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sabato 20 aprile 2013

Sabato ... Domenica.






















http://www.youtube.com/watch?v=wMJBQh24mUw



Due giorni,
Al massimo.
Meglio Sabato,
Dove tutto sembra,
Non finire mai,
La Libertà,
Finalmente.
Conquistata.
La pace.
Che non è riposo,
Ma vero vivere,
Il giorno della riscossione,
Di tutte,
Le nostre fatiche,
Le nostre speranze,
Nessun sogno.
Nessuna,
Illusione.
Solo recapiti,
Certi.
Li sto aspettando,
So che arriveranno,
Nella loro,
Migliore,
Forma.
Nello splendore,
Di una luce,
Accecante.
L’intero spettro,
Dei colori,
Ordinati finalmente.
Al calor bianco.
Candido.
Come gigli freschi.
Perché forse …..
Quello che toglie,
La vita lo ridà …..
Finisce in pareggio.
Se ti dai una possibilità,
Molto più,
Di quelle che può darti lei.
Sempre.


FranzK.

giovedì 18 aprile 2013

Venerdì.























http://www.youtube.com/watch?v=4fdfqu8z4Z0



il Venerdì.
Non posso dimenticarlo.
È arrivato così.
All'improvviso,
Come un bagliore,
Una incandescenza.
O forse solo,
Finalmente,
Una conoscenza,
Profonda,
Senza stigmate,
Senza dolori,
O fragori,
Che non sia stata,
Vissuta,
Fino in fondo,
All'anima.
È durato a lungo,
Quel magico,
Fatato,
Virtuoso,
Venerdì.
E non è ancora finito,
Sta per suonare,
La sua migliore,
Musica.
E brillare,
Il suo colore,
Preferito,
Univoco,
Certo.
Ed evocare,
Il suo profumo,
Di giglio candido.
Qualsiasi risposta,
Potranno dare,
Retine e pupille,
Sensori olfattivi,
O semplice aria,
È pronto,
Per qualsiasi inizio.
Non preclude a una fine,
Comunque vada,
Comunque sia,
Sarà solo un inizio,
Di una nuova stagione,
Nella trascendenza,
Stupefacente,
Del suo verde,
Smeraldo.
Non quello dell’inizio.
Ma di un inizio,
Vero.


FranzK.

Giovedì.























http://www.youtube.com/watch?v=EMnygBICkRI



Il risveglio,
non è stato dei migliori.
Il Giovedì.
Avevo ancora i residui.
Del giorno prima.
Ma poi ….
Piano, piano …..
E in breve tempo ……
Molto è cambiato.
Non posso
Avere cattivi ricordi.
Magari un po' strani
Quello sì.
Ma non cattivi.
Belli addirittura,
Talvolta.
È stato un giorno lungo,
Nella sua brevità,
Ma tremendamente intenso.
Il tempo della stima,
E dell’autostima,
Senza la quale,
Si vive solo nel buio,
Del nero cupo.
Il Giovedì,
È stato denso di colori,
Disordinati,
Ma almeno fluorescenti,
Una tavolozza,
Senza un preciso scopo,
Ma iridescente.
Almeno.
Tra me ho pensato,
Che si stava preparando,
Un tempo nuovo.
Non pensavo tanto al giorno dopo,
Quello della presunta,
Libertà.
Ma ho vissuto la transizione,
In un crescendo,
Sereno.
Tanti colori,
Sparpagliati,
Ma non più grigi o neri,
O rosso sangue.
Un caleidoscopio,
Forse solo di vernice,
Non un cannocchiale,
Dalle lenti linde.
Ma qualcosa,
Che ha lasciato comunque,
Occhi più sereni.



FranzK.

martedì 16 aprile 2013

Mercoledì.






















http://www.youtube.com/watch?v=k7pIPxd99Xg



Mercoledì sta nel mezzo.
Ma non è stato così per me.
È quel giorno che sembra ….
Dare un respiro
Di pace vicina …
Finalmente.
Quando ti senti a posto,
Con i programmi,
Più vicino al riposo,
Che alle fatiche dell’inizio.
Rodato forse.
Se mi è concesso.
Mercoledì è stato strano,
Alla fine divertente,
Ironico,
Non sarcastico.
Ma sofferto,
Nel suo transitare,
È stato un po' matto,
Ecco.
Forse il termine giusto.
Variopinto,
Quantomeno,
Anche se ancora sulla scala dei grigi ….
Un po' “famiglia Adams”,
Insomma …..
Con gocce di rosa qua e là,
Ma ancora come il sorriso,
Della figlia degli Addams J
Costretto.
Rigido.
Condizionato.
Non voluto.
Indesiderato.
Maledetto.
Circospetto ……
Con ancora gocce di sangue.
Augurate,
Qua e là.
Forse le ho confuse con macchie,
Di rosa pallido.
Ma era sangue ancora,
Più divertente,
Quantomeno,
Ha lasciato qualcosa,
Di rivendibile,
Per stare dentro al mondo ……
Chissà che un giorno,
Raccontandolo …..
Possa fare beneficenza. J


FranzK.

lunedì 15 aprile 2013

Martedì.























http://www.youtube.com/watch?v=lN5wpoNJDUk



Un brutto risveglio Martedì.
Colori cupi.
Brutti presagi.
Cattive certezze.
Editti inderogabili,
Vite spezzate,
Futuri interrotti.
Difficile riaversi.
Ci ho provato,
Con tutte le mie forze,
In una solitudine,
Cupa e profonda,
Non so come,
Ancora adesso,
Posso esserci riuscito,
Ma alla fine,
Dovevo restare.
Ho cercato di trasformarlo,
Di cambiarlo,
In un sopportabile,
Giorno.
Con mille fatiche,
Con più di mille,
Speranze,
Più simili alle illusioni .......
Ho costruito,
E ricostruito,
Edificato,
Cambiato,
Fino a un profumo,
Che sembrava,
Poter cambiare i tristi presagi.
Ma era un martedì,
Gelido.
E il freddo di un novembre,
Ha trovato il modo,
Di mordermi,
Di farmi scivolare,
Verso un grigio,
Sangue.
Ho provato ancora,
A trasformarlo,
A cambiarlo,
A crederlo,
Rosso rubino.
Ma è stato solo grigio sangue.
E mi sono fatto male,
Di martedì.
Poteva essere un bel giorno,
Ne ho tutte le responsabilità.
Quasi tutte ....



FranzK.

domenica 14 aprile 2013

Lunedì.





















http://www.youtube.com/watch?v=xLQphyy4YNw



Il lunedì è stato bello.
Bel tempo,
Aria di montagna,
Ossigeno puro,
Da respirare a pieni polmoni.
Quanto camminare però ….
E quanto volare ….
È rimasto il volare del lunedì.
Il camminare l’ho dimenticato.
Sono rimasti i profumi.
Inconfondibili.
Indelebili.
Del rispetto.
E del suo tempo.
Delle stelle alpine.
Del profumo dei fiori di genepy.
Di vette da conquistare.
Senza alcun senso,
Che non fosse il rischio,
Di morire.
Ma alla fine conquistate.
Il senso del dovere.
E una ciocca di capelli neri,
Da contemplare.
È rimasto solo il fresco,
E puro,
Del lunedì,
Di una passeggiata.
Con il cuore in gola.
Il contatto di una emozione,
Che non dimentica,
Che non scompare.
Bella.
È un giorno duro il lunedì,
Un po' per tutti,
Ma è l’inizio,
Di una fine certa,
Per ricominciare ancora......
Il suo colore è il verde.
Smeraldo.
Che acceca.
Ma ricorda.
Nel suo tramonto,
Contemplato.
Il tempo della speranza.



FranzK.

giovedì 21 marzo 2013

Dogmi e Respiri.
















http://www.youtube.com/watch?v=hhHe8C6Qej4



Lascia andare le mani,
Collegale al tuo cuore,
Alle tue sinapsi,
Ma non solo,
A tutta quell'energia,
Che sei,
Che hai.
È lei la vita,
Lasciala fluire,
Sul bianco immacolato,
Della tela,
Di un foglio.
È la vita in fondo,
Nella sua transizione,
Nel suo perdurare,
E finire,
Ma scrivere.
La nostra storia,
Le nostre felicità,
Le nostre pene,
Gli incontri,
Mai casuali,
Mai obbligati,
Ma maturati,
Al sole,
Come frutti,
Conseguenti,
Ad una buona stagione,
Solo tua.
Alla tua pioggia,
E al tuo vento,
Quello della tua particella,
Più intima,
Più semplice,
E piccola.
In tutto lo stupore,
Che devi accettare,
Fuori dal tempo,
Ma dentro al tuo tempo.
Questo tripudio,
Di energia,
Che è la vita.
Non dà tempo,
Nel suo averne uno,
Finito,
O infinito,
O forse indefinito.
Qualsiasi cosa,
Possiamo credere,
Perché credere,
Sarà sempre,
Un semplice dogma.
Mai una assoluta verità.
Se non nel suo assoluto,
Relativo.
Lascia che si imbratti,
Quel candido bianco,
Di quello che pensi,
Di poter determinare,
Controllare,
Lascia che si imbratti,
Di vita.
Che è colori,
Suoni,
Semplici sillabe,
O stupiti,
Respiri.
Non esiste la fortuna,
Nulla è casuale,
Nulla determinato,
Se non da quello,
Che possiamo accettare,
Nel ricevere.
Credere di decidere,
Nel dare.
Pensando,
Che è solo logico,
Razionale.

È al di là ……di tutto questo ....
Un altro piccolo,
Frammento di verità,
Di quella verità,
Che abbiamo diritto,
E non dovere,
Di rincorrere,
Di anelare,
Di vivere,
Per altre vite.
Ancora.


FranzK.



domenica 17 marzo 2013

Quante Emozioni?























http://www.youtube.com/watch?v=eDYmEeetrnA




Quante emozioni
Può contenere una vita?
Emozioni …..
Comprensione di se,
Trasmissione di se.
L’amigdala che riceve,
È un pericolo.
O meglio,
Un rischio.
Ti può dare,
Ti può togliere,
Comprensione,
E capacità,
Molto di più,
O molto di meno.
I sentimenti sovraintendono,
Una coscienza.
Le emozioni,
No.
Al più, sotto intendono dei sentimenti.
Sono un linguaggio universale,
Un pericolo,
Se possono farti male,
Una benedizione,
Se ti modificano nel meglio,
Nel portarti,
“Come te”,
Non “con te”.
Puoi comunicare,
Con le emozioni,
Nel meglio possibile,
Anche con razze differenti,
Anche con gli animali,
Se riesci a trasmetterle,
Se ti assumi il rischio,
Di viverle,
“Come te”.
E quante ne può contenere una vita?
Nel loro bene e male possibile.
Possono determinarne la durata?
Forse si,
E forse è per questo,
Che le temiamo un po'.
O troppo.
Ha un costo un emozione,
Elevato,
Di energia,
Che può tornare,
Moltiplicata,
O divisa.
E non ha alfabeti,
Non ha simbologie,
Anche nella loro somatica,
Si possono perdere tracce.
Arrivano molto prima,
Di un linguaggio,
Di parole,
Di gesti,
Arrivano appena prima,
Di un sentimento.
Solo un istante,
Prima di esso.
Forse è per questo,
Che vogliamo parlare,
Senza comunicare.
Riservandoci l’unico rischio,
Emotivo,
Solo nella previsione,
Di un sentimento.
E di sentimenti,
Una  vita ne può contenere meno.
Sono più pericolose,
O virtuose,
Le emozioni,
Ma anche più rischiose.
Sovraintendono,
Un controllo per viverle male,
Una "tranquillità" per evitarle .....
Sotto intendono,
Un sentimento.
Universalmente,
Senza limiti,
Comunicano,
In modo univoco,
E chiaro,
Senza rischio di confondere,
Con tutto il resto,
Ma proprio tutto,
Il tuo,
Vero,
“Come te”.


FranzK.

lunedì 11 marzo 2013

Ma ..... Come?






















http://www.youtube.com/watch?v=UQGFmEbuJOY



Ma come?
Leggo e non comprendo.


Beh questo è normale …..
Ma provo a leggere da uomo del “bar”…..
Forse lo sto diventando ……
Almeno per una volta ....... mi sia concesso .....
L’Ungheria di Orban.
L’Italia di Berlusconi.
L’America ….. dei petrolieri …….
La Russia di Putin.
La Cina …… di …… boh ……
La UE dei tedeschi …… della Merkel  …….
Il Sud Africa di Mandela?????
No!
È degli olandesi!!!
Piccolo popolo dalle grandi capacità ……
In Sud Africa estraggono diamanti ….. a basso costo ….. gli ultimi ex razzisti ……
In Olanda li “intagliano” trasformandoli in “preziosi” ….. valore aggiunto …..
Per donne senza scrupoli e uomini senz'anima.
Le prime li cambieranno per uno più “grande”, i secondi per una più “giovane” …..
Vado avanti?
No dai.
Fermiamoci qui.
In fondo noi esportiamo cultura ......
Celentano, Al Bano, Toto Cotugno e Eros Ramazzotti .....
Vuoi mettere?
Gaber, De Andrè, Jannacci, Conte, .....
Ma chi sono???
Robaccia .... per "italiani" ......
Poi dai ....... 
Stanco un Papa se ne fa un altro. ( questa non mi va giù, hanno rubato la libertà poetica ai poeti .......era per  poeti sostituire il vecchio "morto un papa ......."!)
Se poi è tetesco di Germania ……
Stanco …….
Beh via, un grande rivoluzionario, un innovatore insomma.
E pensare che era partito dal conservatorismo ….più estremo .....
Poi tetesco.
Stanco ......
Neanche terone.
Lo avrei compreso di più …..
Troppe cose da fare stasera.
Probabilmente è per quello.
E faccio veloce.
Un caffè veloce al bar .
Solo un domanda semplice.
Ma questo Orban d'Ungheria?
Chi è??
Deve essere uno importante caspita ……
Cambia la costituzione in un secondo.
265 a favore 11 contrari.
Ma questa sì che è democrazia!!!
Altro che quella di questo povero , sempre più povero ……. Paese ……almeno abbiamo il buon gusto di chiamarlo così ...... un pò di buongusto ci è restato ancora ......
Guai a offendere la “dignità” ungherese …..
Finisci in ….. dove finisci??
Si finisci per stare lì tutta la vita.
E guai se te ne vai!
Se sapevo mandavo i miei figli a studiare lì, caspita.
Oltre a trattenerli dopo la “laurea” gli daranno anche un lavoro no?
Mi sono preso paura.
Chissà cosa staranno facendo gli ungheresi ……
Cose segrete ……..
Nessun dorma, nessun parli …….
Ma lo cosa sconvolgente per me è un'altra.
Gli oppositori social – comunisti ……!!!!!
Sono loro che si oppongono al divieto di libertà di parola, pensiero, libertà!!
Ma non era il contrario tempo fa??
Ricordo davvero male?
I carri armati a Praga e Budapest?
Per fermare la “libertà”?
In fondo leggo che basta cambiare le parole …..
Sono fascisti …….
Una buona via d’uscita.
Mi rassicura.
Come gli olandesi del Sud Africa …….
Intaglieranno diamanti anche loro …..
Chissà.
Quelli dell’Olanda sono un esempio per il mondo scherziamo?
E a noi cosa resta?
Un “a noi”!!!!!
Temo ……..
Social-liberal-fascist-comunista .....
Oltre ai mitici Celentano&company ovviamente .....
Troppe cose da fare.
Molto inutili.
Stasera.
Come tutte le altre sere ovviamente.
Ma molte.
Cercare di comprendere la via d’uscita per una libertà vera.
Per tutti.
Cose futili.
Poi come mai potrei io?
Non sono mica Higgs …..
Insomma meglio andare.
Ho la mente altrove ……..
Devo essermi sbagliato a leggere.
Un fascista , di nome Orban, della “grande” Ungheria che vieta le stesse libertà vietate dai Soviet.
E i Soviet insorgono.
Purtroppo non i cattolici per un papa “stanco” …….
Purtroppo non gli Americani “non petrolieri” …….
È invidia ovviamente.
A noi resta un uomo di polipropilene.
Che sta tanto male.
Contro cosa dovremmo insorgere noi?
Siamo palle di gomma.
Con memoria di forma .....
L'unica nostra vera forza è quella della sopportazione.
Poi non temiamo , adesso ci pensa Grillo …….
Che adesso che ha vinto le elezioni cercherà le persone giuste ........
Avremo la nostra auto a idrogeno …..
E i detersivi all’acqua ……
Prodotti “nuovi” insomma …….
Addio Mediaset ……
Addio le Coop …….
Ovvero.
Tutti insieme appassionatamente.
La pelle del salame nella mia infanzia contadina la davamo ai gatti selvatici.
Pare che sia il “business” del futuro.
E del presente ……
Rayban stai attenta ……
Rischi di fallire.
Meglio comprare il brevetto ……
Troppe cose da fare.
Stasera.
E comprendo solo una cosa .....
Sono in ritardo!!!!!!



FranzK.

domenica 3 marzo 2013

Il Profumo del Vento.


















https://www.youtube.com/watch?v=H11TVwdwZa0



Ha un suo profumo il vento,
Una sua direzione .
Variabile.
Sentirlo è difficile.
Sentirne le tracce, per trovare la tua.
Quella che apre al vento,
Il tuo respiro,
Più profondo.
Più ossigenato, certo.
Quando accade,
Se mai accade,
È la vita che sfiori.
Nella sua brezza.
La tua.
Come parte di quella di tutti.
Di quel segreto che ci collega,
Ci implica,
Ci complica a volte.
Nella sua complicità.
Ha un suo oro vero, il profumo del vento.
Oltre il Platonico vero coraggio.
Molto oltre.
Non ha piani,
Ha un presente,
L’unica certezza che può determinare il futuro.
Non come scelta,
Ma come profilo.
Con un suo profilo sicuro,
Determinato,
Un binario senza ostacoli,
Inclinato verso il centro di gravità.
Non puoi fermarti,
Ma solo percorrerlo.
Con quel vento tra i capelli,
Che non scompigliano,
Ma cantano.
E non solo di gioie.
E non solo di fatiche.
Forse,
Solo della tua vita,
Quella che nel suo vero,
Appartiene alla vita.
Quella che non conta tempo,
Né passati né presenti ne futuri
Ma solo brezze profumate,
Con le quali inebriarsi.
Verso il certo,
Che non capiremo mai.
Ma che in quella brezza,
O in quella tempesta,
Ha un profumo.
Così definito, certo,
Che vale la pena.
Di seguire.
Sempre.



FranzK.

mercoledì 19 dicembre 2012

Welcome Back Mr. 65 Watth!























https://www.youtube.com/watch?v=H11TVwdwZa0


L’immensa differenza filosofica e pratica della conoscenza definita come il “portare con sé” rispetto al “portare come sé stessi”. 
Per esempio ……
Proviamo ad analizzare tre parametri :
  • il lavoro   
  • la potenza  
  • l’energia 
Il primo, il lavoro, è definito come una forza per uno spostamento. 
La sua unità di misura è il Joule ossia = 1 Newton x 1 metro. (1 Newton equivale a circa 0,102 Kg ossia 102 grammi). 
Quindi se vogliamo comprendere “su di noi” quanto vale il lavoro di 1 Joule basta che solleviamo ( in tal caso sfruttiamo la gravità per garantirci il valore delle forze) un oggetto del peso – forza (massa x accelerazione gravitazionale) di 102 grammi per un metro di altezza. 
Un metro però è molto e ci costringerebbe a movimenti articolari molto ampi con conseguenti ampie contrazioni o distensioni muscolari. 
Poi cosa uso per sollevarlo, le braccia le gambe, entrambe, .......
E se dovessimo dividere per 10 lo spostamento e moltiplicare per 10 la forza? 
Il peso diviene di 1,02 Kg e lo spostamento di 0,1 metri ossia 10 cm. 
Sembrerebbe tutto uguale.
Per matematica è uguale. 
Chissà se per il nostro corpo è lo stesso .......avendo adesso diminuito i movimenti articolari ma aumentato lo “sforzo” muscolare. 
Andiamo avanti . 
Passiamo alla potenza che è invece definita come tale lavoro eseguito rispetto all’unità di tempo. 
La sua unità di misura è appunto il Watt=1Joule/1secondo
Tornando a prima, all'esempio del lavoro, scegliete voi quale delle due condizioni (o una terza non considerata) procura in voi meno “fatica” e provate ad eseguire quel movimento, con quel peso in un secondo, cioè fate che avvenga dall'inizio alla fine in un secondo appunto. 
Quello che, in questo modo, avete provato su di voi equivale all'esercizio della potenza di 1 Watt. 
Ovvio che vi porrete una domanda adesso: se dimezzo il tempo e raddoppio ad esempio il peso lasciando inalterato lo spostamento piuttosto che dimezzare quest’ultimo, lasciare uguale il peso piuttosto che ancora raddoppiare il tempo, e dimezzare il ……ecc., cosa succede al mio corpo? 
Quale è la condizione di “massima “fatica"?
Oppure quella di “minima”? 
Oppure, qualsiasi cosa faccia la “fatica è uguale”?
Difficile l'ultimo caso. ……..
Che casino se poniamo noi al centro dell’universo … 
Lo abbiamo mai fatto? 
Comunque qualcuno dice che 1 Watt è 1Watt e non ci resta che credergli per evitare i rischi dell’abiura …. (solo per quello però). 
Ora l’energia
Essa è definita come la potenza che si ripete nel tempo, quindi una forza per uno spostamento che avviene in un certo tempo secondo un certo ciclo e che si ripete nel tempo. La sua unità di misura, fra molte, è il Wattora=1Wattx1ora
Di nuovo è una questione di scelta a priori, ma la variabile che viene introdotta potrebbe cambiare di molto il parere personale “provato su se stessi”. 
Perché stabilito infine quale è per noi il miglior modo (meno “fatica” spero …) di esprimere una potenza, dobbiamo confrontarci con il ripetere questo ciclo nel tempo. E ci accorgiamo che cambia. 
Dopo un ora, due ore, tre ore, ………… cambia di molto. 
E potremmo avere la necessità di ricrederci sui parametri di forza, spostamento e tempo che avevamo scelto di nuovo come evento unico e “isolato”, nonché quasi statico. 
In generale però l’energia è questo. 
È il ripetersi nel tempo del ciclo della potenza. 
Quindi 1 Watth per tutto tranne che per l’uomo, è l’energia che corrisponde ad un lavoro pari al sollevamento di 0,102 Kg per l’altezza di 1metro eseguita in 1secondo e ripetuta per 1 ora. 
Senza alcuna approssimazione per qualsiasi cosa e macchina. 
Senza approssimazione per tutto tranne che per gli umani. 
Sembra davvero che gli uomini hanno cercato e definito le unità di misura per se stessi senza conoscere bene la propria natura. 
Si sono assunti uguali a macchine semplici senza esserlo o almeno senza conoscersi tanto da poterlo essere per se stessi. 
Quindi welcome Mr. 65Watth. 
Non ho altro modo al momento di misurarti, se non con le uniche unità di misura che valgono per tutti. 
Quelle che proprio tutti quelli come te, al momento, sfortunatamente, non potranno mai capire portandole “come se stessi”. 
Devo accontentarmi del paragone con l’assorbimento energetico di una vecchia lampadina ad incandescenza. 
Mr.65Watth ( al minimo ovviamente …….)
Un giorno mi spiegherai come hai fatto a fare tutto questo, con così poco a disposizione.
“Consumando” per la sola intelligenza solo il 20% circa di questa già poca energia ……
Al di là di qualsiasi creazione divina o semplice evoluzione darwiniana.
Forse un giorno riuscirai a capirti meglio e vivere felice.
Senza troppa “fatica” …….

FranzK. 

lunedì 17 dicembre 2012

La Mia Terra.
























https://www.youtube.com/watch?v=x8FTP1IgqBA



Non ha un nome la parte che accende la nostra vera energia, che ne sprigiona tutte le particelle.
Non ha un viso, una provenienza, una residenza, una nazionalità, una cultura, se non dentro noi.
L’indirizzo è dentro a noi, a quello che non sapremo mai di noi, non come naufraghi, ma semplici timonieri.
Che cercano nel mare infinito di tutti le variabili di un algoritmo senza conoscenza, la propria terra.
Quante interpolazioni servono per condurci a lei, quante manovre, quanti venti e rotte da seguire.
E forse non sapremo mai se ne esiste una sola o molte possibili, forse solo una nel meglio, molte possibili se dentro a noi non troviamo prima quel “meglio di noi”.
Il meglio di noi, il meglio di un timoniere senza timori, con il viso segnato dalle tempeste, che senza sosta e con motivata determinazione, non stacca mai le mani né il cuore da quel timone, non si accontenta della prima isola che scorge all'orizzonte.
Desidera la sua terra.
Perché, timonieri o naufraghi, non siamo nati per la solitudine, anche se possiamo abituarci, comprometterci in lei.
Come possiamo comprometterci nella stanchezza di cercare dentro noi, in quel mare in continua tempesta che è il nostro passaggio da qui, possiamo cedere all'illusorio riposo della prima isola, del primo attracco.
Anche se non lo riconosciamo come nostro ma solo come un comodo e riposante giaciglio, anche se lo sguardo continuerà a indagare orizzonti, e il pensiero altre mete, senza più il coraggio di ripartire, di rischiare altri venti, altre tempeste, altre sacche di ristagno d’ossigeno.
Lo chiamiamo amore, e non ne conosciamo la natura.
Scriviamo poesie, musica, trattati filologici, indaghiamo interazioni chimiche, dipingiamo colori, vorremmo capire, senza mai prima provare a capire noi, quello che sentiamo per noi come il meglio.
Senza la cognizione del meglio per noi ancora prima di un meglio solo indicizzato dalla stereotipo, dalla consuetudine  o dalle semplici apparenze.
Abitudini antropologiche, il mare ha una sua fine, meglio una terra non tua, ma sicura, che il dirupo del nulla, là dove , senza dubbio alcuno,le acque terminano il loro scorrere, ribollire, là dove i venti si perdono nel silenzio senza più sibili del vuoto per sempre.
È difficile cambiare, cambiarsi, è tremendamente destrutturante, perché è con il peggio che forse è necessario confrontarsi prima di sapere della nostra giusta terra.
E il peggio per noi siamo noi.
È con noi, con noi stessi, soli davanti allo specchio delle nostre introspezioni, che non governate da una ontologia certa né ben delineata dall'esperienza  sensoriale epistemologica, viviamo il perenne tormento della convergenza di tutte le nostre nature.
E non è il “da dove vengo, cosa faccio, dove vado”, ma forse solo : “chi sono, cosa voglio”?
Come se la “necessità” del volere, non fosse interdipendente dall'“obbligo” del sapere chi siamo prima di tutto.
La “non solitudine” basta a un naufrago, come un surrogato dei sentimenti è sufficiente a sopravvivere.
A un timoniere non può bastare, lui cerca la sua terra, il luogo metafisico dove può esistere la felicità, che quanto l’amore è solo una parola se non ne percepisci l’essenza, al di là di qualsiasi esperienza unicamente sensoriale.
La felicità, quanto un amore vero, è un evento “metafisico” raro quanto rari sono i veri timonieri delle imbarcazioni che chiamiamo vite.
Timonieri coraggiosi, non impavidi, determinati, non folli.
E forse solo quando trovi “te”, la tua vera terra può incontrarti, quanto vane risultano le ricerche “fisiche” o “logiche” nel poterne trovare una.
La mia terra ha un volto, un identità, un indirizzo, un nome e un cognome, ma è solo il contenitore dell’essenza del mio meglio, che non è più solo, ma finalmente illuminato, acceso, e può esprimere tutta la sua energia, tutti i giorni, in tutte le azioni, i pensieri, le opere di un mare finalmente calmo.
Quel “mare” che incontrando la sua terra, il meglio di se, può finalmente essere navigato senza naufragi, ma solo con infiniti, non più soli, veri sentimenti, senza più sguardi verso altri orizzonti, pensieri verso altre mete, senza più un “cuore” privato dalla percezione della “felicità”.
Ho navigato il mio mare come un timoniere.
Questa è la mia terra.


FranzK.    

lunedì 10 dicembre 2012

Iddio la Creò .....




























https://www.youtube.com/watch?v=l2m8pJXUREg



Ma perché non lo mettiamo in vendita questo stato senza storia?
Contiene un sacco di risorse senza nessuno che sappia gestirle.
Ma dove sarebbe lo scandalo?
Di venderlo?
Non Venezia, no.
All in one.
All in.
È pieno di persone di grandi capacità, oneste, vere, desiderabili da chicchessia.
Quanto vuoto di qualsiasi “Dio che lo creò”……. “schiava di Roma”…….
Questo stato fantasma ha  molto da vendere.
Tutto tranne che il suo management.
Abbiamo tutto, nel nostro nulla, ma non quello di saperci gestire.
È la dirigenza che manca, non la “mano d’opera”, né “opera dell’intelligenza”.
Sono stanco di mafia, pizza e mandolini.
Sono stanco di sentirmi chiedere se sono di Milano o Roma.
Io sono e basta
Sono una cultura
Contaminata.
Non un all in.
Non sono americano
Né russo
Non sono nordico
Ne terone
Sono in quanto esisto
Chi mi può rappresentare?
Nessuno
Proprio nessuno.
Questo è il mio “paese”.
Un fantasma senza ectoplasmi.
E se l’ha fatto qualcuno, non era Dio, e non voglio sentirmi schiavo di nessuno.
L’ha fatto un demone.
Inglese.
“Sorry”……..
Anglosassone.
Per difendersi da una possibile invasione islamica.
Non  da “mille” imbecilli vestiti di rosso …… ( più di 200 da Bergamo ……. perchè erano i più buoni e laboriosi ..... sprecati per il compito ......)
Ma mettiamolo in vendita.
Questa Italia dei Celentano e degli Al Bano.......
Pasta, ragù e mozzarella.
All in.
Come nel poker.
Del buon vino l’abbiamo nel caso di sconfitta.
Per dimenticare.
Da ubriachi almeno smetteremo di cantare l'impossibile.
Inni scritti da ragazzini senza storia, morti un anno dopo.
Per “senso di colpa” sono certo, nel rileggersi ……
Era pieno di veri poeti e veri musici il “territorio”…..
Ma non fa storia il “territorio”……. non fa “appartenenza” …… non fa “stato” ……
Monti lascia……..
Andremo tutti al mare ……..
Dai Grilli.
O , in caso di speciali raccomandazioni ( raccomandazioni?????? …… non esistono….. parola di Andreotti …)
In Sardegna con donnine di lusso.
Non va?
Siete idealisti?
Ma certamente ….
Allora va meglio un po' di lambrusco and ….. coop …….. ah ah ah ah
Detassate.
Andiamo a Rimini per la “passera” …… J
Separatista?
Nooooooooooooooooooo.
Ma dove lo trovo un altro posto dove posso dire e fare tutto?????
In Moldavia?
All in.
Tutti alle “Gabine”…….
Controllate ovviamente …….
Auguri.
Ai puttanieri e agli idealisti. ……… “the same” ……..
Che poi se ti piace la “passera” vai a Rimini . …… J o in Sardegna se hai un ”grembiulino” ……
E se hai voglia di “lavorare” a Bergamo ……… (più di 200 a “fare  l’Italia” ……. più di non so quanti per costruire Milano e passare anche per imbecilli )
Propongo un asta.
Da Sothebys’s ……..
L’ultima spiaggia.
Adriatica o sarda …….
Con tutto il rispetto per i sardi …… e gli “emialiani-romagnoli” …… “corbezzoli e piadeine”…….
Benigni …. , toscanaccio?
Perché non ti proponi anche tu? la Divina Commedia la sai leggere almeno tu ........
Già …….
È facile quando tutto va bene ……..
Un po' meno  ….
Quando va male davvero ……..
Forse l’unico che aveva capito capito qualcosa era Gaber ……
Cabbage …..
È morto il signor G.

A noi è rimasto il punto G, di “destra” e “sinistra” …… .

Che un giorno i “vaticani” mi spiegheranno dove si trova …… ( al centro diranno …… J, da saggi e “istruiti” ….)
Dato che
“schiava di Roma, Iddio la creò ……….. “

L’unico giorno che a “norma di legge” anche “Iddio” …..
Ha fatto uso di sostanze “illegali” ……….. poveri noi …….. andate a votare …….. all in. J

“qualunquista” ……… al minimo ……. J

FranzK. 

venerdì 7 dicembre 2012

Amare Paure d'Amore.


























https://www.youtube.com/watch?v=vdB-8eLEW8g




Fa paura amare.
Lo desideriamo con disperazione
Poi, con la stessa disperazione.
Fuggiamo.
Perché è un rischio,
Immenso.
Una responsabilità,
Pesante.
Assumere l’amore.
Prenderlo con se,
Come se stessi.
Perché alla fine,
Perde sempre.

Nel meglio,
Almeno la vita.
Come il miglior vino,
Al quale sfugge
Il suo contenitore.
Si scioglie.
Evapora.
Lasciandolo sparso
E in decomposizione.
Non più protetto,
Conservato.
E parlo dell’amore.
Dell’essenza della sua spremitura.

Non di quello tra un uomo e una donna.
Non solo.
Non di quello tra un genitore e un figlio.
Non quello di un vero amico
Non quello per un attitudine.
Neanche quello per la vita
Va oltre l’amore.
Molto oltre la vita
E fa paura,
Da morire.
Perché anche nel suo meglio
Finisce
O ne corre il rischio.

Nel suo peggio è più rassicurante
Come l’orzo al posto del caffè.
Può essere consuetudine,
Abitudine,
Un vino onesto insomma,
Nel peggio del suo meglio,
Che difficilmente ti può essere tolto.
Un vino da pasto,
Generoso,
Buono,
Genuino.
Forse il peggio è meglio
Del meglio del meglio
Perché è difficile perderlo.

Al più diviene utile aceto.

Dell’amore
Non puoi farne aceto.
Ma solo occasione unica,
Irripetibile,
Che pretende il meglio di te,
E da te.
Quel meglio dato,
Che può non essere riconosciuto
Il meglio,
Che può perdersi nel nulla.
Che dona,
Senza chiedere.
Solo un rischio,
Da paura.
Che offre tutto,
Nell'incerta transumanza

Di tutte le stagioni.



FranzK.


Temere l’amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti.
(Bertrand Russell)

sabato 1 dicembre 2012

Quando il Silenzio.
















Fotografia d'autore:
L'ENIGMA E LA SIMMETRIA.
di ANGELO BERLENDIS
www.fotocommunity.it


per sentirlo clicca qui:

Record audio or upload mp3 >>


https://www.youtube.com/watch?v=yRy58bZNU4Q



Quando scende.
Il silenzio.
Aspetta.

Non nemici morti.
Al bordo di un fiume.
Non sciocche vendette.
Spreco per una menzogna.
Sprecate comunque.

Inonda.
Aspetta.
È calmo.
Il silenzio.
Sa aspettare.

Non dubbi certi.
Increduli di certezze.
Non condanne decise.
Ma incolpevoli.
Non bugie.
Da smascherare.
Né ferite fatte senza ragione.
Da guarire.
Non tempo.
In ritardo con il tempo.
Non perdoni.
Divini.
Nessuna redenzione.

Aspetta e basta.
Il silenzio.

Nel suo dolore.
Nella sua solitudine.
Nel disincanto,
Sanguinate di lacrime.
Del suo debole
Frastuono senza voce.
Della sua obbligata.
Insopportabile .
Forza.
Di un attesa.
Della sua triste.
Stanchezza.
Sola.
Delle sue notti.
Senza riposo.
Dei suoi giorni.
Di calma, disumana attesa.

Nel silenzio.
Aspetta, il giusto.
Anche una vita.
Anche due.

Solo per un ironico sorriso.
Una amara.
Semplice constatazione.
Prima di voltarsi.
Per sempre.
Senza più interesse.
Finalmente libero.
Dalla sua disumana attesa.
Di nulla di più del solo vero.

Niente altro.


FranzK.




venerdì 4 maggio 2012

Almeno Tu.





Ne hai passate.
Ti ricordi.
Quel viaggio.
Senza fine.
Quell’angolo.
Buio.
Nel poco di una terra perduta.
Disidratata.
Strappata.
Rimossa.
Dal suo giaciglio.
Pieno di fresco.
E di cure.

Ti ricordi.
Quel tremendo viaggio.
Arso di passato.
Senza un certo futuro.
Che non fosse timore.
Di altri giacigli.
Non tuoi.
Che non fosse passione.
E agonia.
In quell’angolo buio.
Del disinteresse.
Di un forse e basta.
Senza attenzioni.

E ti ricordi tutto.
Conservi.
Nella linfa.
L’essenza di terra madre.
Così lontana.
Perduta.
Per sempre.
Di madri che ti hanno strappata.
Con le loro mani.
Senza un futuro.
Sicuro.
Che potesse accoglierti.
Custodirti.

Stamattina sono arrivate.
Le macchine.
Senza pietà.
Degli uomini.
A cercarti.
A stanarti.
Dal nascondiglio dell’ombra.
Dal freddo dell’inverno.
Dai primi tepori.
Della primavera.
Sono arrivate senza pietà.
Le macchine degli uomini.
Per sapere la verità.

Timida e pallida.
Forte come la morte.
Secca e smagrita.
Secca come polvere.
Hai disteso le tue braccia.
Rachitiche e imbrunite.
Che più forti della morte.
Hanno scelto di vivere.
Per te.
Non ti ha strappata.
Dal nuovo giaciglio.
Il tuo orgoglio.
Il tuo passato.

Almeno tu.
Più forte del coraggio.
Più debole della follia.
Hai scelto di vivere.
Contro ogni razionalità.
Ogni legge.
Ogni pregiudizio.
Ogni affermata sicurezza.
Ironica sentenza.
Prima del tempo per un sentenza.
Giusta.
Hai scelto.
Di vivere.

Almeno tu.


FranzK.


mercoledì 18 aprile 2012

Dammi, Vita Mia.





Dammi un giorno.
Uno solo.
Senza vento.
Senza troppo sole.
Senza pioggia arrabbiata.
Freddo troppo gelido.
Caldo soffocante.
Uno solo.
Perché possa comprenderti.
Un giorno di semplice lucidità.
Senza pesi.
Un giorno felice.
Perché possa crederti.

Dammi un ora.
Una sola.
Senza segnali.
Senza rumori.
Di orologi.
Di anime disperate.
Di pulsazioni.
Una sola ora.
Perché mi basta per sentirti.
Per crederti.
Dammi un’ora.
Di silenzio.

Ti prometto che riuscirò a comprenderti.
A sentirti.
A crederti.

Dammi un secondo vita mia.
Uno solo.
Un minuscolo secondo.
Di grazia.
Di semplicità.
Senza dolore.
Senza rabbia.
Percepita.
Spalmata.
Mi basta un secondo.
Per darti il meglio di me.
Per renderti il tuo dono.

Perché non finisca in condanna.
Annebbiata.
Gettata nella comune fossa di un nulla.

Dammi una frazione.
Infinitesima.
Del tuo sconosciuto tempo.
Perché ne possa essere degno.
Senza contraddizioni.
Senza passato.
Senza ricordi.
Senza presenti condanne.
Solo un alito di tempo.
Poco più di un nulla.
Solo per poterti capire.

Dammi ancora un po' di te.
Quanto vuoi.
Quanto può servirmi.
Per capirti.

Solo un tempo appena più del nulla.
Per la più piccola particella.
Che hai creato.

Di Felicità.


FranzK.