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domenica 30 dicembre 2012

Castrazione Chimica.
























https://www.youtube.com/watch?v=qYS732zyYfU


Tanto, tanto tempo fa …….. scrivevo :

Un amico mi fa presente un post su un blog di Yoga di cui leggo e riporto per esteso una frase. 
E parliamo del dolore, non di una cosa qualsiasi: 
“Cycling is so hard, the suffering is so intense, that it’s absolutely cleansing. The pain is so deep and strong that a curtain descends over your brain… Once, someone asked me what pleasure I took in riding for so long. ’Pleasure?’ I said. ’I don’t understand the question.’ I didn’t do it for pleasure, I did it for pain.”  Lance Armstrong 
Per i non “Anglosassoni” (nella mia pessima traduzione): 
Il ciclismo è davvero duro, la sofferenza molto intensa, che sono cose che “purificano”, il dolore è così intenso e profondo tanto da far scendere un sipario sul tuo cervello …….. Una volta qualcuno mi ha chiesto quale piacere provo a correre così a lungo.“Piacere”? ho detto. Non conosco il significato della domanda. Io non faccio tutto questo per il piacere, lo faccio per il dolore. Lance Armstrong. 
Il grande mitico Lance. 
Uno che ha sconfitto il cancro. ( non da solo, ma con il suo sponsor, una farmaceutica …….. troppo importante ….).
E ha vissuto per il dolore. 
Il “piacere” del dolore se ho ben capito.(da oggi siamo garantiti che il ciclismo è dolore, quanto la maratona e molto altro ancora …). 
Ed è stato un mito della gente, delle masse.
Mi spaventa più di qualsiasi crisi, il mito del dolore. 
Mi spaventa per modo dire, mi inquieta, mi rattrista.
E adesso le masse che lo osannavano bruciano le sue statue, l’”unico” che ha fatto uso di sostanze illecite ……
E quanto crediamo che gli asini volano, crediamo che gli altri, quelli che hanno perso, concedendo a lui di “vincere”, siano esenti da trattamenti farmacologici.
Speriamo che i suoi “tour” siano serviti a studiare almeno nuovi rimedi per qualche malattia ……
Speriamo di non leggere più la parola doping …….
Perché non è doping, ma solo l’eterno mito del superuomo- superscimmia, della crescita, della stupidità che vuole dimostrare sempre e solo l'inutile “di+”.
E il ciclismo è una scusa, vale per tutti gli sport e non solo, vale per una vita “adrenalinica”, per tutti,  per quelli che sento dire ancora oggi che lavorano come matti, in nero ……. e se hanno il mal di testa prendono farmaci perché ci sono soldi neri che li aspettano, anche bianchi ……
Credo sia per questo che nulla fa scandalo, perché quanto i politici ci rappresentano lo fanno anche i “miti” sportivi, le modelle, le macchine da mezzo milione di euro, e i cartellini da timbrare in ceti luoghi dove poi non basta un aiuto di farmaci ma ci vuole lo psicologo.
Quanto troppi fanno uso di cocaina politica e manageriale, di "fumo", di "pasticche" colorate di vari colori o anche solo blu......
Questa è la ripresa che tutti si augurano.
La ripresa del “dolore”.
Ha anche contenuti mistici legati a religioni e santi, il dolore, di cui vorrei però parlare un poco più avanti. 
Anche perché i santi veri di qualsiasi religione e “non –religione” non hanno né vissuto grazie a degli sponsor né sono morti lasciando ricchezze. 
Ha anche molte correlazioni con le guerre, il dolore. 
Mi spaventa, quindi meglio andare avanti. 
Lo stesso amico (ho dei pessimi amici effettivamente ……) mi spedisce anche il testo(che allego integralmente) di un articolo di “La Stampa” con un titolo che da solo vale l’attenzione per la lettura completa: 
“La corsa non rende felici”ScaricaLa corsa non rende felici - 200903
Se non lo conoscete, godetevelo, ne vale la pena. 
Io mi fermo a chiedermi un paio, forse tre cosette: 
Mi chiedo se l’efficienza può essere correlata con il dolore
Mi chiede se “andare forte” può essere una azione correlata con il dolore
Mi chiedo se “andare forte” può essere una azione correlata all’efficienza
Mi chiedo se "andare forte" può essere una azione correlata all'intelligenza.
Mi chiedo se il dolore è intelligenza
Mi chiedo se sarà il dolore o l’intelligenza che ci faranno “uscire dalla crisi”. 
Mi chiedo se è stato il dolore o l’intelligenza che hanno scatenato la crisi
Mi chiedo se saranno i muscoli o il cervello l’evoluzione della nostra specie. 
Mi chiedo come i D.O.M.S .Scarica DOMS che distruggono le miofibrille muscolari possano farle crescere. 
Mi chiedo come posso aiutare la morte neuro-muscolare di un ammalato di S.M.(sclerosi multipla) con il fitness 
Mi chiedo se i D.O.M.S. sono sinonimo di salute o di malattia
Mi chiedo come lo sport che ha sostituito la guerra può essere un atto di intelligenza
Mi chiedo se la guerra è intelligenza
Mi chiedo se essa sia dolore
Mi chiedo se nel vincerla possa esserci gioia, felicità
Mi chiedo se può essere vita.
O soltanto la solita castrazione chimica che ci vuole “non pensanti”.
Beato Pensiero …… la forma più pericolosa per il potere delle “superscimmie”, scusate "superuomini" :).

FranzK


“Ciò che non mi uccide, mi rende più forte” ( Friedrich Nietzsche - 1888)
..... la civiltà delle superscimmie ......... 150 anni dopo .......

venerdì 23 novembre 2012

Il Maiale Aerobico.


















http://www.youtube.com/watch?v=CLuEy2p2bBw&playnext=1&list=PL6E758EE93C9DB841&feature=results_video




Tanto, tanto tempo fa, uno dei soliti amici mi spedisce un paio di link che, pur trattando apparentemente di argomenti assai differenti, ritengo invece siano strettamente collegati. 

Allora, nel primo, all’inizio, si propongono sostanzialmente più piste ciclabili e più incentivi per la produzione di prodotti biologici di alta qualità per poi invece arrivare ad illustrare una drammatica situazione rispetto gli allevamenti di animali da macello. 

100 kg di carne pro-capite mangiata …… in quanto? 

Non è specificato ma interpreto in un anno

E questi 100 kg per essere prodotti hanno trasformato (non consumato) 10 volte il loro peso in cereali che avrebbero potuto sfamare, si denuncia, assai più persone. 

Così, si insiste, quando tra pochi anni saremo in 10 e più miliardi come faremo a sfamare tutti con la carne? 

“sarebbe il suicidio del pianeta”. 

Ma non è ancora finita: tutte ste bestie sembrano emettere più CO2 di tutte le auto del pianeta. 

Dunque io capisco questo: 

  • non bisogna mangiare carne. 
  • meglio vegetariano. 
  • ne mangiamo 100 kg pro – capite – anno ( che non so se è per sfamarci o per abboffarci) 
  • siamo in troppi. (già sentito ...)
  • quindi è necessario smettere di riprodursi. (già fatto ....)
  • bisogna invece comunque usare di più la bicicletta.(attività fisica, vai che ti fa bene …) 

per finire e tra le righe … 

  • l’automobile dà da lavorare e produce meno CO2 che le bestie da carne.

Dimenticavo : l’assurdità della pirogassificazione della montagna di merda che producono queste bestie infami. 

Passiamo all’articolo successivo dove si parla invece di attività “aerobica”, ginnastica per intenderci, "fitness", e la necessità di perdere peso . 

Qua vengono illustrati gli abstract di quattro articoli piuttosto scioccanti da un punto di vista almeno di recente cultura, convincimento e abitudine. 

Il primo, “L’esercizio fisico non cura l’obesità”

La Loyola University Health System illustra i risultati riguardo le ragioni del maggior peso di una donna afroamericana rispetto ad una africana (83-58 Kg): alimentazione non attività

Il secondo diSteve Maxwell si intitola “I principali 10 motivi per non fare esercizi aerobici”e in questa occasione, copio e incollo decisamente cercando anche di tradurre qualcosa:

Oxidative Stress – Which causes a breakdown of tissues. It also predisposes one to cancer and heart attack. (Stress ossidativo -che causa la rottura dei tessuti e predispone al cancro e agli attacchi di cuore

Elevated cortisol production – Which causes a breakdown of muscle tissue and increases fat storage or depot fat. People do aerobics to alleviate stress yet end up creating more stress.(Elevata produzione di cortisolo-che causa la rottura dei tessuti ed incrementa l’accumulo e il deposito di grassi). 

Lowered testosterone and HGH levels For men, aerobics are a form of chemical castration. Low T-levels are associated with lowered libido, depression, anxiety, increased body fat and decreased muscle tissue. This contributes to muscle-wasting and lowers the basal metabolic rate.(Bassi livelli di testosterone e HGH - per i maschi l’aerobica è una forma di castrazione chimica, i bassi livelli di testosterone si associano con un abbassamento della libido, depressione, ansia,incremento del grasso nel corpo e decremento dl tessuto muscolare. Questo contribuisce allo spreco muscolare e abbassa il ritmo del metabolismo basale). 

Increased appetite and a tendency toward binge eating patterns Aerobic exercise makes people hungry!( l’esercizio aerobico rende le persone affamate!). 

Burns a relatively small amount of calories vs. the time spent One large meal completely offsets the pitiful amount of calories burned in an hour aerobics session. This is exacerbated by over-engineered running shoes which cushion the feet in such a way to create a neural amnesia.(una grande abbuffata supera di gran lunga la ridicola quantità di calorie bruciate durante una sessione di esercizio aerobico, questo è oltremodo aggravato dalle scarpe da corsa super ingegnerizzate con cuscinetti sotto i piedi che provocano amnesia neurale.

Adrenal burnout A consequence of the “feel good” neurotransmitters which also stimulate the release of adrenaline. Adrenaline is thefight or flight hormone. Excessive adrenaline creates an addictive response and people going routinely for the so called “high” of running end up with adrenal burnout, e.g., chronic fatigue and depression. ( una conseguenza dei neurotrasmettitori del “sentirsi bene” che stimolano anche il rilascio di adrenalina. L’adrenalina è l’ormone del “combattere o fuggire”. Un eccesso di adrenalina crea dipendenza e le persone che vanno regolarmente per fare “ la carica” con la corsa, finiscono con l’ ”adrenal burnout” cioè fatica cronica e depressione). 

Dr. Kenneth Cooper, the father of aerobic exercise (and the person who coined the term) completely recanted his assertions regarding aerobic exercise. After observing a disproportionate number of his aerobic-enthusiast friends die of cancer and heart disease, he reversed his ideas on the benefits of excessive aerobic exercise. He now claims anything in excess of 20 minutes has greatly diminishing returns. In fact, he’s now an advocate of scientific weight training.( il dottor Kenneth Cooper, il padre degli esercizi aerobici oltre che la persona che ne ha coniato il nome, ha completamente rivisto le sue convinzioni riguardo gli esercizi aerobici. Dopo aver osservato un grande numero di suoi amici entusiasti dell’aerobica, morire di cancro o di attacco cardiaco, ha cambiato completamente la sua idea sui benefici dell’eccesso di esercizio fisico. Lui adesso dice che quando questo eccede i 20 minuti di durata comincia a divenire davvero inefficiente e controproducente. In realtà egli rappresenta oggi uno dei portavoce del controllo del peso “scientifico”). 

Ed il terzo di Mark Sisson, istruttore di palestra ginnica che riporta i risultati della sua esperienza personale e diretta rispetto i “costi” di una “cronica” attuazione di media e grande intensità del lavoro aerobico: 

richiede una grande quantità di zuccheri, diminuisce l’efficienza del metabolismo grasso, aumenta lo stress derivato dall’ormone del cortisolo, incrementa gli stati infiammatori sistematici, incrementa i danni da stress ossidativo(produzione di radicali liberi) e ….. annoia

Ma il quarto, del NY Times sui motivi, fattori comuni riguardo la longevità dei “centenari” di tutto il mondo batte tutti: 

The most common thing this group had is that they did not reveal any particular lifestyle secret for their own longevity. When asked specifically, none has exercised. None was a vegetarian. Not a single one ate yogurt throughout his life. 
La cosa più comune di questo gruppo è quella che non rivela particolari segreti di stile di vita che possano essere correlati con la loro longevità. 
Quando viene chiesto loro qualcosa di specifico la risposta è : 

Non ho mai fatto esercizi
Non sono mai stato vegetariano
Neppure una volta nella mia vita ho mangiato uno yougurt

Ed io, diversamente da prima capisco questo: 

  • se voglio avere speranza di vivere a lungo non devo essere vegetariano 
  • se voglio avere speranza di vivere a lungo non devo mangiare yougurt 
  • se non voglio cadere in depressione devo evitare gli esercizi ginnici 
  • se voglio mantenere la mia virilità (!!!!!!) devo evitare gli esercizi ginnici.

ma .... adesso ......come la mettiamo con le ciclabili, lo yogurt e il vegetariano? ;)



FranzK.

mercoledì 4 aprile 2012

I Greci, la Volontà, il Dolore.





Alcune cose vanno diffuse affinché ciò che abbiamo incontrato, in un vero, possa essere patrimonio e possibile utilità per tutti.

Mi pare esista una stretta correlazione, nella storia dell’uomo, che unisce, in modo quasi imprescindibile il “risultato” ( chiamalo successo, prestazione, affermazione), al “sacrificio”.


Personalmente credo che se, biblicamente o antropologicamente,  siamo stati condannati a qualcosa, ebbene questo è un atto di “volontà” e non di “sofferenza”.

La “sofferenza” è figlia di se stessa nel miglior pensare, nel peggiore, dell’ignoranza.

Essa confonde in se la “volontà”, confinandola con sommo sconforto e vilipendio a mezzo.

Non riesce quasi mai ad affidarle la virtuosa, illuminata, intelligente appartenenza di vero scopo e fine.

Così e ancor di più, stupisce quando la “fatica” ( figlia buona di una buona volontà) viene confusa con il “dolore” e la sua sopportazione.

L’essere umano è una strana creatura di origine progettuale o evolutiva,certamente speciale:
è “deformabile” e “adattabile”.

Forse proprio perché al confino in un ambiente probabilmente non suo.

La follia sta nel fatto che, a volte, per deformarsi e adattarsi, deve passare dal “doloreprima che questo diventi così tanto deformazione e adattamento da trasformarsi in abitudine e normalità.


Tempo fa.
Tanto tempo fa.
Pensavo e scrivevo.
Nelle lunghe notti.
Al lume di una semplice candela.
Della nostra natura.
Di tutto il difficile della felicità.
Di questo istinto.
Che non riesco a comprendere.
Alla sofferenza.
Alla sfida.
Al dolore.
Alla sua celebrazione.
Quotidiana.

Ho riletto.
Avevo molta rabbia.
Che non c’è più.
E sono felice.
Di averla perduta.
Era uguale al dolore che non capivo.
Dalle maratone greche.
A quelle decuobertiane.
Ho voglia di felicità.
Di intelligenza.
Che rende semplice e piacevole ogni cosa.
Che trova soluzioni.
Nella chiarezza.
Nella semplicità di un pensiero.
Che scopre.
Trova.
Comprende.
In un sorriso.

Nell’attesa.
Senza rabbia.
Del sorriso di tutti.


FranzK.

giovedì 29 dicembre 2011

I sogni che non sai.





Leggo : “Fase due”: crescita.( la "Fase uno" sembra non abbia sortito, almeno fino ad oggi, gli effetti desiderati …..)
Crescita, cosa significa crescita?
Ho riflettuto molto sul suo significato.
Perché la parola in sé, se non è riferita a piante, animali, uomini o a trasformazioni termodinamiche, mi dice poco.
Così ho deciso di approfondire un po', di rifletterci ma non solo.
Mi sono svegliato e ho cominciato a fare un giro per casa.
Dettagliato.
Prestando la massima attenzione a tutto, ad ogni singolo dettaglio.
Camera per camera, oggetto per oggetto.
Da quelli che uso di più, pochi peraltro, a quelli che mi ero dimenticato di possedere.
E, sapendone almeno un po', mi sono immaginato, per ciascuno di loro, la tecnologia per produrlo.
Uno ad uno.
Ho impiegato tutta la mattina per il sopralluogo.
L’elenco lo evito, sarebbe noioso e credo per la maggior parte anche poco formativo.
Lo evito perché mi ha procurato anche una leggera emicrania, l’impegno del tour e relative elucubrazioni.
Ho fissato, come sintesi, un solo pensiero: un mare di energia, da quella fossile, a quella umana, dal petrolio al pensiero a muscoli indolenziti.
Risorse e vite in poche parole.

Pausa panino quasi obbligatoria.

Il pomeriggio ho deciso di dedicarlo ad altro.
Un poco più rilassante.
Mi sono accomodato sul divano e ho deciso di dedicarmi ai ricordi.
Quelli relativi alla mia infanzia.
A quella umilissima abitazione che mi ha visto bambino, in crescita, in quel minuscolo borgo medioevale quasi irraggiungibile.
Ho cercato, scavando nei ricordi più reconditi, di ricostruire almeno nel pensiero, gli oggetti che possedevo allora.
Ho provato a fare un giro virtuale ma lucido al massimo.
L’operazione è stata molto veloce, più del previsto, più di quanto avevo sperato di stare un bel po' accoccolato sul comodo giaciglio.
Allora non avevo quasi nulla.
Neanche giocattoli.
Infatti me li costruivo da solo, sarà per quello che dopo ho fatto l’”inventore” (che fastidiooooo l’aggettivo).
E anche per costruirli avevo davvero pochi attrezzi oltre che troppi pochi anni.
Raddrizzavo chiodi tutti storti trovati qua e là per unire pezzi di legno mal levigati.
Il romantico di quei ricordi è ancora struggente per me.
Altra sintesi: mi mancavano un sacco di cose, e quelle che avevo le utilizzavo ben oltre le loro possibilità, mi mancava quasi tutto anche per costruirmi da solo un semplice giocattolo.
Poche risorse e un sacco di muscoli indolenziti, oltre che il cervello.

Altra pausa, e sono nel posto giusto per farla, stiracchiato sul comodo divano.

Da quasi nulla a  quasi troppo.(il secondo quasi lo metto con riserva).
(leggevo stasera, che nel nostro paese ci sono trenta milioni di abitazioni, pari a circa centosettantasette milioni di locali con circa sessantunmilioni di abitanti …….. una casa vera ogni due persone, circa tre locali a testa …… sarà il caso di costruirne altre? ……..)
Almeno per me.
Almeno per moltissimi di noi.
In una quarantina d’anni mal contati.
La parola “crescita” ha cominciato ad assumere un significato ben preciso ma non ancora soddisfacente.
Non ancora.
Mi manca un perché, chiaro e univoco, un perché oltre la necessità primarie.
In fondo avevo poco ma non sono mica morto, né di caldo, di freddo o di fame.
Anzi sono cresciuto, anche abbastanza felice, sano (cervello a parte) e sereno, istruito e non solo.
Mi manca un perché senza dubbi.
Per dare un senso definitivo alla parola “crescita”.
Cerco domande.
Per speculazione di pochi?
Coercitiva e imposta?
Un obbligo condizionato non necessario?
In parte potrebbe essere ma non mi convince ancora.
Il pensiero si sposta, penso ai miei genitori.
Alla loro vita, alle loro aspirazioni, speranze ……….. sogni.
Sogni, sogni, sogni, ecco la risposta, solo sogni.
Avevano dei sogni e altri, con problemi quotidiani meno pressanti dei loro, ne avevano di più evoluti.
La mia nuova casa è colma di sogni, quanto quella vecchia di misera realtà.
Adesso tutto quadra, adesso la parola crescita mi è chiara, univoca, priva di ombre.
La speculazione è scontata ma non riesce a far nulla senza i sogni di qualcuno.
Nessuna crescita, al massimo mantenimento del privilegio, ma nessuna crescita.

Pausa, devo nutrirmi e pensare ad una soluzione, cosa che a stomaco vuoto mi riesce male, ma esco con la garanzia che per stanotte qualcosa mi verrà in mente, anche fosse solo una fantasia ma verrà, prima di domattina.
Perché il lungo periodo recessivo previsto non è solo nostro, del nostro paese (il solito “cul de sac”, peccato) ma globale, quanto lo sono i mercati e l’economia.
Panino birra e poi cerco di inventarmi qualcosa, fosse anche solo di fantasia, è una promessa.

Panino e birra doppi, poi un po' di assenzio, era necessario.
Ecco, ci siamo.
Credo di avere una soluzione, fantasiosa, chissà poi quanto,( più avanti vedrete che la realtà molte volte supera di gran lunga la fantasia ….. più avanti) ma una soluzione.
Stanotte ho pensato ad una nuova macchina.
Nuova per modo di dire, ma funziona.
È una macchina che permette di teletrasportare le persone.
Davvero, non per finta.
È complessa, comporta il dispiego di tutte le tecnologie esistenti più qualcuna nuova da studiare.
Pensate!
Potremmo vederci in circa cinque minuti, più o meno, in una notte non ce la faccio a fare conti precisi al secondo.
E non toglie nulla a nessuno,anzi aumenta tutti, si potrà interfacciarla a Facebook, decidere se vieni tu da me o viceversa, e comporta l’utilizzo di tutte le tecnologie disponibili, da quella automobilistica a quella aerospaziale, a quella digitale.
Ha un costo approssimativo di circa quarantamila dollari e consuma la metà dell’energia di un automobile, pro capite, si intende.
Penso di avercele fatta.
Non  credete?
Non è un sogno per tutti?
Cinque minuti, e ci vediamo, con costi irrisori.
Penso che dovremo produrne almeno un paio di miliardi tanto per cominciare.( altro che i-phone ….)
Poi ovviamente i prezzi si abbasseranno e aumenteremo la produzione.
Credo di aver rilanciato l’economia mondiale.
Recessione adieu!
Solo con un semplice sogno.
Divenuto realtà.
Possibile, desiderato da tutti, ne sono certo, e finalmente per tutti possibile.
Siete pronti a chiedere un prestito per averla?
La macchina del teletrasporto dico.
Sono sicuro che le banche avranno i soldi da prestarvi, forse anche senza fido.
Ma mi raccomando, c’è tanto lavoro per tutti, dagli Italiani ai Cinesi.
Dovrete darvi da fare però.
Siete pronti per un periodo di crescita?
Vertiginosa.
Secondo il vostro tempo, illimitata?
Siete pronti a lavorare come matti?
Oppure no?
Non ho cambiato modello, sono rimasto al suo interno, come Gordon Comstock.(OrwellFiorirà l’aspidistra)
Vorrei solo sapere se voi siete pronti.
Felici.


FranzK.

mercoledì 21 aprile 2010

Movimenti immobili.




 [http://www.youtube.com/watch?v=02DURB-aw2Y&feature=related]


Piacere di muoversi.
Di far fatica.
Di sudare.
Con tutta questa santa fatica.
Che non comprendo.
Come non comprendo molte altre cose.
La conquista.
Lo sfogo.
L’impresa.
La potenza.
L’impotenza.
La vittoria.
Il dolore.
La resistenza al dolore.

È intelligenza?
È virtù tutto questo?
Evoluzione?
Utilità?
Valore aggiunto?
Augurio?
Dono?
Scoperta?
Conoscenza?
Illuminazione?
Ingegno?
Santità?

Un giorno mi sono svegliato.
E ho deciso di provare a provarmi una cosa.
E ho costruito una macchina.
Sì, un’altra ancora.
D'altronde è quello che so fare.
Senza troppa fatica.
E così ho costruito la macchina dei movimenti immobili.
Con la quale è possibile fare movimento da fermi.
Senza alcuna fatica.
Anzi.
Come se ti facessero delle coccole.
Delle carezze.
Perché sembra logico.
Che se vuoi stare bene.
Non puoi prenderti a botte.

Prendersi a botte.
Credo abbia un motivo, solo per un motivo.
Doversi per forza abituare al dolore.
Alla sua sopportazione.
Alla sua convivenza.
Perpetua.
Perenne.
Allora lo capisco.
Allora ti devi allenare.
Per alzare la soglia percettiva.
Non per divenire più forte.
Ma meno debole.
Cioè più abituato, non più convinto.
Più duro, non più tenace.
Dentro e fuori.

Mi sono guardato attorno.
Non troppo.
E ho preso una decisione.
Per quella bizzarra macchina.
Del movimento immobile.
La solita decisione.
Quella che ho preso anche per le altre.
Mie folli macchine del bene.
Di ritirarla.
Almeno ancora per un po'.
O forse per sempre.
Chissà.
La verità sembra meno credibile della bugia.
Forse per sempre.
O forse solo ancora per un pò.

Chissà.

Franz.K

mercoledì 24 marzo 2010

Macchine letali.




 [http://www.youtube.com/watch#!v=OdSsmEo4ndo&feature=related]


Che vita.
Che stress.
Corse, orari, scadenze, priorità.
Insoddisfazioni.


In quel quartiere, non differente dagli altri abitava un inventore.
Un pazzo.
Almeno quello che si pensava di lui.
Del suo strano modo di vivere.
Meno stressato di altri.

Meno paranoico.

E si decise quel gesto.
Quel fetido gesto.
Di parlargli.
Di porgli il quesito.
Per vedere se almeno lui mai potesse.

Togliere paranoie.

E il tizio era proprio pazzo.
Perché dopo tutto quel silenzio e quel distacco accettò che gli si parlasse.
E proponesse.
Ascoltando serio.
Di cose che prese seriamente.

Paranoie.

Di lì a non troppo tempo chiamò tutti sulla piazza.
E tirò fuori dal sottoterra in cui viveva la soluzione.
Una cosa semplice.
Una sedia con qualche appoggio speciale.
E non serviva neppure un granchè di tempo.

Per guarire dalle paranoie.

Ovvio che lui era un inventore.
Non un industriale.
E ne aveva solo una di quelle macchine.
Ma la gente cominciò a stressarlo.
A chiederne in gran quantità.

Per guarire dalle paranoie.

E lui dopo tutto quel tempo da sconsiderato sbagliò per la seconda volta.
E prese tutto sul serio.
E cominciò a costruire macchine e macchine di gran fretta.
Con corse, scadenze, priorità.
Fino all’insoddisfazione di poter soddisfare tutti.

Togliendo loro la psicosi delle paranoie.

Fino ad un giorno.
Quando si accorse di essere gonfio come un palloncino.
Di stress, corse, orari, consegne, priorità.
Che bastò proprio poco.

Un piccolo, pesante pensiero di insoddisfazione.

Che lo schiacciò quel poco, come serve poco ad un palloncino troppo gonfio.

Per farlo esplodere.

Franz.K

lunedì 15 marzo 2010

Muscoli di stoffa.




 [http://www.youtube.com/watch?v=XWoWbNwyqOg&feature=response_watch]


Siamo  in tre.
Con davanti  un lungo viaggio.
Verso le terre dello jodel.
Un viaggio che può essere solo sereno.
Anzi , interessante, che è ben di più.
Un amico comune intanto è in gara per un evento importante.
Un amico che ho preparato e seguito per tutto un inverno.
Un amico così vecchio che non ha speranze.
Forse neppure di finirla la gara.

La radio è il sottofondo delle nostre cantilene.
Informando, a tratti, di eventuali possibili intoppi.
Per tutti gli iniettati sul planisfero bidimensionale delle alte velocità.
È così che a un tratto gracchia l’infausta novità.
Per quell’amico.
Per quell’amico che non solo continua, ma è lì vicino ai primi.
Roba che non regge uno di vent’anni.
Figurati uno sopra i trentacinque.

I due amici compagni di viaggio mi guardano.
Perché mi guardano?
Cos’è che non va in me?
Da guardarmi in quel modo?
Come per dirti:  tocca a te?
Tocca a me cosa?
No.
Assolutamente, no.
Non ne voglio più sapere di andare tra le stelle a cercare diamanti.

Non posso e basta.
Non voglio più farmi male.
Eppure mi guardano.
E sanno che io posso.
E dai loro sguardi passa il dolore di quell’amico.
Come si fa a non andare tra le stelle.
Anche a me sembrerebbe davvero giusto solo se non dovessi farlo io.
Se non dovessi arrostirmi l’area di Wernicke per superare la troposfera.
E giocarmi parte di quella di Broca solo per tornare.

Così sono partito.
All’improvviso.
Senza assolutamente avvisarli.
O così, o nulla.
Per l’ultima volta, promesso.
So che si sta bene là tra le stelle.
È l’unico luogo dove puoi essere lucido.
E capire la verità mai capita.
Anche se però andare e tornare è molto difficile e doloroso.

Dopo neppure un’ora era già li con loro un'altra volta.
Mezzo disfatto.
Da non saper più distinguere una donna da una capra.
Ancora tutto appiccicoso del liquido amniotico protettivo.
Che serve per sopravvivere in quel luogo.
Sono tornato con una soluzione.
Vera.
Perché c’è solo la verità là tra le stelle.
Sono tornato con quattro muscoli di stoffa.

Il giorno dopo li abbiamo appiccicati alle gambe del nostro amico.
E lui non si è fermato.
Anche con muscoli strappati e oltre trentacinque anni di vita.
Avrebbe potuto anche vincere.
Ma non è successo ed è stato meglio così.
Perchè poi alla fine si è fermato per un altro motivo.
Non per i muscoli strappati.
Ma per lo strappo della sua vita.
Avrei portato indietro altro se sapevo esattamente quello che serviva.

Ma è andata bene così.
Molto meglio.
Adesso che posso appiccicare muscoli di stoffa su uomini che non devono vincere.

Ma solo cercare di vivere.

Franz.K