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sabato 25 febbraio 2012

Perche no?





Perché  no?
Cosa cambia.
Cosa può cambiare.
Scrivere, scriversi.
Liberarsi dalle proprie emozioni.
Inventarne.
Pensare a un volto.
Di donna mai incontrata.
E scriverle una poesia.
Ricordare un ricordo.
Mai avuto.
E aver voglia di raccontarlo.

Lasciare correre le dita.
La mente.
Le emozioni.
Senza preoccupazioni.
Di forma.
Perché io non sono uno scrittore.
E non voglio diventarlo.
Perché non sognare il nostro sogno?
Al posto che subire quello altrui.
Non mi rileggo.
Che importanza può avere?
Non voglio piacere, ma vivere un momento di piacere.

Non mi correggo.
Non mi tradisco.
Nel vero che narro.
O nel solo sognato che invento.
Ma mai nel subito per me, mai falso.
Mai nell’imposto a nessuno.
Mezz’ora di sogni.
Con le pupille collegate.
Non con la tv accesa, al più della buona musica in sottofondo.
Discernere?
Capire?
Cosa?

Quel che è vero e quel che è solo sognato?
Ma è poi necessario?
Il vero lo vivo o mi illudo, come tutti, di poterlo fare.
Qui posso sognare, senza nessuna illusione o illusionismo.
Senza contraffazioni.
Poi quale vero?
Quale falso?
Ne esiste uno, veramente vero o falso?
Dove?
In quale vero?
Qui c'è solo un sogno, che non è un gioco.
Dedicato, nel mai falso.

A chi?
Se, a volte, c’è un chi, vero, lo sa.
Ma non da qui.
Qui ci sono solo io.
Nel piacere di leggermi.
O di evitarmi.
Io e basta.
Io e i miei sogni.
Le mie emozioni.
La mia pessima forma grammaticale..
Il mio scarno vocabolario.
Di non-scrittore.

Solo io.
Libero.
Nei miei sogni e nei miei pensieri.
Nel mio vissuto o solo sognato.
Preferisco qui.
Che la tv.
O la disco-dance.
Preferisco scrivere male.
Che leggere bene.
Mi tiene sveglio scrivere dei miei sogni, dei miei pensieri o del mio vissuto.
Mi impedisce di sopirmi.
Nei sogni, pensieri, vissuti, che vorrebbero imporci, a me, a tutti.


E allora.
Perché no?
La Libertà?
Del tuo respiro.


FranzK.

sabato 7 gennaio 2012

Perchè scrivo.




Già, perché scrivo?
Perché da un paio d’anni comparendo e scomparendo ho scritto qui, in questo luogo?
Per quale motivo?
Due anni.
L’anniversario di questo luogo.
Il titolo del primo scritto è: Un bivio.
Mai spiegato, mai esposto chiaramente, ma pronto adesso per essere svelato.
Un bivio che ha cambiato profondamente la mia vita.
Per sempre.
Anche se un giorno si fermeranno i pensieri, e la tastiera smetterà di scrivere, la mia vita non sarà mai più quella di prima.

Un semplice bivio.

Era tempo che la mia vita stava cercando e trovando un equilibrio.
Fuori dalla mia professione, che della mia vita fino a quel punto aveva rappresentato tutto.
Fuori da un rapporto matrimoniale che, nell’onestà, aveva trovato la sua fine, da tempo.
Fuori da amicizie stereotipate e dal conformismo mai mio.
Mi ero fatto crescere i capelli, ero partito da lì.
Lunghissimi.
Quello che non avevo mai avuto il coraggio di fare a suo tempo.
Riconoscere il mio essere un po’ differente, un po' particolare, un po' “out of box”.
Vivere serenamente le mie piccole rivoluzioni, differenti da quelli altrui.
Finalmente ci ero riuscito.
Nella tranquillità di una solitudine serena.
Dello star bene con me stesso finalmente, pieno di tristezze, ma in pace.

E non è rimozione freudiana, ma solo “perché scrivo”.

Ho dedicato l’intera vita a tecnica e tecnologia, matematica e leggi fisiche, ma la scrittura mi è sempre piaciuta.
Una passione che non aveva mai trovato né tempo, né luogo ma soprattutto un “motivo” per poterla vivere.
A mio modo, con i miei pochi mezzi, ma viverla.

Poi quel bivio.
Non avevo necessità di nulla, non cercavo nulla, ero triste ma finalmente sereno.
Solo, ma nella chiarezza verso tutto e tutti.

Poi quel bivio.
Su un ripido sentiero che era oltremodo fuori dai miei piani, dai miei programmi.
Forse è il normale della vita, che ti offre tutto quando non chiedi, quanto tutto nega quando ne hai necessità.
Quel giorno, su quei ripidissimi pendii cercavo solo una libertà ancora più grande, un bene più grande e basta.
….. e l’ho trovato, anche se non era quello che andavo cercando …….
La vita per quel giorno ha funzionato al contrario.

La salita era finita, ma stavo così bene che ho deciso di proseguire oltre, cercando un panorama, oltre ogni curva, ogni tornante, ma nulla, sembrava una strada che non conduceva a nulla.
Era il sei di novembre del 2009.
Una bella giornata di sole, ma si sa, non più tanto lunga come quelle estive, meglio tornare.
Fino al bivio.
Quello della mia vita, e forse non solo della mia.
La vetta che avevo raggiunto e superato aveva due strade alternative per raggiungerla e un bivio di congiunzione.
Avevo ancora sete di prove e benefici e ho deciso di scendere sull’altro versante, per poi risalirne gli ultimi chilometri, ancora una volta, dimenticando di nuovo il tempo e l’ormai imminente tramonto.
Così ho svoltato.
Era molto bello il bosco da quel lato, molto di più che dalla parte che avevo risalito per arrivare in cima.
Quella svolta stava per cambiare la mia vita per sempre e io, ignaro, scendevo come un fulmine per risalire ancora una volta.

E in quella folle discesa ho incrociato la vita:

Tu.

Una giovane donna con un piccolo cane che stava passeggiando in direzione opposta alla mia.
È sfuggito nell’incrocio un sorriso di circostanza ma per me anche uno strano brivido, mai provato.
Sono sceso ancora un po' e poi di nuovo in salita, e di nuovo quell’incrocio di sguardi, in direzione opposta questa volta: adesso io salivo e tu scendevi.
Ancora quello splendido sorriso, quello splendido viso e poi ……. non so, splendido tutto e basta.
Sono arrivato in cima e poi giù di nuovo, un po' agitato, con dentro una strana sensazione, speranza forse.
Di incontrarti ancora, fosse solo per uno sguardo ancora, anche solo una volta.

Proprio io, che non cercavo né mai avevo cercato nulla.

Ma scendevamo tutti e due, questa volta, gli sguardi non avrebbero potuto più incrociarsi, e poi che importanza aveva, era stato bello così, io non stavo cercando proprio nulla, e avevo solo fretta di scendere, quella sera mi sarei portato a casa anche quella bellissima sensazione, mai provata, quel meraviglioso sfuggente incontro, mai avuto.
Ci ha pensato il piccolo cagnolino a farci conoscere, deviando il suo incedere in mezzo alla strada e obbligandomi a fermarmi.

Ecco perché scrivo.
Perché quel giorno ho incontrato te, l’anello mancante della mia vita, il mio amore vero.
Non un innamoramento, ma l’anello mancante, l’appartenenza, è diverso, tanto diverso.
Un anello davvero difficile da unire, un amore unico e vero quanto tormentato, con solo motivi per annientarlo, non viverlo, motivi che solo noi possiamo sapere.
Vent’anni di differenza, io comunque ancora sposato, tu in procinto di farlo e potrei andare avanti almeno per un libro, tu per due forse.
E mi sono chiesto con che diritto, con quale senso, per te, si potesse mai vivere quel dono.
Quello di cui avrei potuto privarti, quello che avresti perso, la presunta solitudine nella quale, per logica, ti avrei alfine lasciata.
L’analisi logica di tutto, prima di te forse.

Potrei narrare di felicità insperate e di imperdonabili errori, nella decisione di crederci e provarci, come potresti farlo tu, ma non è questo il tema.
Il tema è semplice , è solo un perché.
Il perché scrivo, ho scritto.

È  per te.

Solo e unicamente per te.
Cercando in questo scrivere il meglio di me, quello che mi hai fatto scoprire possibile, che hai provato ad insegnarmi.
Con il tuo bene.
Quello a cui non avevo mai creduto.
Quello che non sapevo di poter avere né dare.

Scrivo per tutte le montagne che hai scalato tu, per tutte le sofferenze che hai patito.
Per quel sentimento che ci ha avvolto, travolgendoci.
Per lo scandalo che ha rappresentato, per le inquietudini che ti ha fatto vivere.
Più per te che per me.
Avevo un energia immensa allora, in grado di superare tutto.
Qualsiasi montagna l’avremmo appianata.
Avremmo colmato tutte le buche, le distanze, le difficoltà.
Mi sono sentito umano finalmente.
Senza più “vergogne” per esserlo.
Senza più paure.
Non più “genio”, ma solo umano.
Con una energia infinita, senza fine.

Scrivo per questo.
Per te.
Il meglio che esiste.
Per me.

Quale vergogna può esserci?
Quale disagio?
Nel sentirsi umano.
Nella fortuna di provare quello che a pochi, pochissimi è stato dato?

È un onore, non una vergogna, un dono, non una maledizione.
E quello che scrivo è per te, per il meglio che il tuo bene ha scatenato in me, dandogli finalmente il giusto “motivo” per poterlo fare.
Scovandolo da tane silenziose tanto quanto tranquille e rassicuranti.
Mi hai fatto tagliare i capelli, te ne sono grato.

Le vere rivoluzioni le portiamo dentro.
Nel provare a cambiarci davvero.
Nel non temere di essere solo umani.
Nell’onore e non nella vergogna di un sentimento vero.

Che ci rende deboli.
Senza protezione.
Che non sconta nulla.
Che non puoi distruggere con un pensiero logico.

Ecco perché, finalmente, ho scritto e scrivo.

Per te.

Nel poco ma umano e vero di me.

Solo per te, il mio sentimento vero.
Sperando di esserne sempre all'altezza.
Di tutte e due.


FranzK.

...... ed è solo un'invenzione :)



domenica 25 dicembre 2011

Feisbuk






L’altra sera su invito di un vero amico ho seguito un evento.
In diretta laiv, in striming.
Ebbene parlava di un argomento molto di moda quanto importante : i socialnetuork
E’ stato davvero bello e incredibilmente istruttivo.
I personaggi davvero all’altezza di spiegazioni finalmente chiare e semplici.
Uno spettacolo, in poche parole.
L’argomento appunto i socialmidia, che da quanto ho compreso riguardano lo stare insieme delle persone.
Rimanere in contatto.
Promuoversi piuttosto che promuovere prodotti, dal bisness del “me” a quello di un prodotto aziendale  per intenderci.
I temi e le riflessioni sono stati talmente chiari da crearmi un senso di inquietudine.
In particolare si sono concentrati su feisbuk, il socialnetuork più diffuso al mondo con i suoi settecento milioni di iscritti.
Rassicurando da un lato i suoi utenti riguardo la sua validità ma introducendo temi sospetti.
Se guardate il filmato che vi propongo qui sono certo che sarete d’accordo con me.


la proprietà dei dati ad esempio, il loro becap, gli innumerevoli arzigogoli che devi affrontare per poterti in qualche modo proteggerti.
Con condizioni di utilizzo che sembrano scritte un po' come una legge italiana: cavilli, funzioni nascoste, postille.
Davvero difficile da usare quanto facile da farsi usare.
Tempo fa, quando anch’io partecipavo alla sua torre di babele, avevo avuto strane sensazioni.
Sensazioni e basta non essendo io un esperto.
E seguendo il mio istinto me ne sono andato.
E quando me ne sono andato mi hanno scritto che non avrei mai più tornarci, cancellato per sempre.
Alla faccia della socialità mi sono detto, quando esco dal bar di Iki, non mi vieta nessuno di rientrarci il giorno dopo, ritrovando le persone e i servizi che offre.
Anche dopo un mese.
Ma esisterà il uebduepuntozero?
Il ueb delle persone per intenderci.
E dire che tra pochi giorni la piattaforma di Zucherberg verrà quotato in borsa.
Feisbuk  si dice,è un luogo dove si cucca, dove si prendono fregature a volte, dove se sei troppo triste o troppo politico vieni isolato dalla piazza.
Il socialnetuork per eccellenza, che si appropria dei tuoi dati, delle cose serie o meno che scrivi e che in cambio ti offre una sorta di allegra virtuale compagnia continua, al minimo.
Tipo un deitingonlain comprensivo di ciat  e da un po anche di taimlain dove anche gli uomini maschi non hanno necessità di pagare per trovare femmine, dove le aziende possono fare pubblicità gratis.
Gratis. ( non capisco perché invece una meiling list la devi pagare …….)
Ma se è tutto gratis come può essere quotato in borsa?
Dagli introiti della pubblicità dite?
O dal valore dell’advertaising? Informazioni in altre parole (roba seria l’informazione, attenzione).
Avevo dei sospetti, e quel filmato me li ha decisamente rafforzati.
Avevo delle domande, si sono moltiplicate.
Ricordo una frase dell’intervento che dice che Internet non è feisbuk e feisbuk non è Internet.
E la non reciprocità vale anche per gli altri, per gugol o gagol, plus o non, per tuitter, linkedin, maispeis e chi più ne ha più ne metta.
Prima domanda:
di chi è Internet?
Esiste qualcuno che cortesemente me lo può dire?
Qualche guru del settore,  qualche gik.
Ha un proprietario?
Chi è?
Dove ha la residenza?
Come si chiama?

Seconda domanda:
la correlazione tra le parole social e praivasi.
Non vi pare siano contrari e non sinonimi?
Sono io che proprio non capisco?
Tempo fa (anni fa)smanettavo un po’sui personal compiuter e avevo realizzato un sistema molto semplice per poterli usare social o praivasi davvero in qualsiasi momento, con garanzia centodiecipercento.
Perché mi pareva scontato che entrando in rete equivalesse ad uscire in mutande o anche senza in una piazza pubblica.
Scontato e certo, dimostrato anche da un amico molto bravo che lanciando un semplice programmino mi faceva vedere tutto di quello che facevano tutti.
E certe cose preferivo farle a casa mia, non in piazza.
Insomma il uebduepuntozero è una roba che nel caso si realizzi sarà social o praivasi?
O alla faccia della praivasi  decidiamo per un claudcompiuting su scala planetaria?

Terza domanda:
come si fa a prendersela con il pirtupir quando su tutto il ueb è concesso di avere un identità falsa, non certificata, autocertificata almeno,metà nascosta e metà no?
È come se uno uscisse in strada mettendosi i baffi finti.
È quella la praivasi?
Ho compreso bene?
Lo faccio ma non lo dico o lo dico fino a un certo punto?
Mentre tutti sanno tutto di te?
Anche se ti chiudi in casa con spenta la luce, il telefono, il gas, la tv e tutto il resto.
Anche se quando vai a votare nella gabina ( è anglosassone sono sicuro)elettorale da sempre esiste una semplice tecnologia per sapere per chi hai votato segretamente. ( Quale è? Ma dai siete guru e gik …………. non è il caso che ve la dica io che sono un semplice rimbecillito che non si capisce se vuole fare il poeta, il contadino, il tecnico o il salvatore del mondo).

Potrei proseguire ben oltre con tante altre domande.
Ma mi basterebbe avere risposte riguardo anche solo alla prima.
Mi basta quella.
Non chiedo molto, vi pare?

In attesa vado avanti a scrivere “poesie” sul mio blogh che ha un nome e un cognome, un indirizzo e un numero di telefono, una via e un cap.
Nulla da nascondere, nulla di cui mi possa vantare o vergognare, nulla da guadagnare.
Cosa ha di differente da un profilo di feisbuk  il mio blogh?
Non lo so, il giorno che saprò di chi è Internet ve lo dirò.
Ma so di per certo che i dati sono miei, che non mi tartassano di pubblicità, che a norma di legge (almeno quella) tutti possono sapere di me ma io non degli altri, che mi sembra la vera libertà, non il suo contrario:
nessuno può sapere di me e io tutto degli altri.
Senza dire che se voglio sapere in perfetto anonimato (che non è praivasi ma spionaggio) di qualcuno o di qualcosa su feisbuk  o su qualsiasi alto socialnetuork, basta che mi faccio prestare un accesso da un amico e so tutto lo stesso.
Un bel uebduepuntozero.
Se deve essere il ueb delle persone,meglio migliorare loro prima, al pari di non prendersela troppo con i nostri politici, che, dispiace dirlo, ci rappresentano perfettamente: loro sono noi e viceversa, dagli Scillipoti ( è anglosassone anche questo ve lo garantisco) in giù e in su.
Speriamo di non dover commissariare anche il ueb.

Sapete perché ho scritto tutte le parole anglosassoni in pronuncia italiana?
Vi ricordate Martin Lutero?
Tradusse la bibbia in tedesco e i tedeschi scoprirono di non essere cattolici.
Divennero protestanti, indipendenti, decidendo loro il padrone del loro Internet, (allora la religione lo era) con le loro leggi e le loro regole.
Comprendendo finalmente di chi era quello precedente, le sue leggi, le sue regole.

Finisco con una mia convinzione, sui socialnetuork, sul loro immenso valore anche economico:
la più potente televisione globalizzata e controllata del mondo con i più potenti strumenti di condizionamento e cancellazione del pensiero (e, al pari della televisione, della cancellazione del tempo e dei veri contatti umani: la base indispensabile per pensare – e si sa che pensare è male per certuni, meglio ridere e divertirsi come cantava qualcuno …… e sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale, diventan tristi se noi piangiam ……. Ma soprattutto se pensiam).

Sono solo un povero rimbecillito, non fateci caso.
Ma ditemi solo una cosa, l’unica:

di chi è Internet?

FranzK.

venerdì 9 dicembre 2011

Piccole delusioni





Carissimo Gramellini, oggi nel tuo Buongiorno mi hai un poco deluso.
Era accaduto solo un’altra volta quando parlavi del solare.
Auspicavi un solare più diffuso nel nostro paese.
Energia solare intendo, una delle peggiori e poco efficienti derivazioni del petrolio.

Ma parliamo di oggi.
Delle delusioni, piccole ma sensibili, che nel leggerti mi hai provocato.
Siamo noi blogger a dover porre domande, non voi giornalisti remunerati.
A voi tocca dare risposte, chiare e certe.

E oggi la formuletta finale dei grandi numeri non mi ha soddisfatto per nulla.
Almeno a riguardo delle domande poste.
Uso il “tu” se mi è permesso.
Io  da blogger ho posto solo domande e sono stato criticato aspramente, per non avere dato risposte.

Ma noi scriviamo di notte, rubando al sonno qualche piccola considerazione e non siamo scrittori.
Lo facciamo né per soldi né per notorietà.
Ma solo per spirito di libertà, per libertà di esprimere il nostro “point of view”.
Fuori da compromessi e regole prestabilite, preconfezionate.

Quindi credo legittime, davvero super partes, un po' come Monti che ha rifiutato il suo stipendio.
In cambio di nessuno che lo ha seguito.
Noi poveri blogger senza titoli lo facciamo solo per quello, nel rispetto e nella correttezza.
E di giorno cerchiamo di risolvere problemi, ognuno nel suo piccolissimo, il mio, più piccolo degli altri.

Così voglio provare a dare risposte alle tue domande.
Sperando mi sia perdonata la forma poco bocconiana del mio italiano e il probabile semplicismo del tentativo.
Ma ancora l’altra sera lo sfregamani "uomo della strada" di RAI1  (che figuraccia davanti a un tecnico ……. cioè forse ad una persona seria …. In Italia si chiamno così le persone serie: tecnici?) ha dato prova di non capire assolutamente nulla di quello che sta accadendo.
Della gravità estrema della situazione.

Allora provo a dare risposte alle tue domande da blogger della strada ma non sfregamani.
Ci provo:

Quante lauree in originalità economica bisogna prendere per avere l’ideona di tappare i buchi dello Stato aumentando la benzina?
Nessuna, non ne serve nessuna, poteva decidere anche un uomo della strada se mai si fosse accorto che non c’erano più soldi per pagare stipendi statali, pensioni, compensi ai politici e dato che i giornali sono statali e di partito forse anche gli stipendi dei giornalisti.......

Perché in tutto il mondo i diritti televisivi costano miliardi, mentre in Italia le frequenze sono come i biglietti dei vip: omaggio?
Perché l’Italia è fatta di vip, di caste, di poteri intoccabili, di nessuna reale concorrenza leale, perché in Italia devi pagare una tassa allo stato per vedere la sua tv poi comprarti un abbonamento a Sky se vuoi vedere della televisione che ti interessa.
In poche parole: per la tv che ci viene propinata vorresti fare pagare anche dei diritti miliardari?
Ne vale la pena, quando mezzo paese è attaccato al Grande Fratello,alla De Filippi e ai Fiorello e Celentano di turno?
In parole semplici?
Pubblicità: l'anima del commercio.

A quale titolo il bar di un oratorio continua a non pagare l'Ici? Forse distribuisce cocacola santa?
Questa è davvero difficile, pericolosa.
In Italia ci sono almeno due stati e uno è intoccabile e ricchissimo, alla faccia dei principi del suo capo fondatore.
Nessuno ricorda Papa Luciani?
Si presentò a piazza San Pietro, dopo la fumata bianca vestito in semplici abiti da prete e dichiarò che la chiesa doveva dismettere tutti i suoi beni materiali.
33 giorni dopo, come 33 anni dopo il suo capo fondatore morì, non su una croce ma di “ufficialmente a causa di un infarto miocardico.” (“Nei giorni immediatamente successivi alla morte, venne chiesto invano da una parte della stampa di effettuare l'autopsia sul corpo del papa, richiesta respinta dal collegio cardinalizio in quanto non prevista dal protocollo.”)

“Come mai neppure i bocconiani ci permetteranno di scaricare la fattura dell’idraulico, affinché noi ci si senta finalmente motivati a pretenderla?
Questa è invece troppo facile: anche ai bocconiani, come a tutti noi, va di risparmiare qualche soldo e poi pensa agli idraulici: tutto il giorno con le mani nello sterco altrui.
Credo che anche i bocconiani, come noi, hanno un cuore.

“La vecchina che va nella sede più vicina del sindacato a lamentarsi che le hanno congelato la pensione e raddoppiato l'imposta sulla casa, è al corrente che per quella sede il sindacato non paga un euro d’Ici?
Difficile e pericolosa come quella dell’oratorio.
Meglio non approfondire troppo tranne un fatto: se le ditte italiane continuano a chiudere e i lavoratori a non pagare più tessere temo che oltre a non aver più denari per pagare l’Ici delle loro sedi non ne avranno più neppure per pagare gli stipendi ai loro addetti.

“L’Europa ci ha chiesto di alzare l’età pensionabile e noi lo abbiamo fatto. Però l’Europa ci ha anche chiesto di ridurre i privilegi di tutte le caste: perché non lo abbiamo fatto?
Perché non solo l’Italia ma tutto il mondo sopravvive grazie alle speculazioni delle caste.
Siano esse politiche nell’interscambio: mi dai un voto sicuro- ti do un lavoro sicuro così me ne garantisci uno sicuro anche a me.
Che in quelle “laiche”: se vendo cemento e ferro costruisco il ponte di Messina e ti garantisco lavoro per una decina d’anni.
Le caste forniscono garanzie quanto non ne forniscono “gli uomini neri” dei mercati.
E a noi Italiani guai se venissero a mancare le garanzie.( ci dovremo disabituare …..)

Un tetto di 5000 euro alle pensioni d’oro di politici e alti funzionari pubblici quante pensioni di piombo avrebbe permesso di salvare?
Tante, davvero tante, anche se temo francamente che il senato e il parlamento sarebbero andati deserti nelle sedute di approvazione del decreto “Salvaitalia”, alla faccia dell’Italia.

Ho finito.
Anche se c’è ancora una piccola cosa che devo esporre.
Una domanda mia.
E dato che sono un blogger senza laurea posso permettermela.

Credo che le domande che ho letto sono senza risposta perché si affidano ancora alla speranza dell'esistenza di un “buon senso” comune sufficiente a dargliene una, scontata.
Io non ci credo.
Almeno non più.
In un paese con succhi gastrici talmente evoluti da digerire qualsiasi quotidiano scandalo, inciucio, ingiustizia e corruzione, da decenni, non ci credo più.
Al buon senso comune scontato.

Credo al buon senso di pochi.
Mi affido a loro.
Spero si coalizzino.
Fuori dai salotti buoni.
A parlare di nuovi modelli.
Di nuove speranze.

Fuori dalle caste, non divenendone mai una, persone di buon senso e di alto livello.
Come uomini prima ancora di specialisti ognuno del suo sapere.
Dovesse mai accadere.
Non avremmo neppure bisogno di porci certe domande.

Avremo finalmente solo risposte.

Con profonda stima.

FranzK.



venerdì 8 gennaio 2010

Istruzioni per l'uso.



 [Per ascoltarlo]

 [Sfondo sotto-voce (Min) + Video View]
 [http://www.youtube.com/watch?v=JQRvkXzukpk]

L'intendimento, almeno "tecnico", di questo sito-blog, è di poter condividere, in tempo reale, un testo scritto, una voce di lettura, della musica, e delle immagini, in un mix che possa risultare al massimo personale e personalizzabile.

Almeno nella scelta dei messaggi sensoriali disponibili.

Un esperto, sarebbe riuscito sicuramente a realizzare tutto questo con un semplice ed unico widget, ma io che sfortunatamente esperto non sono, ho cercato di realizzare il mio intendimento con i mezzi che ho trovato nel web, per quanto in esso so cercare..

Ad ogni post, o almeno a quelli che ritengo sia utile, consiglio una musica di sottofondo, un video, delle immagini, che ovviamente vogliono essere, al massimo, una personale proposizione.
(che bello sarebbe sapere "la vostra" ..!).

Per quanto riguarda l’ascolto del testo scritto [Per ascoltarlo], è sufficiente cliccare sul tasto a destra del player verde di Vocaroo posto all’inizio del post.

Per la musica di background, che chiamo [Sfondo sotto-voce],cliccare con il tasto destro del mouse il link sottostante e selezionare “apri in nuova finestra” e automaticamente partirà il file, di cui sarà necessario settare il volume.

Che indicherò, secondo la mia proposizione, con “Min” o “Max”, dopo la scritta [Sfondo sotto-voce] e, il cui intendimento, mi appare di semplice comprensione.

Nel caso sia indicato anche [Video View], si consiglia l’ascolto della lettura con sottofondo musicale e di immagini contenute entrambe nel file del link.

In tal caso si consiglia di settare il video multimediale a "schermo intero" e seguirne da questa schermata, la lettura, l'ascolto e la visione.

Per eventualmente osservare una presentazione di fotografie, troverete indicato [Slideshow], ed il relativo link, che dovrà sempre essere selezionato con il tasto destro del mouse in, “apri in nuova finestra”.

Si consiglia, come sopra, di seguirne da questa schermata, la lettura, l'ascolto e la visione.

Alcune volte potrò consigliare anche un particolare profumo o sensazione tattile a cui dovrete, per il momento, provvedere secondo le risorse “analogiche” a vostra disposizione.(!)

Chissà che presto sia possibile tutto il desiderato, nel modo più semplice, con il minor dispendio energetico.

Sperando queste mie indicazioni siano stati utili vi auguro buone emozioni!

Franz.k