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mercoledì 19 dicembre 2012

Welcome Back Mr. 65 Watth!























https://www.youtube.com/watch?v=H11TVwdwZa0


L’immensa differenza filosofica e pratica della conoscenza definita come il “portare con sé” rispetto al “portare come sé stessi”. 
Per esempio ……
Proviamo ad analizzare tre parametri :
  • il lavoro   
  • la potenza  
  • l’energia 
Il primo, il lavoro, è definito come una forza per uno spostamento. 
La sua unità di misura è il Joule ossia = 1 Newton x 1 metro. (1 Newton equivale a circa 0,102 Kg ossia 102 grammi). 
Quindi se vogliamo comprendere “su di noi” quanto vale il lavoro di 1 Joule basta che solleviamo ( in tal caso sfruttiamo la gravità per garantirci il valore delle forze) un oggetto del peso – forza (massa x accelerazione gravitazionale) di 102 grammi per un metro di altezza. 
Un metro però è molto e ci costringerebbe a movimenti articolari molto ampi con conseguenti ampie contrazioni o distensioni muscolari. 
Poi cosa uso per sollevarlo, le braccia le gambe, entrambe, .......
E se dovessimo dividere per 10 lo spostamento e moltiplicare per 10 la forza? 
Il peso diviene di 1,02 Kg e lo spostamento di 0,1 metri ossia 10 cm. 
Sembrerebbe tutto uguale.
Per matematica è uguale. 
Chissà se per il nostro corpo è lo stesso .......avendo adesso diminuito i movimenti articolari ma aumentato lo “sforzo” muscolare. 
Andiamo avanti . 
Passiamo alla potenza che è invece definita come tale lavoro eseguito rispetto all’unità di tempo. 
La sua unità di misura è appunto il Watt=1Joule/1secondo
Tornando a prima, all'esempio del lavoro, scegliete voi quale delle due condizioni (o una terza non considerata) procura in voi meno “fatica” e provate ad eseguire quel movimento, con quel peso in un secondo, cioè fate che avvenga dall'inizio alla fine in un secondo appunto. 
Quello che, in questo modo, avete provato su di voi equivale all'esercizio della potenza di 1 Watt. 
Ovvio che vi porrete una domanda adesso: se dimezzo il tempo e raddoppio ad esempio il peso lasciando inalterato lo spostamento piuttosto che dimezzare quest’ultimo, lasciare uguale il peso piuttosto che ancora raddoppiare il tempo, e dimezzare il ……ecc., cosa succede al mio corpo? 
Quale è la condizione di “massima “fatica"?
Oppure quella di “minima”? 
Oppure, qualsiasi cosa faccia la “fatica è uguale”?
Difficile l'ultimo caso. ……..
Che casino se poniamo noi al centro dell’universo … 
Lo abbiamo mai fatto? 
Comunque qualcuno dice che 1 Watt è 1Watt e non ci resta che credergli per evitare i rischi dell’abiura …. (solo per quello però). 
Ora l’energia
Essa è definita come la potenza che si ripete nel tempo, quindi una forza per uno spostamento che avviene in un certo tempo secondo un certo ciclo e che si ripete nel tempo. La sua unità di misura, fra molte, è il Wattora=1Wattx1ora
Di nuovo è una questione di scelta a priori, ma la variabile che viene introdotta potrebbe cambiare di molto il parere personale “provato su se stessi”. 
Perché stabilito infine quale è per noi il miglior modo (meno “fatica” spero …) di esprimere una potenza, dobbiamo confrontarci con il ripetere questo ciclo nel tempo. E ci accorgiamo che cambia. 
Dopo un ora, due ore, tre ore, ………… cambia di molto. 
E potremmo avere la necessità di ricrederci sui parametri di forza, spostamento e tempo che avevamo scelto di nuovo come evento unico e “isolato”, nonché quasi statico. 
In generale però l’energia è questo. 
È il ripetersi nel tempo del ciclo della potenza. 
Quindi 1 Watth per tutto tranne che per l’uomo, è l’energia che corrisponde ad un lavoro pari al sollevamento di 0,102 Kg per l’altezza di 1metro eseguita in 1secondo e ripetuta per 1 ora. 
Senza alcuna approssimazione per qualsiasi cosa e macchina. 
Senza approssimazione per tutto tranne che per gli umani. 
Sembra davvero che gli uomini hanno cercato e definito le unità di misura per se stessi senza conoscere bene la propria natura. 
Si sono assunti uguali a macchine semplici senza esserlo o almeno senza conoscersi tanto da poterlo essere per se stessi. 
Quindi welcome Mr. 65Watth. 
Non ho altro modo al momento di misurarti, se non con le uniche unità di misura che valgono per tutti. 
Quelle che proprio tutti quelli come te, al momento, sfortunatamente, non potranno mai capire portandole “come se stessi”. 
Devo accontentarmi del paragone con l’assorbimento energetico di una vecchia lampadina ad incandescenza. 
Mr.65Watth ( al minimo ovviamente …….)
Un giorno mi spiegherai come hai fatto a fare tutto questo, con così poco a disposizione.
“Consumando” per la sola intelligenza solo il 20% circa di questa già poca energia ……
Al di là di qualsiasi creazione divina o semplice evoluzione darwiniana.
Forse un giorno riuscirai a capirti meglio e vivere felice.
Senza troppa “fatica” …….

FranzK. 

lunedì 26 novembre 2012

Veleni Irresponsabili.

















https://www.youtube.com/watch?v=IJUu-xiJPx8



Sembra  più facile sperare in una fine.
Quando le cose vanno male.
Piuttosto che battersi per un cambiamento, per una rinascita, un nuovo inizio.
Rimango stupito ma ne sono consapevole.
La "fine del mondo" adesso.
Un altro “male rifugio” dal peso della responsabilità.
Più semplice da affrontare, proprio perché privo di responsabilità quanto solo colmo di fatalità, di impotenza.
La fine del mondo annunciata da un popolo finito, da millenni …… quale credibilità …..
Non diverso da taluni che non potendo essere felici si ritrovano solo nel "mal comune mezzo gaudio" …. prevedendo con arroganza la "fine" anche per chi può non averla.
E così, come per molte altre cose, molti di noi penseranno anche a quello fino al 21 di dicembre prossimo.
Una parte di noi continuerà a chiedersi se è vero.
Sottraendo parte del pensiero che dovrebbe dedicarsi alla responsabilità di fare il meglio per  affrontare il difficile di un peggio reale, non il semplicismo di un editto privo di senno.
Altro veleno, sul veleno insomma, solo e sempre veleno.
Voluto, progettato, diramato con tutta la forza di chi possiede la potenza distruttiva della comunicazione di "massa".
Una semplice, consueta bugia con le gambe lunghe, un mese in questo caso …..
Come tante, troppe.
Quando si ritiene pericoloso il momento, quando il pericolo del momento può indurre il “pensiero” …….
Il calcio, il ciclismo, la frivolezza della moda, il gusto del ristorante , le consuetudini acquisite, non bastano più …
E allora ……..
Altri rimedi .....
Veleno e bugie.
Ci hanno avvelenato con tutto, al bisogno.
E noi tranquilli, sorseggiamo veleno, trovandone il gusto, meno amaro, meno drammatico, del gusto drammatico del risveglio di domani mattina.
Il risveglio di un modello morente, che pretenderebbe solo responsabilità lucidità ,tranquillità, non bugie.
Ma siamo bevitori accaniti, di bugie e veleni, abituati a tutto.
Ma non vi ricordate la storia degli UFO?
La parapsicologia …….
L’area 51 …… mamma mia …… chissà cosa mai sarà conservato in quel luogo ……
Erano i tempi della prima crisi energetica, fine anni settanta  ……. le domeniche di austerity …….
Poi sono arrivati i dinosauri di Piero Angela che quando ne parlava in tv lo faceva con tale trasporto che quasi ci ho creduto anche io che li avesse visti davvero.
E c’erano dinosauri in plastica ( petrolio ;) dappertutto, i bambini ne andavano matti, ma forse i genitori di più …. avevano più tempo per non dedicarsi a loro ......... che giocavano con i dinosauri di Piero.
Ma questo è nulla.
C’è di peggio, di molto peggio.
Si festeggiano ricordi di popoli massacrati con le Shoah, senza mai un ricordo del prima, del perché, o del dopo ….  della Palestina ad esempio ……. perché nessuna Shoah per loro?
Popoli che hanno ucciso e massacrato per primi.
Ma si ricorda solo la reazione, mai l’azione che ha condotto al tragico e ancor più disumano gesto.
Si ricordano torri gemelle abbattute da volatili d’alluminio.
Questa è davvero troppo grossa, un insulto all'intelligenza di un bambino.
Perché sono servite prove scientifiche, studi, denunce, e nessuno ha mai guardato al campanile del suo paese ponendosi la semplice domanda del come potrebbe collassare su se stesso se gli sparo una cannonata vicino alla punta …….. collassare verticalmente, polverizzato e fondere …….. per 6 mesi  ………
Al di là di qualsiasi buona o cattiva intenzione, di qualsiasi giustificata o meno necessità.
Le avremmo fatte saltare tutti almeno per non correre il rischio di un collasso non verticale …….. ma non sono stati i volatali metallici, non credo che sia necessaria una disquisizione tecnica, solo gli occhi puliti di un bambino.
Perchè non dirlo?
Il problema è un altro ….. quasi tutti ci credono ancora ……. all'ufficialità della “notizia” ……
E  sono solo bugie, solo veleni.
Come le assurdità delle energie rinnovabili, il pensiero storpio dei "green thinking" , perché è troppo semplice comprendere che c’è una grossa differenza fra il regno “animale” e noi umani: gli animali sono semplici consumatori, noi consumatori e trasformatori, per necessità di specie s’intende.
E non esiste trasformazione che non sia irreversibile, altro che green …….
Come i più che credono nella segretezza del voto e danno dell’irresponsabile a chi si astiene da una semplice bugia, inganno, tutt'altro che segreto .....
È così forse, che i sinceri divengono bugiardi e viceversa.
È la democrazia dei grandi numeri, il meglio della nostra conclamata grande civiltà.
Se un giorno il 51% mi imporrà di uccidere lo dovrò fare per non divenire fuorilegge.
È questa la fine del mondo, non quella dei Maya.
E quella che cerca la vita su Marte, ma non sa rispettare la vita sulla Terra.
È quella che mi parla di idrogeno, di uranio, di trasporti elettrici ad uso urbano ………
Ma ha mai letto come funziona un motore elettrico?

Perché Piero Angela non lo ha mai spiegato, quanto ha ben spiegato dei dinosauri?

Perché ancora solo veleni e bugie?
Perché nessuno si pone domande semplici?
Come quella di chiedersi il perché della buona efficienza di un motore elettrico solo su un treno con poche fermate …..
E non c'è fine.
Prima compravamo energia elettrica prodotta con il nucleare appeno oltre confine ....
Adesso che di uranio non ce ne più, bruciamo gas Russo, i Russi bruciano carbone, ci vendono gas e conservano petrolio.
Vivono poco e male ma ci sono molti ricchi in Russia ……..
Ma i più di noi credono che siano poveri.
Di nuovo solo veleni e bugie.
Con gambe di lunghezza infinita.
Andremo tutti a fare la guerra all'Iran, tutti insieme.
Per l’ultimo petrolio facile che resta, con rischi ben più alti che in Iraq o in Libia, ma privi di rischi da “fine del mondo”.
Temo sia tutto questo il vero rischio di una sua fine.
Non il 21 di dicembre prossimo di sicuro.
Il terremoto in Emilia lo abbiamo già dimenticato?
E quello di L’Aquila?
Ricordo il Vespa televisivo accanirsi contro l’impotenza della politica, senza mai un riferimento alla potenza della natura.
Alla sua intrinseche instabilità, della mia, tua, sua terra.
Solo veleni.
Solo bugie.
Mai un gesto davvero Umano.
Mai un pensiero “pensato”.
Le bugie della scienza, quelle della religione statalizzata.
Quella delle parti e delle controparti.
Quella che non ammette la prostituzione, ma ha volanti della polizia che si fermano a parlare con le prostitute.
Ma se sbagli di una frazione il disco orario, arriva il “volontario” a darti una multa, divieni fuorilegge.
Veleni.
Bugie.
Silenzi.
Si silenzi di interessi, chi te lo fa fare?
A dire la verità?
Hai solo da perderci, questa è la fine del mondo.
La fine di una civiltà del tutto incivile e irresponsabile.
Che vive solo di bugie.
E veleni.
E silenzi soprattutto.
E che ancora non può temere la sua fine.
Durerà ancora a lungo.

Ma io spero di leggere presto un’alta notizia.
Un'altra data.
Non lontana.
Per un editto diverso.
“è cominciata la felicità”.
E chiedo perdono.
Mi sento meno stupido di coloro che attendono  il vero o il falso della “ fine del mondo”.
Senza veleni.
Senza bugie.
Solo con la responsabilità.
Di svegliarmi domani mattina.
E provare a fare qualcosa di buono.


FranzK. 

domenica 4 marzo 2012

La Lunghezza del Muso.





Tra tante sfortune non posso lamentarmi.
Perché ho avuto anche tante fortune.
Tante guide spirituali.
Grandi insegnanti di vita.
Tecnici eccelsi con il pallino della filosofia.
Dello show alcune volte.
Di uno di loro ho un ricordo.
Uno che ha scritto saggi sull’automobile.
A ragion veduta.
Dato che era davvero un esperto.
L’automobile.
Uno dei desideri più “maschili”.
Da necessità a status symbol.
Maschile.
Di identificazione.
Di potenza.
Di potere.
Di collocazione sociale.
Ma ancor di più.
Di pubblica propaggine di se.

Oggi il mercato stagna.
Che anche i maschi non conoscano più bene i propri desideri?
Oggi deve essere “ecologica”, sicura e parca nei consumi.
Anche il senso della potenza si piega davanti a certi “prezzi”.
Non per tutti.
Ma sicuramente per molti.
Ma ricordo un tempo.
Di impotenza.
Dove la potenza di un’automobile era tutto.
Quanti racconti su quelle avute.
Ricordo questa.
Ricordo quella.
Si narra più di automobili che di donne.
Tra maschi.
Berlina, per famiglie non eccessive in numero.
Due volumi per single sfigati
Familiare per famiglie numerose.
Coupè per single.
Spider per single da club.
Spider decapottabile per single da club particolarmente “attivi”.
Quattro per quattro, spero solo per contadini e terreni impervi.
Monovolume, per famiglie numerose e necessità particolari.


Quanti cavalli?
Cilindrata?
Diesel o benzina?
Motore compresso o aspirato.
A iniezione?
E da 0 a 100?
Interni in pelle?
Impianto hi-fi da quanti watt?
Pneumatici ribassati?
Velocità massima?
Ripresa?
Coppia?
In quanto da Milano a Rimini?
Scarichi modificati?
Che colore?
E poi …..
Beh la carrozzeria …….
Pininfarina  o Giugiaro?
Non sono mai riuscito a capire se si parla di se o di una donna.
Di se credo.

In fondo “possedere” un automobile è come essere certi di “possedere” se stessi.
Una proiezione di perfezione impossibile.
Esterna forse per carenze interne.
Un maschio su un automobile.
Cambia aspetto.
Diviene l’automobile stessa.
Più che se stesso.
Parte di tutta quella carrozzeria bellissima.
Di quel potentissimo motore.
Di quegli “interni” in pelle naturale.
Di quelle riprese da cambio gomme.
Più lui è il contrario e più la necessità dell’optional aumenta.
Compensazione probabilmente.
E non solo per “cuccare”.
Pensiamoci bene.
Noi maschi.
È per noi prima che per eventuali femmine in cerca di ricchezze esteriori ……

Però tra tante sfortune non posso lamentarmi.
Perché ho avuto anche tante fortune.
Tante guide spirituali.
Grandi insegnanti di vita.
Tecnici eccelsi con il pallino della filosofia.
Dello show alcune volte.
Di uno di loro ho un ricordo.
Uno che ha scritto saggi sull’automobile.
A ragion veduta.
Dato che era davvero un esperto.
Ha scritto del futuro dell’automobile.
E credo a ragion veduta.
Profetica scrittura.
Raccomandando motori piccolissimi e musi corti ……….
Grandi abitabilità e velocità contenute, inutile andare a 200 all’ora e avere 22 airbag.
Quando la media di tutti è 40 all’ora ……
Consumi ridottissimi, e musi corti ……..
Perché la lunghezza del muso.
Di un’automobile, è freudiana.
Come la potenza del motore.
Inversamente proporzionale, nella scelta e nella compensazione, a lunghezze e potenze di altre cose ……….
Quindi donne.
Non fidatevi delle spider a 12 cilindri.
Di grandi potenze e musi troppo lunghi ………
Nel caso abbia una certa importanza per voi, ovviamente.
Non fidatevi.
Anche se è solo goliardia.
Potreste avere grandi delusioni. J

FranzK.

P.S. voi avete le vostre borse, noi le nostre automobili ......

giovedì 25 febbraio 2010

Macchina inutile.




 [http://www.youtube.com/watch?v=IJUu-xiJPx8&feature=related]


Un giorno che non sapevo cosa fare, ho costruito una macchina.
Una macchina molto particolare.
A vederla, un mezzo accrocchio.
Ma era in grado di fare cose mai fatte, credo.

Ti poteva far volare.

Lentamente.
È ovvio.
Non proprio senza sudare.
Evidentemente.
A mezzo metro da terra.
Non di più.

Ma ti poteva far volare.

Con davvero poco.
Un sorso d’acqua e un tozzo di pane.
Il minimo che serviva.
Non di più, in tal modo tutti avrebbero potuto volare, ho pensato.
E al posto di faticare diventavi allegro e gentile.
Tanto che potevi volare quanto volevi, anche tutti i giorni.

Volare con davvero quasi niente.

Così dopo averla costruita, ho deciso di provarla personalmente.
Tanto non avevo nulla da fare.
Sono  volato sulle cime di tutte le montagne delle mie terre.
E più volavo e più diventavo allegro e gentile.
E più diventavo allegro e gentile e più mi venivano in mente delle belle idee.
Anche se non tutti quelli che ho incontrato mi hanno creduto.

O forse anche solo capito.

Ho incontrato un falco.
Mi ha chiesto cosa serviva quella cosa.
Gli ho risposto che serviva per volare.
Si è buttato in picchiata in una risata fragorosa.

Ho incontrato un aeroplano.
Non ha nemmeno fatto in tempo a vedermi.
Non siamo riusciti a scambiarci un impressione.
Ero troppo vicino alla terra e troppo lento, perché potesse vedermi.
  
Poi ho incontrato un vecchio amico.
Che si arrampicava tutto sudato su per quella montagna.
Mi ha chiesto ansimando di quello strano accrocchio.
Ha fatto uno sguardo scettico ma soprattutto incredulo quando gli ho detto che l’avevo costruito io.

Più avanti ho incontrato una persona con un cagnolino.
Ho creduto che mi avesse sorriso.
Mi sono fermato per presentarmi.
Ma forse si è spaventata così tanto che non l’ho più vista.

Poi si è fatto avanti un'altra persona, una persona della televisione.
Che voleva sapere di quella complicata tecnologia.
Gli ho spiegato che era una cosa molto semplice, una buona idea non può essere complicata.
Allora mi ha risposto che, in tal caso, quella cosa non sarebbe interessata proprio a nessuno.

Alla fine ho capito che quella macchina era inutile.
Anche se faceva cose mai fatte.
Agli umani non interessava.
Ho deciso di smontarla e al massimo di usarla per me.
Per farmi venire idee migliori.

Anche se tempo dopo però è accaduto un fatto strano.

Ho incontrato una stupenda creatura.
Un piccolo miracolo della vita.
Sicuramente un essere non di qui.
Perché non poteva neppure camminare.
Allora ho rimontato il mio accrocchio.
Per fargliene dono.

È saltata sopra.
Ed è volata via.
A mezzo metro da terra.
Non di più.

Si è voltata per salutarmi con un vero sorriso.
Dicendomi solo due parole.

"Sono felice".

Franz.K

giovedì 14 gennaio 2010

Unica possibilità: la fuga




 [Slideshow]
 [http://picasaweb.google.com/p.i.francesco.cozzo/14012010#slideshow/5428909204906899842]


….perchè credo che se un uomo ha nel correre l'unica alternativa è perchè sta scappando da qualcosa, altrimenti cammina.
Quindi se riusciamo a darci la possibilità del camminare, è perchè non abbiamo più da scappare da nessuno.
Che non suona poi così male, che ne dici?
Aspetto qualche tua, indispensabile, "fondamentale" considerazione.
In modo che tu possa aiutarmi a farti un bel regalo.

La parte conclusiva di una lettera ad un amico, tempo fa.

Volevo regalargli la Libertà.

La Libertà credo sia la possibilità di scegliere.

Non perché ci è concesso l’onore, ma la reale possibilità.

E per averla è necessaria la presenza di una condizione reale, non astratta.

Che , a mio avviso, non necessità di appellativi di alternativa ma solo di possibilità.

E così che non capisco che mentre si tenta di colonizzare Marte, e si crede di conoscere le stelle, beh qui sulla Terra molte semplici cose sono in dubbio.

Faccio uno stupido semplice esempio.

Un uomo che scala la montagna.

Ecco, al variare della pendenza egli varierà la velocità.

Che non risulterà così semplice ma, con molto sforzo, almeno possibile.

Sarà più veloce nel piano e all’aumentare della pendenza egli diminuirà la velocità.

Che sembra così logico da  riuscire, al momento,  solo ad un uomo.

I motori costruiti dagli uomini funzionano al contrario.

Chissà perché.

Credo stiano scappando da qualcosa.

Stanno sfuggendo dall’ignoranza di alcune verità.

Quelle che la prioritaria necessità ha impedito di valutare, nel tempo del loro concepimento.

Stanno scappando sempre più velocemente dal buio finendo solo per sprofondarci sempre di più.

Non è una questione di opinioni, di etica o di morale.

E’ semplicemente una questione “tecnica”.

Si usa dire così di parte del nostro ignorare.

In modo da affidare ad un esperto eventualmente la responsabilità della soluzione.

Ad un esperto, mai a noi.

Sapete da cosa stanno sfuggendo?

Dalla scarsa capacità di gestire la “forza”.

Sembra una cosa semplice  detta così.

Ma che quei motori brucino benzina o assorbano corrente elettrica o altro ancora, il problema è quello.

E nel caso la necessità li spinga a vincere la loro debolezza, sarà solo a carissimo prezzo di sprechi energetici molto lontani dalla virtù intellettuale dei loro padri.

Degli umani che li hanno concepiti.

Che non possono quindi che intendere la loro prestazione di velocità come unico motivo per non sentirsi troppo stupidi.

Nell’averli concepiti in tal modo.

Dimenticavo.

Sono riuscito a fare un gran bel regalo al mio amico:

sono riuscito a regalargli la Libertà.

Franz.K