Visualizzazione post con etichetta desideri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta desideri. Mostra tutti i post

sabato 9 marzo 2013

Danza il Tempo.
























http://www.youtube.com/watch?v=uNDzaHF2CBY



Danza sul tuo tempo
Come sul grano danza il vento
Danzalo leggera
Come brezza di primavera
Sciogli i tuoi capelli
Lascia che ti sfiori
Apri le tue mani
Le colmerà di fiori

Danza sul tuo tempo
Come un onda danza il mare
Ti asciugherà la sabbia
Di una spiaggia per riposare
Spargila sul corpo
Lascia che ti scaldi
Stringi appena i suoi granelli
Sai , nessuno può contarli.

Danza sul tuo tempo
Senza piangere rancore
Solo come un raggio di luna
Insieme al suo raggio di sole
Prendilo per mano
Lascia che ti sfiori
Sfioralo leggera
Come i petali dei fiori

Danza e danza
E ridi e balla
E corri nella luce
Il tempo poi ritornerà
E tu sarai felice
Danza e danza
E ridi e balla
E non aver paura
Il tempo non tradisce
Il tempo ....... ci misura .......

Danza e danza
E ridi e balla
E non aver timore
Il tempo sta tornando....
E' il tempo ...... dell'amore.


FranzK.


For Evgeniya with love.


domenica 20 gennaio 2013

Sogni da Sognare.

























https://www.youtube.com/watch?v=X2UbMvw4QPU


Leggo, dopo un po' di tempo.
Dopo un bel tempo, una primavera in inverno.
E leggo parole che ne rappresentano il tripudio.
Sognare per vincere.
Apre il cuore per una volta.
In mezzo a mille miserie intellettuali che divengono poi miseria per tutti.
In mezzo al frastuono del raziocinio della “concorrenza”.
Che suona non troppo diversa da corruzione.
Per tanti, troppi versi.
E per me non conta chi lo dice, come per i più.
Conta solo cosa significa e quanto è semplice o difficile realizzarlo.
Perché ha radici in noi, nel profondo di noi, nessuno escluso.
Questa è davvero la ricetta “anticrisi”, anche se ho mille timori a riguardo.
Perché temo che la “crisi” in fondo non spiace, e attende solo il ripetersi di un'altra ondata di “riprese” che riporteranno solo ad un groviglio peggiore.
Il sogno per vincere va ben oltre la “tecnologia”, e quando a dirlo è un tecnologo beh ….. pensiamoci.
Finalmente leggo : ” non hanno buoni prodotti” ….. non quanto costano.
E anche se la notizia è di settore va ben oltre qualsiasi gabbia settoriale.
Perché credo che sognare è avere la forza di uscire dagli schemi, antropologicamente falliti al momento.
Perché credo che sognare pretenda cambiamenti interiori.
Perché credo che non sarà mai un voto politico a poter cambiare nulla.
Perché credo che nei sogni c’è tutto il rischio e il bello del vivere.
Perché sognare non è per “sognatori” ma per  “illuminati”.
Perché è l’unico modo per realizzare grandi necessari cambiamenti.
Esce dagli schemi.
Supera barriere culturali.
Distrugge grigi palazzi per costruire splendidi arcobaleni.
Cambia “garanzie” in “certezze”.
Due cose opposte.
Sono folli quelli che non sognano.
Lo sappiamo, è conclamata anche dalla conoscenza scientifica.
Ma passano per folli, nel regno della follia, i “sognatori” ……. coloro che vedono con altri occhi.
Umani al minimo.
Abbiamo tutte le soluzioni possibili, tutte le risorse intellettuali, tutte le infinite variabili disponibili eppure ……
Non vogliamo sognare.
Dedichiamo ad altri il nostro sacrosanto diritto di scelta, ci lamentiamo ma non riusciamo a cambiare.
Qualsiasi scelta politica continuerà a darti la “multa” solo per incassare denaro.
Qualsiasi legge non cambierà i veri confini di sconfinate appartenenze.
Qualsiasi insistente legame con le certezze della sola “logica” continueranno a farci vivere come scimmie.
Qualsiasi “dominio” non sederà fino alla morte il suo “diritto”, la sua “burocrazia”.
Così ci lamentiamo ma non siamo capaci di cambiare.
A prescindere da tutti i possibili cambiamenti.
Preferiamo una “serena” morte logica ad un luminoso, possibile vivere.
E quanto lavoro ci sarebbe da fare in tal senso  …….
Quanta riduzione della disoccupazione ……
Per poter sognare è necessario essere felici.
E solo la felicità può riprodurre se stessa.
Non importa se nessuno vuole sentire questa parola.
Non importa se è considerata solo come impossibile realtà.
Produrre felicità, provare a produrne sarebbe davvero un “prodotto interno netto”.
Finalmente.
Un valore vero, al quale tendere almeno.
Non si può essere felici senza sogni.
È dimostrato il contrario: sei certo dell’infelicità con le illusioni.
E noi viviamo nel regno delle illusioni.
Non in quello dei sogni.
Sognare per vincere.
Non per una “Ferrari” o “Miss Mondo”, ma per la vita.
Perché queste sono davvero illusioni.
Ologrammi.
E non sono felicità.
È solo roba vecchia, trita e ritrita.
Come la pensione, le vacanze alle Seychelles, i mutui per una casa da lasciare ai figli, sotto forma di debito senza fine.
E non è chiusura il sogno vero, ma credo il suo vero contrario.
È vera energia liberata, con un elevato contenuto di entalpia di intelligenza.
È la capacità di vedere e il coraggio di credere.
Al di fuori di ogni speculazione economica, culturale e intellettuale.
Un vero dono.
L’unico credo che può davvero produrre “ricchezza” senza spreco.
L’unico per il quale forse vale la pena di lavorare sodo, solo in un modo diverso.
Senza martelli , incudini e falci.
Che non siano quelle del solo coraggio di vivere e confrontarsi con lo specchio che riflette la nostra identità.
Prima di qualsiasi identità altrui.
Vorrei chiedere a Larry Page, CEO di Google, padre di queste dichiarazioni,se è possibile avere un piccolo chip, una micro sd, qualcosa insomma, da indossare di notte per poter registrare i miei sogni. (non è un sogno anche questo? ….. possibile …….).
Per poterli condividere, confrontare.
Sognare è una cosa da grandi non da neonati.
È un atto di responsabilità, per il quale un uomo diviene un Uomo.
Una donna una Donna.

Il futuro qualcosa di finalmente sensato.


FranzK.

mercoledì 2 gennaio 2013

La Mia Siberia.























https://www.youtube.com/watch?v=S2TcNwxIocY



Ti penso sola ,
nella strada

Che ti accompagna tutti i giorni della vita.


C’è tanto freddo, 
che pesa dentro

Fatto d’acciaio come l’aria che respiri.


Ti sento dentro, 
nelle mie mani

Nelle tue mani hai dentro me.


Che ti accompagno, 
senza respiro

Solo un pensiero caldo di noi.



E la Siberia diventa l’Africa, 
per il tuo cuore mediterraneo,

per quelle lacrime che non piangono mai, 
nel caldo del sole che hai in te.

Lascia che ti regalo un sorriso, 
un sorriso mediterraneo

So che il tuo cuore lo sentirà, 
fuori da quel freddo impossibile

Abbracciami in quel sorriso, 
che non ha geografia

Solo due braccia che ti stringono, 
ti aspettano
non vorrebbero mai
che andassi via.



Non sei più sola , 
nella strada

Io ti accompagno tutti i giorni della vita.


Non c’è più freddo, 
che pesa dentro

Solo un amore che ti tiene per mano


Non sei più sola, 
dentro quel freddo

Dentro al tuo cuore, c'e sempre un sorriso.


Che ti accompagna, 
senza stagioni

Per sempre, vicino a te.



Se vuoi abbracciami in quel sorriso, 
che non ha geografia

Solo due braccia che ti stringono, 
ti aspettano
e un giorno ...
non si lasceranno
più andare via.




FranzK.


Francesco for Evgeniya with true love.





lunedì 17 dicembre 2012

Una Nuvola.






















Per sentirlo clicca qui e apri in un altra scheda, con il tasto destro del mouse il link di youtube:

Record music with Vocaroo >>

https://www.youtube.com/watch?v=NgYgp9WyTEE


Forse è stata una semplice nuvola
Di bel tempo,
di tiepido caldo,
di fresco
all'imbrunire,
che ti ha portata qui.
Spinta dal vento
tiepido e mai freddo,
mai troppo caldo
della vita,
delle sue correnti,
delle sconosciute leggi,
che ne governano
le direzioni.

Ha nevicato felicità
Quella nuvola dorata.
Sull'arsura
di deserti
infestati di serpi,
nascosti
nelle fratture
di una terra senza vita,
spazzata da venti
aridi.
Inaridita
dalla falsità
di un bella stagione inventata.
Ma mai avuta

Ha tempestato buon umore
Quella stupenda nuvola
Sfumata di rosa.
Sui disastri di un terremoto,
Di case demolite,
Di disperazioni e lacrime.
Case piene solo di dolore.
In città senza insegne,
irraggiungibili,
buie.
Zeppe solo di malandrini,
Sciacalli
di cuori puri
Ladri di sorrisi.

Ha piovuto coraggio
Quella semplice nuvola
Di bel tempo.
Vero,
riconoscibile
forse,
soltanto
Dalle mani stanche,
Ma sincere,
Indurite,
Ma dolci,
Di vita vera,
Di vere stagioni.
Le mani
di un vecchio,
Saggio, onesto
contadino.

…. che il bel tempo ritrova,
sempre.


FranzK.

lunedì 3 dicembre 2012

Dipingerò.

















fotografia da: http://www.pbase.com/dimitrisokolenko/image/40715784


per sentirlo clicca qui:

Record and upload audio >>


https://www.youtube.com/watch?v=jDzUGNzLh64



Dipingerò.
Sillabe nuove.
Sulle tele.
Immacolate.
Delle speranze.

Ai sogni.
Affiderò i miei passi leggeri.
Discreti.
Per  scoprire.
Dentro al loro santuario.
Nuovi colori.
Sfumature.
Armonie.
Per la tavolozza.
Delle mie sillabe.
Nuove.

Per quell'immenso.
Senza vuoto.
Che ci aspetta.
Un dipinto.
Di profumi.
Baci.
Carezze.
Dove poterci avvolgere.
Finalmente.
Senza parole.


FranzK.




I'll Paint.


I will paint
New syllables
On the canvas.
Immaculate.
Of hopes.

At the dreams.
I will entrust my light steps.
Discretes.
To find out.
Inside their sanctuary.
New colors.
Shades.
Harmonies.
For the palette.
of my syllables.
New.

For the immense.
Without empty.
That it will wait us:
A painting.
Of perfumes.
Kisses.
Caresses.
made only of a simple embrace.
At the end finally
Without words.


Francesco with love, for Evgeniya.


martedì 20 novembre 2012

Più di Sempre.























https://www.youtube.com/watch?v=p6RWCmUBgXk



Più di prima
Più di sempre
Voglio respirare ossigeno
E correre nel vento
Avvolto nei tuoi capelli
D’oro
Ma come possiamo?
Non pensare
Di poter essere felici?
Per poterlo essere.
Sempre.
Come quando
La primavera dei nostri giorni
Sbocciava
Campanule e viole
E non esitava
Nel credere ai loro profumi.
Più di sempre
Voglio vivere sorrisi
Di vita connessa
Insieme ai tuoi sorrisi.
Più di prima
Voglio vederti sorridere
Dentro lo sguardo attonito
Di occhi troppo vicini
Che ignorano
Senza colpa ma senza luce
L’allegria della tua voce
Senza colpa ma senza luce
Per poter comprendere
L’animo tenero
Della tua allegria
Di bimba felice
Che corre e s’arrampica
Dentro l’incolmabile
Della sua curiosità.
E respiro ossigeno
E mi arrampico dietro a te, dentro te.
Nelle tue impronte.
Indelebili.
Incise in rocce antiche
Rive di laghi incantati
Infiniti smeraldi.
E più di sempre
Solo un pensiero felice
Avvolto nei tuoi capelli
D'oro accecante.
Potrà rinascere.
L’oro perduto.
Per un altro, non nero.
Libero
Finalmente
Di essere felice.
Per noi.
Per tutti.


FranzK.

mercoledì 14 novembre 2012

Non Passa, il Futuro.



per sentirlo clicca qui:


https://www.youtube.com/watch?v=YydskG_l-dE



Ho sciolto le mie dita
Come miele
Nel tuo miele
nel dolce
delle tue forme
ti ho fatta mia
con le labbra
come un bambino
che non ha mani
per conoscere.
Ha labbra
e sospiri,
non parole,
solo emozioni
per imprimere ricordi
indelebili
stupiti.
Riconosciuti
dall'inizio del tempo
come suoi.

Nelle forme
Aggraziate
Delle tue caviglie
Nel velluto
morbido
Dei tuoi fianchi
Caldi
Stretto
Nel tuo dentro
Ho sciolto le mie paure
In cioccolato bollente
fuso
sui tuoi seni
soffici e consistenti
arsi
di sete
di labbra sincere
riconosciuti, dalle mie labbra
dall'inizio del tempo
come miei.

Ho sciolto il mio cuore
Fuso
Come plasma
Dentro il tuo
Intonando battiti
Calmi
Contro il tuo
Ho respirato
Il tuo respiro
Profumato
Di viola e gelsomino.
Di dolce nettare
Ho nutrito
Le mie papille
Sprofondando
Nelle pupille
Incantevoli
Dei tuoi occhi
Del tuo avvolgermi
Dentro te.

Ho ritrovato
Il bimbo
Con un ciuffo
Di rossi capelli
L’uomo
Ancora incantato
Dall'incanto
Di una scoperta
Fluida
Come olio di fata
Dipinto
Sulla tela
sinuosa
Della tua pelle
Attonito dalla meraviglia
Di un capolavoro
D’arte vera
Mai contemplato
Trovando te
Come tuo.

Non passa
Il futuro
Non trafigge
Il vento
La seta
Filata da bachi sapienti
Dei tuoi capelli
Non scolpisce
Diversamente
L’etereo
Angelico
Dei raccordi
Delle tue geometrie
Non sibila
Altre melodie
Altro ossigeno
Vibrato
Nell'essenza
Senza declino
Della tua anima.

Non passa
Il futuro
Di un cielo
Limpido
Immacolato
Persistente
Della nostra
Finalmente pace
Felicità
Senza fine
Insieme.
Il futuro
Persiste
Senza tempo
E oltre il tempo
Riporta
Riconnette
Senza fine
Nel suo futuro
Senza tempo.

Un per sempre
Riconosciuto
Dall'inizio del tempo.
Come nostro.
Solo nostro.


FranzK.


Doesn't pass, the Future.

I dissolved my fingers
like honey
In your honey
In the sweet
of your forms
you has become my
with lips
as a child
that has no hands
to know
has lips
and sighs
not words
only emotions
to imprint memories
indelible
amazed
recognized
Since the beginning of time
as his own.

In the forms
Graceful
Of your ankles
In the velvet
soft
Of your hips
Hot
Close
In your inside
I dissolved my fears
In hot chocolate
melted
on your breasts
soft and consistent
burned
of thirst
of sincere lips
recognized from my lips
Since the beginning of time
as my own.

I dissolved my heart
melted
as plasma
Inside your
Singing beats
calm
Against your
I breathed
Your breathing
Scented
Of Violet and jasmine.
Sweet nectar
I fed
My taste buds
Sinking
into the pupils
enchanting
Of your eyes
From your wrap
Inside you.

I found
the child
With a tuft
Of red hair
The man
still enchanted
from an enchantment
Of a  discovery
fluid
As fairy’s oil
painting
on canvas
sinuous
Of your skin
Astonished by the wonder
Of a  masterpiece
Of true art
Never contemplated
Finding you
As your own.

Doesn’t  pass
the future
Do not pierce
the wind
The silk
spun by silkworms wise
Of your hair
Does not sculpt
otherwise
The ethereal
Of your shapes
Don’t  hisses
Other melodies
Other oxygen
That vibrates
Into  the essence
without decline
Of your soul.

Doesn’t pass
the future
Of a sky
clear
Immaculate
Persistent
Of our
Finally in peace
Happiness
Endless
Together.
the future
persists
timeless
And over the time
Report
reconnect
Endless
In its future
Timeless.

A forever
recognized
Since the beginning of time.
As our own.
Only our.

Francesco with love for Eugenia












martedì 30 ottobre 2012

Sempre.





















per sentirlo clicca qui:


Record music and voice >>


http://www.youtube.com/watch?v=JVUfQb04e4s



Sempre                                                                                             
Ogni istante
Morbide ali
Come petali delicati
Senza tempo
Per appassire
Prendono i nostri cuori
E li portano in volo
Verso l’oriente
L’occidente
E solo tenere carezze
Sincere armonie
Parole senza alfabeti
Si incontrano
Ci avvolgono
Nell'abbraccio struggente
Sempre
Di un amore vero.


FranzK.





Always
Every moment
Soft wings
How delicate petals
Timeless
To wither
Take our hearts
And carry them in flight
Towards the eastern
The West
And only caresses
Sincere harmonies
Words without alphabets
meet
we wrap
poignant embrace
always
Of a true love.


for Evgeniya.
for our love.



sabato 27 ottobre 2012

Un Bambino Curioso.






















per ascoltarlo clicca qui:

Audio recording >>



http://www.youtube.com/watch?v=ultUCC1-7Y0&feature=fvwrel


“Non smettiamo mai.
Di osservare, come bambini incuriositi
Il mistero che ci circonda.
Chi non prova stupore
Chi non prova sorpresa
È morto.
I suoi occhi sono spenti”. ( Albert Einstein).

Caro Albert.
Netwon è morto con delle certezze.
Morendo davvero.
Tu con tanti dubbi.
E con gli “occhi” aperti.
Accesi di dubbi.
Non morti di certezze.
E vivi ancora.
E come chi ha fatto di un Cristo uno stato.
Altri hanno fatto della tua conoscenza
Una arrogante certezza razionale.
Un altro altare, un altro stato.
Dimenticando
Che era solo la certezza del dubbio.
Che ha acceso i tuoi “occhi”.
Che mille sono le verità
Che solo fuori da uno schema
Consueto
Solo nello stupore
E nell’umiltà dell’osservazione
Si può incontrare
Parte del tutto.
E mai il tutto.
Perché abbiamo 5 sensi sviluppati
E infiniti che non conosciamo.
5 periferiche digitali
E mille e mille percezioni certe.
Senza ancora il coraggio.
Per crederci.
Per  accettarne la natura.
Perché non basta vedere o toccare.
Per credere.
Forse è necessario sentire.
Prima che capire.
Con gli “occhi” di un bambino
Non di un professore
Occhi arrossati di lacrime.
Di asili senza ospitalità
Liberati dal pianto
Del buio del raziocinio
Da un semplice gesto.
Stupefacente.
Atteso ma non sperato.
Ma finalmente compiuto.

Di vero amore.

FranzK.

venerdì 26 ottobre 2012

La Felicità.
































per sentirlo:

Record and upload voice >>

http://www.youtube.com/watch?v=aeYTBvanFmE


Già.
La Felicità.
Una parola.
Senza dizionario.
Senza spiegazione.
Senza negozio.
Dove acquistarla.
Mercato.
Per quotarla.
Con un valore.
Algebrico.
E cerchiamo quella.
Che non è pace.
Non ordine.
Ma caos.
Dentro.
Salto energetico.
Disordine.
Con un senso.
Senza logica.
Differenza di potenziale.
Che crea correnti.
Neurali.
O forse solo correnti.
Che non sappiamo.
Che è pace.
Di un uragano.
Vissuto.
Dentro la casa “dentro”.
Protetto.
Dalla semplicità.
Di un tepore.
Calmo.
Dentro un uragano.
Di emozioni.
Vere.
Una trasgressione.
Controllata.
Una contrazione.
Del muscolo cardiaco.
O di un altro.
Che non sappiamo.
Entropia?
Parola vecchia.
Non conta.
E’ differente la felicità.
Non basta un emozione.
Non è pace.
Non è guerra.
Solo disordine.
Dove trovi tutto.
Quello che ti serve.
In modo semplice.
Come in un ordine.
Che conosci bene.
Nel disordine.
Della percezione.
Di qualcosa
Profumato.
Di vero.
Non teme.
Non conta.
Non canta.
Non freme.
Ma vive.
E respira.
Sincrona.
Accordata.
Semplice.
Facile.
Olio.
Tiepido.
Fragrante.
Non convenzione.
Non abnegazione.
Non promessa.
Non contratto.
Ma permesso.
Concessione.
Stupore.
Accoglienza.
Contatto.
Intimo.
Indissolubile.
Nel forse.
Assoluto.
Dopo.
Alla fine.

Quando la fine dei tuoi respiri.
Può  finalmente sapere.
O l’inizio di un vero amore.
Qualsiasi tipo di vero amore.
Ti può accompagnare, senza fine, insieme, nel sapere già.

FranzK.


..... chi la conosce l'accompagna, sempre.....
......chi l'ha meritata, lo tiene per mano e conosce ....... sempre.

domenica 21 ottobre 2012

Un Cuore Solo.

















Non ho quattro mani.
Otto occhi.
Dodici gambe.
Se varchi la soglia della mia casa.
Se la sua porta si apre.
Trovi un uomo.
Con un cuore
Uno solo.

Non soffro di sindromi.
Non sono doppio.
Né un multiplo.
Neppure borderline.
Se la mia casa ti accoglie.
Se la sua porta si apre.
Trovi solo un uomo.
Con un cuore.

Un cuore solo.
Che a volte resta solo.
Perché non è un falso.
È uno.
Unico.
Non può falsificarsi.
E se apre la sua porta.
Trovi solo rispetto.
Perché è uno solo.

Rispetto di una semplice accoglienza.
Rispetto di un vero amore.
Perché non è una copia.
O una fotocopia.
È un cuore analogico.
Senza transistor.
Sincero.
Senza virus digitali.

Puoi forzare la porta della mia casa.
Non quella del mio cuore.
Puoi rubarmi oggetti.
Non emozioni.
Puoi forzare password.
Crakkare informazioni.
Ma non sentimenti.
Non amore vero.

Puoi aprire cassetti.
Sono aperti.
Puoi raccontare di me.
Mi racconto da solo.
È facile distruggere l’onestà.
Perché non teme.
Si mostra.
Non si nasconde.

E anche lei non ha due verità.
Quattro punti di vista.
Dodici gradi di libertà confusa.
Sei opinioni.
Non vive nell'ombra del privato.
Del nascosto.
L’onestà è chiara come  il riflesso della luce.
E ha un cuore solo.

Non possiede.
Non impone.
Non tradisce.
Non ruba.
Non fruga.
Non confonde.
Perché non è malata.
Non teme il tempo e la verità.

L’onestà teme se stessa a volte.
Ha paura di non essere compresa.
Perché è merce rara.
Vero oro.
Non vero coraggio.
Si protegge.
E resta sola a volte.
Ma con un cuore solo.

E le cose vere non passano.
Non temono il tempo.
Neppure le prove della vita.
Respirano con due polmoni.
Pieni d’aria di montagna.
Fresca, vera, vissuta.
E hanno un cuore vero.
Uno solo.

Come il mio, come il tuo.

FranzK.


Dedicato a Evgeniya, che con rispetto, senza far rumore, ha aperto le porte della mia casa e del mio cuore.







giovedì 3 maggio 2012

Pioverà Ancora.





Pioverà ancora.
Per lungo tempo.
A dispetto del dispetto.
Che può procurare.
Pioveranno  gocce nuove.
Amebe abbracciate.
Per dissetare  deserti.
Pioverà acqua.
Pulita.
Pioverà sole.
E raggi lunari.
Pioveranno speranze.
Di ritorni diversi.
Pioverà acqua chiara.
A dispetto di ogni dispetto.
Che può procurare.
Pioverà speranza.
Acqua e sole.
Nel maggio della vita.
Pioveranno rinascite.
Di giovani germogli.
Di antiche querce.
Di polvere di stelle.
Di orchidee mai morte.
Nel maggio cantato.
Pioveranno amori nuovi.
Sinceri.
E non saranno tempeste.
Ma temporali estivi.
Aria ionizzata.
Fresca e pulita.
Rigenerata.
Nel maggio del primo verde smeraldo.
Pioveranno idee.
Nuove.
E pioverà coraggio.
Sopra il deserto della sfiducia.
E della paura.
Delle nuove povertà.
Dei vecchi alambicchi impolverati.
Di ruggine fresca.
Pioverà pioggia pulita.
Sul secco del vecchio.
Inaridito della presuntuosa sapienza.
Dei dogmi sintetici.
Delle sicurezze sintetizzate.
Nel maggio dei caldi orizzonti.
Pioverà fiducia.
Voglia di fiducia.
Pioverà conoscenza.
Nuova.
A dispetto del dispetto.
Che può procurare.
L’insistente, battente sgocciolare.
Dell’entusiasmo.
Di una rinascita.

Nel maggio che apre all’estate.
Pioverà.
Ancora.
Dispettosa.
Insistente.

La vita.


FranzK.


giovedì 26 aprile 2012

Processo per Due Vite.




Notte fonda.
Tutta notte. 
La prima notte senza riposo.

Se penso indietro, in un tempo che non ha tempo, comprendo che il “processo a nudo” di stasera ha forzato la fine.
Forse giusta, forse no, forse quello che sarebbe stato comunque, ma l’ha forzata.
Non era negli altri che avrebbero potuto cercare risposte.

Ma la sua di ieri notte, così difesa a spada tratta ancora stasera, ancora da lei e dai “giudici supremi” che hanno scelto, l’ha trovato solo.
Ancora solo.
Lucido e controverso, ma solo, sul banco degli imputati.
Non so se i due “maestri” che avevano scelto hanno compreso qualcosa, ma li hanno scelti loro e  non avrebbero che potuto accettarne il verdetto.
Cosa era poi lo scandalo?
Quale la tragica imputazione?
Il suo delitto?
Quei vent’anni che potevano fare di lui un padre?
O lo scandalo di un vero amore imprevisto?
Insostenibile agli occhi e alle menti di chi l’amore non l’aveva mai avuto?
Perché sul banco degli imputati era solo.
Solo e nudo.
Pronto per un verdetto che ha visto lei ignava protagonista.
Non al suo fianco.
Ma in una platea sguarnita.
Deserta se non per la sua presenza.
Come se quell’amore pronto al macello del raziocinio l’avessi inventato lui da solo.
Generato e vissuto da solo.
Solo suo, nella sua solitudine.
Forzare la fine per l’insostenibilità della verità.
Era fredda, gelida quella seduta dedicata al condannato.
Era fredda ancora di più nel contemplare la sua solitaria presenza nella platea.
Si aspettava di averla al fianco.
Non a difendere ma a sostenere il loro comune tremito almeno.
Di quel processo “a nudo”.
Deciso insieme, vissuto da solo.

Era difficile prendere una decisione.
Avevano scelto quella di un processo.
Scegliendone i giudici.
Ognuno il suo.
Quello di lei, donna, quello di lui,uomo, sostanzialmente opposti, sostanzialmente uguali.
Giusti, sbagliati?
Direi giusti nella media, sbagliati per l’editto, forse per l’incarico.
Sbagliati per lui, quantomeno, che si è presentato nudo, al processo.
Giusti nella media, sbagliati nella specifica materia, ancora una volta.
Perché è sbagliato affidarsi ed affidare una decisione a chi non conosce.
Dov’era l’esperto di “loro”?
Avrebbero dovuto proseguire insieme e basta ,forse avrebbero dovuto, alla fine, avere il coraggio, la pazienza, la follia ….. o la semplice ragione di andare fino in fondo a quel tunnel.
Una cosa insieme l’hanno fatta: hanno sbagliato per quel processo.
Lui forse molto più di lei.
Ma i giudici, per me che ho presenziato come unico ufficiale, non potrò mai dimenticarli.


I GIUDICI


Quello di lui è un uomo nuovo e vecchio, vecchio dentro intendo, pratico di “pratica”.
Un uomo.
La sua proposizione era quella di specchiarsi in lui, tendenzialmente al contrario, non necessariamente, ma tendenzialmente……nessuno al mondo, in realtà,avrebbe mai potuto convincerlo, nemmeno per “presunta” superiorità, di ciò che non era.
Avrebbe dovuto confrontarsi, comunque, con le sue tante vite, tante persone, tante verità inseguite e trovate, tanto, tanto troppo.
Cinquant’anni circa, il suo giudice, conoscitore di vite, di uomini, “praticamente” di molte vite, forse non del “vivere”.

Quello di lei è una donna nuova e vecchia, vecchia dentro intendo.
Una donna.
Non so cosa si aspettavi da lei.
L’aveva scelta lei, non mi è dato di sapere.
Buona persona, comunque, ventisette anni di sofferenze ed un futuro pieno di speranze.
Educatrice presso un orfanotrofio di una grande città.
Sua convivente.


LA SENTENZA


Unanime, gelida, razionale, logica, pratica, inattaccabile soprattutto perché sostenuta anche da lei che al processo si era presentata ben vestita e in platea, non al suo fianco.
Quindi vera, si presume .........
Lui, per la prima volta nella vita, nudo, tremante, indifeso, senza controllo della situazione, senza forzare controlli.

Busta 1 : la GIUSTA DISTANZA!
Busta 2 : la GIUSTA DISTANZA!
Busta 3 (dalla platea) : la GIUSTA DISTANZA!

No era pronto per l’unanimità, sperava in lei, ma sperava e basta, sperava che qualcosa la  riportasse alla verità del sentire, a quella verità che avevano vissuto tutti i giorni, tutte le notti, quella verità che non si era mai fermata davanti alle parole.
Il sangue è sgorgato copioso ma, al dolore, lui era preparato.
Non si è neppure difeso, non avevo preparato alcuna difesa, l’avesse fatto temo non si sarebbe difeso comunque: nudità e sangue erano nell’aria.
Perché poi lei non hai dormito, a proposito?
Per il solito, consueto dispiacere?
Per il male che aveva ricevuto lui, o per il presunto bene che aspettava lei?

La “giusta distanza” come sentenza non mi è parsa neppure molto azzeccata.
Da unico ufficiale presente.
L’ho trovata poco nobile per la loro nobiltà, aspettavo altro, l’originalità di un editto che potesse almeno far storia, onorando quella storia.
Da unico ufficiale presente  l’ho trovata solo mediocre, cattiva e ignorante.
Perché?
Perché “la giusta distanza” non ha misura, perché nessuno saprebbe stabilirla, perché, nel migliore dei casi vuole dire distante e basta.
Nel peggiore, è ancora peggio: prendi il peggio in cambio del tuo meglio, nel caso esso possa servire secondo la discrezione di quanto, quando e come del tuo creditore.
Sei debitore verso te stesso, se non lo fai.

Al meglio di lui nessuno ha nemmeno pensato, e anche solo come ufficiale navigato quanto impassibile, mi bastava pensasse qualcuno.
Mi bastava ci pensassi lei.
Al loro comune bene.
Ma non è accaduto.
Il preteso e convinto bene di lei era un altro, era un bene che prevedeva solo previsioni.
Il tipico bene del mondo degli uomini.

Perché il processo allora, mi sono chiesto?
Il suo bene, il suo, almeno, punto di vista a riguardo del bene, mi è parso fosse di secondo ordine.
Infatti, di fronte al tema l’editto dei giudici fu unanime: “il fatto non sussiste”.
Ma adesso toccava a me.

Imputato alzatevi!
La giuria, i giudici hanno sentenziato:


LA GIUSTA DISTANZA ….. A VITA!!!!


Vi prego piagnucolò quel pover’uomo.
Vi prego signori giudici.
Signora inesistente giuria.
Non sia già ergastolo allora ma la morte.
Ma tutti lucidi e convinti, anche lei ……. dalla platea degli ignavi.
Tutti, tranne me, che non riuscivo ad ignorare le lacrime disperate di quell’uomo.
Tutti, in uno strano sinistro coro:

LA GIUSTA DISTANZA ….. A VITA.

Il martelletto ha schioccato un colpo secco, mi è rimbombato dentro, la folla assente ha applaudito ed applaudiva mentre uscivo anch’io tremante, ferito, sanguinante, umiliato ……. sorreggendo allo stesso modo tremante, ferita, sanguinante e umiliata quell’anima disperata.

Mentre lei si complimentava con il giudice di lui, illudendosi di essere libera, finalmente, serena …….
Il giudice di lei sbirciava compiaciuta la sconfitta di quell’uomo.
Contemplando, raggiante la sua vittoria, i suoi schemi avevano funzionato, implacabili, perfetti:
la giustizia dell’”uomo scimmia” aveva vinto ancora una volta.

La vita, la sua sentenza, l’ha decretò tanto, tanto tempo dopo ……. al solito.


PROLOGO AL CONTRARIO.

Aveva inquietato quella telefonata durante la cena prima del processo ……. riportando da là terrestri segnali telecomandati…..
L’aveva inquietato vederla tentare il vomito, mentre la tensione sul suo corpo le spezzava i muscoli ……..
Prese la mano calda di lui permettendo di appoggiarsi sulla sua pelle nuda …….
La nausea passò veloce, e il volto massacrato di ferite di lei riprese subito colore.
Lui le aveva insegnato la felicità.
Anche nella semplicità di un buon cibo accompagnato da ottimo vino rosso, nella giusta quantità.
Le aveva insegnato ad amare la vita.
Nel meglio della sua semplicità.
Nelle passeggiate al chiaro di luna.
Nell’ascolto del gracidare delle ranocchie, ai bordi di quel fiume scuro ma pacifico.
Le aveva insegnato a non incidere più graffiti sul suo volto.

Prima che arrivassero gli uomini.
Con lunghi impermeabili bui.
Con mille bit al secondo, con lunghe dettagliate descrizioni depositate in triplice copia all’ufficio Sicurezza Sociale.
Uomini e trappole.
Troppe trappole.
Che riuscirono a ghigliottinare anche il suo bene per quell’essere speciale.
Perdendo.
Perdendola.
Sopra ogni cosa, temo, riconoscendo la vera sconfitta nella sconfitta di lei, nel suo ritorno verso l’illusoria sicurezza del mondo degli uomini.

Ancora una volta mi è stato dedicato assisterla, la sconfitta, in attesa che il tempo la renda nota a tutti.
Assistere alla sconfitta.
Il mio compito.
L’unico che il mio incarico prevedeva.
Da povero semplice ufficiale di sola lettura di editti, sentenze, procedure.

Non so come, perché ero bravo nel mio lavoro.
Ma sono rimasto invischiato in quel processo, irrimediabilmente compromesso anch’io.
Intrappolato anch’io in quella ghigliottina.
Obbligato ad esserci.
In attesa del peggior giorno del mio futuro.
Il giorno nel quale, insieme, mano nella mano, verranno a chiedermi:

 “perché non ci hai salvati?”


FranzK.