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mercoledì 19 dicembre 2012

Ogni Giorno.





















Per sentirlo clicca qui:

Record music with Vocaroo >>

https://www.youtube.com/watch?v=tsQ2jLAhNVk


Basta un saluto e una carezza.
Quando il giorno ci chiama.
Basta un sorriso,
O un pianto.
Basta che siano insieme.
Dentro.
Mi basta che brilli su di me.
Che sento di poter brillare su di te.
Non come stelle sognanti.
Che trasognano illusioni.
Ma solo come un chiaro che apri gli occhi.
La luce della nostra luce.
Che ogni giorno,
Risplende,
Illumina,
la semplice bellezza
Di un vero giorno insieme.

FranzK.




Everyday

Just a greeting and a caress.
When the day calls us.
Just a smile,
Or a cry.
Long as they are together.
Inside.
It is enough that shines on me.
What I feel I can shine on you.
Not as dreamy stars.
Who delude themselves illusions.
But just as clear that open your eyes.
The light of our light.
That every day,
shines,
Lights,
the simple beauty
Of a true day, toghether.

Francesco for Evgeniya with true love

sabato 15 dicembre 2012

Ti Scrivo.




















Per sentirlo clicca qui:

Audio recording and upload >>


https://www.youtube.com/watch?v=WqB3JgOo-SE


Contemplando
Il tuo soffice respiro,
Passa la notte
Senza stanchezza.
Imprime  geometrie,
Ricorda ricordi,
Vive e sorride.
Sfiora le tue labbra,
Dipinge forme
Armoniose
Sulla pellicola
Che ti raccoglie
Nel  profondo
Dei tuoi sogni.
E scrive parole di meraviglia,
Sulla danza silenziosa
Del candore delle tue mani.
Scrive e impara,
Ti disegna
E ridisegna
Senza notte
Nello spazio
Che ti contiene.
Senza che la notte sia insonne,
Senza stanchezza.

Ti scrivo
Un semplice:
“Ti amo”,
Su tutti i battiti
Del tuo cuore.
Scritto con il mio.
Perché possano cantarlo
Insieme,
Ogni respiro,
ogni mattina,
ogni notte,
ogni immacolato momento
di noi.

FranzK.



I Write to You.

In contemplation
Of your soft breath,
Spend the night
Without fatigue.
Imprints geometries,
Reminds remember,
Live and smiles.
Swipe your lips,
paints forms
harmonious
on the film
That you collect
in the deep
Of your dreams.
And writes words of wonder,
The silent dance
Of whiteness of your hands.
Write and learn,
Draw
And redraws
without night
in the space
That contains you.
Without that the night is sleepless,
Without fatigue.

I write to you
A simple:
"I love you"
On all beats
Of your heart.
Written with mine.
That they can sing
together,
Every breath,
every morning,
every night,
every immaculate  moments
of us.


Francesco for Evgeniya with true love.


mercoledì 5 dicembre 2012

Una Vita.






















Per sentirlo clicca qui:

Audio recording software >>


https://www.youtube.com/watch?v=pli6qcO0GPo


Desideri, speranze, attese,
Non potranno mai finire.
L’eterna meraviglia,
Che senza respiro,
Brilla come un diamante in fondo alla mia anima.
Nuda e senza difese.
Davanti a tutto questo amore.

FranzK.





A Life.


Desires, hopes, expectations,
Cannot ever end,
The eternal wonder,
That, without breath,
It shines like a diamond in the deep of my soul.
Naked and defenseless.
In front of all this love.


Francesco for Evgeniya, with true love.








lunedì 3 dicembre 2012

Dipingerò.

















fotografia da: http://www.pbase.com/dimitrisokolenko/image/40715784


per sentirlo clicca qui:

Record and upload audio >>


https://www.youtube.com/watch?v=jDzUGNzLh64



Dipingerò.
Sillabe nuove.
Sulle tele.
Immacolate.
Delle speranze.

Ai sogni.
Affiderò i miei passi leggeri.
Discreti.
Per  scoprire.
Dentro al loro santuario.
Nuovi colori.
Sfumature.
Armonie.
Per la tavolozza.
Delle mie sillabe.
Nuove.

Per quell'immenso.
Senza vuoto.
Che ci aspetta.
Un dipinto.
Di profumi.
Baci.
Carezze.
Dove poterci avvolgere.
Finalmente.
Senza parole.


FranzK.




I'll Paint.


I will paint
New syllables
On the canvas.
Immaculate.
Of hopes.

At the dreams.
I will entrust my light steps.
Discretes.
To find out.
Inside their sanctuary.
New colors.
Shades.
Harmonies.
For the palette.
of my syllables.
New.

For the immense.
Without empty.
That it will wait us:
A painting.
Of perfumes.
Kisses.
Caresses.
made only of a simple embrace.
At the end finally
Without words.


Francesco with love, for Evgeniya.


sabato 1 dicembre 2012

Quando il Silenzio.
















Fotografia d'autore:
L'ENIGMA E LA SIMMETRIA.
di ANGELO BERLENDIS
www.fotocommunity.it


per sentirlo clicca qui:

Record audio or upload mp3 >>


https://www.youtube.com/watch?v=yRy58bZNU4Q



Quando scende.
Il silenzio.
Aspetta.

Non nemici morti.
Al bordo di un fiume.
Non sciocche vendette.
Spreco per una menzogna.
Sprecate comunque.

Inonda.
Aspetta.
È calmo.
Il silenzio.
Sa aspettare.

Non dubbi certi.
Increduli di certezze.
Non condanne decise.
Ma incolpevoli.
Non bugie.
Da smascherare.
Né ferite fatte senza ragione.
Da guarire.
Non tempo.
In ritardo con il tempo.
Non perdoni.
Divini.
Nessuna redenzione.

Aspetta e basta.
Il silenzio.

Nel suo dolore.
Nella sua solitudine.
Nel disincanto,
Sanguinate di lacrime.
Del suo debole
Frastuono senza voce.
Della sua obbligata.
Insopportabile .
Forza.
Di un attesa.
Della sua triste.
Stanchezza.
Sola.
Delle sue notti.
Senza riposo.
Dei suoi giorni.
Di calma, disumana attesa.

Nel silenzio.
Aspetta, il giusto.
Anche una vita.
Anche due.

Solo per un ironico sorriso.
Una amara.
Semplice constatazione.
Prima di voltarsi.
Per sempre.
Senza più interesse.
Finalmente libero.
Dalla sua disumana attesa.
Di nulla di più del solo vero.

Niente altro.


FranzK.




sabato 24 novembre 2012

Non è un Bacio.





















per sentirlo clicca qui:

Audio recording >>


http://www.youtube.com/watch?v=Y-E53gmeO-8&feature=related



Non è un bacio.
Che ti mando.
Non carezze.
O teneri sguardi.
Non parole.
Versi arguti.
Romantiche canzoni , melodie.
Non è un pensiero.
Che può danzare sul tempo.
Che ti mando.
Non ti mando un istante.
Rubato agli istanti.
Non un gesto.
Consueto, scontato.
Non ti mando un desiderio.
Troppo facile da sentire.
Non promesse, troppo facili da tradire.
Non vocaboli.
Insistiti.
Inconsistenti.
Non è un semplice bacio.
Che ti mando.

Ti mando me.
Non solo il mio cuore.
Non basta il cuore
Per contenere
L’emozione
Di averti  sempre al mio fianco
Ti mando il mio semplice vero.
Tutto i miei respiri.
Sospirati.
Tutto  ciò che sento.
Che sono, che faccio.
Ti mando un per sempre.
Senza tempo.
Un’attesa.
Che non ha fretta.
La fedeltà.
Non di parole.
Non di baci.
Ma della semplicità.
Di un semplice candido petalo
Puro.
Impregnato soltanto.
Come la mia anima.

D’amore vero.

FranzK.


Is not a Kiss.

Is not a kiss.
That i send you.
Not  a lot of caresses.
Or tender glances.
Not words.
Witty verses.
Romantic songs and melodies.
It is not a thought.
That can dancing on time.
That i send.
Don't send an instant.
Stolen from istants.
Not a gesture.
Usual, granted.
Don't send you a desire.
Too easy to feel.
Not  promises, too easy to cheat.
Not words.
Insistent.
Inconsistent.
It isn't just a kiss.
That I send you.

I send me.
Not only  my heart.
Isn't enough the heart,
To contain,
The emotion,
To have you ever by my side.
I send you my simple truth.
All my breaths.
Sighing.
All I feel.
All I am, all i think, I do.
I send you a forever.
Timeless.
A waiting.
Leisurely.
The fidelty.
Not made of words
Not made of  kisses
But from semplicity.
Of  simple white petals.
Pure.
Only Impregnated.
Like my soul.

Of true love.

Francesco with true love for Evgeniya.

mercoledì 14 novembre 2012

Non Passa, il Futuro.



per sentirlo clicca qui:


https://www.youtube.com/watch?v=YydskG_l-dE



Ho sciolto le mie dita
Come miele
Nel tuo miele
nel dolce
delle tue forme
ti ho fatta mia
con le labbra
come un bambino
che non ha mani
per conoscere.
Ha labbra
e sospiri,
non parole,
solo emozioni
per imprimere ricordi
indelebili
stupiti.
Riconosciuti
dall'inizio del tempo
come suoi.

Nelle forme
Aggraziate
Delle tue caviglie
Nel velluto
morbido
Dei tuoi fianchi
Caldi
Stretto
Nel tuo dentro
Ho sciolto le mie paure
In cioccolato bollente
fuso
sui tuoi seni
soffici e consistenti
arsi
di sete
di labbra sincere
riconosciuti, dalle mie labbra
dall'inizio del tempo
come miei.

Ho sciolto il mio cuore
Fuso
Come plasma
Dentro il tuo
Intonando battiti
Calmi
Contro il tuo
Ho respirato
Il tuo respiro
Profumato
Di viola e gelsomino.
Di dolce nettare
Ho nutrito
Le mie papille
Sprofondando
Nelle pupille
Incantevoli
Dei tuoi occhi
Del tuo avvolgermi
Dentro te.

Ho ritrovato
Il bimbo
Con un ciuffo
Di rossi capelli
L’uomo
Ancora incantato
Dall'incanto
Di una scoperta
Fluida
Come olio di fata
Dipinto
Sulla tela
sinuosa
Della tua pelle
Attonito dalla meraviglia
Di un capolavoro
D’arte vera
Mai contemplato
Trovando te
Come tuo.

Non passa
Il futuro
Non trafigge
Il vento
La seta
Filata da bachi sapienti
Dei tuoi capelli
Non scolpisce
Diversamente
L’etereo
Angelico
Dei raccordi
Delle tue geometrie
Non sibila
Altre melodie
Altro ossigeno
Vibrato
Nell'essenza
Senza declino
Della tua anima.

Non passa
Il futuro
Di un cielo
Limpido
Immacolato
Persistente
Della nostra
Finalmente pace
Felicità
Senza fine
Insieme.
Il futuro
Persiste
Senza tempo
E oltre il tempo
Riporta
Riconnette
Senza fine
Nel suo futuro
Senza tempo.

Un per sempre
Riconosciuto
Dall'inizio del tempo.
Come nostro.
Solo nostro.


FranzK.


Doesn't pass, the Future.

I dissolved my fingers
like honey
In your honey
In the sweet
of your forms
you has become my
with lips
as a child
that has no hands
to know
has lips
and sighs
not words
only emotions
to imprint memories
indelible
amazed
recognized
Since the beginning of time
as his own.

In the forms
Graceful
Of your ankles
In the velvet
soft
Of your hips
Hot
Close
In your inside
I dissolved my fears
In hot chocolate
melted
on your breasts
soft and consistent
burned
of thirst
of sincere lips
recognized from my lips
Since the beginning of time
as my own.

I dissolved my heart
melted
as plasma
Inside your
Singing beats
calm
Against your
I breathed
Your breathing
Scented
Of Violet and jasmine.
Sweet nectar
I fed
My taste buds
Sinking
into the pupils
enchanting
Of your eyes
From your wrap
Inside you.

I found
the child
With a tuft
Of red hair
The man
still enchanted
from an enchantment
Of a  discovery
fluid
As fairy’s oil
painting
on canvas
sinuous
Of your skin
Astonished by the wonder
Of a  masterpiece
Of true art
Never contemplated
Finding you
As your own.

Doesn’t  pass
the future
Do not pierce
the wind
The silk
spun by silkworms wise
Of your hair
Does not sculpt
otherwise
The ethereal
Of your shapes
Don’t  hisses
Other melodies
Other oxygen
That vibrates
Into  the essence
without decline
Of your soul.

Doesn’t pass
the future
Of a sky
clear
Immaculate
Persistent
Of our
Finally in peace
Happiness
Endless
Together.
the future
persists
timeless
And over the time
Report
reconnect
Endless
In its future
Timeless.

A forever
recognized
Since the beginning of time.
As our own.
Only our.

Francesco with love for Eugenia












martedì 14 febbraio 2012

Trilogia della follia - Un Mondo a Parte.



N.B. per leggere questo post si consiglia di aprire in un altra scheda il link riportato qui sotto e tenerne la musica di sottofondo:



Big bang

Bang

Bang
Bang

Bang

Bang

Bang

Big bang

L’inzio.

Bang

Bang

Così, dopo, è comparso l’homo sapienssss 

Perché non sono sicuro del cibo che ho ingoiato questa sera?

Sboooomm
Boom
Boom

Atomic boms?

Duleng
Leng
Leng
Eng

Bang

Big bang
Big
Big
Big

Grandeeeee

Homo sapiensssssss

Ticchetta la pioggia, ruggisce la giungla,dispera l’ignoranza

Homo sapienssssss

L’evoluzione darwiniana.

Homo sapienssssss

Sbooooom
Bang
Bang

Sapienssssss

Sbooooooooooommmmmmmmm

L’impatto.

Di un mondo.

A parte.



FranzK

lunedì 23 gennaio 2012

A un Amore mai nato.






Un battito.
Uno solo.
Un istante.
Per capire che è vero.
Caldo.
Dentro.
Un istante.
Per sentire.
Il caldo tiepido.
Del tuo corpo.
Del suo.
Chimica.
Pelle.
Contatto.
Suoni.
Profumi.
Un battito.
Solo uno.
Semplice.
Vero.

Emozione.
Forte.
Semplice.
Intrigante.
Ma semplice.
Tua.
Sua, vostra finalmente.
Tiepida.
Calda.
Attesa.
Lunga.
Spasmo.
E attesa.
Invito.
E rifiuto.
Ricerca.
E addio.
Mentre cresce.
Candido.
Giusto.

Tempo.
Parole.
Infinite.
Desiderio.
Infinito.
Tuo.
Suo, vostro finalmente.
Che cerca.
E abbandona.
Che abbandona.
E cerca.
Ancora.
Guerra.
Dentro.
E torna.
E fugge.
Guerra.
Uterina.
Che crede.
Che non crede.

Mentre cresce.
Candido.
Pulito.
Giusto.
E ancora guerra.
Per distruggerlo.
Per provarlo.
Per un no.
Già deciso.
Per un si.
Sentito.
Per un tutto.
O un niente.
Guerra.
Ancora.
Per cambiare.
Per credere.
Tua.
Sua.
Perché?

Campanelli d’allarme?
Nel candido?
Passato e futuro?
Uterino?
Legami?
Dove?
Silenzio.
Addio.
Abbandono.
Per sempre.
Il peggio.
Regole.
Leggi.
Ancora prove.
Imposizioni.
Desiderio.
Che non muore.
Ma che non vive.
Sospeso.
Nascosto.

Spaventato.
Che uccide.
Il candido.
Il tempo.
Il semplice.
Del vero.
Perché?
Uccidere un amore vero?
Perché?
Uno giusto.
Fedele.
Vero.
Semplice.
Povero.
Solo.
Massacrato ma vero.
Perché?
Non farlo nascere?
Come un bimbo.
Sano.

Stringerlo come un bimbo.
Perché?
È semplice.
È puro.
È innocente.
Della sua vita.
Quell’amore.
Non ha colpa di nascere ma merito di esistere.
Perché?
È solo vero.
Morbido.
Come la pelle di un bimbo.
Delicato.
Come la sua vita.
Lottata.
Per vedere la luce.
Perché?
Non stringerlo in calde fasce.
In una ninna nanna.
Quasi materna.

Un battito.
Uno solo.
Non serve altro.
Per un amore vero.
Non servono prove.
Ma calde fasce.
Se no muore.
Muore dentro.
Non nasce mai.
Perché basta.
Un istante.
Per sentire.
Un battito.
Solo uno.
Quello giusto per capire che è vero.
Altrimenti muore.
Non nasce.
Perché basta.
Quell’istante.
Uno solo.

Per capire.
Sentire.
Che è d’amore vero.
Che è fatto.
Null’altro.
Nessuna prova.
L’uccidono le prove.
Non nasce.
Basta un alito.
Per sentire.
Che è vero.
Che ti cambierà.
E che non devi temere quel cambiamento.
Se no muore.
Non nasce.
Perché?

Perché è d’amore vero.
Che è fatto e basta.
Più delicato.
Della pelle di un bimbo.

FranzK.

martedì 17 gennaio 2012

Fidati.



Se vuoi sentirlo:






Fidati di quello che senti.
Non di quello che leggi.
Fidati del tuo cuore.
È collegato alla mente.
Molto di più di quanto credi.
Fidati di te.
Fidati di chi ha scalato prima di te.
Non è più di te.
È solo differente, non superiore.
È solo non uguale, non maestro.
Fidati del tuo cuore.
Di quello che provi.
È molto di più di quanto credi.
Di qualsiasi prova.
Di qualsiasi conferma.
Senti dentro.
Non fuori.
Fuori non c’è nulla.
Nulla meglio o peggio di te.
O forse solo peggio.
Fidati di quanto sai dare.
Non di quanto puoi ricevere.
È il dare che ti fa speciale.
Ricevere non è una specialità.
Fidati di te.
L’inadeguato lascialo agli altri.
Fidati di quello che senti.
Non di quello che ti vorrebbero far sentire.
L’inadeguato è degli altri.
Non tuo.
Fidati di quello che provi.
Non di quello che comprendi.
I sentimenti non tradiscono.
Tradiscono gli schemi.
Non i sentimenti.
Tradiscono in modo subdolo gli schemi.
Non tradiscono mai i sentimenti.
Fidati del tuo cuore.
Di quello che sente, che sa.
È molto più collegato alla mente.
Molto di più di quanto credi.
Tanto da essere una cosa sola.
Indivisibile.
Fidati del tuo adeguato.
Nel dare quel sacco d’amore che possiede.
Fidati, per una volta, anche di me.
Di quello che ti dico.
Non per esperienza, ma per conoscenza.
Pari alla tua, non meglio o peggio, non di più o di meno.
L’esperienza non esiste.
È il tranello dei vecchi.
Di quelli stanchi di vivere.
Senza più alcuna vita.
Dei giovani e dei vecchi senza vita.
L’esperienza è solo un tremendo tranello.
Di persone stanche.
Vecchie.
Tu hai dentro la vita.
Fidati del tuo cuore.
Quanto mi fido io per te, per lui.
Del tuo.
Io posso condurti a vedere le stelle.
Ma poi guarda tu, con i tuoi occhi da cerbiatto.
Guarda l’orizzonte.
Io mi fido di te.
Del tuo capire con il cuore.
Guarda dove conduce lo schema.
Guarda verso quale infausto futuro.
Non ero io il pessimista.
Io non sono un vecchio.
E non posso dedicarmi al pessimismo, all’immobilità.
Io sono giovane, non posso accecarmi con delle bugie.
Io mi fido del tuo sguardo.
Mi sarei fidato a sedici anni.
Non avrei avuto alcun dubbio.
Nelle tue iridi.
Nel tuo cuore.
Mi sarei fidato e non avrei sbagliato.
Fidati di ciò che senti.
È un cuore speciale il tuo,  fidati di lui.
È l’unico collegamento con la mente.
Con una mente così speciale.
Fidati dei tuoi occhi da cerbiatto.
Della tua adeguata differenza.
Un differente meglio di un normale peggio.
Differente dal mondo solo peggio.
Dal mondo degli schemi e dei cibi liofilizzati.
Eravamo per il biologico tutte e due no?
Il meglio a volte si sente differente.
Ma è solo meglio.
Proprio perché differente.
Biologico, naturale.
Il meglio ha diritto di esistere.
Non colpa.
Non peso.
Il meglio è la vita.
E la vita ha diritto per se, quando è il meglio.

Il meglio di quanto non mi sono sbagliato di riconoscere.

In te.

Francesco


lunedì 19 aprile 2010

100'S.




 [http://www.youtube.com/watch?v=l7fiQ7l8LvY]


Online recording software >>

Bionde.
A tutte tinte
Slanciate.
E filanti.
Profumate.
In modo inebriante.
Morbide.
E sode.
Vestite.
Dentro l’oro.

Spogliate.
In un attimo.
Incorruttibili.
Praticamente.
Ma pronte a incendiarsi.
Con nulla.
Di fuoco lento.
Ma succulento.
Caldo il giusto.
Con classe.

Calmante.
Con stile.
Eccitante.
Se serve.
Ad una ad una.
Oppure una dietro l’altra.
Lentamente.
Voracemente.
Con gusto.
O per gusto.

Troppo evidente.
Ne sono consapevole.
Eppure me ne sono fatte molte.
Troppe.
Da vero gigolò.
Da amante passionale.
Incallito.
Inguaribile.
Ossessivo.
Ossessionato.


Da tutte.
Di più.
Formato da re.
O da “100”.
Slim.
Magnum.
Leggere.
Forti.
Nazionali.
Straniere.

In un botto da 10.
O da 20.
Alcune volte da 19.
Ma sempre a 100 per volta.
Per giorno.
Senza poterne fare a meno.
E senza capire il perché.
Quell’insanabile malattia.
Della passione per le bionde.
Irrinunciabile, ossessiva.

Fino ad una notte.
Quando ho fatto un sogno.
Che avevo già anche sognato forse.
Un sogno strano.
Pieno zeppo di  uno strano profumo.
Pieno zeppo di ammoniaca.
Che trapassa la corteccia cerebrale.
La madre dura.
E allora non decidi più tu.
Decide l’ammoniaca.

Perché i vestiti delle bionde sono zeppi.
Di quello strano profumo.
E non mi sono sentito più libero di decidere.
Della mia passione per loro.
Di quella inguaribile ossessione.
Di farmene anche più di cento al giorno.

E dal giorno dopo ho messo la testa a posto.
Con una sola stupenda ragazza dai capelli neri.

Franz.K

venerdì 9 aprile 2010

Il genio o il peggiore.




 [http://www.youtube.com/watch?v=9EqXJsPrfVw]


Cos’è la genialità?
Il genio?
Il peggiore può esserlo?
È un ruolo di possibile sua competenza?

Perché la genialità è comunque anomalia.
È follia da salotto.
Non da circo.
Ma è follia.

Così il peggiore non necessariamente è un genio.
Ma forse un genio appartiene alla categoria dei peggiori.
Una categoria pericolosa.
Folle.

Con una follia che può essere utile.
Per gli altri almeno.
Infatti è genio per gli altri.
Per sé è solo un peggiore.

Un folle.
Con mille problemi.
Che non riesce a risolvere.
Da solo.

Mentre quelli degli altri sono facili.
Perché non sono suoi.
Quindi non si sente solo.
E li risolve.

Cose esterne a sé.
Che non possono cortocircuitare le meningi.
Come per quelle sue dentro.
Completamente cortocircuitate.

Cose da peggiori.
Da ultimi.
Da difformi.
E quindi soli.

Meglio nascere normali.
In tutti i sensi.
Senza genio .
Ma anche senza follia.

Franz.K

lunedì 5 aprile 2010

Il Personaggio.




 [http://www.youtube.com/watch?v=s-lnxySofls&feature=related]

Il personaggio non è una persona.
Neppure un interprete.
O un attore.
Il personaggio è un tema.
Un “essere”,  un modo d’essere.
Non è una interpretazione.
Una recita.
Il personaggio quando nasce non muore più.
Ti rimane dentro.
Come un organo aggiuntivo.

Incontrare il personaggio non è cosa comune.
Non è da tutti.
Forse è necessario guadagnarsi l’opportunità.
Con una vita ligia al dovere.
E alla misura.
Una vita davvero poco allegra.
Da convento di monaci del deserto.
Senza neppure avere la certezza.
Di essere stato all’altezza dell’estrazione.
Della data del suo incontro.

Il personaggio.
Il personaggio non è un’idea.
E neppure un organismo.
Piuttosto un interesse.
Un’occasione.
Qualcosa che potrebbe sfiorare il sentimento.
O divenirlo per intero.
Quindi non è finto.
Anche se non riesci bene ad affidargli un volto.
Un viso.

Il personaggio non è neanche un insegnamento.
Non può essere narrato.
Ma vissuto.
Quindi è singolare.
Magari contenuto e contenibile.
Ma assolutamente raro.
Senza possibilità di copie in carta carbone.
È davvero difficile incontrarlo.
Distinguerlo con certezza.
  
Era Aprile quando l’ho incontrato.
L’otto se non sbaglio.
Non un giorno comune quindi.
Ma una data precisa.
Un giorno che mi stava aspettando la morte.
Da tempo.
Stampata sul retro di un rimorchio.
Con un gran sorriso in faccia.
E poco tempo per aspettare.
Per un ripensamento.

Da quel giorno sono stato meglio.
Anzi ho cominciato ad essere.
A vivere.
Ho capito che non sarei mai più morto.
E ho cominciato a sentirmi.
Da dentro.
Ho cominciato a darmi opportunità.
E ad avere occasioni.
E a sentire sentimenti.
Per i quali adesso sono pronto.

Il personaggio  non è una persona.
Neppure un interprete.
O un attore.
Il personaggio è un tema.
Un “essere”,  un modo d’essere.

Si capisce perfettamente.
Quando lo incontri.

E diventi il tuo.

Franz.K

domenica 4 aprile 2010

Decessi vitali.




 [http://www.youtube.com/watch?v=Gy25qizBN0E&feature=channel]


Pensare a una persona è come renderla viva.
Anche se non c’è più.
Forse.
Non so se avete perso persone.
In morte.
O anche in vita.

Perché si possono perdere anche qui.
Come se fossero volate via.
Per sempre.
E così non resta che pensarle.
Nei ricordi di ogni respiro.
Di ogni gesto.

Così mi sembra che pensarle le possa rendere vive.
Più le penso e più allungo loro l’esistenza.
E ci sono davvero.
Come non fossero mai partite.
Sfuggite.
Disinteressate.

Io ho perso molte persone.
Importanti.
I miei genitori ad esempio.
In morte però.
Che non è meglio.
Che in vita.

E ne ho perdute altre invece.
Apparentemente meno importanti.
Come un amico.
In vita.
Per un litigio ad esempio.
Che è molto peggio.

Perché basterebbe fare un passo avanti.
O uno indietro.
Avrei ancora tempo.
Avrei la tecnologia e la possibilità.
Ma c’è l’orgoglio.
A fermarmi peggio della morte.

E così devo pensarlo per renderlo vivo.
Perché mi manca.
La sua amicizia.
E gli allungo la vita.
Nei miei ricordi.
Come averlo ancora al fianco.

Ho perduto un amore ad esempio.
Che dicono conti meno di un genitore.
Molto meno di un figlio.
Anche se un figlio e un genitore sono figli di un amore.
Con esso ho quindi perduto la vita.
Anche se sembra una cosa meno importante.

Non posso fare nulla per questo.
Solo pensarlo continuamente.
E dire che potrei raggiungerlo in bicicletta in un attimo.
Ma è morto.
E non si disturbano i morti.
Una volta usciti fuori dalla loro vita.

Così sembra che le uniche cose che ci possono morire sono i sentimenti.
In vita e in morte.
Null’altro.
Il resto non conta.
Quasi non esiste.
Come una cosa di un altro universo.

Via con loro muore anche una particella di noi.
Pesiamo meno dopo.
Forse è per questo che ci ostiniamo a pensarle.
Le persone che abbiamo amato davvero e che abbiamo perso.
Perché temiamo di dimagrire troppo.
Fino quasi a morire.

Allora le pensiamo forte.
Per tenerle in vita ancora un po'.

Le teniamo vive.

Per tenere vivi un po' anche noi.

Franz.K

mercoledì 31 marzo 2010

Case di fieno.




 [http://www.youtube.com/watch?v=jbdPUiih020]


Era quasi venuto il giorno della partenza.
Un novembre dai colori tristi.
Grigi e freddi.
Tanto come il suo cuore.
La città lo aspettava.
Con il cemento della famosa canzone.
Con l’abbandono dell’erba smeraldo della famosa canzone.
Era quasi ora di partire.
Il giorno dopo o poco dopo ancora.

Che tristezza.
A quella giovane età poi era ancora più forte.
A tinte più forti.
I suoi sette anni dipingevano con i colori di  Vermeer.
Tutte quelle struggenti emozioni.
Tutto quello che non avrebbe mai più potuto vivere.
I profumi.
Gli amici.
La libertà più di ogni altra cosa.

Saltò via sul ferro arrugginito della sua piccola bicicletta.
In cerca d’aria.
In cerca di ricordi a cui aggrapparsi.
Di acqua ristoratrice da portarsi nelle borracce della nostalgia.
Saltò e scappò via verso le strade di terra battuta.
Verso gli alberi che le cingevano.
Come in un abbraccio.
E le lacrime del rivo a lato.
Dentro cui depositare le sue.

Sfinito, tornò verso l’antico borgo.
Rallentando quasi per fissare ancora meglio i ricordi.
Prima di affrontare le prime abitazioni e la coscienza ancora più viva del distacco.
Lei sbucò fuori quasi all’improvviso.
Su una bici arrugginita anche lei.
Dal portone della sua casa.
Era la più bella coetanea del paese.
Con i colori di pel di carota.
E una certa timidezza nei suoi confronti.

Incrociando i loro ferri vecchi si fermarono a parlare.
Strano.
Non era mai accaduto, appunto perché c’era qualcosa di magico e preoccupante da sempre tra loro.
Ma era lei che aveva vinto la reticenza, fatto ancora più incredibile.
Forse aveva saputo della sua partenza.
E non poteva lasciarlo andare via così.
Senza dimostrargli almeno una buona intenzione.
Una palese dimostrazione di quei suoi giovani innocenti sentimenti.
A lato della scena , nei campi, una casupola di fieno, tipico ricovero di attrezzi contadini.

Lei la guardò girando un poco lo sguardo.
E propose di andare là dentro insieme.
A fare il gioco delle coccole e delle carezze.
Sulla pelle.
Nuda.
Lui le sorrise e annuì.
Corsero tenendosi per mano verso il fieno fumante di quella costruzione.
Si guardarono bene intorno per assicurarsi di non essere visti.
Nascosero i rottami delle bici e si infilarono dentro al tepore di quell’alcova.

I vestiti si sfilarono via veloci.
Tuffando i loro corpi nel caldo umido delle busche di paglia.
Nel loro intenso profumo.
E caldo abbraccio.
La pelle di lei era candida e morbida come la panna del latte.
Al passaggio delicato e armonico dei suoi polpastrelli.
Dalle spalle .... giù per i polsi ....... fino al ventre  ……
Mentre i respiri diventavano profondi.
E i battiti del cuore forti.

Le scostò leggermente le gambe.
Scivolando con la mano destra tra esse.
Dove tutto era ancora più morbido.
Più caldo.
Dove le delicate carezze le favorivano ancora di più sorrisi e respiri profondi.
Scatenando in lei secrezioni di profumi sensoriali inebrianti.
Mentre anche le sue mani giocavano con elementi nuovi di lui.
In trasformazione.
Dentro in quel morbido, duro del fieno.

Voci di contadini in avvicinamento li fecero scattare veloci verso i vestiti.
E in un momento erano già in sella ai loro rottami rotolanti verso le rispettive case.
Verso un indimenticabile sorriso di vero addio per sempre.

Era il mese dedicato ai desideri questo.
Ne avrei uno impossibile.
Da esprimere.

Tornare solo un momento indietro in quel tempo.

Franz.K

venerdì 5 marzo 2010

Tastiere gentili.




 [http://www.youtube.com/watch?v=a7ySmnxy29Q]


Quando arrivo a casa di notte così tardi mi viene un grande desiderio.
Il desiderio di una tastiera che scriva da sola i miei pensieri.
Perchè non sono loro che mi mancano.
Ma la necessaria scioltezza delle falangi.
Basterebbe non scrivere direte voi.
In fondo non ho firmato contratti per farlo.
Eppure i pensieri vogliono uscire e farsi parole.
Provo ad andare verso il materasso ma tasti matti mi prendono per i capelli e mi trascinano verso lo scrittoio.
Come se la tastiera fosse gelosa.
Come se si sentisse trascurata.
È impressionante la “forza” che esercita su di me.
Ossia il contenuto elasto-temporale che trasforma, attraendomi.
Forse basterebbe tagliare i capelli.
Ma non so se loro sono d’accordo.
Temo altre ritorsioni e i rasta non posso permettermeli.

Insisterei per un’altra idea.

Io insisto per una tastiera speciale.
Gentile direi.
Che sappia leggermi i pensieri.
E scriverli da sola.
Quelli giusti di ogni sera.
Almeno di ogni sera di un giorno come oggi.
Che arrivo troppo tardi.
Di notte.
Almeno di ogni sera di un giorno come oggi.
Che arrivo tardi con molti pensieri.
Di notte.
Con pensieri bellissimi.

Dopo un bellissimo giorno.

Franz.K

martedì 16 febbraio 2010

Sogni mai sognati.




 [http://www.youtube.com/watch?v=Dp2GhLrJix4&feature=related]


I sogni mai sognati non possono produrre desideri.
Non sono veri.
Sono risposte senza domande.

Era un giorno di sole.
Era pieno giorno quando ne ho incontrato uno.

Come potevo crederci?
Era così differente da un sogno normale.
Così mai sognato.
E soprattutto non volevo crederci.
Non volevo sentirmi troppo differente, cambiarmi troppo.

Così ho provato ad inventarmi domande.
Ho provato a risvegliarmi.

Ma era un giorno di sole.
Era pieno giorno.
Ed era semplicemente vero.

Sono stato obbligato a cambiare.
A divenire differente.

A provare, per comprenderlo, a imparare a sognare.

Franz.K

domenica 31 gennaio 2010

Pensieri Liberi.




 [http://www.youtube.com/watch?v=hsYEFNVCDjQ]

Crescere con i piedi nudi nella terra.
E nell’acqua di un ruscello di acqua pulita.
Cioè sporca.
Non lavata con la chimica.

Non patire la fame e la sete.
E il caldo e il freddo.
Perché per il resto è più difficile non patire proprio nulla.
Almeno per adesso che forse non abbiamo ancora compreso.

Imparare a conoscere.
Innamorandosi del conoscere.
Non obbligandosi al conoscere.
Per conoscere il piacere, non il fastidio.

Scoprire cosa si è.
Comprendere cosa si è.
Difendere cosa si è.
Anche se non accontenta tutti.

La Libertà forse non è una condizione.
Per noi, non dipende solo da noi.
È una cosa difficile per noi la Libertà.
Perché le nostre vite sono in comunicazione.

E la Libertà è troppo respiro.
Troppa Felicità.
Così tanto, tutto, troppo.
Che solo attraverso lei possiamo uscire fuori.

Le nostre vite sono in comunicazione.
Anche da troppo lontano.
Anche nel silenzio.
Anche nel frastuono, o nel troppo vicino.

Volare senza ali.
E senza dolore.
E senza macchine addosso e intorno.
Semplicemente volare.

Non stringermi troppo a te madre.
Non riuscirò a fare a meno del tuo calore.
Anche se è morbido e insostituibile.
Rassicurante e simbiotico.

Accompagnami padre per la strada delle mie indecisioni.
Lasciami sbagliare.
Aiutami a sbagliare.
Perché possa essere differente da te.

Ho bisogno di volare.
Senza dolore.
E senza macchine addosso.
Solo con la mia mente.

È troppo respiro.
Troppa Felicità.
Fresco e tiepido.
Non freddo e caldo.

La Libertà.

Franz.K