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mercoledì 6 marzo 2019

Il Tempo Del Silenzio





C’è un tempo
C’è né uno
Non tanti
Non musicale
Non un 3/4 , non un  6/8 , non un mazurca o un tango
C’è un tempo per agire
Per fare
Per parlare anche troppo
Per dilaniarsi e combattere
Per ragionare e produrre
C’è un tempo per essere cosciente
Lucido
Più di un wafer di silicio
Pronto alla fotoincisione
Pronto agli acidi corrosivi
Pronto ai transistori e anche molto di più
C’è un tempo dove pazientare come un gatto
Che caccia un topo
C’è un tempo dove scattare come un felino
Per catturare la preda
La vita
La sopravvivenza
La tua e forse anche la sua
È un segreto
Come quel tempo che lo identifica
Che lo scandisce
Che ne conta i millisecondi
Non di una semina
Per un auspicato e insicuro raccolto
Ma peggio
Perché non dipende dal meteo
Di un solo necessario agire.

C’è un altro tempo
Che non so se viene prima o dopo
Ma arriva
Prima o poi
Che invoca alla tua saggezza
Per essere accettato
Vissuto
“Subìto”
Perché siamo tanto stupidi
A volte
Che “subire”, accettare e vivere sembra debolezza
Non virtù di certo
E non si sopporta facilmente e felicemente
Questo tempo nuovo
Che viene prima o dopo
Ma che arriva
Dove pare che sia necessario
Chinare il capo
Farsi piccoli
Scomparire
Stracciare le catene neuronali
Che uniscono e ti sferzano
E ti invocano e chiamano
Come il misterioso canto delle sirene per Ulisse

“Qui, presto, vieni, o glorioso Odisseo, grande vanto degli Achei,
ferma la nave, la nostra voce a sentire.
Nessuno mai si allontana di qui con la sua nave nera,
se prima non sente, suono di miele, dal labbro nostro la voce;
poi pieno di gioia riparte, e conoscendo più cose.
Noi tutti sappiamo, quanto nell’ampia terra di Troia
Argivi e Teucri patirono per volere dei numi;
tutto sappiamo quello che avviene sulla terra nutrice”.

Legati a questo tempo allora
Non all'albero maestro della nave
Né alla tua presunta forza
Dell’altro tempo
Quello dell’agire

Perché non so quando arriva
Se prima o dopo il tuo ardire
Ma arriva
E non servirà più il tuo ardire

Ma la tua misericordia

Perché arriva

Il tempo del silenzio

FranzK.


sabato 29 ottobre 2016

Vivere








Жить  -Vivere-

Come è possibile uccidere una vita?
Come è possibile spegnare le luci?
Come è possibile strappare la madre dal suo bambino?
…di 5 anni…

No… no… no….
No, no, no!!

Ad una persona non è dato di sapere
Quanto tempo vivrà
Ma ci è stata data una scelta
Rispetto al modo di vivere il nostro tempo…

Vivere… vivere, vivere, vivere…
Vivere, vivere, vivere!
Vivere, vivere, vivere!!
Vivere, vivere, vivere!!!

Come si può imparare a vivere in pace…
Essere in grado di Amare, Perdonare e dare tutto di noi stessi fino alla fine…
…..e dare tutto di noi stessi fino alla fine!!!

Vivere, vivere, vivere!!!!

Come si può imparare semplicemente a vivere??

Stare insieme alle persone
Sognare insieme
Amare insieme
Apprezzarne ogni momento

Come è possibile perdonare il nemico?
Come è possibile non oltrepassare la linea?
Come trattenere le lacrime dentro al tuo petto?
E vedere un alba davanti a te?

Sperare, credere….

Perché il giorno che è passato non torna
E questo è il senso del futuro

Donare, salvare, perdonare!!!
Perché i nostri figli vivranno ancora qui….

Vivere, vivere, vivere…
Vivere, vivere, vivere
Vivere, vivere, vivere!
Vivere, vivere, vivere!!!!   ….. noi, con voi, vivremo ancora qui…..

Vorticare felice in cielo
E arriverà ancora l’alba
Ed essa si abbraccerà con la terra!
Ed essa si abbraccerà con la terra!!!

Vivere, vivere, vivere!!!!

Come puoi imparare a vivere nel mondo?
Tra le braccia dell’alba nella mattina…
Solo Amare…
Solo Sognare….
E con il cuore scaldarlo..

(RAP)
Mi ricordo a diciotto anni…
La musica, lo sport, l’aspirazione del mio cambiamento….
In questo tempo nessuno credeva nel mio successo
Ma contro ogni previsione, io ce l’ho fatta...

Mi ricordo come tutti mi hanno gridato: “ ma sei fuori??”
E io studiavo, lavoravo ma tutto era insopportabile
Io, l’unico figlio, l’unica possibilità per loro
Il diploma all'università di Mosca
L’unico obiettivo per loro...

Nella mia storia è tutto differente
Sono stato espulso dal corso
E i miei non l’hanno accettato
Poi una persona mi ha detto: “la persona più ricca del paese era un orfano”….

Ho sentito la diagnosi, sono stato in ospedale
Ho guardato negli occhi gli ammalati
Li ho guardati in faccia
Nessuno sconforto, nessuno scoramento
Solo il desiderio di vivere
“….mi bastano solo un paio d’anni…..”
“….me ne bastano una trentina…..”
Solo? Minimo trenta??
NO!

Minimo cento!!
Nessun se, nessun ma!

Lo sconforto ti tiene sul fondo come un àncora
Invece adesso è il tempo di cambiare tutto
Questa è la decisione, è già deciso.

Io ce l’ho fatta e tu pensi di essere peggio??
Puoi vivere anche così ma non sei peggio
Afferra tutte le possibilità con le tue mani
Cambia la tua vita insieme a noi

 Vivere, vivere, vivere!!!!

Come si fa a imparare semplicemente a vivere?
Non Combattere, non Uccidere…
Diventare semplicemente una Persona…..!
Diventare semplicemente una Persona…..!!!

Vivere
Semplicemente.

Cambia la tua vita insieme a noi.



Liberamente tradotto con l'aiuto di Evgeniya.

P.S." ...credevano ad un altro diverso da me e non mi hanno fatto del male...".ricordate?
La Pace non ha confini come la guerra, non importa dove i progetti prendono forma per lei ma, in questo caso, conta molto.....


FranzK

giovedì 7 marzo 2013

Occhiali di Vita.


























http://www.youtube.com/watch?v=1QrjvkhIpE0



Quella canzone piena di tristezza…..
Quel paio di occhiali unti di sudore
E di fatica sempre celata
Tutti rotti e maltrattati
Vissuti in quel buio dove cercavano invano luce
Per te anche
Tanto per te.
Sono rimasti li
Solo come un vecchio arrugginito ricordo
Di tutte le sere che ti tenevo vicina
Di tutto il mondo che volevo farti vedere
Di troppo amore
Forse solo di troppo immaturo amore
Non mi sento un buon padre
Ma ho fatto di tutto per esserlo
Avevo due mani
Una mente
Un buon cuore
Un vecchio paio di occhiali
Null’altro
Se non addosso il mondo
E tu eri avvolta nei tuoi biondissimi capelli ricci
Sorridevi sempre
Ti facevo vedere film  da “grandi”
Ti leggevo fiabe
Inventavo storie di paura
Solo una volta ho perso la pazienza
Ti ho dato una sberla
Di tutte quelle che per me erano abitudine quotidiana nella mia infanzia
E ti chiedo perdono
E me lo rendo
Ti ho riconosciuta come il mio meglio
La mia naturale prosecuzione
Per quando sarebbero restati di me
Solo quei vecchi occhiali
Pieni di unto e di sudore
Di notti insonni
Sporchi di grasso e buio
Ma lindi e candidi nel mio rifiuto alla compromissione
Lindi e candidi come l’anima di un bambino
Puliti in tutto
Tranne che nel vedere le tue sofferenze
Ciechi in quello
E nel non comprenderle
Domani  è la festa delle donne
Scriverò per ironia domani
Domani  lo farò
Ma stanotte mi sono svegliato
E stanotte è difficile
È la notte di un giorno comunque difficile
Per te di più
Perché avevo tanto da dare
E non ci sono riuscito
Davanti a Dio se mai esiste e agli uomini
Non temo il giudizio
Ma solo l’impotenza
Di un tuo mancato sorriso
Non mio di orgoglio
Ma tuo di gioia
L’impotenza di un padre
Delegittimato
Davanti a se e alla sua coscienza
Perchè a tuo padre del mondo non interessa
Non ha mai contato i suoi giudizi e pregiudizi
E non l’avrebbe cambiato un po', nelle sue possibilità.
Li ha sofferti e amaramente accettati quei giudizi
Per altri editti
Che solo il tempo ha dato
Ai giudici supremi
A coloro che si fregiavano di consigli
O presuntuose certezze.
Quindi domani è la tua festa
Per me è così
La festa di una donna
Che è stata la mia bambina
E alla quale forse ho dato troppo o troppo poco
Amore
E parlo di me
Solo di me
Perchè mi manca tutto quello che non ho potuto insegnarti
Perché ne avevo e ne avrei adesso ancora di più
E non è dei miei occhiali appena meno sporchi di sudore
Che mi tormento
Ma di quanto mancano a te
Quelli vecchi
Che non hanno saputo vedere
Le tue sofferenze
Non le mie
Le mie non contano
E adesso ho tolto gli occhiali
Perché si sono inumiditi
Non di pioggia
Non di sudore
O di grasso
Ma di una tenerezza
Che non ho saputo dare
Di un amore diverso
Che non ho saputo trasferire
E del quale mi faccio carico
Solo io
Come sempre nella mia vita
Non rifiutando la responsabilità
Ma assumendola tutta avendone la forza
O semplicemente illudendomi di poterla avere
Non c’è più quel giovane padre
Che a volte sfatto dalle sue lotte e dalle sue fatiche
Si addormentava qualche ora
Sul divano di casa
È qui
Senza occhiali
E senza che tu, vedendoli appoggiati su un tavolo
Possa soffrirne
È la tua festa domani
Ed è per te che scrivo
Per mia figlia
Spero con un po' di tenerezza
Imparata
Compresa
Scrivo perché tu possa un giorno leggermi
E comprendere che questo mio sciocco scrivere era l’unico modo che avevo
Per indicarti la tua strada
Quella che ti appartiene di diritto
E che un giorno fiorirà
I figli sono meglio dei genitori
Sempre
E spero che prima che questi occhiali si arrugginiscano ancora
Spero di leggerti
Per tutto quello che sai scrivere tu davvero
In forma e contenuto
Per la meraviglia che è difficile da sostenere
Incanalare a volte
Perché il troppo amore
Che puoi avere dentro
È un delicato equilibrio
Che ti rende speciale
Non nei sensi di colpa
Ma in quelli della virtù
Ma anche in quelli delle quotidiane inquietudini
Perché era una principessa
Di un vero principe
Ma senza regno.


Ti prometto che per la tua festa
Non lascerò gli occhiali sul tavolo domani
Spero che mi aiutino a vedere
A scrivere adesso per poter  leggere te un po' più avanti
Nelle meraviglie semplici che hai dentro.
E che un giorno sbocceranno
Non nel buio di un tormento
Ma in una serena mattina piena di sole.


FranzK.

Tuo padre.