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mercoledì 6 marzo 2019

Il Tempo Del Silenzio





C’è un tempo
C’è né uno
Non tanti
Non musicale
Non un 3/4 , non un  6/8 , non un mazurca o un tango
C’è un tempo per agire
Per fare
Per parlare anche troppo
Per dilaniarsi e combattere
Per ragionare e produrre
C’è un tempo per essere cosciente
Lucido
Più di un wafer di silicio
Pronto alla fotoincisione
Pronto agli acidi corrosivi
Pronto ai transistori e anche molto di più
C’è un tempo dove pazientare come un gatto
Che caccia un topo
C’è un tempo dove scattare come un felino
Per catturare la preda
La vita
La sopravvivenza
La tua e forse anche la sua
È un segreto
Come quel tempo che lo identifica
Che lo scandisce
Che ne conta i millisecondi
Non di una semina
Per un auspicato e insicuro raccolto
Ma peggio
Perché non dipende dal meteo
Di un solo necessario agire.

C’è un altro tempo
Che non so se viene prima o dopo
Ma arriva
Prima o poi
Che invoca alla tua saggezza
Per essere accettato
Vissuto
“Subìto”
Perché siamo tanto stupidi
A volte
Che “subire”, accettare e vivere sembra debolezza
Non virtù di certo
E non si sopporta facilmente e felicemente
Questo tempo nuovo
Che viene prima o dopo
Ma che arriva
Dove pare che sia necessario
Chinare il capo
Farsi piccoli
Scomparire
Stracciare le catene neuronali
Che uniscono e ti sferzano
E ti invocano e chiamano
Come il misterioso canto delle sirene per Ulisse

“Qui, presto, vieni, o glorioso Odisseo, grande vanto degli Achei,
ferma la nave, la nostra voce a sentire.
Nessuno mai si allontana di qui con la sua nave nera,
se prima non sente, suono di miele, dal labbro nostro la voce;
poi pieno di gioia riparte, e conoscendo più cose.
Noi tutti sappiamo, quanto nell’ampia terra di Troia
Argivi e Teucri patirono per volere dei numi;
tutto sappiamo quello che avviene sulla terra nutrice”.

Legati a questo tempo allora
Non all'albero maestro della nave
Né alla tua presunta forza
Dell’altro tempo
Quello dell’agire

Perché non so quando arriva
Se prima o dopo il tuo ardire
Ma arriva
E non servirà più il tuo ardire

Ma la tua misericordia

Perché arriva

Il tempo del silenzio

FranzK.


lunedì 3 dicembre 2018

Il "Non Senso" Comune















https://www.youtube.com/watch?v=GXFSK0ogeg4



Ne hanno parlato e scritto in molti, da Manzoni, a Reid, a Hulme e, ancor prima di loro, Aristotele, Cicerone, Cartesio San Tommaso D'Acquino, Descartes, Giambattista Vico, Carlo Giusti e molti, molti altri filosofi, scienziati, antropologi, pensatori.

Tutti d’accordo (che comprende il disaccordo) che il “buon senso” e il “senso comune” (il "common sense" anglosassone) fossero comunque fiumi divisi e difficilmente condivisibili. Forse tutti abbastanza d’accordo che il “buonsenso” fosse virtù, o difetto, di una minoranza, assumendo invece come “senso comune” la percezione della realtà dei più. A prescindere da quale fosse, tra i due, il meglio da riconoscere e da seguire.

Inutile riportare i famosi aforismi di competenza che sono ben noti, anche se mai compresi, forse, fino in fondo. Né in un caso che nell'altro. E non sono certo io, in questo caso, a volermi addentrare in arcaiche introspettiche rivisitazioni a riguardo.

Penso sia invece interessante proiettare l’argomento nella nostra vita, nella nostra quotidiana “modernità”, per scoprire di quanto si sia spostata la prospettiva a riguardo.

Di quanto sia, ancor più che cambiata, direi lesa, snaturata, verso altri contenuti che non trovo possano rientrare nel pensiero degli antichi luminari. Di quanto, da una teorica contrapposizione di due membri più o meno ben distinti, una sorta di “matematica” binaria per interpretare e programmare il comune vivere, il “sistema” si sia trasformato quasi in una fase entropica di equilibrio monodirezionale a scambio energetico nullo. E, ancor più che “comune” direi virale. Meglio,……. globale.

Ho la decisa sensazione che il teorico “buon sentire” dei pochi quanto il secolarizzato “senso” dei più, si siano congiunti, se non fusi completamente nel “non senso” di tutti.

Ed è in questo “non senso”, spero di sola personale percezione, che purtroppo si sta realizzando, continuando per altro ad inflazionarsi senza fine, una sorta di totale infelicità diffusa, tremendamente mascherata e ben truccata dai “beni” che ci ha offerto l’evoluzione ed il progresso. Intesi non solo nella direzione più osannata del momento, ovvero quello “tecnologica”, ma anche e soprattutto, e viceversa, dall'involuzione non tanto di “ideali”, (forse a riguardo è meglio così) ma di “valori”.

E se la mia analisi mi porterà ad essere riconosciuto come vecchio “moralista” non ha importanza, perché è proprio l’uso delle etichette, e del contrasto per abitudine, una di queste tristissime, involute acquisizioni, in sostituzione, ad esempio, del “valore” di una leadership reale e naturale in quanto riconosciuta e mai imposta.

In questo modo, qualsiasi “senso” o meglio "buon senso", inteso come percezione della realtà, diviene sempre e comunque il “non senso” di una discussione, non tanto perché essa sia necessaria, ma perché pare sia essa stessa il fine. Questo non scalfisce il naturale dibattito, anche critico, di una vita comune, ma diviene “non senso” se il senso del vivere finisce per divenire solo questo.

Credo che possiamo ritrovare infiniti esempi all'interno della nostra (non confinata oltretutto) società. 
Che si vanta dell’evoluzione tecnologica della comunicazione istantanea e invasiva, come una conquista di “felicità” e “senso comune” per poi ritrovarsi negli stati più profondi di distanze e solitudine. 
Infelicità in una semplice parola.

Che può drogarsi legalmente “per uso proprio” senza aver in alcun modo la possibilità di curarsi dopo e soprattutto prima, dal momento che solo una carenza di felicità può portare a tanto. E non è neppure in grado di prevenirne l'importazione e la distribuzione soprattutto di tipo culturale oltre che meramente materiale.

Che vive nella frenetica fino all'isterica necessità dell’”apparire” per “essere”,  per “percepirsi”, solo unicamente a favore di un “non valore” come il denaro o della fama se non del semplice "vuoto interiore". Un tema che cercherò di approfondire se mi riuscirà, più avanti nel tempo. Al momento mi fermo a constatare l’ascolto “intubato” di qualche stimato vecchio amico che descrive come in futuro, non saranno più i cellulari il "business", ma infinite microscopiche telecamere (il business sta nella parola “infinite”), che potranno alleviarci da non si sa quali pene. Non riesco più, da vecchio “moralista” ancora ben saldo su certi “valori” a stimare “pecorai” di greggi raglianti e oltremodo inermi.

Che permette di dimenticarsi quotidianamente delle tremende fatiche dei “padri” per costruire quel poco o tanto ereditato. Poco o tanto che, al momento, per non essere fuori dal “coro” deve obbligatoriamente essere condiviso con l’umanità intera senza che quest’ultima possa neppure comprendere il “rispetto” dovuto a quei sudori e a quelle fatiche. Senza neppure porsi il problema dei “figli” di quelle fatiche che non riescono quasi a sopravvivere. 

Che non si scandalizza più di nulla e più a nulla reagisce, ma si distingue come una società che è campionessa intergalattica per creare scandali a vantaggio o svantaggio di qualcuno. Che ha strumenti per poterlo fare, senza che neppure il “senso comune” possa recalcitrare, tanto è avvolto e coinvolto "felicemente infelice" nel suo "sistema".

Che pensa che, oltre a poter comunicare in modo bulimico possa anche essere informata in modo corretto, senza mai accorgersi, o, peggio, senza neppure averne consapevolezza, che tale “informazione” risulta, al minimo, “stomachevole” e disonesta. 

Che non legge libri ma giornali perché i libri, quelli veri e importanti, non si stampano neppure più. E, a fronte di tutto questo, si sente comunque “tuttologa” tanto, mi ripeto, da essersi trasformata da una società di “intenti” e di "azioni" in una di “discussioni” e di "talk-show".

Che spera ancora nel rifiorire di qualche boom economico, che inneggia alla ripresa dei consumi, senza comprenderne l’inutilità se essa è quantomeno rivolta a consumare sempre le stesse cose. Senza capire che, anche solo per “produrle” (non parliamo di immaginarle, pensarle, idearle...) è necessario faticare e non ho mai conosciuto un “disoccupato” che una volta “occupato” non abbia cominciato a lamentarsi appena dopo qualche mese di attività.

Che vuole indebitarsi senza mai prima comprendere, non tanto da dove proviene il debito monetario, (molti economisti lo sanno spiegare bene) ma da dove provengono gli sprechi dei non troppo antichi connubi: io ti do un voto – tu mi dai un lavoro= ci siamo garantiti il futuro tutti e due.( si chiama Mafia o Corruzione, vedete voi - è il seme più piccolo apparentemente, solo apparentemente..)

Che impegna, su imposizione altrui, il lavoro di quasi un anno dell’intero “governo” e relativi costi, per legiferare matrimoni LGBT per realizzarne 212… (e non ho nulla contro tranne chi ha qualcosa contro di me che sono etero - comunque sono circa, a tutt'oggi circa 700.000 euro/matrimonio di soli costi governativi), ma non trova il tempo e le risorse per dare sollievo a chi soffre davvero, ad esempio il sostegno alle famiglie con figli portatori di handicap e peggio ancora a quelli affetti da malattie psichiatriche (altro che società evoluta). 

Che vive infelice, ma vuole apparire felice a tutti i costi, insistendo su strumenti vuoti di “valori” quanto ricchi di insulse promesse e aspettative.

Che non costruisce, non si ingegna, non impara, non insegna, non rischia, non si slancia, che aspetta comandi perché non sa darsene uno, che aspetta e basta. Non innova, non pensa, non si parla, non si pone né si predispone. Che si inchina e si convince e si affida ai falsi informatori, ai sognatori ubriachi non distinguendoli da quelli sobri. Che, in una parola, si intrappola senza mai comprendere quanto spazio libero c’è ancora. E quanto questo spazio di libertà necessita della sua presenza e della sua azione, del suo lavoro.

Che si illude e insegue le “mode” senza avere la minima idea di come si fa ad imporne una. Che pensa che il sole e il vento ci daranno tutta l’energia per sempre e non comprende che è solo una possibilità, non una realtà. E si converte al dio SOLE e al dio VENTO, si dipinge di verde senza conoscerne le conseguenze reali. Senza mai provare a dedicarsi alle soluzioni piuttosto che inebriarsi di stolte provocazioni. Pensando che "tutto è possibile", senza capire che le soluzioni esistono ma per divenire vere, reali, necessitano di quei “valori” dimenticati, o irrimediabilmente perduti.

Che vive senza pudore e non se fa pena. E dal momento che non se ne fa pena è riuscita a farsi addirittura governare da chi, di pudore, non possedendone neppure il sentore e senza neppure essere stato prescelto dalla democrazia vigente, è diventato “capo” delle più dilanianti bugie. E persiste, pur in una leggera ombra, ancora adesso, sempre pronto a tornare in "voga" senza vergogna.

Forse, molti dei miei semplicistici esempi, sono solo "sentori", o, dal momento che è stata abolita la realtà, solo personali percezioni, ma non vedo valori e quei pochi, pochissimi che incontro, sono al lumicino, già contaminati dal “virus”, pronti a giustificare ogni, se pur piccola, appartenenza al “vuoto”.

Chissà ….. forse quei pochissimi che mi leggeranno penseranno che sono pessimista, un'altra etichetta forse …….o forse, tra le righe del mio pessimo scrivere, scorgeranno strade differenti, che inneggiano ai “valori”. 
Quali? 
Il Rispetto, l’Onestà, la Libertà, la Conoscenza, l'Umiltà, il Pudore almeno intellettuale, la Giustizia, e poi …. 
Poi c’è nè uno che è la conseguenza degli altri ….. il più importante di tutti forse …..
Quella Felicità che non esclude problemi ma che ti fa venire una voglia matta di vivere per risolverli o comunque vivere per qualcosa di vero, tutti i giorni.


FranzK.

sabato 29 ottobre 2016

Vivere








Жить  -Vivere-

Come è possibile uccidere una vita?
Come è possibile spegnare le luci?
Come è possibile strappare la madre dal suo bambino?
…di 5 anni…

No… no… no….
No, no, no!!

Ad una persona non è dato di sapere
Quanto tempo vivrà
Ma ci è stata data una scelta
Rispetto al modo di vivere il nostro tempo…

Vivere… vivere, vivere, vivere…
Vivere, vivere, vivere!
Vivere, vivere, vivere!!
Vivere, vivere, vivere!!!

Come si può imparare a vivere in pace…
Essere in grado di Amare, Perdonare e dare tutto di noi stessi fino alla fine…
…..e dare tutto di noi stessi fino alla fine!!!

Vivere, vivere, vivere!!!!

Come si può imparare semplicemente a vivere??

Stare insieme alle persone
Sognare insieme
Amare insieme
Apprezzarne ogni momento

Come è possibile perdonare il nemico?
Come è possibile non oltrepassare la linea?
Come trattenere le lacrime dentro al tuo petto?
E vedere un alba davanti a te?

Sperare, credere….

Perché il giorno che è passato non torna
E questo è il senso del futuro

Donare, salvare, perdonare!!!
Perché i nostri figli vivranno ancora qui….

Vivere, vivere, vivere…
Vivere, vivere, vivere
Vivere, vivere, vivere!
Vivere, vivere, vivere!!!!   ….. noi, con voi, vivremo ancora qui…..

Vorticare felice in cielo
E arriverà ancora l’alba
Ed essa si abbraccerà con la terra!
Ed essa si abbraccerà con la terra!!!

Vivere, vivere, vivere!!!!

Come puoi imparare a vivere nel mondo?
Tra le braccia dell’alba nella mattina…
Solo Amare…
Solo Sognare….
E con il cuore scaldarlo..

(RAP)
Mi ricordo a diciotto anni…
La musica, lo sport, l’aspirazione del mio cambiamento….
In questo tempo nessuno credeva nel mio successo
Ma contro ogni previsione, io ce l’ho fatta...

Mi ricordo come tutti mi hanno gridato: “ ma sei fuori??”
E io studiavo, lavoravo ma tutto era insopportabile
Io, l’unico figlio, l’unica possibilità per loro
Il diploma all'università di Mosca
L’unico obiettivo per loro...

Nella mia storia è tutto differente
Sono stato espulso dal corso
E i miei non l’hanno accettato
Poi una persona mi ha detto: “la persona più ricca del paese era un orfano”….

Ho sentito la diagnosi, sono stato in ospedale
Ho guardato negli occhi gli ammalati
Li ho guardati in faccia
Nessuno sconforto, nessuno scoramento
Solo il desiderio di vivere
“….mi bastano solo un paio d’anni…..”
“….me ne bastano una trentina…..”
Solo? Minimo trenta??
NO!

Minimo cento!!
Nessun se, nessun ma!

Lo sconforto ti tiene sul fondo come un àncora
Invece adesso è il tempo di cambiare tutto
Questa è la decisione, è già deciso.

Io ce l’ho fatta e tu pensi di essere peggio??
Puoi vivere anche così ma non sei peggio
Afferra tutte le possibilità con le tue mani
Cambia la tua vita insieme a noi

 Vivere, vivere, vivere!!!!

Come si fa a imparare semplicemente a vivere?
Non Combattere, non Uccidere…
Diventare semplicemente una Persona…..!
Diventare semplicemente una Persona…..!!!

Vivere
Semplicemente.

Cambia la tua vita insieme a noi.



Liberamente tradotto con l'aiuto di Evgeniya.

P.S." ...credevano ad un altro diverso da me e non mi hanno fatto del male...".ricordate?
La Pace non ha confini come la guerra, non importa dove i progetti prendono forma per lei ma, in questo caso, conta molto.....


FranzK

sabato 20 aprile 2013

Sabato ... Domenica.






















http://www.youtube.com/watch?v=wMJBQh24mUw



Due giorni,
Al massimo.
Meglio Sabato,
Dove tutto sembra,
Non finire mai,
La Libertà,
Finalmente.
Conquistata.
La pace.
Che non è riposo,
Ma vero vivere,
Il giorno della riscossione,
Di tutte,
Le nostre fatiche,
Le nostre speranze,
Nessun sogno.
Nessuna,
Illusione.
Solo recapiti,
Certi.
Li sto aspettando,
So che arriveranno,
Nella loro,
Migliore,
Forma.
Nello splendore,
Di una luce,
Accecante.
L’intero spettro,
Dei colori,
Ordinati finalmente.
Al calor bianco.
Candido.
Come gigli freschi.
Perché forse …..
Quello che toglie,
La vita lo ridà …..
Finisce in pareggio.
Se ti dai una possibilità,
Molto più,
Di quelle che può darti lei.
Sempre.


FranzK.

venerdì 15 marzo 2013

Le Onde del Tuo Vento.































For music click here:


Audio recording >>





Sono solo onde.
Onde che si spezzano,
Contro gli scogli,
Per avere un po' di ossigeno.
Siamo noi quelle onde,
Sono le nostre vite,
da trovare.

Sono onde, solo onde,
Le onde del mare,
Che senza vento sicuro,
Sono difficili da trovare.
Solo quell'onda tua,
Ti può portare alla tua spiaggia,
Che non è il tuo destino,
Ma forse l’unico luogo,
Dove puoi sentirti a te vicino.

Sono solo onde,
Onde che si cercano
Senza un vento certo,
Anche se solo uno può trovarle.
Nessuno sa dirti il vero,
È solo tuo quel vento,
Solo tua la risposta del tuo tempo.

Perché l’acqua delle onde,
Poi evapora,
E sale verso il cielo,
E piove e torna sulla terra,
Imbianca montagne come gelo,
E poi scorre o si scioglie,
E corre e dentro un fiume, e torna al mare,
Per altre onde nuove, senza vento,
Nella loro bellezza e nel loro tormento.

Trova la tua onda.
È solo tua,
Cercala nel mare,
Trova il suo vento,
Che insieme a quell'onda,
Troverà te,
Senza mai evaporare.


FranzK.

mercoledì 13 marzo 2013

Dammi Musica.























http://www.youtube.com/watch?v=K4_NOah3z3A



Dammi un accordo.
Un ritmo.
Una melodia.
Tra le tante,
Mai sentite,
Nel loro essere finite,
Per intrecci matematici.
Sono tante le possibilità,
Molte le variabili,
Ma sono finite,
Non infinite.
Come i nostri respiri,
I nostri battiti cardiaci,
I nostri passi,
Le nostre energie.
Sono finite,
Per calcolo matematico,
Ma forse,
Non per interpretazione,
Forse ….

E forse non è un accordo,
Non una melodia,
Né un ritmo,
Che serve,
Per sentire musica.
Dentro.
Per farla uscire,
E sentirla tua,
Nel suo dono,
A tutti.
Perché, quanto un idea,
Non è “nostra” la musica.
È un linguaggio,
Che trapassa qualsiasi cortina,
Ogni ostacolo,
Tutte  le torri di Babele,
Dei linguaggi,
Dei costumi.
Delle convenzioni.

È un inno,
Senza bandiere,
Senza colori,
Senza razze,
Senza fazioni,
Anche nella sua esclusività,
Nel suo “genere”.
È un grido,
Sussurrato,
Senza associazioni,
Di disperazione,
O gioia,
Di quel “piano” e “forte”,
Che è molto di più,
Di una tastiera,
In bianco e nero.
Molto di più,
Di rapporti armonici,
Archimedei.

Dammi musica,
Anche per sordi,
Per sensibilità piccole,
Per corde fragili,
O troppo rigide.
Dammi il giusto spettro,
Ben campionato,
Semplice,
Nella sua meraviglia,
Quanto efficace,
Nelle risonanze,
Senza battimenti,
Senza Fourier,
E le sue interpolazioni.
Basta un po' di musica,
Vera.
Che va oltre,
La tecnica,
Di uno strumento matematico

Se vuoi musica,
Devi darmela prima.
Io la scriverò,
Le darò il giusto timbro,
Intonazione,
Armonia.
Ma devi darmela prima,
Devo sentirla,
Dentro.
Quella che senti,
Dentro tu.
E non sarà mia,
Ma nostra.
Di tutti alla fine.
Perché tutti,
La sentono,
L’hanno dentro,
Sopita a volte,
Silenziosa,
Straziante.

Il segreto,
È piccolo,
Non servono ripetitori,
Amplificatori,
Trasduttori,
Se vuoi della musica,
Vera,
È necessario,
Il vero,
Nel suo relativo,
Assoluto.

Mi servono le note,
I ritmi,
Le pause,
Delle tue emozioni,
Vere.
Per comporre,
Musica,
Una sinfonia,
Senza fine,
Di sentimenti.

  

FranzK.

domenica 20 gennaio 2013

Sogni da Sognare.

























https://www.youtube.com/watch?v=X2UbMvw4QPU


Leggo, dopo un po' di tempo.
Dopo un bel tempo, una primavera in inverno.
E leggo parole che ne rappresentano il tripudio.
Sognare per vincere.
Apre il cuore per una volta.
In mezzo a mille miserie intellettuali che divengono poi miseria per tutti.
In mezzo al frastuono del raziocinio della “concorrenza”.
Che suona non troppo diversa da corruzione.
Per tanti, troppi versi.
E per me non conta chi lo dice, come per i più.
Conta solo cosa significa e quanto è semplice o difficile realizzarlo.
Perché ha radici in noi, nel profondo di noi, nessuno escluso.
Questa è davvero la ricetta “anticrisi”, anche se ho mille timori a riguardo.
Perché temo che la “crisi” in fondo non spiace, e attende solo il ripetersi di un'altra ondata di “riprese” che riporteranno solo ad un groviglio peggiore.
Il sogno per vincere va ben oltre la “tecnologia”, e quando a dirlo è un tecnologo beh ….. pensiamoci.
Finalmente leggo : ” non hanno buoni prodotti” ….. non quanto costano.
E anche se la notizia è di settore va ben oltre qualsiasi gabbia settoriale.
Perché credo che sognare è avere la forza di uscire dagli schemi, antropologicamente falliti al momento.
Perché credo che sognare pretenda cambiamenti interiori.
Perché credo che non sarà mai un voto politico a poter cambiare nulla.
Perché credo che nei sogni c’è tutto il rischio e il bello del vivere.
Perché sognare non è per “sognatori” ma per  “illuminati”.
Perché è l’unico modo per realizzare grandi necessari cambiamenti.
Esce dagli schemi.
Supera barriere culturali.
Distrugge grigi palazzi per costruire splendidi arcobaleni.
Cambia “garanzie” in “certezze”.
Due cose opposte.
Sono folli quelli che non sognano.
Lo sappiamo, è conclamata anche dalla conoscenza scientifica.
Ma passano per folli, nel regno della follia, i “sognatori” ……. coloro che vedono con altri occhi.
Umani al minimo.
Abbiamo tutte le soluzioni possibili, tutte le risorse intellettuali, tutte le infinite variabili disponibili eppure ……
Non vogliamo sognare.
Dedichiamo ad altri il nostro sacrosanto diritto di scelta, ci lamentiamo ma non riusciamo a cambiare.
Qualsiasi scelta politica continuerà a darti la “multa” solo per incassare denaro.
Qualsiasi legge non cambierà i veri confini di sconfinate appartenenze.
Qualsiasi insistente legame con le certezze della sola “logica” continueranno a farci vivere come scimmie.
Qualsiasi “dominio” non sederà fino alla morte il suo “diritto”, la sua “burocrazia”.
Così ci lamentiamo ma non siamo capaci di cambiare.
A prescindere da tutti i possibili cambiamenti.
Preferiamo una “serena” morte logica ad un luminoso, possibile vivere.
E quanto lavoro ci sarebbe da fare in tal senso  …….
Quanta riduzione della disoccupazione ……
Per poter sognare è necessario essere felici.
E solo la felicità può riprodurre se stessa.
Non importa se nessuno vuole sentire questa parola.
Non importa se è considerata solo come impossibile realtà.
Produrre felicità, provare a produrne sarebbe davvero un “prodotto interno netto”.
Finalmente.
Un valore vero, al quale tendere almeno.
Non si può essere felici senza sogni.
È dimostrato il contrario: sei certo dell’infelicità con le illusioni.
E noi viviamo nel regno delle illusioni.
Non in quello dei sogni.
Sognare per vincere.
Non per una “Ferrari” o “Miss Mondo”, ma per la vita.
Perché queste sono davvero illusioni.
Ologrammi.
E non sono felicità.
È solo roba vecchia, trita e ritrita.
Come la pensione, le vacanze alle Seychelles, i mutui per una casa da lasciare ai figli, sotto forma di debito senza fine.
E non è chiusura il sogno vero, ma credo il suo vero contrario.
È vera energia liberata, con un elevato contenuto di entalpia di intelligenza.
È la capacità di vedere e il coraggio di credere.
Al di fuori di ogni speculazione economica, culturale e intellettuale.
Un vero dono.
L’unico credo che può davvero produrre “ricchezza” senza spreco.
L’unico per il quale forse vale la pena di lavorare sodo, solo in un modo diverso.
Senza martelli , incudini e falci.
Che non siano quelle del solo coraggio di vivere e confrontarsi con lo specchio che riflette la nostra identità.
Prima di qualsiasi identità altrui.
Vorrei chiedere a Larry Page, CEO di Google, padre di queste dichiarazioni,se è possibile avere un piccolo chip, una micro sd, qualcosa insomma, da indossare di notte per poter registrare i miei sogni. (non è un sogno anche questo? ….. possibile …….).
Per poterli condividere, confrontare.
Sognare è una cosa da grandi non da neonati.
È un atto di responsabilità, per il quale un uomo diviene un Uomo.
Una donna una Donna.

Il futuro qualcosa di finalmente sensato.


FranzK.

lunedì 17 dicembre 2012

Una Nuvola.






















Per sentirlo clicca qui e apri in un altra scheda, con il tasto destro del mouse il link di youtube:

Record music with Vocaroo >>

https://www.youtube.com/watch?v=NgYgp9WyTEE


Forse è stata una semplice nuvola
Di bel tempo,
di tiepido caldo,
di fresco
all'imbrunire,
che ti ha portata qui.
Spinta dal vento
tiepido e mai freddo,
mai troppo caldo
della vita,
delle sue correnti,
delle sconosciute leggi,
che ne governano
le direzioni.

Ha nevicato felicità
Quella nuvola dorata.
Sull'arsura
di deserti
infestati di serpi,
nascosti
nelle fratture
di una terra senza vita,
spazzata da venti
aridi.
Inaridita
dalla falsità
di un bella stagione inventata.
Ma mai avuta

Ha tempestato buon umore
Quella stupenda nuvola
Sfumata di rosa.
Sui disastri di un terremoto,
Di case demolite,
Di disperazioni e lacrime.
Case piene solo di dolore.
In città senza insegne,
irraggiungibili,
buie.
Zeppe solo di malandrini,
Sciacalli
di cuori puri
Ladri di sorrisi.

Ha piovuto coraggio
Quella semplice nuvola
Di bel tempo.
Vero,
riconoscibile
forse,
soltanto
Dalle mani stanche,
Ma sincere,
Indurite,
Ma dolci,
Di vita vera,
Di vere stagioni.
Le mani
di un vecchio,
Saggio, onesto
contadino.

…. che il bel tempo ritrova,
sempre.


FranzK.

sabato 15 dicembre 2012

Ti Scrivo.




















Per sentirlo clicca qui:

Audio recording and upload >>


https://www.youtube.com/watch?v=WqB3JgOo-SE


Contemplando
Il tuo soffice respiro,
Passa la notte
Senza stanchezza.
Imprime  geometrie,
Ricorda ricordi,
Vive e sorride.
Sfiora le tue labbra,
Dipinge forme
Armoniose
Sulla pellicola
Che ti raccoglie
Nel  profondo
Dei tuoi sogni.
E scrive parole di meraviglia,
Sulla danza silenziosa
Del candore delle tue mani.
Scrive e impara,
Ti disegna
E ridisegna
Senza notte
Nello spazio
Che ti contiene.
Senza che la notte sia insonne,
Senza stanchezza.

Ti scrivo
Un semplice:
“Ti amo”,
Su tutti i battiti
Del tuo cuore.
Scritto con il mio.
Perché possano cantarlo
Insieme,
Ogni respiro,
ogni mattina,
ogni notte,
ogni immacolato momento
di noi.

FranzK.



I Write to You.

In contemplation
Of your soft breath,
Spend the night
Without fatigue.
Imprints geometries,
Reminds remember,
Live and smiles.
Swipe your lips,
paints forms
harmonious
on the film
That you collect
in the deep
Of your dreams.
And writes words of wonder,
The silent dance
Of whiteness of your hands.
Write and learn,
Draw
And redraws
without night
in the space
That contains you.
Without that the night is sleepless,
Without fatigue.

I write to you
A simple:
"I love you"
On all beats
Of your heart.
Written with mine.
That they can sing
together,
Every breath,
every morning,
every night,
every immaculate  moments
of us.


Francesco for Evgeniya with true love.


martedì 20 novembre 2012

Più di Sempre.























https://www.youtube.com/watch?v=p6RWCmUBgXk



Più di prima
Più di sempre
Voglio respirare ossigeno
E correre nel vento
Avvolto nei tuoi capelli
D’oro
Ma come possiamo?
Non pensare
Di poter essere felici?
Per poterlo essere.
Sempre.
Come quando
La primavera dei nostri giorni
Sbocciava
Campanule e viole
E non esitava
Nel credere ai loro profumi.
Più di sempre
Voglio vivere sorrisi
Di vita connessa
Insieme ai tuoi sorrisi.
Più di prima
Voglio vederti sorridere
Dentro lo sguardo attonito
Di occhi troppo vicini
Che ignorano
Senza colpa ma senza luce
L’allegria della tua voce
Senza colpa ma senza luce
Per poter comprendere
L’animo tenero
Della tua allegria
Di bimba felice
Che corre e s’arrampica
Dentro l’incolmabile
Della sua curiosità.
E respiro ossigeno
E mi arrampico dietro a te, dentro te.
Nelle tue impronte.
Indelebili.
Incise in rocce antiche
Rive di laghi incantati
Infiniti smeraldi.
E più di sempre
Solo un pensiero felice
Avvolto nei tuoi capelli
D'oro accecante.
Potrà rinascere.
L’oro perduto.
Per un altro, non nero.
Libero
Finalmente
Di essere felice.
Per noi.
Per tutti.


FranzK.

domenica 18 novembre 2012

Archetipi, Glossari ..








Archetipo:

1.    L’efficienza,  è il rapporto tra l’energia teoricamente necessaria e quella che è stata  praticamente impiegata, per una qualsiasi trasformazione.

2.    L’efficienza è rappresentata da un numero sempre inferiore ad 1.

3.    Più il valore dell’efficienza è prossimo al valore 1 e più la trasformazione interessata è caratterizzata da un grande valore aggiunto di 1intelligenza quanto l’opposto per valori prossimi a 0.

4.    L’efficienza  può essere quindi, in generale, un indice dello 4spreco e2dell’ignoranza come condizione antitetica al 3consumo e1all’intelligenza.

5.    L’efficienza è di conseguenza, in generale, rispetto al suo valore da 0 verso 1, anche un possibile indice della 6speculazione come obbligata diretta conseguenza dello 4spreco2dell’ignoranza ( per valori prossimi a 0), quanto del 5guadagno come naturale diretta conseguenza del 3consumo 1dell’intelligenza (per valori prossimi ad 1).

6.    Aumentando l’efficienza si diminuiscono gli 4sprechi come obbligata istintiva sopportazione della 8sofferenza  a vantaggio dei 3consumi come naturale propensione al 7beneficio.

7.    Aumentando l’efficienza si diminuiscono le 6speculazioni, come copertura degli stati del 8dolore2dell’ignoranza, a vantaggio dei5guadagni, come percezione degli stati del 7bene1dell’intelligenza.

8.    Una elevata efficienza non può realizzarsi solo attraverso gli stati del 7beneficio e1dell’intelligenza come valore aggiunto e non attraverso gli stati del 8dolore e della sofferenza.

9.    Una elevata efficienza può realizzarsi soltanto nel rispetto della sostenibilità delle 9risorse solo come conseguenza della sostenibilità delle10necessità.

10.  Una elevata efficienza può realizzarsi soltanto all’interno degli stati della volontà e del 11libero arbitrio.

11.  Una elevata efficienza ha come conseguenza: molto di più con molto meno dal momento che  permette, con il risparmio degli 4sprechi, un maggior 3consumo delle risorse, nel rispetto della loro reperibilità, per altre virtuose trasformazioni indispensabili per la progressioni degli stati ultimi 1dell’intelligenza e della conoscenza.

12.  Una elevata efficienza è caratteristica di sistemi ad elevata 11libertà e desiderabilità quanto  viceversa, una bassa efficienza è caratteristica di sistemi ad elevato sfruttamento e  12imposizione.

13.  Una elevata efficienza è caratteristica di sistemi ad elevato 5guadagno e13felicità, condivisi nel rispetto della 15personalità, quanto il suo contrario è tipico di sistemi ad elevata 6speculazione ed 14infelicità, comuni nella16massificazione.

14.  La ricerca di una elevata efficienza legata imprescindibilmente ad atti di1intelligenza, non potrà che tendere alla ricerca della 17semplicità quanto escludere completamente l’istinto al 18semplicismo.

15.  La ricerca di una elevata efficienza, legata imprescindibilmente ad atti di1intelligenza, non potrà che tendere alla 13felicità come unico, ultimo, necessario scopo comune, intesa come raggiungimento della conoscenza ultima.


 Glossario:


1intelligenza: comprensione, perizia, competenza.

2ignoranza: inconsapevolezza di chi, all’oscuro di fatti o situazioni, vive sereno senza apprensioni o dubbi. 

3consumo: fruizione di bene per soddisfare un bisogno o per produrre nuovi beni.

4sprecouso errato delle risorse disponibili.

5guadagno: forma di liberazione dal conflitto e dall’angoscia.

6speculazioneattività, azione intesa a conseguire un vantaggio personale sfruttando senza scrupoli una situazione sfavorevole ad altri. 

7bene: valore.

8dolore: sensazione molesta e penosa, cagionata da un male corporeo o da un sentimento di grave sofferenza morale.

9risorsa:  mezzo con cui è possibile provvedere a un bisogno, a una necessità.

10necessità: qualità di ciò che non può non essere o essere diverso da quello che è.

11libertà: capacità dell’uomo di determinare le proprie azioni scegliendo tra due o più alternative      ugualmente possibili. 

12imposizione: impedimento alla libertà con la prepotenza.

13felicitàbeatitudine, benessere, serenità, prosperità, gioia.

14infelicità: sventura, disgrazia, avversità.

15personalità: individualità di una singola coscienza.

16massificazione: tendenza a uniformare e standardizzare il comportamento, il livello di vita e i valori culturali dei singoli, con il progressivo annullamento delle loro peculiarità.

17semplicità: essenziale, naturale, non composita.

18semplicismo: superficialità, pigrizia, incapacità.


FranzK.