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sabato 20 aprile 2013

Sabato ... Domenica.






















http://www.youtube.com/watch?v=wMJBQh24mUw



Due giorni,
Al massimo.
Meglio Sabato,
Dove tutto sembra,
Non finire mai,
La Libertà,
Finalmente.
Conquistata.
La pace.
Che non è riposo,
Ma vero vivere,
Il giorno della riscossione,
Di tutte,
Le nostre fatiche,
Le nostre speranze,
Nessun sogno.
Nessuna,
Illusione.
Solo recapiti,
Certi.
Li sto aspettando,
So che arriveranno,
Nella loro,
Migliore,
Forma.
Nello splendore,
Di una luce,
Accecante.
L’intero spettro,
Dei colori,
Ordinati finalmente.
Al calor bianco.
Candido.
Come gigli freschi.
Perché forse …..
Quello che toglie,
La vita lo ridà …..
Finisce in pareggio.
Se ti dai una possibilità,
Molto più,
Di quelle che può darti lei.
Sempre.


FranzK.

giovedì 18 aprile 2013

Venerdì.























http://www.youtube.com/watch?v=4fdfqu8z4Z0



il Venerdì.
Non posso dimenticarlo.
È arrivato così.
All'improvviso,
Come un bagliore,
Una incandescenza.
O forse solo,
Finalmente,
Una conoscenza,
Profonda,
Senza stigmate,
Senza dolori,
O fragori,
Che non sia stata,
Vissuta,
Fino in fondo,
All'anima.
È durato a lungo,
Quel magico,
Fatato,
Virtuoso,
Venerdì.
E non è ancora finito,
Sta per suonare,
La sua migliore,
Musica.
E brillare,
Il suo colore,
Preferito,
Univoco,
Certo.
Ed evocare,
Il suo profumo,
Di giglio candido.
Qualsiasi risposta,
Potranno dare,
Retine e pupille,
Sensori olfattivi,
O semplice aria,
È pronto,
Per qualsiasi inizio.
Non preclude a una fine,
Comunque vada,
Comunque sia,
Sarà solo un inizio,
Di una nuova stagione,
Nella trascendenza,
Stupefacente,
Del suo verde,
Smeraldo.
Non quello dell’inizio.
Ma di un inizio,
Vero.


FranzK.

Giovedì.























http://www.youtube.com/watch?v=EMnygBICkRI



Il risveglio,
non è stato dei migliori.
Il Giovedì.
Avevo ancora i residui.
Del giorno prima.
Ma poi ….
Piano, piano …..
E in breve tempo ……
Molto è cambiato.
Non posso
Avere cattivi ricordi.
Magari un po' strani
Quello sì.
Ma non cattivi.
Belli addirittura,
Talvolta.
È stato un giorno lungo,
Nella sua brevità,
Ma tremendamente intenso.
Il tempo della stima,
E dell’autostima,
Senza la quale,
Si vive solo nel buio,
Del nero cupo.
Il Giovedì,
È stato denso di colori,
Disordinati,
Ma almeno fluorescenti,
Una tavolozza,
Senza un preciso scopo,
Ma iridescente.
Almeno.
Tra me ho pensato,
Che si stava preparando,
Un tempo nuovo.
Non pensavo tanto al giorno dopo,
Quello della presunta,
Libertà.
Ma ho vissuto la transizione,
In un crescendo,
Sereno.
Tanti colori,
Sparpagliati,
Ma non più grigi o neri,
O rosso sangue.
Un caleidoscopio,
Forse solo di vernice,
Non un cannocchiale,
Dalle lenti linde.
Ma qualcosa,
Che ha lasciato comunque,
Occhi più sereni.



FranzK.

martedì 16 aprile 2013

Mercoledì.






















http://www.youtube.com/watch?v=k7pIPxd99Xg



Mercoledì sta nel mezzo.
Ma non è stato così per me.
È quel giorno che sembra ….
Dare un respiro
Di pace vicina …
Finalmente.
Quando ti senti a posto,
Con i programmi,
Più vicino al riposo,
Che alle fatiche dell’inizio.
Rodato forse.
Se mi è concesso.
Mercoledì è stato strano,
Alla fine divertente,
Ironico,
Non sarcastico.
Ma sofferto,
Nel suo transitare,
È stato un po' matto,
Ecco.
Forse il termine giusto.
Variopinto,
Quantomeno,
Anche se ancora sulla scala dei grigi ….
Un po' “famiglia Adams”,
Insomma …..
Con gocce di rosa qua e là,
Ma ancora come il sorriso,
Della figlia degli Addams J
Costretto.
Rigido.
Condizionato.
Non voluto.
Indesiderato.
Maledetto.
Circospetto ……
Con ancora gocce di sangue.
Augurate,
Qua e là.
Forse le ho confuse con macchie,
Di rosa pallido.
Ma era sangue ancora,
Più divertente,
Quantomeno,
Ha lasciato qualcosa,
Di rivendibile,
Per stare dentro al mondo ……
Chissà che un giorno,
Raccontandolo …..
Possa fare beneficenza. J


FranzK.

lunedì 15 aprile 2013

Martedì.























http://www.youtube.com/watch?v=lN5wpoNJDUk



Un brutto risveglio Martedì.
Colori cupi.
Brutti presagi.
Cattive certezze.
Editti inderogabili,
Vite spezzate,
Futuri interrotti.
Difficile riaversi.
Ci ho provato,
Con tutte le mie forze,
In una solitudine,
Cupa e profonda,
Non so come,
Ancora adesso,
Posso esserci riuscito,
Ma alla fine,
Dovevo restare.
Ho cercato di trasformarlo,
Di cambiarlo,
In un sopportabile,
Giorno.
Con mille fatiche,
Con più di mille,
Speranze,
Più simili alle illusioni .......
Ho costruito,
E ricostruito,
Edificato,
Cambiato,
Fino a un profumo,
Che sembrava,
Poter cambiare i tristi presagi.
Ma era un martedì,
Gelido.
E il freddo di un novembre,
Ha trovato il modo,
Di mordermi,
Di farmi scivolare,
Verso un grigio,
Sangue.
Ho provato ancora,
A trasformarlo,
A cambiarlo,
A crederlo,
Rosso rubino.
Ma è stato solo grigio sangue.
E mi sono fatto male,
Di martedì.
Poteva essere un bel giorno,
Ne ho tutte le responsabilità.
Quasi tutte ....



FranzK.

domenica 14 aprile 2013

Lunedì.





















http://www.youtube.com/watch?v=xLQphyy4YNw



Il lunedì è stato bello.
Bel tempo,
Aria di montagna,
Ossigeno puro,
Da respirare a pieni polmoni.
Quanto camminare però ….
E quanto volare ….
È rimasto il volare del lunedì.
Il camminare l’ho dimenticato.
Sono rimasti i profumi.
Inconfondibili.
Indelebili.
Del rispetto.
E del suo tempo.
Delle stelle alpine.
Del profumo dei fiori di genepy.
Di vette da conquistare.
Senza alcun senso,
Che non fosse il rischio,
Di morire.
Ma alla fine conquistate.
Il senso del dovere.
E una ciocca di capelli neri,
Da contemplare.
È rimasto solo il fresco,
E puro,
Del lunedì,
Di una passeggiata.
Con il cuore in gola.
Il contatto di una emozione,
Che non dimentica,
Che non scompare.
Bella.
È un giorno duro il lunedì,
Un po' per tutti,
Ma è l’inizio,
Di una fine certa,
Per ricominciare ancora......
Il suo colore è il verde.
Smeraldo.
Che acceca.
Ma ricorda.
Nel suo tramonto,
Contemplato.
Il tempo della speranza.



FranzK.

martedì 11 dicembre 2012

Dammi, Vita Mia ..... Ancora.




















https://www.youtube.com/watch?v=iti90LDR-3E


Dammi un giorno.
Uno solo.
Senza vento.
Senza troppo sole.
Senza pioggia arrabbiata.
Freddo troppo gelido.
Caldo soffocante.
Uno solo.
Perché possa comprenderti.
Un giorno di semplice lucidità.
Senza pesi.
Un giorno felice.
Perché possa crederti.

Dammi un ora.
Una sola.
Senza segnali.
Senza rumori.
Di orologi.
Di anime disperate.
Di pulsazioni cieche.
Che mi sprofondano nella cecità.
Una sola ora.
Perché mi basta per sentirti.
Per crederti.
Dammi un’ora.
Ancora.
Di silenzio.

Dammi un secondo vita mia.
Uno solo.
Un minuscolo secondo.
Di grazia.
Di semplicità.
Senza dolore.
Senza rabbia.
Percepita.
Spalmata.
Dentro.
Mi basta un secondo.
Per darti il meglio di me.

Dammi una frazione.
Infinitesima.
Del tuo sconosciuto tempo.
Perché ne possa essere degno.
Senza contraddizioni.
Senza passato.
Senza ricordi.
Senza condanne.
Solo un alito di tempo.
Poco più di un nulla.
Per poterti capire.

Dammi un po' di te.
Che non sei rabbia, ma sorriso.
Che sei cantico, non rumore.
Dammi la forza.
Di non cadere nella fossa comune
Della rabbia e della disperazione
Te lo chiedo adesso
Perché adesso ti merito
Mi merito
Merito di renderti il meglio
Di quanto mi hai dato.
Sto aspettando
Non c’è più rabbia dentro.
C’è solo amore.
E comprensione.

Dammi vita mia.
Solo un tempo appena più del nulla.
Per la più piccola particella.
Che hai creato.
Che mi hai fatto incontrare.
Sentire.
Perché finalmente,
Possa comprenderla
Per restituirla
In modo comprensibile
Quella infinitesima particella.

Di semplice 
Felicità.


FranzK.

giovedì 1 novembre 2012

Fulmini e Fantasmi.

















http://www.youtube.com/watch?v=_s2YxRaiWcQ




Vi ricordate, qualche anno fa …. fino a qualche mese prima dell’avvento di Obama come nuovo presidente degli Stati Uniti, l’argomento idrogeno era uno di quelli più caldi e ricorrenti. 

Ci credevano in molti, troppi, per la solita disinformazione.
Auto a idrogeno, combustione pulita, …….. senza mai ricordare che esso è solo un semplice vettore, non è una “fonte” di energia.

Nel carbon fossile come nel petrolio, come nel gas naturale, piuttosto che nell’uranio, troviamo energia (accontentiamoci di chiamarla così per ora) “stoccata” nell’arco di secoli secondo particolari processi che riguardano la “storia” della terra. 

L’idrogeno, può essere quindi usato al più come  “magazzino energetico” , ricavandolo dalle risorse naturale alle quali ( ahimè …) è legato.

E’ questo il semplice motivo perché i combustibili fossili sono “fonti di energia” mentre l’idrogeno solo “vettore”, proprio come l’elettricità. 

Semplice. 

Il petrolio esiste così come è. 
Per  “estrarre” petrolio il costo energetico è pari a quello richiesto per fare un buco ….
Almeno fino a qualche tempo fa, almeno ancora in qualche posto …. pochi sfortunatamente ……
Negli altri tanti posti, per estrarlo comincia ad essere necessario iniettare sostanze ricavate da se stesso …….. ed è ancora conveniente, ma molto meno, sempre meno ……

L’idrogeno no: 
in natura non esiste da solo, ossia nell’unica condizione dove rappresenterebbe davvero una “fonte di energia”.
Ma chi di voi ha mai visto un “giacimento” di Idrogeno??

Per usarlo è necessario produrlo ( non estrarlo …) e metodi a parte, non esistono reazioni termodinamiche a costo zero
Mi dispiace per la finanza e anche un po' per l’elettricità ……..

Cioè, in parole povere, se , ad esempio, nel combinarsi con l’ossigeno esso genera una certa quantità di energia, producendo solo acqua, per separarlo da essa ( H2O, acqua ) servirà , al minimo, almeno un apporto energetico più elevato, se fossimo davvero bravi poco, ma almeno un poco di più al minimo.
Quindi neppure a pari (… l’efficienza ..) ma in debito energetico comunque sconveniente.
Se si riuscisse con un po' di meno avremmo scoperto il moto perpetuo …….. chissà ……. :)
E se “la storia” della terra l’avesse già fatto,separandolo al posto nostro, sarebbe di gran lunga più efficiente e “pulito” (attraverso la reazione di ossidazione detta combustione) dei combustibili fossili e sarebbe una “fonte di energia”.

lo dice la parola: fonte cioè sorgente, flusso continuo o intermittente, principio,origine. 

Peccato che non è così e che si sono sprecate molte parole e progetti intorno ad una semplice “verità” al solito confusa e infelice. 

Peccato anche che le persone sotto forma di “massa” abbiano continuato a parlarne finché non hanno smesso di farlo i loro “uomini della verità sicure”. 

Scienziati o giornalisti poco importa. 
Quanto per l’idrogeno è difficile trovare “giacimenti” forse lo è altrettanto per gli uomini ……
Forse è necessario produrli anche loro. 
La "leggerezza" della disinformazione riesce a fare sempre molti proseliti.

Sapevate che, per convenienza energetica, la maggior produzione di idrogeno avviene attraverso i combustibili fossili

Dal petrolio insomma. 

Non dalla sua separazione dall'ossigeno, non dall'acqua

Da Obama in poi, basta idrogeno, tutto elettrico

Dalla pentola alla brace …… e so che è semplice affermare e molto difficile risolvere …… ma credo che prima di risolvere sia necessario comprendere e affermare,.

Così è una decina d’anni che alla fine dell’illustrazione delle mie ragioni sull’idrogeno, (mie?) gli amici mi guardano perplessi, al solito , e la loro monotona risposta è sempre la stessa:

“ma se tutti, proprio tutti , anche il tale della televisione poi, dicono così …. sicuramente è per qualche ragione o tecnologia che tu non conosci …..lo dicono proprio tutti, dai ….. in che modo possiamo crederti? 

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma

Anche gli uomini. 

Basta dar loro del tempo.
Basta pensarci anche qui.
Risulta semplice che la vera “energia” stoccata nei combustibili fossili è il tempo

Quindi è necessario dar loro tempo, energia …….
Speriamo non tanto quanto quello che è stato necessario alla “natura” per “fare” petrolio. 
Finirebbe molto prima di qualsiasi constatazione e anche di qualsiasi soluzione.


FranzK.

martedì 24 aprile 2012

L'Età del Tempo.





I vecchi erano bambini, l’altro ieri.
Profumati, morbidi, nuovi.
I bambini non sanno cosa vuol dire invecchiare, per loro è crescere.
Però invecchiano anche loro.
E quando diventano vecchi si ricordano di quando erano bambini.
E sorridono perché credono di sapere.
Anche se non vorrebbero né ricordare né sapere.
E finiscono per sorridere anche per questo.
O piangere anche per questo.
I ricordi si confondono tra traguardi raggiunti e bobine che non si riavvolgono più.

È veloce il tempo per i vecchi.
Conta al contrario, non più in avanti.
E non lo temono o lo temono troppo.
Tra la speranza di altri ricordi e la certezza della fine.
Non sanno più se amarlo o odiarlo il tempo.
Nel suo spegnersi.
Spegnendo nel fievole ticchettio al contrario, ancora qualche bel giorno o l’inizio del dolore della fine.
Sono saggi a volte i vecchi.
Scontrosi a volte.
Sono insopportabili a volte i bambini, adorabili a volte.

Forse dipende dai vecchi che incontrano.

In mezzo c’è la vita.
Ci sono i desideri.
Il “non tempo”.
I sogni.
Le illusioni.
I progetti.
Le speranze.
Di uomini non più bambini, non ancora vecchi.
Senza tempo da contare.
In avanti o all’indietro.

Poi secca tutto.
E rimane uno sguardo verso un orizzonte senza confine.
Nella statica saggezza.
O nella presuntuosa eterna giovinezza.
Nel credere di aver finalmente compreso.
Nell’arroganza di poter definire verità assolute.
O nella semplicità di tornare un po' bambini.
Di riconquistare sguardi tersi.
Ancora colmi di possibili stupori, anche quelli della nuova avventura della fine.

Non c’è età per essere vecchi.
Non una per essere giovani.
Non una per essere saggi, nello statico di un saggio.
Non un’altra per riuscire a continuare a stupirsi.
Il tempo è fatto di pieni.
Perché sia giovane.
Il suo vuoto lo invecchia.
E invecchia chi gli appartiene.
Chi vive il suo vuoto.
Nell’unica attesa che passi, transitando come un treno senza destinazione.

Giovani nel pieno di un tempo senza rumore.
Vecchi nel vuoto di ticchettii assordanti.
Ci amavamo, ci odiavamo quando eravamo bambini.
Quando diventeremo vecchi, se ci capiterà, ci accontenteremo di osservarli.

Nel pieno del loro tempo.
E nel nostro ormai vuoto.

Solo in un tenero sorriso.
O nelle lacrime di un pianto.


FranzK.


venerdì 13 aprile 2012

Distanze troppo Lontane.





Stai dormendo.
Stanca.
Nel silenzio.
Della tua stanchezza.
Lontana.
Oltre il tempo-luce.
Oltre il possibile.
È solo un illusione.
Non conta.
La felicità non è un’illusione
Una speranza sarebbe sufficiente.
Ma non basta un illusione.
Oltre il tempo-luce.
La felicità è presenza.
Prova.
Il contatto della pelle.
O anche un semplice pensiero.
Ma non un illusione.
Che alla fine.
È solo delusione.
Rabbia.
Il negativo di una fotografia.
E stai dormendo.
Stanca.
Non ti sei mai svegliata.
Dal torpore di un illusione.
Solo distanze.
Troppo lontane.
Incolmabili.
Da una speranza vera.
Dalla sua volontà.
Dai suoi rischi.
Dalle sue consapevolezze.
Dormi stanca.
Di vita mai vissuta.
Solo pensata.
Nell’illusione di un sogno.
Che non esiste.
Troppo lontano.
Dalla felicità.
Che vive anche nelle distanze.
Ma non nelle illusioni.
Dormi, stanca.
Della stanchezza del vivere.
Infelice della tua apparente felicità.
Che dorme anche lei.
Mai provata davvero.
Mai vissuta.
Nascosta dalla vita.
A una distanza troppo lontana.
Da lei.
Non sono servite.
Carezze.
E neppure pizzicotti.
Per svegliarti.
Neppure stille di felicità vera.
Ti sei riaddormentata.
Stanca.
Nel sonno delle illusioni.
Delle infinite delusioni.
In fondo è impossibile.
Accendere un mare di benzina.
Con solo un accendino.
Oltre il tempo-luce.
Non c’è altra velocità possibile.
Per raggiungerti.
Colmare distanze troppo lontane.
Dalla felicità possibile.


FranzK.

venerdì 10 febbraio 2012

Questa notte.





È una treccia di vento.
Un semplice sorriso.
Stanco.
Felice.
Confuso.
Che attraversa il freddo.
È un sospiro di speranza.
Che brucia sotto l’asfalto.
Il ghiaccio secco.
Che prova a riposare.
Che prova a credere.
In un semplice polpastrello teso nel buio.
L’ignoto è sempre più vicino.
Nel tuo tormentato sonno.
Ogni istante, uno in meno.
Cos’è?
Forza.
Tanta.
Dentro.
Pulita come la neve che ci separa.
Candida uguale.

Questa notte.

Brilla un bagliore.
Struggente come un notturno di Chopin.
Deciso e forte come un imperatore.
Un cuore.
Pieno di cuore.
Morde la strada.
Nera.
Cupa.
Bianca.
Di neve gelida.
Calda.
Di sensazioni sicure.
Mentre si allontana la tua terra.
Strappa radici.
Profonde.
Strugge nel sonno.
Il sogno.
Il tuo.
Il mio.


Domani sembra lontano.
Ma scava solchi.
Dentro.
Nel tempo.
Nel  tempo divorato istante per istante.
Dai cavalli rossi di fuoco.
Inarrestabili.
Così infuocati.
Da sciogliere ogni freddo.
Ogni dubbio.
Oltre il buio illuminato dalla neve.
È già qui domani.
A chiederne un altro.
In una terra diversa.
Altre radici.
Altri germogli.
Nuovi, differenti.
Innesti evoluti.
Di tutta quella diversità.

Questa notte.

Ha un sole dentro.
Che sappiamo solo noi.
Balenerà il tempo in un infinitesimo.
E sarà giorno.
Domani.
Per sciogliere o legare.
Per poco o per sempre.
Per intrecciare nuove radici.
O scioglierne i legami.
Per nuovi succosi frutti.
O semplici arbusti di ricordi.
Lo sappiamo solo noi.
Lo sapremo tra un piccolo infinito istante.
Lungo tutto una notte.
Prima che il sole.
Di domani.
Decida il bagliore delle nostre pupille.
In stupore.
O ammirazione.

Questa notte.

Prima del sole di domani.
Ha il sole della vita.
Che sappiamo solo noi, solo tu.

FranzK.

giovedì 9 febbraio 2012

Una Goccia di Rugiada.





Ti ho sentita dentro.
Come una goccia di rugiada.
Fresca, profumata del profumo del fiore che ti ha accolta.
Sentita nel sentirti.
Senza veli.
Scoperta.
Indifesa.
Mentre la tensione superficiale ti teneva raccolta, tonda, nel petalo vellutato.
E il sole del tramonto cercava di evaporarti.
Ti ho sentita.
Ti sento.
Come una stilla di frementi passioni.
Cangianti nel colore.
Della differente luce.
Del rotolare della terra intorno al sole.
Delle sue frequenze che cambiavano.
Rifrangendoti colori caleidoscopici.
Senza mai che perdessi quel profumo.
Quel velluto di accoglienza.
Quel morbido giaciglio.
Nelle parole .
Nel silenzio.
Ti ho sentita.
Senza interruzione, senza fatica.
Così come sono dentro.
Senza dover essere differente.
Contraffatto.
Ho contemplato le tue rifrazioni.
Diffrazioni.
Interferenze.
Senza mai perderti.
Senza mai doverti cercare.
Ti ho solo sentita.
Dentro.
Senza mai accoglierti solo come una semplice goccia di rugiada.
Evaporata nel tenue bagliore dei raggi lunari.
Di questa notte.
Di luna piena.
Limpida.
Come il cristallino della tua trasparenza.
Del desiderio di restare liquida.
Senza perderti , sublimata, per le strade eteree della troposfera.
Pioverai un giorno, e tornerò a sentirti.
Come non fosse mai passato un battito del cuore del tempo.

FranzK

Dedicato a una persona davvero speciale: mia figlia