Visualizzazione post con etichetta vita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vita. Mostra tutti i post

sabato 29 ottobre 2016

Vivere








Жить  -Vivere-

Come è possibile uccidere una vita?
Come è possibile spegnare le luci?
Come è possibile strappare la madre dal suo bambino?
…di 5 anni…

No… no… no….
No, no, no!!

Ad una persona non è dato di sapere
Quanto tempo vivrà
Ma ci è stata data una scelta
Rispetto al modo di vivere il nostro tempo…

Vivere… vivere, vivere, vivere…
Vivere, vivere, vivere!
Vivere, vivere, vivere!!
Vivere, vivere, vivere!!!

Come si può imparare a vivere in pace…
Essere in grado di Amare, Perdonare e dare tutto di noi stessi fino alla fine…
…..e dare tutto di noi stessi fino alla fine!!!

Vivere, vivere, vivere!!!!

Come si può imparare semplicemente a vivere??

Stare insieme alle persone
Sognare insieme
Amare insieme
Apprezzarne ogni momento

Come è possibile perdonare il nemico?
Come è possibile non oltrepassare la linea?
Come trattenere le lacrime dentro al tuo petto?
E vedere un alba davanti a te?

Sperare, credere….

Perché il giorno che è passato non torna
E questo è il senso del futuro

Donare, salvare, perdonare!!!
Perché i nostri figli vivranno ancora qui….

Vivere, vivere, vivere…
Vivere, vivere, vivere
Vivere, vivere, vivere!
Vivere, vivere, vivere!!!!   ….. noi, con voi, vivremo ancora qui…..

Vorticare felice in cielo
E arriverà ancora l’alba
Ed essa si abbraccerà con la terra!
Ed essa si abbraccerà con la terra!!!

Vivere, vivere, vivere!!!!

Come puoi imparare a vivere nel mondo?
Tra le braccia dell’alba nella mattina…
Solo Amare…
Solo Sognare….
E con il cuore scaldarlo..

(RAP)
Mi ricordo a diciotto anni…
La musica, lo sport, l’aspirazione del mio cambiamento….
In questo tempo nessuno credeva nel mio successo
Ma contro ogni previsione, io ce l’ho fatta...

Mi ricordo come tutti mi hanno gridato: “ ma sei fuori??”
E io studiavo, lavoravo ma tutto era insopportabile
Io, l’unico figlio, l’unica possibilità per loro
Il diploma all'università di Mosca
L’unico obiettivo per loro...

Nella mia storia è tutto differente
Sono stato espulso dal corso
E i miei non l’hanno accettato
Poi una persona mi ha detto: “la persona più ricca del paese era un orfano”….

Ho sentito la diagnosi, sono stato in ospedale
Ho guardato negli occhi gli ammalati
Li ho guardati in faccia
Nessuno sconforto, nessuno scoramento
Solo il desiderio di vivere
“….mi bastano solo un paio d’anni…..”
“….me ne bastano una trentina…..”
Solo? Minimo trenta??
NO!

Minimo cento!!
Nessun se, nessun ma!

Lo sconforto ti tiene sul fondo come un àncora
Invece adesso è il tempo di cambiare tutto
Questa è la decisione, è già deciso.

Io ce l’ho fatta e tu pensi di essere peggio??
Puoi vivere anche così ma non sei peggio
Afferra tutte le possibilità con le tue mani
Cambia la tua vita insieme a noi

 Vivere, vivere, vivere!!!!

Come si fa a imparare semplicemente a vivere?
Non Combattere, non Uccidere…
Diventare semplicemente una Persona…..!
Diventare semplicemente una Persona…..!!!

Vivere
Semplicemente.

Cambia la tua vita insieme a noi.



Liberamente tradotto con l'aiuto di Evgeniya.

P.S." ...credevano ad un altro diverso da me e non mi hanno fatto del male...".ricordate?
La Pace non ha confini come la guerra, non importa dove i progetti prendono forma per lei ma, in questo caso, conta molto.....


FranzK

giovedì 21 marzo 2013

Dogmi e Respiri.
















http://www.youtube.com/watch?v=hhHe8C6Qej4



Lascia andare le mani,
Collegale al tuo cuore,
Alle tue sinapsi,
Ma non solo,
A tutta quell'energia,
Che sei,
Che hai.
È lei la vita,
Lasciala fluire,
Sul bianco immacolato,
Della tela,
Di un foglio.
È la vita in fondo,
Nella sua transizione,
Nel suo perdurare,
E finire,
Ma scrivere.
La nostra storia,
Le nostre felicità,
Le nostre pene,
Gli incontri,
Mai casuali,
Mai obbligati,
Ma maturati,
Al sole,
Come frutti,
Conseguenti,
Ad una buona stagione,
Solo tua.
Alla tua pioggia,
E al tuo vento,
Quello della tua particella,
Più intima,
Più semplice,
E piccola.
In tutto lo stupore,
Che devi accettare,
Fuori dal tempo,
Ma dentro al tuo tempo.
Questo tripudio,
Di energia,
Che è la vita.
Non dà tempo,
Nel suo averne uno,
Finito,
O infinito,
O forse indefinito.
Qualsiasi cosa,
Possiamo credere,
Perché credere,
Sarà sempre,
Un semplice dogma.
Mai una assoluta verità.
Se non nel suo assoluto,
Relativo.
Lascia che si imbratti,
Quel candido bianco,
Di quello che pensi,
Di poter determinare,
Controllare,
Lascia che si imbratti,
Di vita.
Che è colori,
Suoni,
Semplici sillabe,
O stupiti,
Respiri.
Non esiste la fortuna,
Nulla è casuale,
Nulla determinato,
Se non da quello,
Che possiamo accettare,
Nel ricevere.
Credere di decidere,
Nel dare.
Pensando,
Che è solo logico,
Razionale.

È al di là ……di tutto questo ....
Un altro piccolo,
Frammento di verità,
Di quella verità,
Che abbiamo diritto,
E non dovere,
Di rincorrere,
Di anelare,
Di vivere,
Per altre vite.
Ancora.


FranzK.



martedì 19 marzo 2013

Una Luce ... all'Improvviso.
























https://www.youtube.com/watch?v=pY9fnZ3MIZw



Non comprendo,
al solito.
Una luce,
All'improvviso.
Quando il buio,
Sembra prevalere,
Su tutto.
E non importa,
Se il Pensiero,
Viene confuso,
Con l’introspezione.
Il Pensiero,
Non è per tutti,
Non per i titolati,
Non per gli "ambiziosi"
Che in fondo,
Non fanno che sopravvivere,
Alla loro impotenza.
Non è felicità,
Per i più.
Ma semplice,
Masturbazione.
Lo comprendo,
Come per i più,
Non esiste l’amore,
Ma solo sesso.
In fondo,
Il Pensiero non è per tutti.
E non può procurare,
Rabbia,
Ma solo comprensione,
Nel suo struggente,
Comprendere,
Accettare,
Tollerare,
E comprendere.
Anche se a volte,
Sprofonda,
Un buio,
Una sorta di solitudine,
Senza fine.
Un buio profondo,
Senza alcun senso,
Senza un motivo,
Se non quello,
Di tutta quell'energia
Spesa,
Per comprendere ……
Ma poi,
In fondo a quel buio,
Quando tutto,
Scompare ….

Una luce.
Definita,
Coerente,
Finalmente.
All'improvviso ……



FranzK.

venerdì 15 marzo 2013

Le Onde del Tuo Vento.































For music click here:


Audio recording >>





Sono solo onde.
Onde che si spezzano,
Contro gli scogli,
Per avere un po' di ossigeno.
Siamo noi quelle onde,
Sono le nostre vite,
da trovare.

Sono onde, solo onde,
Le onde del mare,
Che senza vento sicuro,
Sono difficili da trovare.
Solo quell'onda tua,
Ti può portare alla tua spiaggia,
Che non è il tuo destino,
Ma forse l’unico luogo,
Dove puoi sentirti a te vicino.

Sono solo onde,
Onde che si cercano
Senza un vento certo,
Anche se solo uno può trovarle.
Nessuno sa dirti il vero,
È solo tuo quel vento,
Solo tua la risposta del tuo tempo.

Perché l’acqua delle onde,
Poi evapora,
E sale verso il cielo,
E piove e torna sulla terra,
Imbianca montagne come gelo,
E poi scorre o si scioglie,
E corre e dentro un fiume, e torna al mare,
Per altre onde nuove, senza vento,
Nella loro bellezza e nel loro tormento.

Trova la tua onda.
È solo tua,
Cercala nel mare,
Trova il suo vento,
Che insieme a quell'onda,
Troverà te,
Senza mai evaporare.


FranzK.

giovedì 14 marzo 2013

Francesco, il Primo.

























http://www.youtube.com/watch?v=ZN2aKIawmzs



Spero che tu possa.
Che tu abbia l’oro,
E la croce che avevi ne aveva  davvero,
Perché non brillava di quello a 24 carati.
Spero che tu ne abbia la forza,
La serenità,
La giusta luce,
Per segnare una strada,
Che serve.
Per disegnarla,
E costruirla,
Sulle tracce del Primo,
Di colui che porti il nome,
Di quel semplice uomo,
Più umano di un umano,
Passato per folle,
E visionario.
Lui che era un “ricco”
Che poteva avere tutto,
Tutto quello che è contemplato,
Nel successo secolarizzato,
Che quasi sempre,
Non lascia mai tracce ……
Ma disastri.
Io te lo auguro,
Perché ne ha necessità,
Tutto quello che è contenuto,
Nella troposfera.
Spero che tu sia umano,
Non divino,
Umano più di umano,
Perché è degli umani,
Che ti devi occupare.
Delle loro preoccupazioni,
Del loro pianto,
Delle loro disperazioni,
Delle loro false aspirazioni,
Illusioni, sogni , speranze.
Anche tu,
Devi occuparti di loro,
Come umano fra gli umani,
Nel nome che hai scelto,
Nello stile che traspare,
Ma deve apparire.
E nessuno può invidiarti,
Perché molti non sanno,
Ma pochi si,
Di quel compito,
Arduo,
Che ti aspetta.
Io te lo auguro,
Io, umano
Telo auguro con tutto il cuore,
Non per me,
Ma per quelli che hanno necessità.
Per la loro solitudine,
Per il loro nebbioso futuro,
Per i piccoli,
I poveri,
I ricchi che non sanno di essere poveri,
I poveri che non sanno delle loro ricchezze.
Per uno spirito di semplicità,
Che non è miseria,
O rigore,
Ma il suo contrario.
Un sorriso,
Non solo per un conforto,
Ma per un energia,
Della quale,
Tutti,
Hanno necessità.
Un sorriso luminoso,
Nel tempo di uno strano buio,
Che confonde,
Inquieta,
Destruttura.
Io te lo auguro,
E spero tu possa essere,
Vero oro,
Senza oro prezioso,
Sulla strada di Francesco, il Primo.
Te lo auguro,
Francesco I.

  
FranzK.

mercoledì 13 marzo 2013

Dammi Musica.























http://www.youtube.com/watch?v=K4_NOah3z3A



Dammi un accordo.
Un ritmo.
Una melodia.
Tra le tante,
Mai sentite,
Nel loro essere finite,
Per intrecci matematici.
Sono tante le possibilità,
Molte le variabili,
Ma sono finite,
Non infinite.
Come i nostri respiri,
I nostri battiti cardiaci,
I nostri passi,
Le nostre energie.
Sono finite,
Per calcolo matematico,
Ma forse,
Non per interpretazione,
Forse ….

E forse non è un accordo,
Non una melodia,
Né un ritmo,
Che serve,
Per sentire musica.
Dentro.
Per farla uscire,
E sentirla tua,
Nel suo dono,
A tutti.
Perché, quanto un idea,
Non è “nostra” la musica.
È un linguaggio,
Che trapassa qualsiasi cortina,
Ogni ostacolo,
Tutte  le torri di Babele,
Dei linguaggi,
Dei costumi.
Delle convenzioni.

È un inno,
Senza bandiere,
Senza colori,
Senza razze,
Senza fazioni,
Anche nella sua esclusività,
Nel suo “genere”.
È un grido,
Sussurrato,
Senza associazioni,
Di disperazione,
O gioia,
Di quel “piano” e “forte”,
Che è molto di più,
Di una tastiera,
In bianco e nero.
Molto di più,
Di rapporti armonici,
Archimedei.

Dammi musica,
Anche per sordi,
Per sensibilità piccole,
Per corde fragili,
O troppo rigide.
Dammi il giusto spettro,
Ben campionato,
Semplice,
Nella sua meraviglia,
Quanto efficace,
Nelle risonanze,
Senza battimenti,
Senza Fourier,
E le sue interpolazioni.
Basta un po' di musica,
Vera.
Che va oltre,
La tecnica,
Di uno strumento matematico

Se vuoi musica,
Devi darmela prima.
Io la scriverò,
Le darò il giusto timbro,
Intonazione,
Armonia.
Ma devi darmela prima,
Devo sentirla,
Dentro.
Quella che senti,
Dentro tu.
E non sarà mia,
Ma nostra.
Di tutti alla fine.
Perché tutti,
La sentono,
L’hanno dentro,
Sopita a volte,
Silenziosa,
Straziante.

Il segreto,
È piccolo,
Non servono ripetitori,
Amplificatori,
Trasduttori,
Se vuoi della musica,
Vera,
È necessario,
Il vero,
Nel suo relativo,
Assoluto.

Mi servono le note,
I ritmi,
Le pause,
Delle tue emozioni,
Vere.
Per comporre,
Musica,
Una sinfonia,
Senza fine,
Di sentimenti.

  

FranzK.

martedì 12 marzo 2013

La Forza dell'Amore.

























http://www.youtube.com/watch?v=bL_CJKq9rIw



Canto d’amore,
Perché non ce né.
Lo canto in silenzio,
In un mondo che muore,
In tanto rumore .......
E niente di più ….

Perché ci si scorda d’amare,
Con una Ferrari in più,
Una miss , una velina,
una carriera sicura,
e muore ogni giorno di più.
Muore tra morti e pistole,
E il Pil che va giù,
Politici, imbrogli,
E rigidi tagli,
Mai una dolce parola ....
Mai un gesto d’amore .....
Che servirebbe molto di più …

E fa paura l’amore,
Perché cambia davvero,
Il calore del sole,
Il profumo dell’aria,
Il colore del cielo.

E non è una parola,
Non è un utopia,
È la sola energia
Che può spazzar via
Tutta questa dannata malinconia.

E c’è bisogno d’amore,
Quello che mi dai Tu.
Non di guerre e cannoni,
Ma di speranze e sorrisi,
Per altre infinite stagioni..

E non è una parola
Non è un utopia
È la sola energia
Che puoi spazzar via
Questa nostra tremenda …  malinconia.




FranzK.


Una dedica particolare a Fernando che mi ha aiutato a scrivere questi versi, sentendoli suoi.

and .... for Evgeniya .. with the hope that can understand the Love.

sabato 9 marzo 2013

Danza il Tempo.
























http://www.youtube.com/watch?v=uNDzaHF2CBY



Danza sul tuo tempo
Come sul grano danza il vento
Danzalo leggera
Come brezza di primavera
Sciogli i tuoi capelli
Lascia che ti sfiori
Apri le tue mani
Le colmerà di fiori

Danza sul tuo tempo
Come un onda danza il mare
Ti asciugherà la sabbia
Di una spiaggia per riposare
Spargila sul corpo
Lascia che ti scaldi
Stringi appena i suoi granelli
Sai , nessuno può contarli.

Danza sul tuo tempo
Senza piangere rancore
Solo come un raggio di luna
Insieme al suo raggio di sole
Prendilo per mano
Lascia che ti sfiori
Sfioralo leggera
Come i petali dei fiori

Danza e danza
E ridi e balla
E corri nella luce
Il tempo poi ritornerà
E tu sarai felice
Danza e danza
E ridi e balla
E non aver paura
Il tempo non tradisce
Il tempo ....... ci misura .......

Danza e danza
E ridi e balla
E non aver timore
Il tempo sta tornando....
E' il tempo ...... dell'amore.


FranzK.


For Evgeniya with love.


venerdì 8 marzo 2013

Donne.






















http://www.youtube.com/watch?v=2JpERcEz178



Donne.

Donne in un mondo di uomini.

Donne belle,
Donne brutte,
Donne per giocare,
Donne per sognare,
Donne giovani,
Giovani donne.

Donne in un mondo di uomini soli.

Donne magre,
Magre di natura,
Donne grasse,
Di natura,
Donne grasse e depresse,
Donne che sanno amare,
Donne ambiziose,
Donne che non sanno amare.

In un mondo di uomini solo ambiziosi.

Donne di giorno,
Donne di notte,
Donne tenere,
Donne semplici,
Donne intelligenti.

In un mondo di uomini stanchi.

Donne falliche,
Donne di casa,
Donne bambine,
Donne vecchie da bambine,
E bimbe donne da vecchie.

In un mondo di uomini stralunati.

Donne mamme,
Donne madri,
Donne in carriera,
Donne con i tacchi,
Donne in stracci,
Donne femmine,
Donne dure,
Donne mestruate.

In mondo di uomini solo bambini.

Donne depilate,
Donne glabre,
Donne ricche,
Donne povere,
Donne truccate,
Donne appena risvegliate,

In un mondo di uomini senza scrupoli.

Donne rifatte,
Donne da rifare,
Donne che piacciono,
Ma non si piacciono,
Donne con l’emicrania,
Donne sterili,
Donne fertili.

In un mondo di uomini troppo semplici.

Donne ginniche,
Donne agitate,
Donne stanche,
Donne destinate,
Donne sanguinanti,
Donne patinate,
Donne sbiadite.

In un mondo di uomini disattenti.

Donne perdute,
Donne di strada,
Donne di letto,
Donne di preghiera,
Donne bruciate,
Donne ingannate,
Donne bugiarde,
Donne oneste.

In un mondo di uomini cattivi.

Donne in passerella,
Donne da passerella,
Donna da esibire,
Donne da tradire,
Donne da usare,
Donne da buttare,
Dopo l’uso,
Donne che usano,
E gettano dopo l’uso,
Donne abusate.

In mondo di uomini solo stupidi.

Bimbe abusate,
Donne vendute,
Donne che vogliono ricchezze,
Donne che sognano un amore,
Donne creative,
Donne spente,
Donne sposate,
Donne sole.

In un mondo di uomini diabolici.

Donne che scappano,
Donne che tornano,
Donne che governano,
Donne che si perdono,
Donne che cambiano tinta,
Donne che si fanno la tinta,
Donne allo shopping,
Donne allo specchio.

In un mondo di uomini che vogliono portarle solo a letto.

Donne.
E basta.
L’energia che muove destini da sempre.

Di uomini,
Di figli,
Di figlie,
Di sforzi,
Di pianti,
Di sacrifici,
Di imprese,
Di gioie,
Di follie,
Di emozioni,
Di fantasie,
Di amori veri,
Di amori falsi.

Donne in festa,
Per la vostra unicità,
Per qualsiasi donna ,
Che è un mondo a sé,
Una vita a se.

Un inno alla vostra unicità.

Comunque.
Per tutto quello che determinate
Per tutto quello che avete subito
Per quello che subite,
Per quello che avete dato,
Per quello che avete preso,
Per quello che avete reso,
Per quello che avete rubato.

Per tutto l’amore.
Che avete dato,
Sempre.

 In un mondo di uomini arroganti.
In un mondo di uomini dominanti.
Senza mai rendersi conto
Che saranno sempre dominati,
Dalla vostra natura,
Unica,
Diversa,
L’unica che può completarci.
Nel vostro completarvi.

Ma oggi è la vostra festa
Oggi è necessario solo un inno
Di gioia
Per contemplarvi.



FranzK.

domenica 3 marzo 2013

Il Profumo del Vento.


















https://www.youtube.com/watch?v=H11TVwdwZa0



Ha un suo profumo il vento,
Una sua direzione .
Variabile.
Sentirlo è difficile.
Sentirne le tracce, per trovare la tua.
Quella che apre al vento,
Il tuo respiro,
Più profondo.
Più ossigenato, certo.
Quando accade,
Se mai accade,
È la vita che sfiori.
Nella sua brezza.
La tua.
Come parte di quella di tutti.
Di quel segreto che ci collega,
Ci implica,
Ci complica a volte.
Nella sua complicità.
Ha un suo oro vero, il profumo del vento.
Oltre il Platonico vero coraggio.
Molto oltre.
Non ha piani,
Ha un presente,
L’unica certezza che può determinare il futuro.
Non come scelta,
Ma come profilo.
Con un suo profilo sicuro,
Determinato,
Un binario senza ostacoli,
Inclinato verso il centro di gravità.
Non puoi fermarti,
Ma solo percorrerlo.
Con quel vento tra i capelli,
Che non scompigliano,
Ma cantano.
E non solo di gioie.
E non solo di fatiche.
Forse,
Solo della tua vita,
Quella che nel suo vero,
Appartiene alla vita.
Quella che non conta tempo,
Né passati né presenti ne futuri
Ma solo brezze profumate,
Con le quali inebriarsi.
Verso il certo,
Che non capiremo mai.
Ma che in quella brezza,
O in quella tempesta,
Ha un profumo.
Così definito, certo,
Che vale la pena.
Di seguire.
Sempre.



FranzK.

giovedì 7 febbraio 2013

Uno ad Uno.





















https://www.youtube.com/watch?v=Yl6RZmM77zQ



Te ne sei andato anche tu.
Un anno dopo tuo fratello così simile a te.
Mi ricordo come se non fosse passato un attimo.
Tutto.
Il mio arrivo, in quell'"isola", di persone vere.
È squillato il telefono l’altro ieri.
Forse il destino lascia per ultimi i giusti messaggeri.
Coloro che sanno annunciare.
Nel giusto modo.
Anche le cose più tristi.
Era un isola.
Di persone vere.
Un isola di “lavoro”.
Dove il lavoro aveva un senso ma soprattutto un valore.
Il valore della dignità.
Della conoscenza vera.
Dell’abilità.
Non solo intellettuale.
Ma quella vera .
Che fonde pensieri e azioni.
Quella che voi che siete partiti.
Portavate nel cuore come una tristezza.
Per non averla potuta trasferire, trasmettere.
Quella che abbiamo perso irrimediabilmente.
Confusa con pratiche e dissidi.
Speculazioni politiche e distruzione di quel substrato di vera capacità, vera ricchezza.
Che richiedeva dedizione, volontà, quotidianità, giorni per fare, notti per rifare meglio.
Dentro se stessi prima di tutto.
Questo è il mio ricordo.
Ed è solo un ricordo.
Perché qualcuno non ha compreso proprio nulla.
Delle nostre ricchezze.
Le ha solo vilipese e distrutte.
Disonorando quell'isola, quel modo di vivere, quella forza che non avrebbe mai temuto nulla e nessuno.
Senza futuro.
Senza trasferimento.
Senza nessuna contaminazione per le nuove generazioni.
Non è stato facile essere accettato come il “peggio” di voi.
È stato indimenticabile essere stato stimato , più tardi, dopo ………
Eravamo in pochi su quell'isola …….
Ad uno ad uno finiremo tutti.
E come si diceva sempre, ricordi …….P?

Senza lasciare nulla.

FranzK.

Nel ricordo di un uomo che ha contribuito a lasciare una traccia.
Nel silenzio e nella dedizione.
Nell'onore dei pochi che ancora sopravvivono, degli ultimi.

domenica 20 gennaio 2013

Sogni da Sognare.

























https://www.youtube.com/watch?v=X2UbMvw4QPU


Leggo, dopo un po' di tempo.
Dopo un bel tempo, una primavera in inverno.
E leggo parole che ne rappresentano il tripudio.
Sognare per vincere.
Apre il cuore per una volta.
In mezzo a mille miserie intellettuali che divengono poi miseria per tutti.
In mezzo al frastuono del raziocinio della “concorrenza”.
Che suona non troppo diversa da corruzione.
Per tanti, troppi versi.
E per me non conta chi lo dice, come per i più.
Conta solo cosa significa e quanto è semplice o difficile realizzarlo.
Perché ha radici in noi, nel profondo di noi, nessuno escluso.
Questa è davvero la ricetta “anticrisi”, anche se ho mille timori a riguardo.
Perché temo che la “crisi” in fondo non spiace, e attende solo il ripetersi di un'altra ondata di “riprese” che riporteranno solo ad un groviglio peggiore.
Il sogno per vincere va ben oltre la “tecnologia”, e quando a dirlo è un tecnologo beh ….. pensiamoci.
Finalmente leggo : ” non hanno buoni prodotti” ….. non quanto costano.
E anche se la notizia è di settore va ben oltre qualsiasi gabbia settoriale.
Perché credo che sognare è avere la forza di uscire dagli schemi, antropologicamente falliti al momento.
Perché credo che sognare pretenda cambiamenti interiori.
Perché credo che non sarà mai un voto politico a poter cambiare nulla.
Perché credo che nei sogni c’è tutto il rischio e il bello del vivere.
Perché sognare non è per “sognatori” ma per  “illuminati”.
Perché è l’unico modo per realizzare grandi necessari cambiamenti.
Esce dagli schemi.
Supera barriere culturali.
Distrugge grigi palazzi per costruire splendidi arcobaleni.
Cambia “garanzie” in “certezze”.
Due cose opposte.
Sono folli quelli che non sognano.
Lo sappiamo, è conclamata anche dalla conoscenza scientifica.
Ma passano per folli, nel regno della follia, i “sognatori” ……. coloro che vedono con altri occhi.
Umani al minimo.
Abbiamo tutte le soluzioni possibili, tutte le risorse intellettuali, tutte le infinite variabili disponibili eppure ……
Non vogliamo sognare.
Dedichiamo ad altri il nostro sacrosanto diritto di scelta, ci lamentiamo ma non riusciamo a cambiare.
Qualsiasi scelta politica continuerà a darti la “multa” solo per incassare denaro.
Qualsiasi legge non cambierà i veri confini di sconfinate appartenenze.
Qualsiasi insistente legame con le certezze della sola “logica” continueranno a farci vivere come scimmie.
Qualsiasi “dominio” non sederà fino alla morte il suo “diritto”, la sua “burocrazia”.
Così ci lamentiamo ma non siamo capaci di cambiare.
A prescindere da tutti i possibili cambiamenti.
Preferiamo una “serena” morte logica ad un luminoso, possibile vivere.
E quanto lavoro ci sarebbe da fare in tal senso  …….
Quanta riduzione della disoccupazione ……
Per poter sognare è necessario essere felici.
E solo la felicità può riprodurre se stessa.
Non importa se nessuno vuole sentire questa parola.
Non importa se è considerata solo come impossibile realtà.
Produrre felicità, provare a produrne sarebbe davvero un “prodotto interno netto”.
Finalmente.
Un valore vero, al quale tendere almeno.
Non si può essere felici senza sogni.
È dimostrato il contrario: sei certo dell’infelicità con le illusioni.
E noi viviamo nel regno delle illusioni.
Non in quello dei sogni.
Sognare per vincere.
Non per una “Ferrari” o “Miss Mondo”, ma per la vita.
Perché queste sono davvero illusioni.
Ologrammi.
E non sono felicità.
È solo roba vecchia, trita e ritrita.
Come la pensione, le vacanze alle Seychelles, i mutui per una casa da lasciare ai figli, sotto forma di debito senza fine.
E non è chiusura il sogno vero, ma credo il suo vero contrario.
È vera energia liberata, con un elevato contenuto di entalpia di intelligenza.
È la capacità di vedere e il coraggio di credere.
Al di fuori di ogni speculazione economica, culturale e intellettuale.
Un vero dono.
L’unico credo che può davvero produrre “ricchezza” senza spreco.
L’unico per il quale forse vale la pena di lavorare sodo, solo in un modo diverso.
Senza martelli , incudini e falci.
Che non siano quelle del solo coraggio di vivere e confrontarsi con lo specchio che riflette la nostra identità.
Prima di qualsiasi identità altrui.
Vorrei chiedere a Larry Page, CEO di Google, padre di queste dichiarazioni,se è possibile avere un piccolo chip, una micro sd, qualcosa insomma, da indossare di notte per poter registrare i miei sogni. (non è un sogno anche questo? ….. possibile …….).
Per poterli condividere, confrontare.
Sognare è una cosa da grandi non da neonati.
È un atto di responsabilità, per il quale un uomo diviene un Uomo.
Una donna una Donna.

Il futuro qualcosa di finalmente sensato.


FranzK.

mercoledì 2 gennaio 2013

La Mia Siberia.























https://www.youtube.com/watch?v=S2TcNwxIocY



Ti penso sola ,
nella strada

Che ti accompagna tutti i giorni della vita.


C’è tanto freddo, 
che pesa dentro

Fatto d’acciaio come l’aria che respiri.


Ti sento dentro, 
nelle mie mani

Nelle tue mani hai dentro me.


Che ti accompagno, 
senza respiro

Solo un pensiero caldo di noi.



E la Siberia diventa l’Africa, 
per il tuo cuore mediterraneo,

per quelle lacrime che non piangono mai, 
nel caldo del sole che hai in te.

Lascia che ti regalo un sorriso, 
un sorriso mediterraneo

So che il tuo cuore lo sentirà, 
fuori da quel freddo impossibile

Abbracciami in quel sorriso, 
che non ha geografia

Solo due braccia che ti stringono, 
ti aspettano
non vorrebbero mai
che andassi via.



Non sei più sola , 
nella strada

Io ti accompagno tutti i giorni della vita.


Non c’è più freddo, 
che pesa dentro

Solo un amore che ti tiene per mano


Non sei più sola, 
dentro quel freddo

Dentro al tuo cuore, c'e sempre un sorriso.


Che ti accompagna, 
senza stagioni

Per sempre, vicino a te.



Se vuoi abbracciami in quel sorriso, 
che non ha geografia

Solo due braccia che ti stringono, 
ti aspettano
e un giorno ...
non si lasceranno
più andare via.




FranzK.


Francesco for Evgeniya with true love.





venerdì 28 dicembre 2012

Tu Sei.






















Click here to hear:

Record music and voice >>


https://www.youtube.com/watch?v=u7ya-ddzgvU


Sei una carezza
Delicata
Come un alito di vento
Tiepido

Sei il candore
Di un petalo
Il giaciglio accogliente
Della sua morbidezza.

Sei nido
Sicuro
L’unica casa
Dove posso vivere

Sei acqua
Chiara
Del fiume
Dove posso specchiarmi.

Sei la tenerezza
Di un sorriso
Che accende
La luce del giorno

Sei la magia
Del fuoco di un  tramonto
Che accende
La passione della notte

Sei aria
Pulita
Che ristora
Tutti i respiri.

Sei il gusto
Di cibo
Divino
Che nutre la mia anima.

Sei tempo
Senza orologi
Che non conta battiti
Ma solo emozioni

Sei il fresco
Della rugiada
Nell'alba
Di una mattina di primavera

Il tepore
Di un camino
Nella sera
Di un inverno.

Sei
Tutto l’amore
Che non credevo possibile.
L’unica altra parte, possibile, di me.

FranzK.


You are.

You are caress
Delicate
Like a breath of wind,
warm

You are the whiteness
Of a petal
The cozy couch
Its softness.

You are nest
safe
The only house
Where can live

You are water
clear
Of the river
Where can I specious.

You are tenderness
Of a smile
that lights
The daylight

You are the magic
Of the fire of a sunset
that lights
The passion of the night

You are air
clean
that restores
All breaths.

You are the taste
of food
Divine
That nourishes my soul.

You are time
Without watches
which does not count beats
But only emotions

You are the cool
of the dew
In the dawn
Of a spring morning

The warmth
Of a fireplace
in the evening
Of a winter.

You are
All the love
I did not believe possible
The only one possible other part of me.


Francesco for Evgeniya with true love.

giovedì 27 dicembre 2012

La Prima Sigaretta.























https://www.youtube.com/watch?v=2TFeSYw0WeI


Eravamo così giovani .
13 anni.
Appena poco più che bimbi.
Ci siamo trovati lassù.
Tra le bellezze delle montagne.
In strana compagnia ……
Per fortuna c’eravamo l’uno per l’altro.
Veri amici.
Mi sembra oggi se ci penso.
Non sembra passato un giorno.
Avevi gli occhi verdi chiari.
Come era chiaro e semplice il tuo spirito.
Come lo era il mio.
È bastato un sguardo per capirci.
Per le nostre prime marachelle.
Trasgressioni.
Così innocenti.
Quelle due belle ragazzine ….
Eh ….. Pier …….
La tentazione era troppo grande.
Quanto grande la nostra voglia e gioia di vivere.
La nostra prima sigaretta.
……. Che ricordi ……
Nascosti nella proprietà privata
Del presidente della repubblica Italiana ….
Sarebbe arrivato la tra pochi giorni
Per le sue vacanze.
E noi tra i primi innamoramenti e la prima sigaretta.
“un pacchetto da 10 di Colombo”.
Ero andato io.
Logico  ………. J
Hai vomitato per tutta la notte.
Io ho continuato con le altre ….
Non ho ancora smesso adesso ……
Ma non ho smesso di ricordarti.
Siamo tornati dalle vacanze, e andavamo a pesca di rane insieme.
Poi lungo i canali per giorni con le nostre biciclette.
Poi ……..
Beh ….. avevamo due piccole fanciulle che ci aspettavano.
La mia era più difficile ….
La tua, Margherita, uno splendore.
Ci siamo persi.
Per molto tempo.
Ti ho ritrovato anni dopo.
Con un cappello su una testa rasata.
Avevi 25 anni e un amore con te.
Stavate per sposarvi.
Tu suonavi al Rolling Stones di Milano.
E stavate per sposarvi dopo tanti anni di fidanzamento.
Perché quel cappello Pier?
Perché quella testa rasata?
Mi hai abbracciato.
Hai pianto.
Se solo potessi dire ……
Della forza che avevi in corpo.
Della voglia di vivere.
Di tutto quello che hai fatto per vivere.
Ma non posso, è disumano, è troppo.
Ti sei aggrappato a tutto.
A una fede infinita.
Sei andato in India, hai sopportato l’impossibile.
E tornava il tuo sorriso, giorno dopo giorno ……
Una sera mi hai telefonato eri in lacrime.
“Francesco, …….. non ho più nulla ………”
Perdonami Pier, perdona se non ti ho creduto .
Sentivo differente, perdonami.
Ho finto , ti ho accompagnato ad un altare, qualche mese dopo.
Come se nulla fosse mai accaduto.
Io sentivo diverso, ma non potevo che condividere le tue convinzioni.
Sei partito per il tuo viaggio di nozze, il giorno dopo.
E l’indomani ancora, ero da te, a trovarti all'ospedale.
Non eri più tu.
Non sapevo chi eri.
Ti ho abbracciato, con tutta la forza di un amico.
Venivo a trovarti, tutte le settimane, e tu non eri più tu.
Se non nella tua lucida consapevolezza.
Hai lottato per mesi, senza mai cedere, senza volerti mai inchinare al destino.
Fino  al Natale, mesi dopo, quando sei partito anche tu.
A 26 anni.
Non avevo più lacrime Pier, le avevo spese tutte.
Non so da dove sono uscite quelle che mi hanno sorpreso.
All'uscita della tua bara dalla chiesa, che aveva anche le mie braccia a sostenerti .
Perché da lontano ……..
Una voce urlava il tuo nome nella piazza piena di gente.
E volava verso te un folto grappolo di capelli biondi e ricci, lunghi e morbidi per l’ultimo abbraccio disperato.
Era la tua Margherita.
La tua dolcissima Margherita.
La prima sigaretta.
Mai accesa.
Mai spenta, forse per sempre.


FranzK.


Dedicata a Pierluigi, un vero amico, con vivo ricordo.

sabato 22 dicembre 2012

Parole in Silenzio.























https://www.youtube.com/watch?v=QE34P5jwqcw


L’amore vero non ha parole.
Le parole hanno una fine.
Come le possibili combinazioni delle note
Della musica.
Come il possibile mescolarsi di colori.
Tante combinazioni, tantissime,
ma con una fine.
I sentimenti veri no.
Non hanno fine.
Non sentono distanze.
Si sentono e basta.
Sanno di loro
Come nessuna parola potrebbe mai spiegare
Nessuna musica cantare
Nessun dipinto dipingere
I sentimenti veri sono molto di più
Di una semplice emozione
Di un semplice sorriso o pianto
Sono ancora più semplici.
E non è con le parole che potremmo mai spiegare.
Non quelle vocali
Ma quelle che tutti i momenti
Nel silenzio,
ci accarezzano,
ci sfiorano,
Sanno di noi.
Sono loro le promesse
Nelle quali credere, ritrovarsi.
Sono quell'infinito
Parlarsi dentro
Insieme
Che più di un bacio
O una carezza
Uniscono
Oltre qualsiasi dimensione.

Nel nostro silenzio
Pieno di parole in silenzio.
Il supremo dono
Di un semplice, stupefacente
Amore vero.

FranzK.

venerdì 21 dicembre 2012

Ma tu, cosa Fai?
























https://www.youtube.com/watch?v=FOh8kpuQuy4


"....... I gradini della scala, adiacenti al cortile, appena fuori dall’unica stanza della

casa di campagna in cui era cresciuto e viveva in tenera età, erano il suo posto
preferito quando, già da allora, veniva colto da quella inconsueta, frenetica,
laboriosità creativa.
Si rivide e ripensò con una lucidità forse mai maturata: quel bel bimbo, biondo
con una macchia di ciuffi rossi appena sopra la nuca, con qualche lentiggine
qua e là era già al lavoro: con i pochi attrezzi e materiali scovati nel magazzino
e concessi dalle ristrettezze economiche della sua famiglia, stava costruendo
qualcosa.
Manovrava gli attrezzi con disinvoltura.
Quando pretendeva, per modellare meglio un dettaglio, un pò troppo dalla sua
poca forza fisica, tanto da non riuscirci, si arrabbiava moltissimo, buttava a terra
un arnese, scuoteva il capo nervosamente poi, dopo un attimo di sosta ed un
profondo sospiro, riprendeva con ritrovata calma il suo da fare.

Si scoprì in un sorriso a rivedersi: il sorriso del vecchio saggio e vissuto che
spia un bimbo ovviamente un poco maldestro ma tenace e risoluto.
Seguì il bimbo nella sua opera, in tutti i vari passaggi che ne determinavano la
realizzazione: tagliare il pezzo di legno a giusta misura, raddrizzare a martello i
pochi chiodi che aveva trovato, quasi tutti recuperati dal padre strappandoli con
la tenaglia da chissà dove e, di conseguenza tutti almeno piegati su un lato,
segnare con un moccolo di matita le posizioni sul pezzo di legno nel quale
doveva conficcarli, …………
In un tempo non superiore a qualche ora, il bimbo aveva costruito un
complesso e potente fucile ad elastici con il quale avrebbe dato la caccia alle
galline del cortile, accoppandone sicuramente almeno una.
Si sarebbe guadagnato, in tal modo, una bella suonata e molti castighi dalla
madre che, per ripagare la gallina al legittimo proprietario, avrebbe dovuto dar
fondo alle pochissime risorse di un salvadanaio decisamente anoressico .
Aveva, su per giù, cinque anni.

F perse di nuovo il sorriso perché di nuovo il bimbo ed il vecchio, riunendosi
nel compiacimento dell’opera compiuta, erano diventati lui, tutto ciò che era e
che sarebbe sempre stato per sé e per gli altri.
Tornò dentro alla stanza, si accese un’altra sigaretta e ritornò fuori all’aria
aperta: era venuto il tempo di affrontarsi, di comprendere e accettare la sua
natura per l’ultima volta: per raccontare ciò che aveva iniziato, nel migliore dei
modi, era necessario.
Comportava sicuramente un certo tempo ma a se stesso,doveva dire tutte le verità importanti di sé,
su di una lapide, lo sapeva, ma si doveva, finalmente, tutta la verità.
Rientrò e proseguì.

Così, oltre ai fucili, provvedeva, anche per i piccoli amici, a costruire pericolose
frecce con la punta battuta e ribattuta con il martello, tale da risultare oltre che
molto affilata, anche molto resistente.
Le ricavava dalle aste metalliche degli ombrelli che sua madre assemblava a
cottimo.
Poi era l’ora dei fischietti ottenuti dal tappo di ottone delle cartucce sparate dai
cacciatori che raccoglieva durante le lunghe passeggiate esplorative nei boschi,
e le “cerbottane” costruite con i rarissimi tubi in plastica rubati nei pochi cantieri
edili, le costruzioni tridimensionali in carta da giornale incollata, che
riproducevano fantasiose città con molti grattacieli, le barchette scavate nel
legno, i contenitori di vetro per la raccolta, l’osservazione e la conservazione
degli animaletti che avrebbe poi riciclato come merce di scambio con gli amici,
in cambio di qualche soldatino di plastica.
L’anno successivo, a sei anni quindi, scoprì qualcosa che lo distolse per molto
tempo da quelle frenesie creative ......."


Cosa faccio?
Continuo a costruire barchette, fischietti, città tridimensionali in carta, immaginati sempre in un modo diverso.
Forse immaginando solo più di prima cose differenti, sguardi più curiosi, scoprendomi sempre più lontano.
Dal comune sguardo.
Mai più fucili per sparare alle galline.
Solo semplice trasgressione, controllata.
Semplice incolmabile curiosità, forse semplice amore per la vita, quel “troppo” che la vita mi ha dato.
Quel “troppo” che ho vissuto fino in fondo per molte vite, senza mai aggrapparmi ad una di loro.
Quel “troppo” di cui tempo fa speravo solo la fine.
Non posso rinascere ma solo finire nel migliore dei modi.
La mia natura, la mia nascita.
Perché qualcuno mi ha tenuto qui, con il bene vero di saper comprendere.
Un uomo buono, tra molti non cattivi.
Un semplice uomo che ha “capito” fino in fondo, un uomo che, come me, ha incontrato la fine prima ancora che qualsiasi inizio.
Ha lottato per un'altra metamorfosi, ha sopportato tutto il mio dolore, l’infinita rabbia della solitudine del mio pensiero, il tremendo di uscire da quella “pelle”, per un'altra ancora, diversa, nuova.
Quindi vado avanti, accettando la difficoltà di un altro cambiamento.
Sperando di non incontrare buchi neri di energia, ma corpi radianti.
Non so se ce la farò, a dare il meglio del meglio di me.
Ci provo, vado avanti, con l’energia che ho.
Me lo devo, lo devo a chi mi ha tenuto qui, per i comuni intenti, speranze.
Che mi ha fatto comprendere che più ancora che ad ogni altra cosa.
Lo devo alla vita.
Grazie.


FranzK. 


“L’universo, l’infinito, non si può spiegare né comprendere, solo intuire e
rivelare”. (Schlegel).
Che vuol dire sentire e vivere.