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sabato 29 ottobre 2016

Vivere








Жить  -Vivere-

Come è possibile uccidere una vita?
Come è possibile spegnare le luci?
Come è possibile strappare la madre dal suo bambino?
…di 5 anni…

No… no… no….
No, no, no!!

Ad una persona non è dato di sapere
Quanto tempo vivrà
Ma ci è stata data una scelta
Rispetto al modo di vivere il nostro tempo…

Vivere… vivere, vivere, vivere…
Vivere, vivere, vivere!
Vivere, vivere, vivere!!
Vivere, vivere, vivere!!!

Come si può imparare a vivere in pace…
Essere in grado di Amare, Perdonare e dare tutto di noi stessi fino alla fine…
…..e dare tutto di noi stessi fino alla fine!!!

Vivere, vivere, vivere!!!!

Come si può imparare semplicemente a vivere??

Stare insieme alle persone
Sognare insieme
Amare insieme
Apprezzarne ogni momento

Come è possibile perdonare il nemico?
Come è possibile non oltrepassare la linea?
Come trattenere le lacrime dentro al tuo petto?
E vedere un alba davanti a te?

Sperare, credere….

Perché il giorno che è passato non torna
E questo è il senso del futuro

Donare, salvare, perdonare!!!
Perché i nostri figli vivranno ancora qui….

Vivere, vivere, vivere…
Vivere, vivere, vivere
Vivere, vivere, vivere!
Vivere, vivere, vivere!!!!   ….. noi, con voi, vivremo ancora qui…..

Vorticare felice in cielo
E arriverà ancora l’alba
Ed essa si abbraccerà con la terra!
Ed essa si abbraccerà con la terra!!!

Vivere, vivere, vivere!!!!

Come puoi imparare a vivere nel mondo?
Tra le braccia dell’alba nella mattina…
Solo Amare…
Solo Sognare….
E con il cuore scaldarlo..

(RAP)
Mi ricordo a diciotto anni…
La musica, lo sport, l’aspirazione del mio cambiamento….
In questo tempo nessuno credeva nel mio successo
Ma contro ogni previsione, io ce l’ho fatta...

Mi ricordo come tutti mi hanno gridato: “ ma sei fuori??”
E io studiavo, lavoravo ma tutto era insopportabile
Io, l’unico figlio, l’unica possibilità per loro
Il diploma all'università di Mosca
L’unico obiettivo per loro...

Nella mia storia è tutto differente
Sono stato espulso dal corso
E i miei non l’hanno accettato
Poi una persona mi ha detto: “la persona più ricca del paese era un orfano”….

Ho sentito la diagnosi, sono stato in ospedale
Ho guardato negli occhi gli ammalati
Li ho guardati in faccia
Nessuno sconforto, nessuno scoramento
Solo il desiderio di vivere
“….mi bastano solo un paio d’anni…..”
“….me ne bastano una trentina…..”
Solo? Minimo trenta??
NO!

Minimo cento!!
Nessun se, nessun ma!

Lo sconforto ti tiene sul fondo come un àncora
Invece adesso è il tempo di cambiare tutto
Questa è la decisione, è già deciso.

Io ce l’ho fatta e tu pensi di essere peggio??
Puoi vivere anche così ma non sei peggio
Afferra tutte le possibilità con le tue mani
Cambia la tua vita insieme a noi

 Vivere, vivere, vivere!!!!

Come si fa a imparare semplicemente a vivere?
Non Combattere, non Uccidere…
Diventare semplicemente una Persona…..!
Diventare semplicemente una Persona…..!!!

Vivere
Semplicemente.

Cambia la tua vita insieme a noi.



Liberamente tradotto con l'aiuto di Evgeniya.

P.S." ...credevano ad un altro diverso da me e non mi hanno fatto del male...".ricordate?
La Pace non ha confini come la guerra, non importa dove i progetti prendono forma per lei ma, in questo caso, conta molto.....


FranzK

domenica 14 aprile 2013

Ti Scrivo Ancora.
























http://www.youtube.com/watch?v=cioXv5WWCzY



Ti scrivo.
Vorrei raggiungere,
Il tuo cuore,
Che conosco,
E comprendo.
Vorrei scrivere,
Sul tuo cuore,
Le parole giuste,
Ogni giorno,
Ogni momento,
Ogni notte,
Parole che sento,
Che sentono,
Ogni tuo respiro,
Ogni tua paura,
Ogni tuo dubbio,
Ogni tua gioia,
E ti scrivo.
Con una penna magica,
Che non si cancella,
Non degrada,
Nel grigio,
Della cartapesta,
Ma dipinge,
Colori,
Indelebili,
Scrivo al tuo cuore.
A tutto quello,
Che conosco di lui,
Il più bel cuore,
Che abbia conosciuto,
Vissuto,
Sentito nel mio,
All'unisono.
Anche nelle paure,
Di un cambiamento,
In tutti i tormenti,
Di una decisione,
Di una responsabilità.
Ma non di una scelta.
Solo di confini,
Da superare,
Di barriere,
Comprese,
Comprensibili,
Da rimuovere.
E ti scrivo.
E ti scriverò sempre,
Ogni giorno,
Ogni momento,
Ogni emozione,
Ogni battito di tempo,
Le stesse parole,
Che ogni volta,
Avranno una differente,
Sfumatura,
Profumo,
Semplice carezza,
Nel divenire,
Di un senza fine,
Che il tuo cuore,
Sentirà sempre.
Perché ti scrivo,
E scriverò sempre,
Di un sentimento.
Vero.
Per tutti e due.



FranzK.




Francesco for Evgeniya with Love.

giovedì 21 marzo 2013

Dogmi e Respiri.
















http://www.youtube.com/watch?v=hhHe8C6Qej4



Lascia andare le mani,
Collegale al tuo cuore,
Alle tue sinapsi,
Ma non solo,
A tutta quell'energia,
Che sei,
Che hai.
È lei la vita,
Lasciala fluire,
Sul bianco immacolato,
Della tela,
Di un foglio.
È la vita in fondo,
Nella sua transizione,
Nel suo perdurare,
E finire,
Ma scrivere.
La nostra storia,
Le nostre felicità,
Le nostre pene,
Gli incontri,
Mai casuali,
Mai obbligati,
Ma maturati,
Al sole,
Come frutti,
Conseguenti,
Ad una buona stagione,
Solo tua.
Alla tua pioggia,
E al tuo vento,
Quello della tua particella,
Più intima,
Più semplice,
E piccola.
In tutto lo stupore,
Che devi accettare,
Fuori dal tempo,
Ma dentro al tuo tempo.
Questo tripudio,
Di energia,
Che è la vita.
Non dà tempo,
Nel suo averne uno,
Finito,
O infinito,
O forse indefinito.
Qualsiasi cosa,
Possiamo credere,
Perché credere,
Sarà sempre,
Un semplice dogma.
Mai una assoluta verità.
Se non nel suo assoluto,
Relativo.
Lascia che si imbratti,
Quel candido bianco,
Di quello che pensi,
Di poter determinare,
Controllare,
Lascia che si imbratti,
Di vita.
Che è colori,
Suoni,
Semplici sillabe,
O stupiti,
Respiri.
Non esiste la fortuna,
Nulla è casuale,
Nulla determinato,
Se non da quello,
Che possiamo accettare,
Nel ricevere.
Credere di decidere,
Nel dare.
Pensando,
Che è solo logico,
Razionale.

È al di là ……di tutto questo ....
Un altro piccolo,
Frammento di verità,
Di quella verità,
Che abbiamo diritto,
E non dovere,
Di rincorrere,
Di anelare,
Di vivere,
Per altre vite.
Ancora.


FranzK.



martedì 19 marzo 2013

Una Luce ... all'Improvviso.
























https://www.youtube.com/watch?v=pY9fnZ3MIZw



Non comprendo,
al solito.
Una luce,
All'improvviso.
Quando il buio,
Sembra prevalere,
Su tutto.
E non importa,
Se il Pensiero,
Viene confuso,
Con l’introspezione.
Il Pensiero,
Non è per tutti,
Non per i titolati,
Non per gli "ambiziosi"
Che in fondo,
Non fanno che sopravvivere,
Alla loro impotenza.
Non è felicità,
Per i più.
Ma semplice,
Masturbazione.
Lo comprendo,
Come per i più,
Non esiste l’amore,
Ma solo sesso.
In fondo,
Il Pensiero non è per tutti.
E non può procurare,
Rabbia,
Ma solo comprensione,
Nel suo struggente,
Comprendere,
Accettare,
Tollerare,
E comprendere.
Anche se a volte,
Sprofonda,
Un buio,
Una sorta di solitudine,
Senza fine.
Un buio profondo,
Senza alcun senso,
Senza un motivo,
Se non quello,
Di tutta quell'energia
Spesa,
Per comprendere ……
Ma poi,
In fondo a quel buio,
Quando tutto,
Scompare ….

Una luce.
Definita,
Coerente,
Finalmente.
All'improvviso ……



FranzK.

domenica 17 marzo 2013

Quante Emozioni?























http://www.youtube.com/watch?v=eDYmEeetrnA




Quante emozioni
Può contenere una vita?
Emozioni …..
Comprensione di se,
Trasmissione di se.
L’amigdala che riceve,
È un pericolo.
O meglio,
Un rischio.
Ti può dare,
Ti può togliere,
Comprensione,
E capacità,
Molto di più,
O molto di meno.
I sentimenti sovraintendono,
Una coscienza.
Le emozioni,
No.
Al più, sotto intendono dei sentimenti.
Sono un linguaggio universale,
Un pericolo,
Se possono farti male,
Una benedizione,
Se ti modificano nel meglio,
Nel portarti,
“Come te”,
Non “con te”.
Puoi comunicare,
Con le emozioni,
Nel meglio possibile,
Anche con razze differenti,
Anche con gli animali,
Se riesci a trasmetterle,
Se ti assumi il rischio,
Di viverle,
“Come te”.
E quante ne può contenere una vita?
Nel loro bene e male possibile.
Possono determinarne la durata?
Forse si,
E forse è per questo,
Che le temiamo un po'.
O troppo.
Ha un costo un emozione,
Elevato,
Di energia,
Che può tornare,
Moltiplicata,
O divisa.
E non ha alfabeti,
Non ha simbologie,
Anche nella loro somatica,
Si possono perdere tracce.
Arrivano molto prima,
Di un linguaggio,
Di parole,
Di gesti,
Arrivano appena prima,
Di un sentimento.
Solo un istante,
Prima di esso.
Forse è per questo,
Che vogliamo parlare,
Senza comunicare.
Riservandoci l’unico rischio,
Emotivo,
Solo nella previsione,
Di un sentimento.
E di sentimenti,
Una  vita ne può contenere meno.
Sono più pericolose,
O virtuose,
Le emozioni,
Ma anche più rischiose.
Sovraintendono,
Un controllo per viverle male,
Una "tranquillità" per evitarle .....
Sotto intendono,
Un sentimento.
Universalmente,
Senza limiti,
Comunicano,
In modo univoco,
E chiaro,
Senza rischio di confondere,
Con tutto il resto,
Ma proprio tutto,
Il tuo,
Vero,
“Come te”.


FranzK.

venerdì 15 marzo 2013

Le Onde del Tuo Vento.































For music click here:


Audio recording >>





Sono solo onde.
Onde che si spezzano,
Contro gli scogli,
Per avere un po' di ossigeno.
Siamo noi quelle onde,
Sono le nostre vite,
da trovare.

Sono onde, solo onde,
Le onde del mare,
Che senza vento sicuro,
Sono difficili da trovare.
Solo quell'onda tua,
Ti può portare alla tua spiaggia,
Che non è il tuo destino,
Ma forse l’unico luogo,
Dove puoi sentirti a te vicino.

Sono solo onde,
Onde che si cercano
Senza un vento certo,
Anche se solo uno può trovarle.
Nessuno sa dirti il vero,
È solo tuo quel vento,
Solo tua la risposta del tuo tempo.

Perché l’acqua delle onde,
Poi evapora,
E sale verso il cielo,
E piove e torna sulla terra,
Imbianca montagne come gelo,
E poi scorre o si scioglie,
E corre e dentro un fiume, e torna al mare,
Per altre onde nuove, senza vento,
Nella loro bellezza e nel loro tormento.

Trova la tua onda.
È solo tua,
Cercala nel mare,
Trova il suo vento,
Che insieme a quell'onda,
Troverà te,
Senza mai evaporare.


FranzK.

mercoledì 13 marzo 2013

Dammi Musica.























http://www.youtube.com/watch?v=K4_NOah3z3A



Dammi un accordo.
Un ritmo.
Una melodia.
Tra le tante,
Mai sentite,
Nel loro essere finite,
Per intrecci matematici.
Sono tante le possibilità,
Molte le variabili,
Ma sono finite,
Non infinite.
Come i nostri respiri,
I nostri battiti cardiaci,
I nostri passi,
Le nostre energie.
Sono finite,
Per calcolo matematico,
Ma forse,
Non per interpretazione,
Forse ….

E forse non è un accordo,
Non una melodia,
Né un ritmo,
Che serve,
Per sentire musica.
Dentro.
Per farla uscire,
E sentirla tua,
Nel suo dono,
A tutti.
Perché, quanto un idea,
Non è “nostra” la musica.
È un linguaggio,
Che trapassa qualsiasi cortina,
Ogni ostacolo,
Tutte  le torri di Babele,
Dei linguaggi,
Dei costumi.
Delle convenzioni.

È un inno,
Senza bandiere,
Senza colori,
Senza razze,
Senza fazioni,
Anche nella sua esclusività,
Nel suo “genere”.
È un grido,
Sussurrato,
Senza associazioni,
Di disperazione,
O gioia,
Di quel “piano” e “forte”,
Che è molto di più,
Di una tastiera,
In bianco e nero.
Molto di più,
Di rapporti armonici,
Archimedei.

Dammi musica,
Anche per sordi,
Per sensibilità piccole,
Per corde fragili,
O troppo rigide.
Dammi il giusto spettro,
Ben campionato,
Semplice,
Nella sua meraviglia,
Quanto efficace,
Nelle risonanze,
Senza battimenti,
Senza Fourier,
E le sue interpolazioni.
Basta un po' di musica,
Vera.
Che va oltre,
La tecnica,
Di uno strumento matematico

Se vuoi musica,
Devi darmela prima.
Io la scriverò,
Le darò il giusto timbro,
Intonazione,
Armonia.
Ma devi darmela prima,
Devo sentirla,
Dentro.
Quella che senti,
Dentro tu.
E non sarà mia,
Ma nostra.
Di tutti alla fine.
Perché tutti,
La sentono,
L’hanno dentro,
Sopita a volte,
Silenziosa,
Straziante.

Il segreto,
È piccolo,
Non servono ripetitori,
Amplificatori,
Trasduttori,
Se vuoi della musica,
Vera,
È necessario,
Il vero,
Nel suo relativo,
Assoluto.

Mi servono le note,
I ritmi,
Le pause,
Delle tue emozioni,
Vere.
Per comporre,
Musica,
Una sinfonia,
Senza fine,
Di sentimenti.

  

FranzK.

venerdì 28 dicembre 2012

Tu Sei.






















Click here to hear:

Record music and voice >>


https://www.youtube.com/watch?v=u7ya-ddzgvU


Sei una carezza
Delicata
Come un alito di vento
Tiepido

Sei il candore
Di un petalo
Il giaciglio accogliente
Della sua morbidezza.

Sei nido
Sicuro
L’unica casa
Dove posso vivere

Sei acqua
Chiara
Del fiume
Dove posso specchiarmi.

Sei la tenerezza
Di un sorriso
Che accende
La luce del giorno

Sei la magia
Del fuoco di un  tramonto
Che accende
La passione della notte

Sei aria
Pulita
Che ristora
Tutti i respiri.

Sei il gusto
Di cibo
Divino
Che nutre la mia anima.

Sei tempo
Senza orologi
Che non conta battiti
Ma solo emozioni

Sei il fresco
Della rugiada
Nell'alba
Di una mattina di primavera

Il tepore
Di un camino
Nella sera
Di un inverno.

Sei
Tutto l’amore
Che non credevo possibile.
L’unica altra parte, possibile, di me.

FranzK.


You are.

You are caress
Delicate
Like a breath of wind,
warm

You are the whiteness
Of a petal
The cozy couch
Its softness.

You are nest
safe
The only house
Where can live

You are water
clear
Of the river
Where can I specious.

You are tenderness
Of a smile
that lights
The daylight

You are the magic
Of the fire of a sunset
that lights
The passion of the night

You are air
clean
that restores
All breaths.

You are the taste
of food
Divine
That nourishes my soul.

You are time
Without watches
which does not count beats
But only emotions

You are the cool
of the dew
In the dawn
Of a spring morning

The warmth
Of a fireplace
in the evening
Of a winter.

You are
All the love
I did not believe possible
The only one possible other part of me.


Francesco for Evgeniya with true love.

sabato 22 dicembre 2012

Parole in Silenzio.























https://www.youtube.com/watch?v=QE34P5jwqcw


L’amore vero non ha parole.
Le parole hanno una fine.
Come le possibili combinazioni delle note
Della musica.
Come il possibile mescolarsi di colori.
Tante combinazioni, tantissime,
ma con una fine.
I sentimenti veri no.
Non hanno fine.
Non sentono distanze.
Si sentono e basta.
Sanno di loro
Come nessuna parola potrebbe mai spiegare
Nessuna musica cantare
Nessun dipinto dipingere
I sentimenti veri sono molto di più
Di una semplice emozione
Di un semplice sorriso o pianto
Sono ancora più semplici.
E non è con le parole che potremmo mai spiegare.
Non quelle vocali
Ma quelle che tutti i momenti
Nel silenzio,
ci accarezzano,
ci sfiorano,
Sanno di noi.
Sono loro le promesse
Nelle quali credere, ritrovarsi.
Sono quell'infinito
Parlarsi dentro
Insieme
Che più di un bacio
O una carezza
Uniscono
Oltre qualsiasi dimensione.

Nel nostro silenzio
Pieno di parole in silenzio.
Il supremo dono
Di un semplice, stupefacente
Amore vero.

FranzK.

venerdì 21 dicembre 2012

Ma tu, cosa Fai?
























https://www.youtube.com/watch?v=FOh8kpuQuy4


"....... I gradini della scala, adiacenti al cortile, appena fuori dall’unica stanza della

casa di campagna in cui era cresciuto e viveva in tenera età, erano il suo posto
preferito quando, già da allora, veniva colto da quella inconsueta, frenetica,
laboriosità creativa.
Si rivide e ripensò con una lucidità forse mai maturata: quel bel bimbo, biondo
con una macchia di ciuffi rossi appena sopra la nuca, con qualche lentiggine
qua e là era già al lavoro: con i pochi attrezzi e materiali scovati nel magazzino
e concessi dalle ristrettezze economiche della sua famiglia, stava costruendo
qualcosa.
Manovrava gli attrezzi con disinvoltura.
Quando pretendeva, per modellare meglio un dettaglio, un pò troppo dalla sua
poca forza fisica, tanto da non riuscirci, si arrabbiava moltissimo, buttava a terra
un arnese, scuoteva il capo nervosamente poi, dopo un attimo di sosta ed un
profondo sospiro, riprendeva con ritrovata calma il suo da fare.

Si scoprì in un sorriso a rivedersi: il sorriso del vecchio saggio e vissuto che
spia un bimbo ovviamente un poco maldestro ma tenace e risoluto.
Seguì il bimbo nella sua opera, in tutti i vari passaggi che ne determinavano la
realizzazione: tagliare il pezzo di legno a giusta misura, raddrizzare a martello i
pochi chiodi che aveva trovato, quasi tutti recuperati dal padre strappandoli con
la tenaglia da chissà dove e, di conseguenza tutti almeno piegati su un lato,
segnare con un moccolo di matita le posizioni sul pezzo di legno nel quale
doveva conficcarli, …………
In un tempo non superiore a qualche ora, il bimbo aveva costruito un
complesso e potente fucile ad elastici con il quale avrebbe dato la caccia alle
galline del cortile, accoppandone sicuramente almeno una.
Si sarebbe guadagnato, in tal modo, una bella suonata e molti castighi dalla
madre che, per ripagare la gallina al legittimo proprietario, avrebbe dovuto dar
fondo alle pochissime risorse di un salvadanaio decisamente anoressico .
Aveva, su per giù, cinque anni.

F perse di nuovo il sorriso perché di nuovo il bimbo ed il vecchio, riunendosi
nel compiacimento dell’opera compiuta, erano diventati lui, tutto ciò che era e
che sarebbe sempre stato per sé e per gli altri.
Tornò dentro alla stanza, si accese un’altra sigaretta e ritornò fuori all’aria
aperta: era venuto il tempo di affrontarsi, di comprendere e accettare la sua
natura per l’ultima volta: per raccontare ciò che aveva iniziato, nel migliore dei
modi, era necessario.
Comportava sicuramente un certo tempo ma a se stesso,doveva dire tutte le verità importanti di sé,
su di una lapide, lo sapeva, ma si doveva, finalmente, tutta la verità.
Rientrò e proseguì.

Così, oltre ai fucili, provvedeva, anche per i piccoli amici, a costruire pericolose
frecce con la punta battuta e ribattuta con il martello, tale da risultare oltre che
molto affilata, anche molto resistente.
Le ricavava dalle aste metalliche degli ombrelli che sua madre assemblava a
cottimo.
Poi era l’ora dei fischietti ottenuti dal tappo di ottone delle cartucce sparate dai
cacciatori che raccoglieva durante le lunghe passeggiate esplorative nei boschi,
e le “cerbottane” costruite con i rarissimi tubi in plastica rubati nei pochi cantieri
edili, le costruzioni tridimensionali in carta da giornale incollata, che
riproducevano fantasiose città con molti grattacieli, le barchette scavate nel
legno, i contenitori di vetro per la raccolta, l’osservazione e la conservazione
degli animaletti che avrebbe poi riciclato come merce di scambio con gli amici,
in cambio di qualche soldatino di plastica.
L’anno successivo, a sei anni quindi, scoprì qualcosa che lo distolse per molto
tempo da quelle frenesie creative ......."


Cosa faccio?
Continuo a costruire barchette, fischietti, città tridimensionali in carta, immaginati sempre in un modo diverso.
Forse immaginando solo più di prima cose differenti, sguardi più curiosi, scoprendomi sempre più lontano.
Dal comune sguardo.
Mai più fucili per sparare alle galline.
Solo semplice trasgressione, controllata.
Semplice incolmabile curiosità, forse semplice amore per la vita, quel “troppo” che la vita mi ha dato.
Quel “troppo” che ho vissuto fino in fondo per molte vite, senza mai aggrapparmi ad una di loro.
Quel “troppo” di cui tempo fa speravo solo la fine.
Non posso rinascere ma solo finire nel migliore dei modi.
La mia natura, la mia nascita.
Perché qualcuno mi ha tenuto qui, con il bene vero di saper comprendere.
Un uomo buono, tra molti non cattivi.
Un semplice uomo che ha “capito” fino in fondo, un uomo che, come me, ha incontrato la fine prima ancora che qualsiasi inizio.
Ha lottato per un'altra metamorfosi, ha sopportato tutto il mio dolore, l’infinita rabbia della solitudine del mio pensiero, il tremendo di uscire da quella “pelle”, per un'altra ancora, diversa, nuova.
Quindi vado avanti, accettando la difficoltà di un altro cambiamento.
Sperando di non incontrare buchi neri di energia, ma corpi radianti.
Non so se ce la farò, a dare il meglio del meglio di me.
Ci provo, vado avanti, con l’energia che ho.
Me lo devo, lo devo a chi mi ha tenuto qui, per i comuni intenti, speranze.
Che mi ha fatto comprendere che più ancora che ad ogni altra cosa.
Lo devo alla vita.
Grazie.


FranzK. 


“L’universo, l’infinito, non si può spiegare né comprendere, solo intuire e
rivelare”. (Schlegel).
Che vuol dire sentire e vivere.

lunedì 17 dicembre 2012

La Mia Terra.
























https://www.youtube.com/watch?v=x8FTP1IgqBA



Non ha un nome la parte che accende la nostra vera energia, che ne sprigiona tutte le particelle.
Non ha un viso, una provenienza, una residenza, una nazionalità, una cultura, se non dentro noi.
L’indirizzo è dentro a noi, a quello che non sapremo mai di noi, non come naufraghi, ma semplici timonieri.
Che cercano nel mare infinito di tutti le variabili di un algoritmo senza conoscenza, la propria terra.
Quante interpolazioni servono per condurci a lei, quante manovre, quanti venti e rotte da seguire.
E forse non sapremo mai se ne esiste una sola o molte possibili, forse solo una nel meglio, molte possibili se dentro a noi non troviamo prima quel “meglio di noi”.
Il meglio di noi, il meglio di un timoniere senza timori, con il viso segnato dalle tempeste, che senza sosta e con motivata determinazione, non stacca mai le mani né il cuore da quel timone, non si accontenta della prima isola che scorge all'orizzonte.
Desidera la sua terra.
Perché, timonieri o naufraghi, non siamo nati per la solitudine, anche se possiamo abituarci, comprometterci in lei.
Come possiamo comprometterci nella stanchezza di cercare dentro noi, in quel mare in continua tempesta che è il nostro passaggio da qui, possiamo cedere all'illusorio riposo della prima isola, del primo attracco.
Anche se non lo riconosciamo come nostro ma solo come un comodo e riposante giaciglio, anche se lo sguardo continuerà a indagare orizzonti, e il pensiero altre mete, senza più il coraggio di ripartire, di rischiare altri venti, altre tempeste, altre sacche di ristagno d’ossigeno.
Lo chiamiamo amore, e non ne conosciamo la natura.
Scriviamo poesie, musica, trattati filologici, indaghiamo interazioni chimiche, dipingiamo colori, vorremmo capire, senza mai prima provare a capire noi, quello che sentiamo per noi come il meglio.
Senza la cognizione del meglio per noi ancora prima di un meglio solo indicizzato dalla stereotipo, dalla consuetudine  o dalle semplici apparenze.
Abitudini antropologiche, il mare ha una sua fine, meglio una terra non tua, ma sicura, che il dirupo del nulla, là dove , senza dubbio alcuno,le acque terminano il loro scorrere, ribollire, là dove i venti si perdono nel silenzio senza più sibili del vuoto per sempre.
È difficile cambiare, cambiarsi, è tremendamente destrutturante, perché è con il peggio che forse è necessario confrontarsi prima di sapere della nostra giusta terra.
E il peggio per noi siamo noi.
È con noi, con noi stessi, soli davanti allo specchio delle nostre introspezioni, che non governate da una ontologia certa né ben delineata dall'esperienza  sensoriale epistemologica, viviamo il perenne tormento della convergenza di tutte le nostre nature.
E non è il “da dove vengo, cosa faccio, dove vado”, ma forse solo : “chi sono, cosa voglio”?
Come se la “necessità” del volere, non fosse interdipendente dall'“obbligo” del sapere chi siamo prima di tutto.
La “non solitudine” basta a un naufrago, come un surrogato dei sentimenti è sufficiente a sopravvivere.
A un timoniere non può bastare, lui cerca la sua terra, il luogo metafisico dove può esistere la felicità, che quanto l’amore è solo una parola se non ne percepisci l’essenza, al di là di qualsiasi esperienza unicamente sensoriale.
La felicità, quanto un amore vero, è un evento “metafisico” raro quanto rari sono i veri timonieri delle imbarcazioni che chiamiamo vite.
Timonieri coraggiosi, non impavidi, determinati, non folli.
E forse solo quando trovi “te”, la tua vera terra può incontrarti, quanto vane risultano le ricerche “fisiche” o “logiche” nel poterne trovare una.
La mia terra ha un volto, un identità, un indirizzo, un nome e un cognome, ma è solo il contenitore dell’essenza del mio meglio, che non è più solo, ma finalmente illuminato, acceso, e può esprimere tutta la sua energia, tutti i giorni, in tutte le azioni, i pensieri, le opere di un mare finalmente calmo.
Quel “mare” che incontrando la sua terra, il meglio di se, può finalmente essere navigato senza naufragi, ma solo con infiniti, non più soli, veri sentimenti, senza più sguardi verso altri orizzonti, pensieri verso altre mete, senza più un “cuore” privato dalla percezione della “felicità”.
Ho navigato il mio mare come un timoniere.
Questa è la mia terra.


FranzK.    

venerdì 7 dicembre 2012

Amare Paure d'Amore.


























https://www.youtube.com/watch?v=vdB-8eLEW8g




Fa paura amare.
Lo desideriamo con disperazione
Poi, con la stessa disperazione.
Fuggiamo.
Perché è un rischio,
Immenso.
Una responsabilità,
Pesante.
Assumere l’amore.
Prenderlo con se,
Come se stessi.
Perché alla fine,
Perde sempre.

Nel meglio,
Almeno la vita.
Come il miglior vino,
Al quale sfugge
Il suo contenitore.
Si scioglie.
Evapora.
Lasciandolo sparso
E in decomposizione.
Non più protetto,
Conservato.
E parlo dell’amore.
Dell’essenza della sua spremitura.

Non di quello tra un uomo e una donna.
Non solo.
Non di quello tra un genitore e un figlio.
Non quello di un vero amico
Non quello per un attitudine.
Neanche quello per la vita
Va oltre l’amore.
Molto oltre la vita
E fa paura,
Da morire.
Perché anche nel suo meglio
Finisce
O ne corre il rischio.

Nel suo peggio è più rassicurante
Come l’orzo al posto del caffè.
Può essere consuetudine,
Abitudine,
Un vino onesto insomma,
Nel peggio del suo meglio,
Che difficilmente ti può essere tolto.
Un vino da pasto,
Generoso,
Buono,
Genuino.
Forse il peggio è meglio
Del meglio del meglio
Perché è difficile perderlo.

Al più diviene utile aceto.

Dell’amore
Non puoi farne aceto.
Ma solo occasione unica,
Irripetibile,
Che pretende il meglio di te,
E da te.
Quel meglio dato,
Che può non essere riconosciuto
Il meglio,
Che può perdersi nel nulla.
Che dona,
Senza chiedere.
Solo un rischio,
Da paura.
Che offre tutto,
Nell'incerta transumanza

Di tutte le stagioni.



FranzK.


Temere l’amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti.
(Bertrand Russell)

mercoledì 5 dicembre 2012

Una Vita.






















Per sentirlo clicca qui:

Audio recording software >>


https://www.youtube.com/watch?v=pli6qcO0GPo


Desideri, speranze, attese,
Non potranno mai finire.
L’eterna meraviglia,
Che senza respiro,
Brilla come un diamante in fondo alla mia anima.
Nuda e senza difese.
Davanti a tutto questo amore.

FranzK.





A Life.


Desires, hopes, expectations,
Cannot ever end,
The eternal wonder,
That, without breath,
It shines like a diamond in the deep of my soul.
Naked and defenseless.
In front of all this love.


Francesco for Evgeniya, with true love.








mercoledì 28 novembre 2012

Atomi d'Amore.




















per sentirlo clicca qui:

Record and upload voice >>


https://www.youtube.com/watch?v=jPife1dVeU8



Solo un attimo di cielo
Il tempo di un respiro.
Un atomo d’amore.
L’istante di una vita.

Atomi di emozioni.
Di sentimenti veri.
Non di invenzioni, di illusioni.
Solo particelle sconosciute.

Ma vere.

Non ho visto un atomo d’amore.
L’ho vissuto, condiviso.
L’unico modo per viverlo.
Nell'intimo di tutti i suoi segreti.

Questi occhi.
Che hanno visto e pianto per atomi di energia, di materia.
Piangendoli per un emozione.
Hanno vissuto, non visto, il dono di un atomo d’amore.

Senza lacrime che possano mai finire.

E’ questa la poesia?
Forse è questa la vera poesia della vita.
Che incanta e acceca.
O semplicemente, stupisce e illumina.

Se sei pronto per lo stupore e la luce.

Particelle infinitesime di felicità
Nell'infinito piccolo di un istante.
Che al pari dell’infinito immenso di un cielo stellato.
Non può confinare due atomi d’amore.

E’ troppo grande quell'immenso piccolo di un istante.

Troppo vero.
Per confinare il possibile.
Dentro a qualsiasi spazio.
O diabolico pregiudizio.

Del legame.
Indissolubile.
Di due atomi vissuti.
D’amore vero.

FranzK.


Francesco for Evgeniya with true love.

sabato 24 novembre 2012

Non è un Bacio.





















per sentirlo clicca qui:

Audio recording >>


http://www.youtube.com/watch?v=Y-E53gmeO-8&feature=related



Non è un bacio.
Che ti mando.
Non carezze.
O teneri sguardi.
Non parole.
Versi arguti.
Romantiche canzoni , melodie.
Non è un pensiero.
Che può danzare sul tempo.
Che ti mando.
Non ti mando un istante.
Rubato agli istanti.
Non un gesto.
Consueto, scontato.
Non ti mando un desiderio.
Troppo facile da sentire.
Non promesse, troppo facili da tradire.
Non vocaboli.
Insistiti.
Inconsistenti.
Non è un semplice bacio.
Che ti mando.

Ti mando me.
Non solo il mio cuore.
Non basta il cuore
Per contenere
L’emozione
Di averti  sempre al mio fianco
Ti mando il mio semplice vero.
Tutto i miei respiri.
Sospirati.
Tutto  ciò che sento.
Che sono, che faccio.
Ti mando un per sempre.
Senza tempo.
Un’attesa.
Che non ha fretta.
La fedeltà.
Non di parole.
Non di baci.
Ma della semplicità.
Di un semplice candido petalo
Puro.
Impregnato soltanto.
Come la mia anima.

D’amore vero.

FranzK.


Is not a Kiss.

Is not a kiss.
That i send you.
Not  a lot of caresses.
Or tender glances.
Not words.
Witty verses.
Romantic songs and melodies.
It is not a thought.
That can dancing on time.
That i send.
Don't send an instant.
Stolen from istants.
Not a gesture.
Usual, granted.
Don't send you a desire.
Too easy to feel.
Not  promises, too easy to cheat.
Not words.
Insistent.
Inconsistent.
It isn't just a kiss.
That I send you.

I send me.
Not only  my heart.
Isn't enough the heart,
To contain,
The emotion,
To have you ever by my side.
I send you my simple truth.
All my breaths.
Sighing.
All I feel.
All I am, all i think, I do.
I send you a forever.
Timeless.
A waiting.
Leisurely.
The fidelty.
Not made of words
Not made of  kisses
But from semplicity.
Of  simple white petals.
Pure.
Only Impregnated.
Like my soul.

Of true love.

Francesco with true love for Evgeniya.

venerdì 9 novembre 2012

Il Mio Cuore.























http://www.youtube.com/watch?v=rBaLyPQF-Fo&feature=g-vrec



Ho ricevuto una lettera, tempo fa.
La lettera di un amico.
Sono rimasto indeciso.
Ho dovuto pensarci.
Leggere, comprendere, davanti ad uno specchio.
Di quelli patinati d’argento.
Che riflettono senza deformare.
Mi riguardavano le parole.
Per una volta riguardavano me.
Lo specchio mi ha fornito risposte.
Perché i contorni del suo riflesso, per una volta.
Erano i miei contorni, nelle luci e nelle ombre.
I contorni della mia geometria non euclidea.
Sono passati i dubbi, le indecisioni.
E per quanto è grande un sentimento di vera amicizia.
Per l’impegno della scelta di non nascondersi mai.
La rendo,in condivisione, con un abbraccio, per chi l’ha scritta, per chi avrà voglia di leggerla.
Così come io l’ho ricevuta.

FranzK.



Caro amico,

finalmente eccomi qua,a mente serena, senza distrazione alcuna, solo il mio pensarti.
Ti voglio bene.
Come si può volere bene ad una carissima persona, ad un fratello.
Ed ho imparato a chiamarti fratello, anzi fratellone per rispetto della maggiore età, ma non importa.
Ti voglio bene perché ci siamo conosciuti, un po’ di anni fa, ci siamo conosciuti nel tempo.
E nel tempo abbiamo imparato ad apprezzarci, stimarci.
Io in te ho trovato consigli, non importa se giusti o sbagliati che fossero, sempre e comunque in buona fede.
Il più delle volte una persona capace di ascoltare.
A volte un confessore.
Quanto sappiamo l'uno dell'altro non è dato sapere.

E voglio dire qualcosa di Francesco.
Perché una cosa è certa, io posso dirlo perché lo conosco da oltre 10 anni e per averlo vissuto in tanti momenti della mia/nostra/sua vita, intensamente.
Trasparente,onesto.
lui ama la vita.
lui cerca la vita.
la sperimenta, la vive.
E’ come un esploratore, che come riferimento ha solo ciò che si presenta alle spalle, il passato,
esplora il futuro, e rischia, sognando quello che potrà incontrare.
Oltre l'orizzonte.
Tra i tanti sogni,
lui sogna l'Amore, quello Vero.
Di tutto questo, con genuina, generosa onestà, ti rende partecipe, ci prova, cerca di farlo.
Per amarlo bisogna essere almeno un po’ come lui.
Cosa non facile, ma impossibile in altro modo.
Rischi di amarlo così tanto da odiarlo in modo feroce un istante dopo.
Quanti uomini e donne lo hanno definito affabulatore.
Perché finché tutto fila liscio è bello, fantastico, unico, entusiasmante, emozionate.
Ma così come può essere entusiasmante, può essere anche destabilizzante.
E’ in quei momenti di difficoltà che puoi sapere se sei capace di amarlo davvero, di amare.
Contrariamente alla maggiore parte delle persone del mondo lui ha fatto una scelta.
Provare a non nascondersi mai.
Costi quel che costi.
Non si tratta di essere nel giusto ma di essere nel condivisibile.
Consci e consapevoli di vivere e di essere vivi e trasparenti istante dopo istante, per tutti.
Ma ciò presuppone di stare in uno stesso piano di lettura, che pochi sono capaci di reggere.
Presuppone la massima fiducia.
Che solo una profonda conoscenza e frequentazione può consolidare.
Io sono solo un amico.
Posso non condividere tutto, ma sicuramente stimarlo e rispettarlo credo mi riesca bene.
Perché credo di conoscerlo e credo di conoscere la meccanica dei suoi sentimenti.
Recentemente gli ho chiesto di rispettarli di più.
Non di nascondersi, ma di proteggere meglio ciò che la vita gli ha offerto di più bello.
Sono rari i treni giusti ……. rari per tutti ……

Non curarti Francesco della tua zavorra fatta di ingenue sconfitte e illusioni, di sventate miserie umane.
A tempo debito ne sarai libero, senza sforzi, senza apparire ladro o affabulatore, ma solo quello che sei:
un uomo onesto.

Un amico vero, un fratello. 
(lettera firmata)