognare è necessario essere felici.
E solo la felicità può riprodurre se stessa.
Non importa se nessuno vuole sentire questa parola.
Non importa se è considerata solo come impossibile realtà.
Produrre felicità, provare a produrne sarebbe davvero un “prodotto interno netto”.
Finalmente.
Un valore vero, al quale tendere almeno.
Non si può essere felici senza sogni.
È dimostrato il contrario: sei certo dell’infelicità con le illusioni.
E noi viviamo nel regno delle illusioni.
Non in quello dei sogni.
Sognare per vincere.
Non per una “Ferrari” o “Miss Mondo”, ma per la vita.
Perché queste sono davvero illusioni.
Ologrammi.
E non sono felicità.
È solo roba vecchia, trita e ritrita.
Come la pensione, le vacanze alle Seychelles, i mutui per una casa da lasciare ai figli, sotto forma di debito senza fine.
E non è chiusura il sogno vero, ma credo il suo vero contrario.
È vera energia liberata, con un elevato contenuto di entalpia di intelligenza.
È la capacità di vedere e il coraggio di credere.
Al di fuori di ogni speculazione economica, culturale e intellettuale.
Un vero dono.
L’unico credo che può davvero produrre “ricchezza” senza spreco.
L’unico per il quale forse vale la pena di lavorare sodo, solo in un modo diverso.
Senza martelli , incudini e falci.
Che non siano quelle del solo coraggio di vivere e confrontarsi con lo specchio che riflette la nostra identità.
Prima di qualsiasi identità altrui.
Vorrei chiedere a Larry Page, CEO di Google, padre di queste dichiarazioni,se è possibile avere un piccolo chip, una micro sd, qualcosa insomma, da indossare di notte per poter registrare i miei sogni. (non è un sogno anche questo? ….. possibile …….).
Per poterli condividere, confrontare.
Sognare è una cosa da grandi non da neonati.
È un atto di responsabilità, per il quale un uomo diviene un Uomo.
Una donna una Donna.

Il futuro qualcosa di finalmente sensato.


FranzK.

lunedì 31 dicembre 2012

Il Respiro della Locomotiva.
























https://www.youtube.com/watch?v=FpUA7z0_nx8



Non è affatto simpatico essere coscienti di appartenere ad una generazione che, più di ogni altra. forse ha “trasformato” il più elevato numero di risorse, lasciando come conseguenza forse il elevato numero di immondizia e davvero poca felicità.

Già perché se mi guardo attorno non vedo un mondo felice e soprattutto lo vedo ancor meno felice se correlato con gli immani sforzi compiuti per divenirlo, compresi i miei personali. 

Meno ancora se volgo lo sguardo a tutti gli sforzi ancora da fare, per sostenere la sconfitta a riguardo, per impedire almeno l’implosione del sistema. 

Direzioni sbagliate probabilmente o semplicemente obbligatorie.   

Che comunque nessuno vuole ammettere. 

Tantomeno assumerne la responsabilità. 

Le promesse felicità della società del lavoro, delle ferie, della casa, dell’automobile, della televisione, del telefono,  del Pil

Mi guardo in giro e non vedo un granché di volti felici. 

Perché non proviamo davvero a cambiare?

Perché non proviamo a crederci.

Che è solo possibile.



FranzK.





Locomotive Breath 



In the shuffling madness 
of the locomotive breath, 
runs the all-time loser, 
headlong to his death. 
He feels the piston scraping 
steam breaking on his brow 
old Charlie stole the handle 
and the train won't stop going 
no way to slow down. 

He sees his children jumping off 
at the stations one by one. 
His woman and his best friend 
in bed and having fun. 
He's crawling down the corridor 
on his hands and knees 
old Charlie stole the handle and 
the train won't stop going 
no way to slow down. 

He hears the silence howling 
catches angels as they fall. 
And the all-time winner 
has got him by the balls. 
He picks up Gideons Bible 
open at page one 
old Charlie stole the handle 
and the train won't stop going 
no way to slow down. 

“No way, to slow down?” 

mercoledì 19 dicembre 2012

Welcome Back Mr. 65 Watth!























https://www.youtube.com/watch?v=H11TVwdwZa0


L’immensa differenza filosofica e pratica della conoscenza definita come il “portare con sé” rispetto al “portare come sé stessi”. 
Per esempio ……
Proviamo ad analizzare tre parametri :
  • il lavoro   
  • la potenza  
  • l’energia 
Il primo, il lavoro, è definito come una forza per uno spostamento. 
La sua unità di misura è il Joule ossia = 1 Newton x 1 metro. (1 Newton equivale a circa 0,102 Kg ossia 102 grammi). 
Quindi se vogliamo comprendere “su di noi” quanto vale il lavoro di 1 Joule basta che solleviamo ( in tal caso sfruttiamo la gravità per garantirci il valore delle forze) un oggetto del peso – forza (massa x accelerazione gravitazionale) di 102 grammi per un metro di altezza. 
Un metro però è molto e ci costringerebbe a movimenti articolari molto ampi con conseguenti ampie contrazioni o distensioni muscolari. 
Poi cosa uso per sollevarlo, le braccia le gambe, entrambe, .......
E se dovessimo dividere per 10 lo spostamento e moltiplicare per 10 la forza? 
Il peso diviene di 1,02 Kg e lo spostamento di 0,1 metri ossia 10 cm. 
Sembrerebbe tutto uguale.
Per matematica è uguale. 
Chissà se per il nostro corpo è lo stesso .......avendo adesso diminuito i movimenti articolari ma aumentato lo “sforzo” muscolare. 
Andiamo avanti . 
Passiamo alla potenza che è invece definita come tale lavoro eseguito rispetto all’unità di tempo. 
La sua unità di misura è appunto il Watt=1Joule/1secondo
Tornando a prima, all'esempio del lavoro, scegliete voi quale delle due condizioni (o una terza non considerata) procura in voi meno “fatica” e provate ad eseguire quel movimento, con quel peso in un secondo, cioè fate che avvenga dall'inizio alla fine in un secondo appunto. 
Quello che, in questo modo, avete provato su di voi equivale all'esercizio della potenza di 1 Watt. 
Ovvio che vi porrete una domanda adesso: se dimezzo il tempo e raddoppio ad esempio il peso lasciando inalterato lo spostamento piuttosto che dimezzare quest’ultimo, lasciare uguale il peso piuttosto che ancora raddoppiare il tempo, e dimezzare il ……ecc., cosa succede al mio corpo? 
Quale è la condizione di “massima “fatica"?
Oppure quella di “minima”? 
Oppure, qualsiasi cosa faccia la “fatica è uguale”?
Difficile l'ultimo caso. ……..
Che casino se poniamo noi al centro dell’universo … 
Lo abbiamo mai fatto? 
Comunque qualcuno dice che 1 Watt è 1Watt e non ci resta che credergli per evitare i rischi dell’abiura …. (solo per quello però). 
Ora l’energia
Essa è definita come la potenza che si ripete nel tempo, quindi una forza per uno spostamento che avviene in un certo tempo secondo un certo ciclo e che si ripete nel tempo. La sua unità di misura, fra molte, è il Wattora=1Wattx1ora
Di nuovo è una questione di scelta a priori, ma la variabile che viene introdotta potrebbe cambiare di molto il parere personale “provato su se stessi”. 
Perché stabilito infine quale è per noi il miglior modo (meno “fatica” spero …) di esprimere una potenza, dobbiamo confrontarci con il ripetere questo ciclo nel tempo. E ci accorgiamo che cambia. 
Dopo un ora, due ore, tre ore, ………… cambia di molto. 
E potremmo avere la necessità di ricrederci sui parametri di forza, spostamento e tempo che avevamo scelto di nuovo come evento unico e “isolato”, nonché quasi statico. 
In generale però l’energia è questo. 
È il ripetersi nel tempo del ciclo della potenza. 
Quindi 1 Watth per tutto tranne che per l’uomo, è l’energia che corrisponde ad un lavoro pari al sollevamento di 0,102 Kg per l’altezza di 1metro eseguita in 1secondo e ripetuta per 1 ora. 
Senza alcuna approssimazione per qualsiasi cosa e macchina. 
Senza approssimazione per tutto tranne che per gli umani. 
Sembra davvero che gli uomini hanno cercato e definito le unità di misura per se stessi senza conoscere bene la propria natura. 
Si sono assunti uguali a macchine semplici senza esserlo o almeno senza conoscersi tanto da poterlo essere per se stessi. 
Quindi welcome Mr. 65Watth. 
Non ho altro modo al momento di misurarti, se non con le uniche unità di misura che valgono per tutti. 
Quelle che proprio tutti quelli come te, al momento, sfortunatamente, non potranno mai capire portandole “come se stessi”. 
Devo accontentarmi del paragone con l’assorbimento energetico di una vecchia lampadina ad incandescenza. 
Mr.65Watth ( al minimo ovviamente …….)
Un giorno mi spiegherai come hai fatto a fare tutto questo, con così poco a disposizione.
“Consumando” per la sola intelligenza solo il 20% circa di questa già poca energia ……
Al di là di qualsiasi creazione divina o semplice evoluzione darwiniana.
Forse un giorno riuscirai a capirti meglio e vivere felice.
Senza troppa “fatica” …….

FranzK. 

lunedì 26 novembre 2012

Veleni Irresponsabili.

















https://www.youtube.com/watch?v=IJUu-xiJPx8



Sembra  più facile sperare in una fine.
Quando le cose vanno male.
Piuttosto che battersi per un cambiamento, per una rinascita, un nuovo inizio.
Rimango stupito ma ne sono consapevole.
La "fine del mondo" adesso.
Un altro “male rifugio” dal peso della responsabilità.
Più semplice da affrontare, proprio perché privo di responsabilità quanto solo colmo di fatalità, di impotenza.
La fine del mondo annunciata da un popolo finito, da millenni …… quale credibilità …..
Non diverso da taluni che non potendo essere felici si ritrovano solo nel "mal comune mezzo gaudio" …. prevedendo con arroganza la "fine" anche per chi può non averla.
E così, come per molte altre cose, molti di noi penseranno anche a quello fino al 21 di dicembre prossimo.
Una parte di noi continuerà a chiedersi se è vero.
Sottraendo parte del pensiero che dovrebbe dedicarsi alla responsabilità di fare il meglio per  affrontare il difficile di un peggio reale, non il semplicismo di un editto privo di senno.
Altro veleno, sul veleno insomma, solo e sempre veleno.
Voluto, progettato, diramato con tutta la forza di chi possiede la potenza distruttiva della comunicazione di "massa".
Una semplice, consueta bugia con le gambe lunghe, un mese in questo caso …..
Come tante, troppe.
Quando si ritiene pericoloso il momento, quando il pericolo del momento può indurre il “pensiero” …….
Il calcio, il ciclismo, la frivolezza della moda, il gusto del ristorante , le consuetudini acquisite, non bastano più …
E allora ……..
Altri rimedi .....
Veleno e bugie.
Ci hanno avvelenato con tutto, al bisogno.
E noi tranquilli, sorseggiamo veleno, trovandone il gusto, meno amaro, meno drammatico, del gusto drammatico del risveglio di domani mattina.
Il risveglio di un modello morente, che pretenderebbe solo responsabilità lucidità ,tranquillità, non bugie.
Ma siamo bevitori accaniti, di bugie e veleni, abituati a tutto.
Ma non vi ricordate la storia degli UFO?
La parapsicologia …….
L’area 51 …… mamma mia …… chissà cosa mai sarà conservato in quel luogo ……
Erano i tempi della prima crisi energetica, fine anni settanta  ……. le domeniche di austerity …….
Poi sono arrivati i dinosauri di Piero Angela che quando ne parlava in tv lo faceva con tale trasporto che quasi ci ho creduto anche io che li avesse visti davvero.
E c’erano dinosauri in plastica ( petrolio ;) dappertutto, i bambini ne andavano matti, ma forse i genitori di più …. avevano più tempo per non dedicarsi a loro ......... che giocavano con i dinosauri di Piero.
Ma questo è nulla.
C’è di peggio, di molto peggio.
Si festeggiano ricordi di popoli massacrati con le Shoah, senza mai un ricordo del prima, del perché, o del dopo ….  della Palestina ad esempio ……. perché nessuna Shoah per loro?
Popoli che hanno ucciso e massacrato per primi.
Ma si ricorda solo la reazione, mai l’azione che ha condotto al tragico e ancor più disumano gesto.
Si ricordano torri gemelle abbattute da volatili d’alluminio.
Questa è davvero troppo grossa, un insulto all'intelligenza di un bambino.
Perché sono servite prove scientifiche, studi, denunce, e nessuno ha mai guardato al campanile del suo paese ponendosi la semplice domanda del come potrebbe collassare su se stesso se gli sparo una cannonata vicino alla punta …….. collassare verticalmente, polverizzato e fondere …….. per 6 mesi  ………
Al di là di qualsiasi buona o cattiva intenzione, di qualsiasi giustificata o meno necessità.
Le avremmo fatte saltare tutti almeno per non correre il rischio di un collasso non verticale …….. ma non sono stati i volatali metallici, non credo che sia necessaria una disquisizione tecnica, solo gli occhi puliti di un bambino.
Perchè non dirlo?
Il problema è un altro ….. quasi tutti ci credono ancora ……. all'ufficialità della “notizia” ……
E  sono solo bugie, solo veleni.
Come le assurdità delle energie rinnovabili, il pensiero storpio dei "green thinking" , perché è troppo semplice comprendere che c’è una grossa differenza fra il regno “animale” e noi umani: gli animali sono semplici consumatori, noi consumatori e trasformatori, per necessità di specie s’intende.
E non esiste trasformazione che non sia irreversibile, altro che green …….
Come i più che credono nella segretezza del voto e danno dell’irresponsabile a chi si astiene da una semplice bugia, inganno, tutt'altro che segreto .....
È così forse, che i sinceri divengono bugiardi e viceversa.
È la democrazia dei grandi numeri, il meglio della nostra conclamata grande civiltà.
Se un giorno il 51% mi imporrà di uccidere lo dovrò fare per non divenire fuorilegge.
È questa la fine del mondo, non quella dei Maya.
E quella che cerca la vita su Marte, ma non sa rispettare la vita sulla Terra.
È quella che mi parla di idrogeno, di uranio, di trasporti elettrici ad uso urbano ………
Ma ha mai letto come funziona un motore elettrico?

Perché Piero Angela non lo ha mai spiegato, quanto ha ben spiegato dei dinosauri?

Perché ancora solo veleni e bugie?
Perché nessuno si pone domande semplici?
Come quella di chiedersi il perché della buona efficienza di un motore elettrico solo su un treno con poche fermate …..
E non c'è fine.
Prima compravamo energia elettrica prodotta con il nucleare appeno oltre confine ....
Adesso che di uranio non ce ne più, bruciamo gas Russo, i Russi bruciano carbone, ci vendono gas e conservano petrolio.
Vivono poco e male ma ci sono molti ricchi in Russia ……..
Ma i più di noi credono che siano poveri.
Di nuovo solo veleni e bugie.
Con gambe di lunghezza infinita.
Andremo tutti a fare la guerra all'Iran, tutti insieme.
Per l’ultimo petrolio facile che resta, con rischi ben più alti che in Iraq o in Libia, ma privi di rischi da “fine del mondo”.
Temo sia tutto questo il vero rischio di una sua fine.
Non il 21 di dicembre prossimo di sicuro.
Il terremoto in Emilia lo abbiamo già dimenticato?
E quello di L’Aquila?
Ricordo il Vespa televisivo accanirsi contro l’impotenza della politica, senza mai un riferimento alla potenza della natura.
Alla sua intrinseche instabilità, della mia, tua, sua terra.
Solo veleni.
Solo bugie.
Mai un gesto davvero Umano.
Mai un pensiero “pensato”.
Le bugie della scienza, quelle della religione statalizzata.
Quella delle parti e delle controparti.
Quella che non ammette la prostituzione, ma ha volanti della polizia che si fermano a parlare con le prostitute.
Ma se sbagli di una frazione il disco orario, arriva il “volontario” a darti una multa, divieni fuorilegge.
Veleni.
Bugie.
Silenzi.
Si silenzi di interessi, chi te lo fa fare?
A dire la verità?
Hai solo da perderci, questa è la fine del mondo.
La fine di una civiltà del tutto incivile e irresponsabile.
Che vive solo di bugie.
E veleni.
E silenzi soprattutto.
E che ancora non può temere la sua fine.
Durerà ancora a lungo.

Ma io spero di leggere presto un’alta notizia.
Un'altra data.
Non lontana.
Per un editto diverso.
“è cominciata la felicità”.
E chiedo perdono.
Mi sento meno stupido di coloro che attendono  il vero o il falso della “ fine del mondo”.
Senza veleni.
Senza bugie.
Solo con la responsabilità.
Di svegliarmi domani mattina.
E provare a fare qualcosa di buono.


FranzK. 

domenica 18 novembre 2012

Archetipi, Glossari ..








Archetipo:

1.    L’efficienza,  è il rapporto tra l’energia teoricamente necessaria e quella che è stata  praticamente impiegata, per una qualsiasi trasformazione.

2.    L’efficienza è rappresentata da un numero sempre inferiore ad 1.

3.    Più il valore dell’efficienza è prossimo al valore 1 e più la trasformazione interessata è caratterizzata da un grande valore aggiunto di 1intelligenza quanto l’opposto per valori prossimi a 0.

4.    L’efficienza  può essere quindi, in generale, un indice dello 4spreco e2dell’ignoranza come condizione antitetica al 3consumo e1all’intelligenza.

5.    L’efficienza è di conseguenza, in generale, rispetto al suo valore da 0 verso 1, anche un possibile indice della 6speculazione come obbligata diretta conseguenza dello 4spreco2dell’ignoranza ( per valori prossimi a 0), quanto del 5guadagno come naturale diretta conseguenza del 3consumo 1dell’intelligenza (per valori prossimi ad 1).

6.    Aumentando l’efficienza si diminuiscono gli 4sprechi come obbligata istintiva sopportazione della 8sofferenza  a vantaggio dei 3consumi come naturale propensione al 7beneficio.

7.    Aumentando l’efficienza si diminuiscono le 6speculazioni, come copertura degli stati del 8dolore2dell’ignoranza, a vantaggio dei5guadagni, come percezione degli stati del 7bene1dell’intelligenza.

8.    Una elevata efficienza non può realizzarsi solo attraverso gli stati del 7beneficio e1dell’intelligenza come valore aggiunto e non attraverso gli stati del 8dolore e della sofferenza.

9.    Una elevata efficienza può realizzarsi soltanto nel rispetto della sostenibilità delle 9risorse solo come conseguenza della sostenibilità delle10necessità.

10.  Una elevata efficienza può realizzarsi soltanto all’interno degli stati della volontà e del 11libero arbitrio.

11.  Una elevata efficienza ha come conseguenza: molto di più con molto meno dal momento che  permette, con il risparmio degli 4sprechi, un maggior 3consumo delle risorse, nel rispetto della loro reperibilità, per altre virtuose trasformazioni indispensabili per la progressioni degli stati ultimi 1dell’intelligenza e della conoscenza.

12.  Una elevata efficienza è caratteristica di sistemi ad elevata 11libertà e desiderabilità quanto  viceversa, una bassa efficienza è caratteristica di sistemi ad elevato sfruttamento e  12imposizione.

13.  Una elevata efficienza è caratteristica di sistemi ad elevato 5guadagno e13felicità, condivisi nel rispetto della 15personalità, quanto il suo contrario è tipico di sistemi ad elevata 6speculazione ed 14infelicità, comuni nella16massificazione.

14.  La ricerca di una elevata efficienza legata imprescindibilmente ad atti di1intelligenza, non potrà che tendere alla ricerca della 17semplicità quanto escludere completamente l’istinto al 18semplicismo.

15.  La ricerca di una elevata efficienza, legata imprescindibilmente ad atti di1intelligenza, non potrà che tendere alla 13felicità come unico, ultimo, necessario scopo comune, intesa come raggiungimento della conoscenza ultima.


 Glossario:


1intelligenza: comprensione, perizia, competenza.

2ignoranza: inconsapevolezza di chi, all’oscuro di fatti o situazioni, vive sereno senza apprensioni o dubbi. 

3consumo: fruizione di bene per soddisfare un bisogno o per produrre nuovi beni.

4sprecouso errato delle risorse disponibili.

5guadagno: forma di liberazione dal conflitto e dall’angoscia.

6speculazioneattività, azione intesa a conseguire un vantaggio personale sfruttando senza scrupoli una situazione sfavorevole ad altri. 

7bene: valore.

8dolore: sensazione molesta e penosa, cagionata da un male corporeo o da un sentimento di grave sofferenza morale.

9risorsa:  mezzo con cui è possibile provvedere a un bisogno, a una necessità.

10necessità: qualità di ciò che non può non essere o essere diverso da quello che è.

11libertà: capacità dell’uomo di determinare le proprie azioni scegliendo tra due o più alternative      ugualmente possibili. 

12imposizione: impedimento alla libertà con la prepotenza.

13felicitàbeatitudine, benessere, serenità, prosperità, gioia.

14infelicità: sventura, disgrazia, avversità.

15personalità: individualità di una singola coscienza.

16massificazione: tendenza a uniformare e standardizzare il comportamento, il livello di vita e i valori culturali dei singoli, con il progressivo annullamento delle loro peculiarità.

17semplicità: essenziale, naturale, non composita.

18semplicismo: superficialità, pigrizia, incapacità.


FranzK.