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martedì 29 maggio 2018

Il Valico e il Colle












https://www.youtube.com/watch?v=CmK-uaYFBJc



Quante volte lo stavo a sentire incantato, durante la mia adolescenza e non solo, il mio vecchio padre.
In quel poco, pochissimo tempo che il duro lavoro gli concedeva come pausa “famigliare”, prima di un necessario e precoce riposo.

Quel riposo che contava i minuti poco prima o poco dopo, al massimo le 21e 30, imposto dai tempi di una sveglia molto più precoce, ben prima che sorgesse l’alba, verso le 4e30.

Senza mai sosta e senza mai un premio, che si discostasse di poco dalla sopravvivenza offerta a noi, e alla sua famiglia. Senza mai sosta per 52 lunghi anni……

L’unico premio in palio era qualche opportunità in più per noi, null’altro, o forse anche altro …..l’onestà….., la dignità….e sempre un sorriso, mai un peso né per noi né per nessuno…….. se ne è andato senza debiti né crediti al netto di un funerale, ma ha lasciato un segno , una traccia indelebile e non solo in noi ma in tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, di incontrarlo..

Che fatica, che gioia e che “struggle” direbbero gli anglosassoni, parlare di lui, ricordarlo….

Sono stato un figlio molto fortunato, non capita così spesso.

Povero e fortunato, qualcosa di difficile da comprendere ad oggi e forse non solo ad oggi.

E chissà quanti come lui, tra nonni e trisavoli, hanno costruito e costruito senza mai un lamento senza mai un rammarico o una rabbia.

Tutto o molto di quanto ci circonda è figlio delle loro davvero “Sante” fatiche, entusiasmi, valori.

Credo ce lo siamo dimenticato un po’ troppo, abbiamo troppo poco rispetto per le “formichine operaie” che hanno costruito il nostro presente. Tutte insieme, chi con le mani chi con la mente: altro non avevamo se non sassi dei fiumi e rocce delle montagne, un po’ di legno, qualche rigogliosa palude, qualche bestia più affamata di loro e davvero poco, pochissimo d’altro.

Ma ho perso la via e cerco di ritrovarla.

Lo ascoltavo moltissimo quando mi raccontava della “guerra”, già la guerra alla quale era stato controvoglia destinato: dalla sua “palude padana” che si ostinava a lavorare per sfruttarne la rigogliosità ad un'altra palude, lontana, molto lontana e molto più “malsana” della sua: l’Albania.

Prima linea, punto.

Lui che non aveva neppure visto il mare, attraversò, prima di conoscerlo, l’intera penisola in treno e non si era mai spostato più di quanto una malandata bicicletta potesse concedergli.
Credo fosse all'incirca il 1943 forse 44, mio padre aveva 30 anni e senza di lui quella piccola azienda (famiglia) agricola avrebbe avuto davvero grandi difficoltà.

Ma era necessario, per la “madre patria” andare a conquistare altri popoli, chissà mai perché, ma era necessario.

Dagli innesti di rose come passatempo festivo si ritrovò a montare e regolare le ottiche di cannoni come impiego “full time”.

Lui che faceva fatica a sacrificare un coniglio per il pranzo della Domenica.

Comprese presto, nella sua innocente intelligenza, che la patria non è mai madre ma “matrigna” ed ebbe modo di scriverlo ad un cugino invidioso della sua posizione avanguardista da “prima linea”. E lo scrisse con un “patriottismo” profondamente radicato.

Ne avrei molte da tramandare, troppe forse, ma una di queste “storie” non la dimenticherò mai, forse supererà anche la decadenza della memoria nel tempo della mia senilità.


Beh, lo sapete.
In Albania non si combattevano gli Albanesi ma gli Inglesi, lo scontro era tra l’esercito Italiano e quello Inglese.
Era uno dei tanti “fronti” e non credo ci fosse qualcuno dalle parte “giusta” della Storia, “noi” sicuramente no, almeno.

( E’ mio convincimento che sia necessario stare dalla parte “Giusta della Storia” , in ogni caso o quantomeno se vuoi “vincere” in modo che la “Storia” mai abbia a contestarlo).

Loro, gli Inglesi non lo so uguale, lo dirà la Storia più in là, al momento pare fossero quantomeno in una posizione meno sbagliata della nostra, tanto è, che poi ebbero la meglio.

Non importa il “come”, come ben insegna il Macchiavelli.

Non importa che le popolazioni locali, del tutto estranee a quegli avvenimenti e dedite assai più dei “nostri” alla sopravvivenza frutto in gran parte dell’attività di poveri pastori o poco più, fossero ubriacate e mandate contro le nostre linee schierate con le mitragliatrici ad altezza “fianchi”, Machiavelli avrebbe senz'altro approvato.
E fino a qui si sa: la guerra è guerra, non l’ha concepita De Coubertin di sicuro.

E’ di un altro “mezzo” che non posso dimenticare il racconto:
Il servizio di “intellingence” dell’esercito Italiano, aveva scoperto che il nucleo più importante dell’esercito Inglese sarebbe passato lungo uno stretto valico ai lati del quale sorgevano due colli, due tratti altimetricamente elevati rispetto al passaggio stesso, alla gola.
Il risultato era ancora in parità, la partita era aperta e quella “scoperta” si prefigurava come una “manita” calcistica.
L’esercito Italiano appostato sulle due prominenze avrebbe “insaccato” quello Inglese dall’alto con una facilità disarmante, in tutti i sensi. E avrebbe “vinto”.
Tremila di qua e tremila di là, uomini, fucili, cannoni e mitragliatrici su quel colle. Non sono Inglese (forse neanche Italiano) ma mi vengono i brividi.

Non sarei qui a scriverlo, a raccontarlo, se a mio padre, chissà per quale strano caso, furono impartiti altri ordini con incarichi differenti. Uno dei pochi, pochissimi che la notte non si assopirono su quel doppio colle in attesa dell’alba e dei primi rumori di preludio dell’arrivo dell’esercito “nemico”.
Lui dormì in un altro posto quella notte, e io sono qui.

Dormì poco, pochissimo ma non era là insieme agli altri su quel doppio colle quella notte.
Dormì pochissimo perché molto prima dell’alba fu risvegliato dal crepitare del piombo.
Non durò neppur un granchè tutto quel frastuono.
Il superiore gli impartì un nuovo ordine, a lui e ai pochi rimasti.
E non posso dimenticare gli occhi lucidi di mio padre nel raccontare, non posso dimenticare quegli occhi grigio chiari che ancora, dopo molti anni e molte ripetizioni di quel racconto, si inumidivamo. Ancora e ancora.

Giunsero al doppio colle alle primi luci della loro alba più triste credo, un alba che tentava di farsi largo in una nebbia di polvere da sparo: dalla sua parte il prato verde era rosso di sangue e contava 3000 “compatrioti” trafitti alle spalle, uno ad uno, con ancora in giro qualche poverissimo “sciacallo” Albanese che cercava sui loro corpi qualche croce o qualche anello d’oro.
Gli altri 3000 erano dall'altra parte, sull'altro versante del colle, morti uguale.

E’ questo “come” che non si capisce, non lo comprendono, nessuno può immaginare cosa possa essere successo, doveva essere un successo scontato, era finito in una carneficina di pallottole nella schiena.
Qualcuno potrebbe pensare che l’esercito Inglese avesse un “intelligence” tanto più brava da aver prevenuto l’imprevedibile.

E invece no.

La verità era da un'altra parte.

Purtroppo....
Il Generale comandante in capo delle forze militari Italiane in Albania aveva venduto per denaro l’informazione.

Aveva Tradito.

Almeno il popolo del suo esercito.
Al minimo quei 6000 uomini colpiti alle spalle.

Mio padre lo incontrò e gli parlò, sulla nave che, non si sa come, riuscì a riportare quei pochi in Italia, nel loro paese.
Il Generale parlava e parlava mentre attraversavano il mare.
Ma mai alzò lo sguardo per incontrare quello di mio padre.
E il Generale tornò e, se già non era ricco di suo, di certo morì ricco e lasciò ricchezze.

Ma chissà se mai riuscì nella sua vita a guardare ancora qualcuno negli occhi.
Chissà cosa ha lasciato alle sue generazioni.

Mio padre ne era al corrente.

Che mentre lui andava a dormire al massimo alle 21e 30 per potersi svegliare alle 4 e 30 per la nostra sopravvivenza e le nostre auspicate opportunità, in qualche luogo indefinito del suo “paese” c’era un vecchio Generale che proliferava nelle ricchezze acquisite quella notte.

Lo sapeva.
E non ha mai perso il sorriso con noi, mai l’ha perduto con la sua vita.
Ed è morto anche lui, dopo molto tempo ma credo un po’ anche quella notte.
E’ morto povero, da “formichina operaia”.
Ma onesto.
Senza tradimenti.
E ha lasciato valori, rispetto, dignità oltre al frutto del suo immenso lavoro.
E non solo a noi.
Sono valori che vivono ancora nell’aria di adesso.
Valori per tutti.

Chissà che non faccia una differenza.
La sola che qualunque forma di denaro o potere non potrà mai misurare.
Ma soprattutto comprare.


FranzK.

lunedì 11 marzo 2013

Ma ..... Come?






















http://www.youtube.com/watch?v=UQGFmEbuJOY



Ma come?
Leggo e non comprendo.


Beh questo è normale …..
Ma provo a leggere da uomo del “bar”…..
Forse lo sto diventando ……
Almeno per una volta ....... mi sia concesso .....
L’Ungheria di Orban.
L’Italia di Berlusconi.
L’America ….. dei petrolieri …….
La Russia di Putin.
La Cina …… di …… boh ……
La UE dei tedeschi …… della Merkel  …….
Il Sud Africa di Mandela?????
No!
È degli olandesi!!!
Piccolo popolo dalle grandi capacità ……
In Sud Africa estraggono diamanti ….. a basso costo ….. gli ultimi ex razzisti ……
In Olanda li “intagliano” trasformandoli in “preziosi” ….. valore aggiunto …..
Per donne senza scrupoli e uomini senz'anima.
Le prime li cambieranno per uno più “grande”, i secondi per una più “giovane” …..
Vado avanti?
No dai.
Fermiamoci qui.
In fondo noi esportiamo cultura ......
Celentano, Al Bano, Toto Cotugno e Eros Ramazzotti .....
Vuoi mettere?
Gaber, De Andrè, Jannacci, Conte, .....
Ma chi sono???
Robaccia .... per "italiani" ......
Poi dai ....... 
Stanco un Papa se ne fa un altro. ( questa non mi va giù, hanno rubato la libertà poetica ai poeti .......era per  poeti sostituire il vecchio "morto un papa ......."!)
Se poi è tetesco di Germania ……
Stanco …….
Beh via, un grande rivoluzionario, un innovatore insomma.
E pensare che era partito dal conservatorismo ….più estremo .....
Poi tetesco.
Stanco ......
Neanche terone.
Lo avrei compreso di più …..
Troppe cose da fare stasera.
Probabilmente è per quello.
E faccio veloce.
Un caffè veloce al bar .
Solo un domanda semplice.
Ma questo Orban d'Ungheria?
Chi è??
Deve essere uno importante caspita ……
Cambia la costituzione in un secondo.
265 a favore 11 contrari.
Ma questa sì che è democrazia!!!
Altro che quella di questo povero , sempre più povero ……. Paese ……almeno abbiamo il buon gusto di chiamarlo così ...... un pò di buongusto ci è restato ancora ......
Guai a offendere la “dignità” ungherese …..
Finisci in ….. dove finisci??
Si finisci per stare lì tutta la vita.
E guai se te ne vai!
Se sapevo mandavo i miei figli a studiare lì, caspita.
Oltre a trattenerli dopo la “laurea” gli daranno anche un lavoro no?
Mi sono preso paura.
Chissà cosa staranno facendo gli ungheresi ……
Cose segrete ……..
Nessun dorma, nessun parli …….
Ma lo cosa sconvolgente per me è un'altra.
Gli oppositori social – comunisti ……!!!!!
Sono loro che si oppongono al divieto di libertà di parola, pensiero, libertà!!
Ma non era il contrario tempo fa??
Ricordo davvero male?
I carri armati a Praga e Budapest?
Per fermare la “libertà”?
In fondo leggo che basta cambiare le parole …..
Sono fascisti …….
Una buona via d’uscita.
Mi rassicura.
Come gli olandesi del Sud Africa …….
Intaglieranno diamanti anche loro …..
Chissà.
Quelli dell’Olanda sono un esempio per il mondo scherziamo?
E a noi cosa resta?
Un “a noi”!!!!!
Temo ……..
Social-liberal-fascist-comunista .....
Oltre ai mitici Celentano&company ovviamente .....
Troppe cose da fare.
Molto inutili.
Stasera.
Come tutte le altre sere ovviamente.
Ma molte.
Cercare di comprendere la via d’uscita per una libertà vera.
Per tutti.
Cose futili.
Poi come mai potrei io?
Non sono mica Higgs …..
Insomma meglio andare.
Ho la mente altrove ……..
Devo essermi sbagliato a leggere.
Un fascista , di nome Orban, della “grande” Ungheria che vieta le stesse libertà vietate dai Soviet.
E i Soviet insorgono.
Purtroppo non i cattolici per un papa “stanco” …….
Purtroppo non gli Americani “non petrolieri” …….
È invidia ovviamente.
A noi resta un uomo di polipropilene.
Che sta tanto male.
Contro cosa dovremmo insorgere noi?
Siamo palle di gomma.
Con memoria di forma .....
L'unica nostra vera forza è quella della sopportazione.
Poi non temiamo , adesso ci pensa Grillo …….
Che adesso che ha vinto le elezioni cercherà le persone giuste ........
Avremo la nostra auto a idrogeno …..
E i detersivi all’acqua ……
Prodotti “nuovi” insomma …….
Addio Mediaset ……
Addio le Coop …….
Ovvero.
Tutti insieme appassionatamente.
La pelle del salame nella mia infanzia contadina la davamo ai gatti selvatici.
Pare che sia il “business” del futuro.
E del presente ……
Rayban stai attenta ……
Rischi di fallire.
Meglio comprare il brevetto ……
Troppe cose da fare.
Stasera.
E comprendo solo una cosa .....
Sono in ritardo!!!!!!



FranzK.

mercoledì 14 marzo 2012

Ladri di Vite.






Ancora e ancora.
Di violenza.
Da bestie.
No.
Le bestie non sono violente.
Mai.
Da Uomini.
Perché?
Perché la violenza da uomini?
Perché le bestie possono impazzire.
O avere solo fame.
Gli uomini no.
Né per fame.
Neppure per follia.
Mi riporta a ricordi.
Giovanili.
Di film che non ho potuto vedere.
Allora.
Troppo giovane tra vecchi.
Troppo precoce solo nella testa.
Un maledetto.
Perché in quel film rappresentava.
Lo stupro vero.
La sua vera origine.
La struttura sociale.
Della violenza.

E degli stupratori?
Cosa dire?
Maledetti?
Ma no.
Da “capire”.
Qualche anno al fresco.
Condizionali.
Psicologi.
E via.
Perché cambiare la società?
In fondo uno stupro è come un furto.
Andato male.
Uno che entra nella tua casa.
E non può rubare sentimenti.
Solo lasciare fetidi odori.
Che solo finestre aperte.
E tanto tempo.
Possono far passare.
Povero Pasolini.
Maledetto per la sua “diversità”.
Per me eterosessuale.
Nulla di che.
Che in quel film.
Ha avuto il coraggio.
Di rappresentare l’origine dello stupro.
I quattro poteri che lo favoriscono.
O favoreggiano …..
Favoreggiando i condizionamenti sociali a loro e a suo vantaggio.
Ed è passato lui per “bestia”.
I quattro poteri si sono evoluti.
Nel favore del vento.
Della società dei controvalori e delle speculazioni.
Dei “grandi fratelli”, dei “Facebook”.
Dei “Sanremo”, dei “Superenalotti”.
Delle “veline” , dei modelli certificati da quattro poteri con un unico interesse.
Farti “pensare” come lui.

Salò?
Sodoma?
120 giorni?
Almeno.
Sarebbero già finiti.
Invece no.
Non c’è numero.
Non c’è fine.
Allo stupro.
Alla violenza.
Di uomini su donne.
Di donne su uomini.
Di furti.
Dei propri profumi.
Lasciando solo olezzi.
Insopportabili.
Violenza?
No.
Molto di più.
Furto.
Legalizzato.
Incitato.
Favorito.
Favoreggiato.
Anche solo per il valore di una notizia.
Di un terrore.
Fisico.
Psicologico.
Profondo.
Interiore.

Quattro poteri.
E qualche miliardo di senza pensiero.
Ladri di vite.


FranzK.

P.S. come cantava De Andrè , appena rivisto
.......anche se noi ci crediamo assolti, siamo tutti coinvolti......